L’AERE GRAVATO ET L’IMPORTUNATA NEBBIA
Mentre stavo seduto ad ammirare il verdeggiante paesaggio, mi ritrovai avvolto da una fitta nebbia che
portava appresso una battente pioggia e un burrascoso temporale. Dinanzi a me scorreva un fiumicello che
sembrava quasi di cristallo mentre l’erba della valle era pressoché tutta ghiacciata.
Anche il mio cuore sembrava di ghiaccio: era freddo e confuso come i miei pensieri più profondi che vagano
liberamente nella mia mente che a volte risalgono trasportati dal vento dell’amore ma molte altre volte
cadono come pioggia opprimendo il mio animo.
Mi ripeto sempre che il grande tormento passerà, come la pioggia e il temporale: arriveranno le belle cose
che faranno scomparire questo stato di tristezza e angoscia interiore e finalmente anche le acque del fiume
ritorneranno a scorrere.
Mai prima d’ora mi sono sentito così indistinto a causa della nebbia che il cielo aveva nascosto e non
potevo né scappare ne nascondermi tramite le colline o le valli.
Per me purtroppo, non vale la pena di gioire per le valli che fioriscono, io piango sia per il cielo limpido che
per la pioggia, sia per il giaccio che per il leggero venticello: spero che un giorno la Madonna potrà vedere i
mari, i laghi e i fiumi di lacrime prosciugarsi.
Così come le dolci acque dei fiumi si riversano nel mare e gli animali pascolano sereni nelle vali rigogliose, i
miei occhi vedano la nebbia salire e poi scendere come pioggia e il ghiaccio duro che trae nutrimento dai
miei dolorosi pensieri.
Ora devo perdonare a tutti e venti l’amore della donna che mi ha serrato tra il dolore e la felicità.
Io non ero responsabile dei miei sentimenti o delle sensazioni che provavo perché ero immerso nella
confusione della nebbia da cui non riuscivo a sfuggire.