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Sigmund Freud

Sigmund Freud, neurologo austriaco e fondatore della psicoanalisi, ha sviluppato teorie fondamentali sulla psiche umana, pubblicando opere significative come 'L'interpretazione dei sogni' e 'Psicopatologia della vita quotidiana'. La psicoanalisi si concentra sull'inconscio e sui conflitti emotivi, utilizzando metodi come l'ipnosi e le libere associazioni per esplorare i traumi repressi. Freud ha anche introdotto concetti chiave come la prima e la seconda topica, che descrivono la struttura della psiche e il conflitto tra le sue diverse istanze.

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Sigmund Freud, neurologo austriaco e fondatore della psicoanalisi, ha sviluppato teorie fondamentali sulla psiche umana, pubblicando opere significative come 'L'interpretazione dei sogni' e 'Psicopatologia della vita quotidiana'. La psicoanalisi si concentra sull'inconscio e sui conflitti emotivi, utilizzando metodi come l'ipnosi e le libere associazioni per esplorare i traumi repressi. Freud ha anche introdotto concetti chiave come la prima e la seconda topica, che descrivono la struttura della psiche e il conflitto tra le sue diverse istanze.

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SIGMUND FREUD(1856-1939):

VITA E OPERE:
Sigmund Freud è stato un neurologo austriaco e il fondatore della psicoanalisi.
Egli nacque nel 1856 a Freiberg, nell’attuale Pribor della Repubblica Ceca, in una
famiglia ebraica di origine modesta con cui si trasferì a Vienna nel 1860 a causa di
difficoltà economiche. Dopo la laurea in medicina, Freud iniziò a lavorare
all’Ospedale di Vienna e poi nella Clinica psichiatrica di Meynert. Grazie a una
borsa di studio, nel 1885 il filosofo lasciò Vienna per trasferirsi a Parigi e seguire le
lezioni di Jean-Martin Charcot, un famoso neurologo. Tra il 1892 e il 1895 pubblicò
con Joseph Breuer:
● “Il meccanismo psichico dei fenomeni isterici”;
● “Studi sull’isteria”.
In seguito alla fondazione della psicoanalisi nel 1897, Freud pubblicò molte opere:
● “L’interpretazione dei sogni”;
● “Psicopatologia della vita quotidiana”(1901);
● “Tre saggi sulla teoria sessuale”(1905);
● “Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio”(1905);
● “Totem e tabù”(1913);
● “Introduzione al narcisismo”(1914);
● “Introduzione alla psicoanalisi”(1915-17);
● “Al di là del principio di piacere”(1920);
● “Psicologia delle mass e analisi dell’Io”(1921);
● “L’Io e l’Es”(1922);
● “L’avvenire di un’illusione”(1927);
● “Il disagio della civiltà”(1929);
● “L’uomo Mosè e la religione monoteistica”(1934).
Freud promosse la pratica e la diffusione della psicoanalisi, a partire dalla fondazione della “Società psicoanalitica di
Vienna” nel 1908 e dell’Associazione psicoanalitica internazionale nel 1910 e dalla partecipazione a congressi annuali
nelle principali città europee.
Nel 1933, a Berlino i nazisti bruciarono le sue opere e nel 1936 sequestrarono a Lipsia il magazzino della casa editrice
del movimento psicoanalitico. Dopo l’occupazione nazista di Vienna del 1938, Freud si trasferì a Londra dove morì nel
1939.
ORIGINE DELLA PSICOANALISI, IL CASO DI ANNA O. E L’ISTERIA
La psicoanalisi è una disciplina psicologica e terapeutica che si concentra sull’esplorazione dei processi psichici
inconsci che influenzano il comportamento, i pensieri e le emozioni.
All’origine della psicoanalisi vi è il caso di Anna O., lo pseudonimo di una paziente di nome Bertha Pappenheim del dottore
Joseph Breuer, amico di Freud. La paziente era affetta da gravi disturbi isterici con sintomi che comprendevano paralisi del
lato destro, idrofobia (in seguito ad aver visto la cagnolina morire dopo aver bevuto dalla sua tazza), tosse nervosa, nausea e
incapacità di bere. Dopo alcune sedute di ipnosi e un periodo di apparente miglioramento, Anna O. sviluppò una sorta di
attaccamento emotivo nei confronti di Breuer, con episodi che includevano fantasie romantiche. Perciò, Breuer, spaventato
dalla situazione, decise di passare il caso a Freud.
Freud e Breuer comprendono che i problemi neurologici di Anna O. non erano altro che manifestazioni somatiche di
conflitti emotivi irrisolti e traumi repressi (legati alla morte del padre). Ciò è possibile attraverso il processo di
“conversione”, tramite cui per esempio la paralisi degli arti può essere legata al senso di impotenza e la perdita del
linguaggio riflette l’incapacità di esprimere verbalmente le emozioni provate.
Per indagare su queste tipologie di casi Breuer e Freud sperimentano 3 metodi:
1. l’IPNOSI o metodo CATARTICO (“cura tramite il parlare”), una condizione psichica in cui l’individuo si trova in uno stato
di trance in cui vi è una riduzione delle capacità cognitive. Questo metodo viene abbandonato poiché crea
dipendenza nel paziente e i suoi risultati sono instabili;
2. metodo della PRESSIONE, che consiste nel provocare il ricordo tramite la pressione della mano del dottore sulla fronte
del paziente;
3. metodo delle LIBERE ASSOCIAZIONI, che consiste nel cercare di rilassare il paziente in modo che si possa
abbandonare ai propri pensieri e associa liberamente le parole tra loro fino a risalire a quegli eventi traumatici che
sono la causa dei suoi disturbi.
Jean-Martin Charcot, un medico e neurologico francese, è stato colui che ha effettuato uno studio sull’isteria (dal greco
“hysterion”, ossia “utero”, una condizione neurologica che prima si attribuiva solo alle donne e allo spostamento anomalo
dell’utero. Charcot individua la causa di questa condizione a livello neurologico a lesioni funzionali del cervello e descrive
dettagliatamente i sintomi psicologici, ossia iperemotività, ansia intensa, attacchi di panico, cambiamenti di umore
improvvisi, bisogno di attenzione,..., e fisici, ossia paralisi, convulsioni, spasmi, perdità di sensibilità,... Oggi il termine
“isteria” non è più utilizzato a livello medico poiché i vari sintomi sono classificati in specifici disturbi psicologici e neurologici,
come quelli dissociativi (alterazioni della coscienza, della memoria e dell’identità) e quelli d’ansia (manifestazioni di forte
stress e mancanza di controllo dell’ansia).
PRIMA TOPICA e SECONDA TOPICA
All’interno dell’“Interpretazione dei sogni” Freud descrive la topica psicologica, ossia l’articolazione dei luoghi (topoi) della
psiche. Di fatto, Freud è come se dividesse la mente in ISTANZE, ossia luoghi mentali.
PRIMA TOPICA:
Secondo Freud, la struttura della psiche è formata da 3 parti:
1. CONSCIO, che corrisponde a ciò che si conosce di sé e del proprio vissuto. È la parte della mente in cui si svolgono
i processi mentali del pensiero cosciente, come la percezione sensoriale e il ragionamento;
2. PRECONSCIO, che corrisponde a quanto si riesce a ricordare del vissuto censurato con uno sforzo di memoria.
Esso è un livello intermedio in cui le esperienze non sono immediatamente attivi nella coscienza, ma comunque
accessibili;
3. INCONSCIO, che corrisponde a momenti del vissuto censurato che la nostra psiche giudica tanto spiacevoli da non
volerli più ricordare.
Nell’attività psichica, la CENSURA ha la funzione di controllare il passaggio dei contenuti dalla fase cosciente a quella
preconscia e a quella inconscia. Dunque, essa è come una “severa carceriera” che decide che cosa sia bene ricordare e
che cosa invece sia meglio imprigionare nel preconscio o nell’inconscio. La censura agisce per mezzo della
RIMOZIONE, un meccanismo inconscio che costituisce una forma di protezione psicologica che impedisce al soggetto di
prendere consapevolezza di contenuti psichici (desideri e ricordi) che potrebbero causare ansia, conflitto e sofferenza.
Tuttavia, questi episodi non scompaiono ma vengono solo SPOSTATI dal conscio il preconscio o all’inconscio. Dunque, nulla
scompare dalla nostra mente.
SECONDA TOPICA:
Secondo Freud, la struttura della psiche è formata da 3 parti:
1. l’ES, rappresentato come un “calderone di eccitamenti ribollenti” e corrisponde all’ISTINTO PRIMITIVO da cui prendono
forma delle pulsioni, ossia delle “spinte psichiche” che obbediscono al “principio di piacere”;
2. il SUPER-IO, rappresentato come la “COSCIENZA MORALE” e corrisponde alle REGOLE e alle ASPETTATIVE
inculcate nell’individuo dai genitori e dagli educatori nei primi anni di vita che influenzano i comportamenti dell’individuo
maturo;
3. l’IO, rappresentato come il “SERVO DI TRE PADRONI” e corrisponde alla parte ORGANIZZATA della psiche. Dunque,
esso organizza le varie informazioni che riceve dall’Es, che lo spinge a soddisfare le sue pulsioni irrazionali, dal mondo
esterno, che lo richiama alla dura realtà e al rispetto delle regole della convivenza, e dal Super-io, che lo punisce in
quanto svolge la funzione di giudice e censore.
Le malattie mentali sono il risultato di un conflitto interiore tra le diverse parti della psiche (Io, Super-Io, Es) che non riesce
a essere risolto da parte dell’Io.
La differenza tra normalità e nevrosi sta qui poiché:
● nell’individuo normale l’Io riesce a trovare un equilibrio tra le esigenze dei suoi padroni;
● nell’individuo nevrotico l’Io non riesce a trovare un equilibrio, cerca di reprimere desideri inconsci inaccettabili che si
manifestano sotto forma di ansia, fobie e ossessioni attraverso la rimozione e, consapevole della sua sofferenza, viene
assalito da una triplice angoscia:
- angoscia REALE nei confronti del mondo esterno;
- angoscia MORALE nei confronti del Super-io;
- angoscia IRRAZIONALE nei confronti dell’Es.
Inoltre, Freud identifica anche un altro tipo di sofferenza psicologica: la PSICOSI, ossia una condizione in cui l’individuo ha
una totale perdita di contatto con la realtà a causa di una dominazione da parte dell’Es e del Super-Io.
Infine, secondo Freud la mente umana è simile a un ICEBERG: la parte emersa è quella che mostriamo e corrisponde solo a
una minima parte della nostra psiche, invece quella sommersa è quella più grande che ha maggiore influenza nelle
caratteristiche dell’individuo. Come l’acqua che sostiene l’iceberg è in continuo movimento e lo stesso iceberg è in continua
evoluzione, i confini tra Io, Es e Super-io non sono mai fissi.
La differenza tra prima e seconda topica consiste nel diverso approccio adottato:
● nella prima, Freud si concentra sulla divisione dei contenuti mentali in base al loro grado di accessibilità;
● nella seconda, il filosofo analizza l’azione e le funzioni di Es, Io e Super-Io e come queste influenzano i comportamenti,
le emozioni e le nevrosi.
I SOGNI:
Nel sonno, le difese dell’Io si attenuano e l’inconscio ha modo di sfuggire all’azione della censura onirica scaricando nel
sogno quei contenuti psichici rimossi. Dunque, il sogno è il camuffamento di un desiderio rimosso che che non rivela
direttamente l’inconscio ma che offre un materiale psichico interessante da interpretare. Vi è una differenza tra:
● MANIFESTO, ossia quello che ricordiamo del sogno e la parte corrispondente alla “scena onirica”;
● CONTENUTO LATENTE, ossia il suo aspetto e significato nascosto.
L’errore storico dell’uomo è stato quello di aver cercato di interpretare sempre il significato dei sogni per trarre predizioni per
il futuro tramite intuizioni che provengono da ragionamenti fatti sul contenuto manifesto. Tuttavia, Freud intende spostare
l’attenzione sul contenuto latente poiché considera quello manifesto ingannevole. A causa dell’inconscio però, l’uomo trova
difficoltà a interpretare i sogni per via della loro forma caratterizzata da immagini visive prive di una trama logica. Per fare ciò
bisogna mettere in pratica il lavoro onirico, che permette di mettere insieme le indicazioni dell’inconscio con quelle del
conscio come in un puzzle.
LA TECNICA PSICOANALITICA:
La tecnica psicoanalitica si basa su un patto tra il paziente, che promette di mettere a disposizione dell’psicoanalista tutti i
pensieri presenti nel suo Io cosciente sinceramente, e lo psicoanalista, che gli assicura una rigorosa discrezione e
mette a disposizione la sua esperienza.
Per far sì che il patto funzioni, l’analista deve far rilassare completamente il paziente utilizzando un lettino o un divano e lo
invita ad abbandonarsi ai propri pensieri parlando liberamente in modo che tra le parole da lui pronunciate si instaurino
delle libere associazioni (metodo delle libere associazioni).
Un’altra fonte per scoprire i desideri profondi sono i LAPSUS, ossia errori linguistici, motori o comportamentali che, secondo
Freud, non sono causali ma che rivelano un contenuto inconscio, legato a desideri o conflitti rimossi.
Dunque, essi sono manifestazioni indirette di pensieri nascosti che riescono a emergere brevemente e il risultato di
una “rimozione parziale” o di un’incapacità dell’Io di mantenere il controllo su tutti i contenuti psicologici. Perciò, un lapsus
avviene quando l’energia psichica legata a un contenuto rimosso riesce a emergere, ma sotto forma di errore che “sfugge”
alla censura.
La relazione tra il paziente e l’analista è caratterizzata dal TRANSFERT, una condizione in cui il paziente comincia a vedere
nell’analista la rappresentazione di una persona significativa della sua infanzia (generalmente il padre o la madre) e
trasferisce sull’analista i sentimenti che prova nei loro confronti. Esso può essere:
● POSITIVO, quando è caratterizzato da affettuosità e quindi il paziente prova piacere a collaborare con l’analista;
● NEGATIVO, quando è caratterizzato dall’ostilità e quindi il paziente diventa un ostacolo per la guarigione.
Nel momento in cui subentra un desiderio erotico da parte del paziente, l’analista non deve assolutamente assecondarlo e
per evitare ciò deve diventare una sorta di “confessore laico”.
SESSUALITÀ
Il pensiero di Freud costituisce una sorta di terremoto culturale che mette in crisi le convinzioni tradizioni sulla sessualità:
● la sessualità coincide con la genitalità;
● la vita sessuale inizia con la pubertà;
● i bambini sono “asessuati”;
● il rapporto sessuale ha come fine solo la procreazione.
Queste convinzioni non tengono conto che esistono persone attratte da individui del proprio sesso, che alcuni bambini
manifestano un interesse precoce per i propri genitali e che il piacere sessuale non ha solo fini procreativi poiché sennò non
avrebbero senso i desideri sessuali non indirizzati agli organi sessuali.
Freud comprende che la vita sessuale è dominata dalla LIBIDO (dal latino “desiderio” o “brama”), ossia una forza associata a
tutti gli impulsi psicologici che spingono l’individuo a soddisfare i propri desideri sessuali.
Questo “flusso di energia” si localizza in base alle fasi della vita e alle zone erogene (generatrici di piacere erotico):
1. fase ORALE (primo anno di vita), in cui il neonato prova piacere attraverso la bocca poiché riesce a ricavare il
nutrimento dal seno. Dunque, l’atto di succhiare il seno materno non è solo un bisogno nutritivo, ma anche una fonte di
gratificazione emotiva e sensoriale. Se il bambino riceve una soddisfazione adeguata durante questa fase (cioè se viene
nutrito in modo amorevole e costante) si sviluppa un senso di sicurezza e fiducia nel mondo. Al contrario,
un’alimentazione inadeguata e un rapporto emotivamente distaccato con la madre provoca dipendenza, ansia e
insoddisfazione che può sfociare in comportamenti convulsivi, come mangiare in eccesso o fumare;
2. fase ANALE (2-3 anni), in cui il bambino prova piacere attraverso l’ano trattenendo o rilasciando feci. Il ruolo del padre e
della madre sono fondamentali per il processo di addestramento al vasino. Se ciò viene fatto con pazienza e
comprensione e il bambino sperimenta gratificazione per essere riuscito ad avere il controllo del suo corpo, si sviluppa
una personalità sana e indipendente diventando un individuo con fiducia in se stesso. Al contrario, se i genitori sono
troppo rigidi il bambino può sviluppare una personalità ossessiva caratterizzata da comportamenti come il
perfezionismo, il rigore eccessivo o il controllo compulsivo;
3. fase FALLICA (3-6 anni), in cui il bambino scopre i propri genitali, prova piacere nel toccarsi. I maschi affrontano il
complesso di Edipo e le femmine quello di Elettra.
- complesso di EDIPO: conflitto psicologico che il bambino manifesta (durante la fase fallica) mostrando una
particolare attenzione nei confronti della madre. Fino a quel momento, il bambino aveva come modello il padre, di
cui ammirava la forza fisica e l’autorità. Tuttavia, quando si verifica il complesso edipico il padre diventa un rivale
che il bambino vuole sostituire al fianco della madre e a cui riserva sentimenti di gelosia e aggressività. In
seguito, il desiderio di uccidere il padre e quello erotico verso la madre provocano la condanna del Super-io che,
corrispondendo alla struttura morale e censoria della psiche, si sviluppa in seguito all’interiorizzazione delle
proibizioni e norme genitoriali durante la risoluzione del complesso edipico. Inoltre, il bambino, avendo scoperto la
differenza anatomica tra i sessi, prende consapevolezza che le bambine non hanno il pene ma una fessura e così
gli sovviene un interrogativo angoscioso: “le bambine non hanno il pene in quanto è stato loro tagliato per
punizione avendo desiderato di congiungersi alla madre?” Questo dubbio viene chiamato “complesso di
evirazione”, che permette al bambino il ritorno nella realtà, il controllo delle sue azioni e una visione desessualizzata
della madre, considerata ora solo oggetto di tenerezza. La mancata risoluzione del complesso edipico porta a un
eccessivo conflitto familiare, a un costante sentimento di competizione nei confronti della figura paterna o di pari
sesso e a una gestione inadeguata dei desideri sessuali e delle relazioni sociali.
Il termine “complesso di Edipo” deriva dalla tragedia greca “Edipo re” di Sofocle (Laio, re di Tebe, e Giocasta hanno
un figlio. Tuttavia, quando ricevono la visita di un oracolo che dice loro che il figlio segnerà la fine del loro regno,
abbandonano il figlio in una cesta in un fiume. Successivamente, Edipo viene trovato da un contadino che lo cresce
e, durante un incontro casuale, litiga con Laio e lo uccide non sapendo che era suo padre. In città giunge la notizia
della morte del re e Creonte, fratello di Laio, annuncia che il primo che risolverà l’enigma della sfinge potrà sposare
Giocasta. Quest’enigma consiste nella risoluzione di 2 domande: “Chi, pur avendo una sola voce, si trasforma in
quadrupede, bipede e tripede?” e “Esistono due sorelle, delle quali l’una genera l’altra, e delle quali la seconda, a sua
volta, genera la prima. Chi sono?”. Edipo riesce a risolvere questo enigma rispondendo alla prima domanda che è
l’uomo, perché è colui che cammina gattonando da piccolo, su due gambe quando cresce e col bastone quando
diventa anziano, e alla seconda “il Giorno e la Notte” perché l’una genera laltra. Così Edipo sposa Giocasta non
sapendo che è sua madre e, dopo averci fatto 4 figli, si trova a dover affrontare un’epidemia di peste. Per questo
motivo, va dall’indovino cieco Tiresia per capire come risolvere la situazione e quest’ultimo gli dice che ciò è possibile
solo trovando l’assassino del precedente re di Tebe, Laio. Dopo alcune indagini, Edipo scopre la verità e, per lo
shock, si acceca)
- complesso di ELETTRA: corrispondente femminile del complesso di Edipo introdotto da Carl Jung per descrivere il
conflitto psicologico che si sviluppa nella bambina (durante la fase fallica).
La bambina, dopo aver preso coscienza della differenza dei sessi, inizia a provare “l’INVIDIA DEL PENE”, che
consiste in un sentimento di mancanza e inferiorità nei confronti dei maschi che provoca un allontanamento della
madre e un avvicinamento con il padre. Anche in questo caso, la bambina vorrebbe uccidere la madre e unirsi al
padre.
La risoluzione del complesso di Elettra avviene tramite la condanna del Super-io che, corrispondendo alla struttura
morale e censoria della psiche, si sviluppa in seguito all'interiorizzazione delle proibizioni e norme genitoriali. Inoltre,
la bambina rinuncia al desiderio di possedere il padre e si identifica alla madre, sviluppando un’identità sessuale
femminile e una comprensione delle relazioni sessuali. La risoluzione problema del complesso di Elettra può portare
a un costante sentimento di competizione o rivalità nei confronti della madre, a una distorsione dell’identità di
genere e al rifiuto della femminilità.
4. fase LATENTE, in cui il bambino rimuove i desideri edipici, inizia a provare sentimenti come il pudore e la
riservatezza, forma legami di amicizia interagendo in modo più strutturato e comincia a interiorizzare le aspettative e i
comportamenti dei genitori conformandosi e confrontandosi con le norme della società. La latenza consente ai bambini
di concentrarsi sulla conoscenza del mondo (dando priorità all’apprendimento) senza essere disturbati da problematiche
di natura sessuale (6-12 anni);
5. fase GENITALE, in cui il bambino, attraverso la pubertà, subisce dei cambiamenti fisiologici (l’ingrossamento del pene,
la crescita dei peli pubici, il cambiamento della voce e l’inizio della produzione di sperma per i maschi e la comparsa del
ciclo mestruale, l’aumento del seno, l’espansione dei fianchi e l’inizio della produzione di ovociti per le femmine) e
ormonali. Inoltre, la sessualità emerge in modo più maturo e orientato verso l’altro e la creazione di un legame intimo,
emotivo e fisico di un altro essere umano e l’individuo inizia a vedere il sesso come un aspetto legato non solo al piacere,
ma anche alla riproduzione e alla relazione intima con un partner.
Nell’opera “Tre saggi sulla teoria sessuale”, Freud sostiene che il bambino è un “essere perverso e polimorfo”. Ciò prevede
l’analisi dei termini:
● PERVERSIONE, ossia la mancanza della sessualità “normativa” degli adulti;
● POLIGAMIA, ossia le diverse modalità di desiderare e stabilire legami con più parti del corpo.

Inoltre, il bambino è determinato da:


● il principio di PIACERE, ossia la ricerca del piacere legata alle pulsioni e istinti presenti nell’Es. Esso si manifesta in
forma libidica (sessuale) già nella fase orale quando il bambino succhia il seno della madre e capisce che diventa fonte di
SODDISFAZIONE EROTICA INCONSCIA. Così, si comprende come il piacere è una forza AUTONOMA e
INDIPENDENTE DALLA SOPRAVVIVENZA. Di fatto, il bambino continua a succhiare il dito, oggetti o il capezzolo anche
se non ha fame, poiché ne trae soddisfazione;
● il principio di REALTÀ, ossia le norme SOCIALI, MORALI e CIVILI presenti nel Super-Io. Esso si manifesta per la prima
volta quando il bambino capisce che succhiare il senno della madre porta NUTRIMENTO e SOPRAVVIVENZA e che
bisogna ASPETTARE e TOLLERARE la prossima poppata intuendo che il soddisfacimento non proviene solo dal suo
desiderio di piacere, ma da qualcosa anche di esterno (la madre, la realtà, l’attesa).
IL RUOLO DELL’ARTE:
Freud attribuisce all’arte la funzione di rappresentare il soddisfacimento allucinatorio di un desiderio represso. Il
meccanismo che permette all’arte di soddisfare i desideri repressi viene chiamato “SUBLIMAZIONE”.
- in ambito chimico, la sublimazione è il passaggio di una sostanza da uno stato solido a uno aeriforme;
- per Freud, la sublimazione è lo spostamento di una pulsione sessuale verso un obiettivo non sessuale.
Dunque, l’artista è colui che sogna a occhi aperte trasfigurando in forme artistiche socialmente accettabili le sue
pulsioni sessuali insoddisfatte. Il poeta si comporta come il bambino quando gioca poiché crea mondi fantastici con cui
soddisfare i propri desideri e li prende emotivamente sul serio, pur distinguendoli dalla realtà.
“SUPER-IO COLLETTIVO":
In “Totem e tabù” Freud sostiene che inizialmente la civiltà era caratterizzata da una cultura TOTEMICA (sistema di
credenze e pratiche sociali in cui un gruppo umano stabilisce una relazione sacra con un animale, pianta od oggetto naturale
detto totem, il cui concetto nasce secondo Freud per rappresentare il padre ucciso ed esorcizzare il senso di colpa collettivo)
dominata da 2 TABÙ:
1. DIVIETO DELL’INCESTO;
2. DIVIETO DI UCCIDERE IL PADRE.
I tabù sono divieti e regole sociali e morali che derivano da desideri e paure inconsce represse, legati soprattutto alla
sessualità e all’aggressività. Le caratteristiche dei tabù sono:
● è UNIVERSALE, poiché è presente in tutte le società umane;
● ha un’origine INCONSCIA;
● è AMBIVALENTE, poiché ciò che è vietato è allo stesso tempo attraente;
● si trasmette CULTURALMENTE, senza il bisogno di essere spiegato razionalmente.
Freud ipotizza che i primi tabù abbiano origine da un evento primordiale:
❖ il MITO DELL’ORDA PRIMORDIALE: in una comunità primitiva, il padre dominante possedeva tutte le donne e
impediva ai figli maschi di accoppiarsi con loro. I figli, spinti dalla pulsione sessuale (Eros) e dall’aggressività (Thanatos),
si ribellano e uccidono il padre. Tuttavia, dopo l’omicidio i fratelli sentono un così forte senso di colpa che instaurano i
due tabù fondamentali (divieto dell’incesto/divieto di uccidere il padre).
In “Al di là del principio di piacere” Freud divide le pulsioni in 2 tipi:
1. EROS, ossia le tendenze sessuali che manifestano pulsioni di vita e che si esprimono nell’amore e nella creatività;
2. THANATOS, ossia le tendenze distruttive che manifestano pulsioni di morte e che si esprimono nell’odio e nella
distruzione.
Il conflitto tra Eros e Thanatos è interiore e sociale poiché determina l’intera storia dell’umanità.
In “L’avvenire di un’illusione” Freud sostiene che il rapporto con il padre, caratterizzato da amore e timore, si proietta nella
figura di Dio. Dunque, il padre celeste è la semplice proiezione del padre terreno. Così, la religione diventa solo un
appagamento illusorio di desideri infantili, come il sentirsi protetti dai pericoli del mondo. Tramite il progresso della
ragione, della scienza e della maturazione emotiva, la religione è destinata a rimanere ancorata a una fase primitiva
dell’umanità e a scomparire con il progredire della civiltà.
Nel’opera “Il disagio della civiltà”, Freud sostiene che la CIVILTÀ sia il risultato dei processi con cui gli uomini,
differenziandosi dagli animali, regolano le relazioni tra loro e si proteggono dalla natura. Per assicurare la sicurezza e la
protezione, la civiltà ha un costo in termini libidici in quanto la ricerca individuale del piacere viene deviata verso
prestazioni lavorative e sociali. Dunque la civiltà ha un carattere ambivalente poiché da un lato ha come fine la protezione
ma dall’altro ha come effetto la sofferenza. Per questo motivo, essa è definita “nemica della sessualità” e forma un SUPER-
IO COLLETTIVO che si esprime in norme e divieti. Quest’ultimo può diventare troppo esigente e la causa dell’infelicità e del
malessere. Nonostante ciò, la civiltà è il male minore rispetto a un modello estremo di umanità senza società, in cui l’uomo
potrebbe dare sfogo ai suoi impulsi diventando letale per sé e per il prossimo. Così, Freud si allontana dalle concezioni che
sostengono la bontà innata dell’uomo e afferma che la dote istintiva sia l’AGGRESSIVITÀ. Perciò, anche se l’etica, la
religione e l’educazione riescano a ridurre questa, è impossibile che nella storia l’uomo non manifesti la sua malvagità.
Per controllare i comportamenti degli individui, il processo di civilizzazione delle società industriali porta alla
spersonalizzazione inducendo le persone a rinunciare alla felicità individuale e a conformarsi a una massa. Nei casi
peggiori, le tendenze aggressive vengono incanalate in azioni collettive, come la persecuzione degli ebrei da parte dei
nazisti, un evento che colpisce Freud personalmente per le sue origini ebree e per la sua analisi delle masse presente in
“Psicologia delle masse e analisi dell’Io”, secondo cui le masse si identificano in un capo e lo seguono, malgrado le azioni
che commette.

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