Alcuni di voi forse lo conoscono già e anche quelli tra voi che non lo conoscono lo avranno sicuramente
già incontrato perché è un complemento molto comune e molto utilizzato. Vediamo questi esempi:
delle mie amiche solo due sono sposate;
Lucia è la più giovane tra le sue sorelle;
un bicchiere di vino, per favore.
Il complemento partitivo specifica un tutto (nelle frasi precedenti: delle mie amiche; tra le sue sorelle; di
vino) di cui si indica una parte (nelle frasi precedenti: due; Lucia; un bicchiere). È introdotto per lo più
dalla preposizione di e non di rado anche da fra (tra).
Può dipendere da vari elementi:
da un sostantivo o un avverbio che indica una quantità: un chilo di arance; vorrei un po’ di pace;
da un pronome indefinito: alcuni di noi non verranno;
da un pronome numerale: dieci tra i migliori studenti;
da un aggettivo al grado superlativo relativo: il più bravo di tutti.
Alcune precisazioni:
non si deve confondere il complemento partitivo con il soggetto o il complemento oggetto di una
frase introdotti da un articolo partitivo: per fare la torta mi serve della farina (= soggetto); ho
preparato degli spaghetti (=complemento oggetto, detto anche complemento oggetto partitivo). Per
ripassare gli articoli partitivi: [Link]
indeterminativo-e-partitivo/;
la particella ne può essere usata con funzione partitiva e non richiede nessun elemento
introduttivo: ho comprato questo libro ieri e ne (= di esso) ho già lette cento pagine. In presenza
della particella ne di solito il participio passato del verbo concorda nel genere e nel numero con la
parte presa in considerazione: ho comprato dieci caramelle e ne ho mangiata una ( e ne ho
mangiate due). Per ripassare ne: [Link]
particella-ne/;
la particella ne può rafforzare un complemento partitivo premesso al verbo: lui di amici, ne ha tanti;
in questi casi nel parlato può accadere che la preposizione di venga omessa: (di) amici ne ha
tanti. Per ripassare questo tipo di costruzione: [Link]
[Link]/benvenuti/2015/05/07/la-frase-con-enfasi/;
quando abbiamo un soggetto formato da un nome collettivo (un centinaio, la maggioranza, un
gruppo, una percentuale ecc.) seguito da un complemento partitivo possiamo avere due tipi diversi
di accordo: l’accordo grammaticale con il verbo al singolare che concorda con il soggetto della
frase (la maggioranza delle persone vota) e l’accordo a senso con il verbo al plurale che si accorda
con il complemento partitivo, che ha maggior peso semantico rispetto al nome collettivo (la
maggioranza delle persone votano).