Filosofia 2
Filosofia 2
-L’obiettivo di Kant è stabilire se può esistere una morale universale per gli esseri umani, diversa dalle
leggi e regole (che non sono universali, ma cambiano in base al contesto) e a priori, cioè immutabile in
ogni tempo e luogo.
-La morale ci deve dire cosa fare in modo oggettivo (come avere comportamenti etici, non deve essere
condizionata da obiettivi personali e non devono derivare dall’educazione, dai costumi o dalle leggi),
riconoscendo qualcosa come valida perché è ragionevole e universale, da questo ne derivano gli
imperativi della ragione:
1) IMPERATIVO IPOTETICO: indica cosa fare se vogliamo ottenere qualcosa, vale solo per coloro che
hanno quello scopo. Es: Se vuoi essere promosso, devi studiare, ma se non hai lo scopo di essere
promosso non hai motivo di studiare.
2) IMPERATIVO CATEGORICO: non ci dice come dobbiamo comportarci, ma come dobbiamo valutare le
nostre azioni, chiedendoci se la nostra massima (la regola che ci stiamo dando) potrebbe diventare una
legge universale. Deve inoltre essere anti utilitaristico, cioè per essere davvero un’azione morale, deve
essere fatta solo per dovere, non perché porta benefici. Es: Non mentire.
-La legge morale è assoluta (rigorismo etico), senza eccezioni. Es: Una bugia a volte può sembrare utile
ma resta immorale.
MORALE E RELIGIONE: Secondo Kant la morale non dipende dalla religione. Es: Non faccio del bene
perché Dio me lo comanda, ma perché la ragione mi dice che è un mio dovere.
-Se la morale dipendesse dalla religione, significherebbe che senza fede non potrei essere morale.
-Kant vede la religione come qualcosa che può dare forza e speranza a chi vive secondo la morale (in
modo giusto oggettivamente), ma non posso giustificare un’azione immorale dicendo che lo vuole Dio
perché inaccettabile.
I POSTULATI: Kant nota che non sempre il bene e la felicità coincidono (Es: Una persona buona può
soffrire, mentre una malvagia può avere successo.), allora stabilisce 3 principi non dimostrabili con
l’esperienza ma necessari per la morale.
1) LIBERTÀ: Se l’uomo deve essere responsabile delle sue azioni e seguire la legge morale (“devi fare il
bene”), allora deve poter scegliere liberamente tra bene e male, quindi la libertà è la condizione
necessaria per poter agire moralmente. Es: Se qualcuno non fosse libero, non potremo dirgli “hai fatto
bene/male”, perché non aveva scelta. Ma dobbiamo pensarci liberi così da poter scegliere di prendere
scelte morali.
2) IMMORTALITÀ DELL’ANIMA: La legge morale ci chiede di diventare sempre più giusti, ma in una vita
sola, con tutti i suoi limiti. Non basta il tempo, l’idea di immortalità serve a spingerci a comportarci nel
modo più morale possibile durante la propria vita. Es: Si muore prima di poter diventare giusto
moralmente.
3) DIO: La sua idea serve a pensare che alla fine, nell’aldilà, il bene fatto in vita verrà ricompensato e la
giustizia sarà rispettata.
LA CRITICA DEL GIUDIZIO:
-Kant vuole mettere in rapporto il mondo della natura (tutto obbedisce a leggi meccaniche) e la libertà
(la capacità di fare scelte morali).
-Lo fa con la facoltà del giudizio: la capacità di collegare le nostre esperienze e vederle come un insieme
sensato.
2)GIUDIZI DEL SENTIMENTO: Riguardano come reagiamo interiormente di fronte al mondo, non con la
ragione; si divide in:
- DETERMINANTI: Ne parla nella Critica della ragion pura (le categorie), qui la mente ha già la regola
generale (la legge, il concetto, la categoria) e deve solo riconoscere se un caso particolare rientra in
quella regola, la regola viene prima, il caso dopo.
3) RIFLETTENTI: Riflettono il mondo attraverso i nostri bisogni e gli elementi esterni, non hai ancora una
regola generale e devi trovarla. Non sono caratteristiche dell’oggetto ma del soggetto. Es: Vedo un tavolo
un posto su cui scrivere, ma gli sto attribuendo io quella funzione, non è detto che sia stato creato per
quello; si dividono in:
- TELEOLOGICI: Riguarda il modo in cui noi interpretiamo gli esseri viventi e i processi naturali, come se
fossero orientati ad uno scopo
4) ESTETICI: Riguarda come noi percepiamo natura e arte, non si limita al “mi piace/serve” in quanto
piacere disinteressato, ma diciamo “questo è bello” per la sua forma e come ci appare; si dividono in:
5) BELLO: E’ suscitato dalla natura e dall’arte, ma non è l’oggetto che lo suscita, l’oggetto fa solo
risuonare il bello che abbiamo già dentro di noi. E’ disinteressato, universale, senza condizioni, senza
concetto e senza scopo.
-Per Kant l’arte è la capacità di riuscire a suscitare le stesse sensazioni della natura, entrambe suscitano il
bello, sono libere, spontanee come la natura e senza obiettivo, chi fa il contrario non sta facendo arte; si
divide in:
6) GENIO: Il genio è una figura in grado di fare arte in modo libero, creando un canone, le sue capacità
non sono dimostrabili. La sua attività segna la fine dell’illuminismo perché se c’è qualcuno di speciale, in
grado di creare senza seguire regole, è più libero di qualcun altro e non sono più tutti uguali.
7) SUBLIME: quando qualcosa è così grande o potente che ci spaventa o ci travolge, ma ci fa anche
sentire la forza della nostra ragione e libertà, perché riusciamo a comprenderlo mentalmente anche se i
sensi non bastano, ed è diviso in:
- MATEMATICO: Nasce davanti qualcosa di immensamente grande (cielo, deserto, infinito), ci fanno
provare dispiacere perché siamo piccoli e piacere perché la nostra ragione riesce a credere a l’infinito.
- DINAMICO: Nasce davanti alla forza terribile della natura (tempeste, tsunami, vulcani, terremoti,
morte), ci fa provare paura perché non possiamo controllarlo, ma la nostra ragione ci fa provare stupore
per la potenza della natura.
IL ROMANTICISMO:
-Il Romanticismo rappresenta una rivoluzione che si afferma contro l'epoca dell'Illuminismo. Una delle
sue caratteristiche principali, che ricorre spesso nelle definizioni, è l'esaltazione del sentimento.
Questo movimento cerca anche nuove vie per capire l'Assoluto o l'Infinito, superando i limiti della
ragione illuministica.
-GLI ALBORI DEL ROMANTICISMO, IL CIRCOLO DI JENA: Storicamente, il Romanticismo tedesco ha la sua
origine nella città di Jena. Qui, tra il 1798 e il 1800, si riunì un gruppo di intellettuali che sono considerati
i protagonisti del movimento. Tra questi personaggi importanti ci sono Wilhelm August von Schlegel,
Friedrich Schlegel, Fichte, Schelling e Novalis.
-LA RICERCA DI NUOVE VIE D'ACCESSO ALLA REALTÀ E ALL'ASSOLUTO: Il Romanticismo si sviluppa come
una reazione forte contro il modo di pensare razionale dell'Illuminismo. Cerca un modo diverso per
comprendere la realtà.
L'elemento più centrale e importante di tutto l'universo culturale e spirituale romantico è l'Infinito.
L'Infinito, a volte, viene visto come Dio o lo Spirito, in una visione che può essere descritta come
panteismo naturalistico.
Per i romantici, il sentimento non è semplicemente uno stato d'animo, ma viene considerato un vero e
proprio organo che ha la capacità di accedere alla verità e alla totalità della realtà. In questo modo, il
sentimento diventa il mezzo principale per interpretare l'Infinito, permettendo una congiunzione
completa con l'Infinito stesso.
Questa particolare inclinazione spirituale porta il soggetto romantico a raggiungere una sorta di
"ebbrezza indefinita di emozioni". Le radici di questa forte esaltazione del sentimento si ritrovano anche
nelle idee che hanno caratterizzato la fase culturale dello Sturm und Drang.
-LA NUOVA CONCEZIONE DELLA NATURA: Il Romanticismo ha una visione della natura completamente
diversa da quella meccanicistica dell'Illuminismo. La natura è vista come una totalità vivente, ed è
considerata spirituale e dinamica.
Non è una struttura fissa, ma una realtà strutturata in senso spiritualistico, intesa come un sistema di
forze in relazioni dinamiche e in continuo movimento, sviluppando amore e devozione per essa.
-LA NUOVA CONCEZIONE DELLA STORIA: Il Romanticismo si oppone alla visione dell'Illuminismo, al
disinteresse o al sospetto che l'Illuminismo aveva verso la storia. Per i romantici, la storia non è un
insieme di eventi casuali, ma è un processo globale positivo e continuo, e la storia nel suo complesso
viene vista come una catena processuale complessiva, non esistono eventi storici che siano isolati, ma
ogni avvenimento, anche se apparentemente negativo o un errore, viene compreso all'interno di un
unico processo.
Gli eventi storici non sono casuali, ma sono voluti e guidati da una Provvidenza divina (una visione
chiamata anche "provvidenzialistica"). Questa idea riflette una fiducia ottimistica nel progresso della
civiltà, vista come in progresso verso un fine meta-finale (che può essere la libertà o il trionfo della
scienza, per esempio).
La concezione romantica della storia sottolinea l'assoluto necessario di tutto ciò che è accaduto, al
contrario degli Illuministi, i romantici riconoscono nel passato il valore dei valori. Questa prospettiva
porta anche a celebrare l'Individualità e l'Autonomia delle singole epoche storiche.
-LA NUOVA CONCEZIONE DELLA POLITICA: Inizialmente, alcuni autori romantici ebbero un orientamento
liberale. Successivamente, specialmente in Germania, il Romanticismo cambiò e assunse una posizione
statalista e conservatrice. In questa seconda fase, si sostenevano le istituzioni tradizionali come la
famiglia, lo Stato e la Chiesa.
Un principio chiave in questa visione conservatrice era l'esaltazione del principio dell'autorità assoluta.
Questo appoggio fornì giustificazioni teoriche e ideologiche agli schieramenti che sostenevano la
Restaurazione in Europa dopo i cambiamenti portati dalla Rivoluzione francese e dalle guerre
napoleoniche.
È interessante notare come l'esaltazione del principio dell'autorità assoluta, in alcuni casi, fosse
giustificata proprio in virtù del sentimento interiore dell'individuo
-LA CELEBRAZIONE DEGLI INDIVIDUI E DELLE NAZIONI: I romantici si oppongono all'universalismo (l'idea
che tutti gli uomini siano uguali e interscambiabili) tipico dell'Illuminismo. Al contrario, esaltano l'unicità
irriducibile sia dell'individuo che della nazione.
La nazione viene elevata a un livello superiore, non è vista solo in termini geografici o biologici, ma come
una categoria culturale e spirituale, definita da una comunità che condivide lingua, costumi e memorie
tradizionali.
Per i romantici, concetti come il dolore, la sofferenza e la morte non sono considerati semplicemente una
fatalità ineluttabile. Al contrario, questi elementi possono trasformarsi in occasioni di crescita per
l'individuo.
Lo sforzo del romantico è quello di cogliere l'armonia che si cela anche al di là della disarmonia. Questa
prospettiva, che accetta e supera la negatività, si fonda su un ottimismo cosmico e costruttivo che
permea l'intera visione del mondo.
L’IDEALISMO:
-Il romanticismo si divide in 2: trascendentalismo americano (1° filosofia americana) e idealismo tedesco
(definizione data da Fitche, secondo cui l’idealismo si basa sulla pretesa di essere libero).
-La realtà (universo intorno a noi) è come un prodotto dell’idea variabile a seconda dell’autore, che
non trova il mondo già fatto ma lo produce (il pensiero genera la realtà, le cose iniziano ad esistere
quando qualcuno ne parla).
-L’idealismo parte dall’ “Io”, per Kant: regolatore, organizzatore e ordinatore, arrivando all’ “Io” assoluto
e creatore di Fichte.
-Fichte concretizza 2 punti della sua filosofia: 1) la pre-esistenza di una “cosa in sè” indipendente dal
soggetto e fuori dalle sue possibilità conoscitive, 2) la difficoltà nello spiegare da dove viene la parte
sensibile della conoscenza.
-Secondo lui se il mondo dell’esperienza possibile coincide con il riflesso di come appare a noi, allora non
si può ammettere nulla al di fuori del soggetto che non dipende più da una realtà esterna (noumeno) ma
è assoluto e infinito.
- Nella sua opera “I fondamenti dell’intera dottrina della scienza” spiega come dall’io derivi tutta la
realtà.
-Mentre Kant era rimasto ad una visione dogmatica della conoscenza, avendo posto dei limiti al soggetto
sostenendo l’esistenza di qualcosa di esterno riducibile al noumeno.
-Fichte dice che l’idealismo mette al centro il soggetto, considerandolo libero e permettendogli così di
fare scelte morali.
-Al contrario, il dogmatismo (l’idea che la nostra conoscenza dipenda solo dalle cose esterne come se il
mondo fosse indipendente da noi), nega la libertà perché se tutto dipende dalle cose, noi non possiamo
davvero scegliere (non siamo morali).
1° momento= l’Io pone se stesso: si rivela come attività autocreatrice che non può essere dimostrata né
dedotta, ma deve essere frutto di un’intuizione intellettuale e ha un’intuitiva consapevolezza di sé.
2° momento= l’Io pone il non-io: l’Io puro deve opporsi a un non- io, un oggetto, poiché ha bisogno di
qualcosa di diverso da sé per realizzarsi.
3°momento= l’Io oppone all’Io divisibile, un non-io divisibile: prima l’Io afferma se stesso (“io esisto”),
poi ammette qualcosa che gli si oppone, cioè il non-io (mondo esterno/cose), ma non bastano solo uno o
l’altro (l’io e il mondo), quindi si divide in tanti “io” finiti (cioè noi esseri umani) in grado di percepire
oggetti finiti.
FRIEDRICH HEGEL
-Nasce a Stoccarda in Germania e studia per diventare chierico a Tubinga, venendo a contatto con
intellettuali come Schelling.
-Faceva il libero docente all’università di Heidelberg, poi a Berlino (in cui Fichte era rettore).
- Frequenta il circolo di Jena, entrando in contatto con l’idealismo di Fichte (che critica).
-Nel 1807 inizia a scrivere un progetto sistemico (una teoria filosofica che tende a spiegare tutto il
possibile), che chiama “La fenomenologia dello spirito” “La scienza della logica” e “L’enciclopedia delle
scienze filosofiche in compendio” (un’enciclopedia riassunta).
-Grazie a questo sistema, divenne preside dell’università di Berlino, perché secondo il Re di Prussia
rappresentava i suoi ideali dello stato prussiano.
-Dopo essere diventato professore non scrive più ma vengono pubblicate le trascrizioni delle sue lezioni
universitarie.
GIOVANE HEGEL
-Inizia a trattare un problema tramite analisi storica, affermando nel 1700 una decadenza del mondo, a
causa della perdita di armonia tra Dio, uomo e natura (temi romantici).
-Nell’antichità gli uomini e Dio vivevano nella stessa terra, poi la cultura greca e quella ebraica,
incontrandosi con l’arrivo del cristianesimo e Dio diventa percettore della natura, che crea, si separa
anche Dio e l’uomo diventa suo esecutore terreno.
-Per Hegel in questa visione, l’uomo è sempre più dominato dalla natura, che lo vuole parte di sé, ma lui
cerca di liberarsene attraverso la ragione per diventare uno spirito consapevole e capace di scegliere e
creare,
-Gesù (trascendente=Dio e Immanente=figlio di Dio) secondo Hegel aveva lo scopo di unire l’uomo e Dio,
ma la chiesa tradisce quel messaggio lacerando il mondo occidentale, portando l’uomo a una ricerca
dell’Assoluto (l’unità tra umano e divino andata persa).
-Hegel critica Fichte perché non definisce cos’è l’assoluto e critica Kant perché nella critica della ragion
pratica perché separa Dio e l’uomo.
-Hegel suggerisce una nuova religione, una wolsk religion, una religione in cui gli uomini si sentono parte
degli elementi naturali, così da poter comprendere l’Assoluto (tutto quello che esiste).
1)IL FINITO ESISTE SOLO COME PARTE DELL’INFINITO: secondo Hegel non posso comprendere una cosa
sola del mondo perché niente è finito, esiste solo una cosa, l’infinito.
-La verità coincide con l’intero=l’Assoluto (per Hegel esiste solo una materia che per capire, devi aver
studiato tutto il resto). Es: Il mondo è come un puzzle con tanti pezzi, se io ne ho solo 1 non posso
comprendere il totale, stessa cosa se avessi tutti i pezzi tranne 1
2)LA COINCIDENZA TRA REALE E RAZIONALE: “IL RAZIONALE È REALE E IL REALE È RAZIONALE”
- Il razionale è reale: quello che produciamo col pensiero diventa reale (adesione all’idealismo), per
Hegel il falso non esiste. Es: Se dico di aver visto un elefante volante, è una frase vera, se spiegato il
contesto in cui lo dico.
-Il reale è razionale: tutto ciò che esiste è stato già pensato perché parte del vero/assoluto, quindi tutto è
giustificato razionalmente (giustificazionismo).
3)IL RUOLO DELLA FILOSOFIA: Per Hegel la filosofia serve solo a descrivere cose già accadute e non
modifica la realtà (che per lui è un flusso razionale che va da una situazione semplice a una complessa).
-La realtà è l’infinito e non può complicarsi di più, ma Hegel allude ad un percorso di auto-comprensione
(la realtà nello svolgersi della storia va da un’ignoranza ad una completa comprensione della realtà).
-Fare filosofia è fare luce su quello che già è stato, perché la filosofia viene dopo gli accadimenti storici
(come una civetta, che dorme durante il giorno e si sveglia di notte) e può parlare solo dello sviluppo di
questo flusso.
- La piena comprensione della realtà è capire che l’uomo, mondo e Dio, sono la stessa cosa.
-GIUSTIFICAZIONISMO: qualsiasi cosa accada per arrivare alla comprensione completa della realtà.
-La comprensione della realtà ha un inizio= il 4004 a.C., al tempo considerata la data della creazione
dell’universo, ha una fine= il presente (la conclusione della filosofia), il futuro non lo conosciamo.
-Nella fenomenologia dello spirito, Hegel spiega l’evoluzione dell’infinito dicendo che tutto è spiegato
dalla dialettica (processo tripartito che spiega il divenire dell’assoluto nella storia) ispirandosi alla
dottrina della scienza di Fichte che era divisa in tesi, antitesi e sintesi).
-DIALETTICA= può spiegare tutto partendo da 1 elemento perché esso si evolve al resto in un divenire
storico.
1)TESI= momento dell’astrazione (capacità dell’uomo di isolare un elemento della realtà, nonostante sia
un flusso), ognuno estrae delle caratteristiche diverse da quell’elemento per poi espandersi al resto della
realtà. BOCCIOLO
2)ANTITESI= momento della negazione (dialettico per eccellenza), la nostra tesi si distrugge per creare
qualcos’altro, qualcosa esiste grazie alla negazione di ciò che c’era prima, senza negazione non c’è
processo e fluire dell’assoluto. FIORE
3) SINTESI= momento del superamento, negazione dell’antitesi per la creazione di qualcos’altro di nuovo.
FRUTTO. Ogni elemento potrebbe creare diverse tesi. Es: Il fiore non per forza diventa frutto.
FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO E ENCICLOPEDIE DELLE SCIENZE
-Per Hegel la filosofia è la lettura filosofica della storia, entrambe le opere sono divise in 3 parti (triadico).
-La fenomenologia dello spirito è divisa in 2 parti a loro volta divise in 3 (la seconda è stata aggiunta
dopo), le 3 parti sono definite MOMENTI, periodi in cui lo spirito ha attraversato una crescita, per Hegel
l'antitesi è il momento della miglior crescita perché c'è una negazione.
-In ognuno di questi momenti Hegel descrive la crescita dello spirito, non c'è una progressione ma ci
sono dei salti, derivati sempre da una crisi che porta ad una negazione e quindi abbandoniamo una
vecchia negazione e un momento e andiamo in un nuovo momento.
-FENOMENOLOGIA vuol dire studio come si manifesta lo spirito, lo spirito è l'assoluto, studio di come
l'assoluto si è manifestato nella storia, i 3 momenti sono: COSCIENZA, AUTOCOSCIENZA, RAGIONE.
-Questi 3 momenti sono divisi in altri 3 momenti, che si chiamano “figure”. Sono elementi dimostrativi
che Hegel prende o dalla storia dell'umanità o della storia dell'individuo. Vediamo solo la prima figura
dell'autoconoscenza, che si chiama figura del “servo padrone”, oppure signoria servito.
-Hegel dice che il riconoscimento di sè parte sempre da una richiesta verso qualcos'altro, ma chi sono io
non posso chiederlo agli oggetti, possiamo solo rivolgerci a qualcuno come noi che ha la facoltà di
esprimersi.
-Vado in giro per il mondo a parlare con le persone e a chiedergli chi sono io, questo incontro tra due
autocoscienze è sempre uno scontro, perché nessuno dei due è disposto a rispondere non sapendo
neanche cosa sono personalmente.
-Hegel dice che è uno scontro fino alla morte e a quel punto Hegel dice che ci sono 2 opzioni: se hai
paura di morire dirai alla persona che ti sta uccidendo che è superiore agli oggetti, mentre la persona che
sta morendo dirà che l'assassino è un oggetto, inferiore, servo=padrone.
STATO (PRUSSIANO)
-“Lo stato non è un contratto” non nasce dalla volontà dei singoli, ma è una necessità.
-La visione dello stato è anti contrattualistica, anti Rousseau, anti giusnaturalista.
-Lo stato non è il popolo, è ciò che ne determina la nascita, non nasce per difendere i diritti personali
perché crede che senza stato non ci siano diritti.
STATO ETICO
-Il bene è soltanto ciò che lo stato rende evidente (per fare il bene devi seguire quello che tutti fanno
nello stato, cioè comportarsi in “modo etico”, che viene dallo spirito) BENE BANALE “ci rende liberi
perché ci evita di pensare“.
-Nessuno viene costretto a seguire le regole MALE BANALE: nessuno dubita dello stato (Es: Durante il
fascismo nessuno si chiedeva del perché stesse succedendo).
STORIA
-Ogni elemento storico non ha valore in sé, ma solo come parte di quello a cui quella cosa porterà.
-PROCESSO TRIADICO: stato orientale (entro l’europa), stato greco romano e stato germanico
-l’EROE COSMICO: è una figura che vede più lontano degli altri, che capisce cosa “deve” accadere in quel
momento storico e serve per far andare avanti la storia (Es: Napoleone, Carlo Magno).
-Si divide a sua volta in 3 parti: SCIENZE DELLO SPIRITOarte (studia l’assoluto nelle sue caratteristiche
sensibili), religione, filosofia
-Secondo Hegel il bello è inferiore all’arte, è una contemplazione priva di comprensione (universale senza
concetto).
2) ARTE CLASSICA: IIN EQUILIBRIO, l’uomo mette al centro se stesso come protagonista.
-Spiega così come gli artisti sono in realtà filosofi, che attraverso l’arte, alle loro mani, spiegano
l’assoluto.
MORTE DELL’ARTE
-L’arte smetterà di usare le figure per dire quel che deve dire, per esempio concentrandosi più sul colore
come gli espressionisti.
-Mancanza di conoscenza.
-Ottimismo.
-Kierkegaard sosteneva che la filosofia di Hegel fosse annacquata, secondo lui la filosofia per essere
interessante deve parlare al singolo.
ARTHUR SCHOPENHAUER
-Prova, ai tempi di Hegel, a fare il professore all’università di Berlino ma le sue lezioni non erano molto
seguite.
-Si interessa all’Oriente, adeguandosi alla loro cultura per spiegare concetti che la filosofia occidentale
non spiega.
-Nel 1818 scrive “Il mondo come volontànoumeno e rappresentazionefenomeno”, ma non ebbe
successo (anche a causa della fama di Hegel ai tempi).
-RAPPRESENTAZIONE: Studia, tramite le 3 categorie che appartengono alla nostra soggettività (tempo,
spazio e causa), come funziona il mondo, Es: Mi ricordo di qualcuno perché lo rivedo nel tempo, se vedo
qualcuno seduto vedo solo metà corpo ma immagino il resto, se vedo qualcuno piangere a causa di un
brutto voto, la causa del pianto è il brutto voto e la causa del brutto voto è non aver studiato.
-Il mondo come volontà e rappresentazione visione pessimistica perché noi siamo soli
-Il mondo come rappresentazione è un mondo fatto di sogni, che non si possono raccontare perché non
verrebbero capiti bene.
VELO DI MAYA
-Concetto che usa per spiegare come il mondo sia coperto da un velo di mistero e ognuno di noi vede le
cose diversamente, a seconda delle 3 categorie.
VOLONTÀ
-Per conoscere la verità e scoprire il velo di Maya, secondo lui abbiamo due modi:
1) SOGGETTIVO: parti da dentro, non osservi il tuo corpo come oggetto, ma lo senti, senti fame, paura,
desideri, ecc… queste sono rappresentazioni della volontà direttamente nella tua esperienza interna
2) OGGETTIVO: parti dal mondo esterno, vedi il tuo corpo, gli altri, la natura, tutto è in movimento
dietro a tutti questi fenomeni deve esserci qualcosa che li muove (la volontà)
-Per Schopenhauer siamo solo dei corpi che vivono finché non muoiono per colpa di qualcosa.
-morte rottura del velo (Es: Una roccia esiste finché qualcuno non la rompe).
-UNICA: non esiste la mia o la tua volontà, perché è una forza superiore che controlla tutti gli elementi
del mondo.
-ETERNA E INDISTRUTTIBILE: c’era prima e ci sarà dopo di noi, noi non siamo importanti ma siamo solo
elementi, non ha progetti per noi.
-CIECA: non esiste per uno scopo, non ha obiettivi oltre sé stessa, spinge ogni cosa a continuare a essere
e a muoversi.
-INCONSAPEVOLE: non si palesa ma si esprime tramite 1° leggi fisiche (come la legge dell’attrazione), 2°
le leggi della biologia (come la fotosintesi), 3° l’istinto (come quello di sopravvivenza per gli animali) e 4°
desideri (ci imponiamo degli obiettivi per tutta la vita).
-gli esseri viventi vivono solo per continuare a vivere, gli uomini per mascherare questa verità hanno
usato un Dio, per cui vivere e che dà un senso alle loro azioni, per Schopenhauer Dio non esiste e l’unico
assoluto è la volontà stessa.
FASE 1: La volontà diventa idee, cioè sono modelli generali. Es: “pianta”, “animale”, “uomo”.
FASE 2: Le idee diventano cose concrete, entrano nello spazio e nel tempo, così un’idea si moltiplica e
nascono i singoli individui. Es: questa pianta, quel cane, quella persona.
-La natura è strutturata secondo i gradi di una piramide cosmica: in basso si trovano le forze generali
della natura, sopra si trovano i vegetali e gli animali e in cima ci sono gli umani, coloro che soffrono di più
a causa del desiderio, perché hanno maggiore consapevolezza della volontà.
PESSIMISMO COSMICO
- la nostra esistenza è un pendolo che oscilla tra desiderio e noia e che attraversa attimi brevissimi di
felicità.
Desiderio----felicità----noia
Vita volontà
Volontà desiderio
Desideriomancanza
Mancanzadolore
VITA = DOLORE
-la gioia non è altro che momentanea cessazione del dolore e purchè ci sia piacere è necessaria una
condizione di dolore.
-L’uomo è perennemente insoddisfatto, per lui l’amore e l’anima gemella sono un inganno del “Genio
della specie” per far sì che la specie continui.
-l’unico fine dell’amore è la riproduzione, secondo Schopenhauer non c’è amore senza sessualità ed è
per questo che viene avvertito come “peccato”, esso è anche colpevole della creazione di altre creature
destinate a soffrire.
1) ARTE= è contemplazione estetica disinteressata delle idee, attraverso le quali l’individuo guarda alla
realtà separandola dalla trama spazio-tempo-causa che costituisce il fenomeno, sospende il volere per
un attimo, ci sono diversi tipi di arte come l’architettura, più materica e desiderabile, o la musica meno
materica e indesiderabile, la poesia tragica ecc.
2) COMPASSIONE/MORALE= la morale secondo lui nasce dalla compassione nei confronti del prossimo,
si concretizza poi in giustizia, cioè non fare il male e carità, cioè nel fare il bene degli altri. (Agapé, in
greco, amore di una famiglia).
Riduce l’egoismo e quindi la spinta cieca della volontà, consiste nella vicinanza di emozioni (empatia), la
capacità di avvicinarsi all’altro senza desiderio (quindi con l’obiettivo di condividere un sentimento), un
amore disinteressato.
3) ASCESI= (dal greco askesis, esercizio) rappresenta il contrario della volontà, è la sua negazione, per
arrivarci bisognava rinunciare ai desideri, vita sobria, autocontrollo (astinenza sessuale o dal cibo) fino a
provare orrore per l’essere e annullare il volere, quindi il dolore che nasce dai desideri continui. Se ci si
riesce ci si libera dal mondo (che diventa nulla e per loro il nulla è tutto).
-LE 3 VIE CHE NON LIBERANO DAL DOLORE:
2)ricerca di piaceri / soddisfazioni = NO perché danno sollievo breve, poi torna il desiderio.
3)religione= NO perché non toccano la radice del volere (anche se Schopenhauer ammira il cristianesimo
ascetico, la fede da sola non basta).
-COSMICO: rifiuta l’idea che il mondo sia ordinato in modo razionale e positivo (ottimismo metafisico).
La natura non ha uno scopo buono. È guidata da una volontà cieca che spinge a vivere e a desiderare
senza mai dare soddisfazione. Per questo l’esistenza è dominata dal dolore e non può essere considerata
buona.
-SOCIALE: non crede che la vita in società renda l’uomo migliore o più felice. Gli individui vivono insieme
non per simpatia ma per bisogno ed esistono leggi e Stato solo a contenere la violenza di tutti, non a
eliminare la sofferenza. La società non è un progresso morale.
-STORICO: nega che la storia sia un cammino di miglioramento, considerandola inferiore all’arte e alla
filosofia. Secondo lui non c’è un vero progresso, gli eventi che si ripetono sono sempre uguali, cambiano
solo i contorni. La sofferenza umana resta la stessa in ogni epoca.
CRITICI DI HEGEL
SOREN KIERKEGAARD
-Nasce in Danimarca all’inizio dell’800, vive la giovinezza quando Hegel è già famoso, subisce l’influenza
del romanticismo, ma non ne fa parte.
-Da quando lui è piccolo scrive e tiene un diario biografico, in cui parla anche della sua famiglia
sfortunata, secondo lui la sfortuna è dovuta al peccato del padre di bestemmia.
-Si innamora poi di Reghine, dopo 3 anni non si sposano per colpa del suo sposano per colpa del suo
pessimismo riguardo il suo carattere cupo e marcio, in contrasto con la sua solarità
-L’ultima parte della sua vita la dedica alla chiesa danese, che critica dicendo che i fedeli dovrebbero
cambiare la loro vita dopo aver abbracciato la fede, non “giocando” solo ad esserlo.
-Kierkegaard critica ogni filosofia che pretende di essere oggettiva, come quella di Hegel, cioè
indipendente dal soggetto. Dice infatti che la verità è tale solo quando è “verità per me”. La verità non è
un concetto astratto, ma qualcosa che il singolo vive e fa proprio.
-Hegel pensa che la filosofia debba descrivere la realtà dal punto di vista dell’assoluto, in modo
impersonale. Kierkegaard contrappone a questa idea una riflessione soggettiva, per lui il filosofo deve
rimettere al centro la persona concreta. Per questo combatte il panteismo idealistico di Hegel, cioè l’idea
che Dio e realtà coincidano: tra uomo (finito) e Dio (infinito) esiste una differenza assoluta.
-Le sue idee iniziano a circolare ad inizio 900 per opera della filosofia cristiana, invece per i filosofi
seguenti Dio non esiste, o per Nietzsche è morto.
-La sua filosofia è centrata sull’individuo e la propria esistenza, proiettandosi al futuro e centrata sulla
fede.
-Secondo lui non ci realizzeremo mai nei nostri obiettivi e non saremo mai soddisfatti perché siamo
marci, l’unico che ci ama così come siamo è Dio.
-AUT-AUT, 1843: A differenza di Hegel, che vede lo sviluppo come continuo e necessario, Kierkegaard
sostiene che tra questi stadi non c’è continuità. Il passaggio avviene solo tramite un “salto”. Ogni stadio è
una forma di vita completa e incompatibile con l’altra.
Viktor l’eremita trova un baule pieno di carte (documenti) e individua 2 tipologie di racconti, che chiama
carte di A e carte di B, le due scelte non sono conciliabili, se sei A vesti A e viceversa
-AUT 1, carte A: sono contenute lettere (e anche un romanzo: diario di un seduttore), in queste carte
viene presentata la 1° scelta.
1° ESTETICO/ESTETA: l’uomo vive seguendo solo quello che sente nel momento. Cerca piacere,
emozioni, novità. Non vuole legami stabili né responsabilità, vuole che la sua vita sia interessante.
La figura simbolo di questo modo di vivere è il seduttore, che passa da una persona all’altra senza
fermarsi mai. All’inizio tutto sembra leggero e brillante, ma in realtà questo tipo di vita porta a perdersi.
Romanzi che trova nelle carte di A: Don Giovanni e Johannes (ricerca di piacere), finiranno nella
disperazione per l’incapacità di costruirsi.
2° ETICO/FIDANZATO: Qui la persona sceglie di impegnarsi e prende sul serio la propria libertà. Inizia a
costruire una vita stabile, con doveri, promesse, responsabilità.
Il simbolo di questo stadio è il marito, che accetta una vita normale, regolata, non cerca più l’emozione
del momento, ma la continuità nel tempo. Però anche questa vita ha un limite. Guardando indietro, la
persona si accorge delle scelte sbagliate, delle occasioni perse, delle colpe. Nasce il pentimento, e con
esso la consapevolezza che neppure una vita moralmente corretta basta davvero.
Romanzi che trova nelle carte di B: Guglielmo (uomo borghese avvocato dell’800).
3° CRITICA ALLA CHIESA/FEDE: Qui l’uomo non si affida più solo alla ragione o alle regole morali, ma si
mette davanti a Dio. La fede è un rapporto diretto con l’assoluto. L’individuo accetta di non poter capire
tutto e di non avere garanzie, ma sceglie comunque di fidarsi. La
figura che rappresenta questo stadio è Abramo, che è disposto a sacrificare suo figlio perché Dio glielo
chiede. L’uomo non elimina del tutto l’angoscia e la disperazione, ma riesce a viverle senza esserne
distrutto, perché si affida a qualcosa di più grande di lui.
In Timore e tremore (1843): Abramo riceve da Dio l’ordine di sacrificare Isacco, andando contro la morale
e contro gli affetti umani, dimostrando che il principio religioso sospende quello morale. Tra etica e
religione non esiste sintesi: la vita religiosa è una scelta di fede radicale, che va oltre la morale.
-L’uomo quando si progetta ha bisogno di fare delle scelte, cosa terribile perché: si possono fare scelte
sbagliate e la scelta di una cosa implica la non scelta di infinite cose, da qui nasce la sua idea
dell’esistenza come POSSIBILITÀ:
La vita non è qualcosa di già deciso, in ogni momento ci sono molte strade aperte. Ogni cosa che può
accadere può anche non accadere.
Questa apertura totale crea insicurezza e paura, perché non c’è nulla di garantito, è questo che
Kierkegaard chiama ANGOSCIA: il sentirsi davanti a infinite possibilità, senza sapere cosa succederà.
Dentro questa situazione entra la scelta. L’uomo non è qualcosa di fisso, diventa quello che è attraverso
le sue scelte, ESISTERE SIGNIFICA SCEGLIERE, prendere posizione, anche quando una persona evita di
scegliere, in realtà sta già scegliendo. La propria identità non è data una volta per tutte, ma si costruisce
con le decisioni che si prendono nella vita.
SCRITTI DIRETTI Sono quelli firmati con il suo nome. Qui Kierkegaard parla in prima persona, spesso in
modo religioso o autobiografico.
SCRITTI INDIRETTI Sono firmati con pseudonimi diversi. Qui Kierkegaard non parla direttamente, ma
mette in scena punti di vista diversi. Ogni pseudonimo rappresenta un modo di vivere (estetico, etico,
ecc.). Es: Aut-Aut (pseudonimo: Victor Eremita) e Timore tremore (pseudonimo: Johannes de Silentio).
POSITIVISMO 1830-1914
CARL SCHMITT
-Similitudine che si contrappone a una realtà opposta, bisogna distinguere il nemico privato da quello
pubblico.
-Non si può odiare il nemico pubblico, poiché è l’essenza della nostra esistenza.
HANNA ARENDT
ELEMENTI CENTRALI: terrore, polizia segreta (per controllare i pensieri della gente, la privacy viene
eliminata), leader (lo stato vive attraverso un leader).
-In California, dei professori, si chiedono se la sociologia sia solo una riflessione filosofica astratta.
-L’idea nasce da un esperimento del prof. Asch: Quanto gli uomini sono portati a seguire la maggioranza
andando contro il loro pensiero?
-Nel test venivano mostrati dei pannelli ai partecipanti, ognuno con una linea sopra e dovevano
confrontare la lunghezza delle linee con quella del campione.
-All’inizio tutti rispondevano bene, poi i complici iniziano a dare la risposta sbagliata.
-Molte persone si adeguarono alle risposte sbagliate degli altri, comportamento che ha avuto la
maggioranza, il 60%.
-Allora ipotizzano che il conformismo sia radicato nell’essere umano perché non ci piace stare soli.
-Nel ’63 Milgram torna sull’esperimento e pensa che ci possa portare a comprendere il nazifascismo.
L’ESPERIMENTO DI MILGRAM
-C’era un partecipante (“l’insegnante”) e un allievo (un attore che fingeva di soffrire) a cui venivano
sottoposte delle domande, gli veniva inflitta una scossa elettrica sempre più forte, per ogni risposta
sbagliata.
-Anche quando l’allievo urlava e chiedeva di fermarsi, molti continuavano perché lo sperimentatore
(“l’autorità”) diceva di andare avanti.
-Posti nei confronti dell’autorità, gli uomini sono portati a obbedire conformismo estremo
-24 studenti si dividono in 2 gruppi (guardie e prigionieri) nel seminterrato dell’università e dovranno
inscenare un carcere per 2 settimane.
-Dopo pochi giorni le guardie diventarono autoritarie e i prigionieri stressati, l’esperimento finì al 6°
giorno.
-Il male dipende dal contesto, gli uomini fanno male se sono messi nelle condizioni, il male non si
percepisce in un contesto dov’è normale/comune.