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Geografia 1

Il documento esplora vari aspetti della geografia, dalla rappresentazione tridimensionale della Terra su superfici bidimensionali alla geodesia, che studia forma e dimensioni del pianeta. Viene discusso il reticolato geografico, la latitudine e longitudine, e l'importanza delle carte come rappresentazioni simboliche della superficie terrestre. Infine, si evidenzia la geografia umana come studio delle interazioni tra esseri umani e ambiente, illustrando come la cartografia possa aiutare a comprendere fenomeni come la diffusione delle malattie.

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Geografia 1

Il documento esplora vari aspetti della geografia, dalla rappresentazione tridimensionale della Terra su superfici bidimensionali alla geodesia, che studia forma e dimensioni del pianeta. Viene discusso il reticolato geografico, la latitudine e longitudine, e l'importanza delle carte come rappresentazioni simboliche della superficie terrestre. Infine, si evidenzia la geografia umana come studio delle interazioni tra esseri umani e ambiente, illustrando come la cartografia possa aiutare a comprendere fenomeni come la diffusione delle malattie.

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GEOGRAFIA

Cartografia & Orientamento


Rappresentare la Terra e’ difficile perché’ e’ un oggetto che presenta tre dimensioni (tridimensionale) e che
viene rappresentata su un foglio che ha due dimensioni (bidimensionale); un altro problema e’ dato dal fatto
che la superficie della Terra e’ corrugata, quindi non pienamente regolare.
La Geodesia e’ la scienza che studia la forma e le dimensioni della Terra: gli uomini hanno sempre cercato di
conoscere la forma del pianeta, infatti i babilonesi, ad esempio, pensavano che la Terra fosse un disco piatto
mentre Aristotele ipotizzò che potesse essere una sfera perfetta fluttuante nello spazio; oggi si sa che la Terra
ha una forma quasi sferica. La distanza tra la maggiore profondità, ovvero la Fossa delle Marianne (11000m), e
la maggiore altezza, ovvero l’Everest (8847m) e’ di 1/322 della distanza di un punto sul livello del mare dal
centro di massa terrestre.
Ogni punto sulla superficie terrestre non e’ equidistante dal centro della Terra.
La conoscenza corretta del campo gravitazionale terrestre definisce in modo univoco la superficie di
riferimento per la descrizione della Terra.
Le linee di forza del campo gravitazionale sono linee gobbe (la cui direzione cambia da punto a punto) che
consentono di descrivere il campo gravitazionale attraverso superfici equipotenziali.
Fra tutte le superfici equipotenziali, e’ stata scelta come riferimento quella definita dall’andamento medio del
livello dei mari (calcolata sulla base di osservazioni effettuate con mareografi), detta Geoide ovvero un
ellissoide che presenta lievi avvallamenti in corrispondenza dei mari ed e’ invece bombato in corrispondenza
dei continenti. Il Geoide rappresenta la superficie di riferimento utilizzata per la determinazione delle quote,
l’ellissoide invece e’ utilizzato per la definizione delle coordinate planimetriche.
Geoide → per l’altimetria Ellissoide → per la planimetria

La posizione altimetrica dei punti della litosfera viene


riferita al Geoide perché consente di definirla con
significato fisico, non matematico. La rappresentazione
della Terra necessita, tuttavia, di una forma che
consenta la collocazione dei punti attraverso processi
matematici: quindi e’ stata definita come superficie di
riferimento l’ellissoide di rotazione, una superficie
geometrica che rappresenta, e meglio approssima, la
forma reale della Terra e per questo viene a costituire
la superficie di base per le rappresentazioni
cartografiche (superficie di riferimento).
La verticale V normale in ogni punto della superficie
geoidica non coincide generalmente con la normale N
alla superficie ellissoide; l'angolo formato dalle due
direzioni si definisce deviazione della verticale.
A che serve la Geografia?
Yves Lacoste era uno dei massimi detrattori della geografia che ha dimostrato che la essa non serviva solo in
campo di guerra, come si diceva, ma aveva altri scopi: di fatto lui pensava, inizialmente, che la geografia servisse
solo per scopi bellici.
Fra gli anni 60 e 70 del '900 si e' verificata la Guerra del Vietnam, e Yves Lacoste fu chiamato per utilizzare le
sue competenze sul territorio per quanto riguarda la cartografia: qui ha scoperto come limitare i danni, ad
esempio, dei bombardamenti nel bacino del Mekong grazie alla sua particolare struttura territoriale.
Così si e' ricreduto sulla sua definizione "la geografia serve soprattutto per fare la guerra".

Reticolato Geografico
Grazie al reticolato geografico presente sulla superficie terrestre, possiamo tracciare idealmente alcune linee, il
quale insieme costituisce un sistema di riferimento per localizzare con precisione gli oggetti che si trovano sulla
Terra. Possiamo pertanto immaginare un piano, perpendicolare all’asse terrestre e passante per il centro della
Terra, che la divide in due emisferi: l’emisfero settentrionale o boreale e l’emisfero meridionale o centrale.
Questo piano perpendicolare determina anche una circonferenza massima equidistante dai poli detta
Equatore. L’intersezione con altri piani perpendicolari all’asse, ma non passanti per il centro della Terra,
determina circoli denominati paralleli i quali, avendo la stessa ampiezza angolare di 360’, avranno lunghezza
decrescente man mano che ci si sposta dall’Equatore ai poli.
Abbiamo due tipi di meridiani ovvero:

• i meridiani geografici, ovvero semicirconferenze comprese tra un polo e l’altro;


• gli antimeridiani, ovvero semicirconferenze rimanenti e opposte.
Trattandosi di linee immaginarie, esse sono infinite, tuttavia per convenzione ci si riferisce a quelle tracciate a
distanza di un grado l’una dall’altra: pertanto si dice che i meridiani di grado sono 360, considerando le
semicirconferenze, e i paralleli 180.

Latitudine & Longitudine


• La Latitudine e’ la distanza angolare di un punto della superficie terrestre dell’Equatore (ampiezza
dell’angolo al centro della Terra che sottende l’arco di meridiano congiungente il punto considerato
con l’Equatore) e può essere Nord o Sud a seconda che il punto sia nell’emisfero boreale o australe.
L’Equatore 0 e’ il parallelo di riferimento che si prende in considerazione per misurare la Latitudine. I
paralleli più importanti sono il Tropico del Cancro a Nord dell’Equatore e il Tropico del Capricorno
a Sud dell’Equatore.
• La Longitudine e’ la distanza angolare di un punto di un determinato meridiano misurata sull’arco di
parallelo che passa per quel punto (ampiezza dell’angolo al centro della Terra che sottende l’arco
parallelo congiungente il punto considerato con il meridiano di riferimento) e può essere Est o Ovest a
seconda che sia a oriente o a occidente del meridiano considerato.
La Carta
La Carta è una descrizione ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre o di una parte di essa.
La sua lunga storia ha origine dalla necessità di trasporre in piano una superficie (quasi) sferica, ciò che è
impossibile da fare con precisione, quindi produce deformazioni che sono state di volta in volta limitate
attraverso algoritmi chiamati proiezioni cartografiche.
Così come sono stati ideati i cinque temi della Geografia, per comodità espositiva, si possono indicare i tre
temi della cartografia:

1) Riduzione→ nelle rappresentazioni cartografiche, vi è un rapporto di riduzione detto “scala”;


2) Approssimazione→ i metodi per rappresentare in piano questa superficie sono detti “proiezioni
geografiche”;
3) Simbolismo→ gli oggetti geografici (rilievi, fiumi, opere umane, laghi, ecc…) sono indicati con simboli
detti “segni convenzionali”.
La migliore rappresentazione della superficie della nostra non-sfera sarebbe il cosiddetto “globo”, non il
mappamondo, che non è ciò che si pensa: per la precisione, il mappamondo è una descrizione dell’intero
Pianeta, non necessariamente su un oggetto tridimensionale (una sfera), ma anche su un piano.
La riproduzione tridimensionale del Pianeta su una sfera si definisce, appunto, globo.
Per essere corretta, una rappresentazione cartografica dovrebbe essere:
- Equidistante → mantiene inalterato il rapporto fra lunghezze grafiche e lunghezze reali;
- Equivalente→ mantiene costante il rapporto fra aree grafiche ed aree reali;
- Isogona o Conforme → mantiene costante l’angolo, vale a dire che l’angolo formato da due linee nella
rappresentazione deve corrispondere, in ampiezza, all’angolo formato dalle linee corrispondenti sulla
superficie terrestre.
In base alla scala si possono individuare:
- Piante e mappe→ in grandissima scala, le piante sono illustrazioni cartografiche di città e centri abitati
mentre la mappa è solitamente una carta catastale o rappresentante una campagna;
- Carte topografiche → in grande scala;
- Carte corografiche → in scala media;
- Carte generali o geografiche→ in piccola scala.
In base al contenuto possiamo individuare:
- Carte generali→ rappresentano fattezze naturali (colloquialmente dette “carte fisiche”), aspetti
antropici ("carte politiche”) oppure entrambi (“carte fisico-politiche”);
- Carte speciali→ normalmente prodotte con una funzione precisa, quali le carte marine, nautiche,
turistiche e aeronautiche e tute queste si possono considerare carte tematiche;
- Carte tematiche→ centrate su aspetti specifici (fisici, antropici, biologici, economici, climatici,
etnologici) anche le carte tematiche, a loro volta, possono essere definite carte speciali.

Fuso Orario
Per comodità organizzativa, i vari Stati decisero di adottare un’ora convenzionale unica, detta ora nazionale,
corrispondente a quella vera del meridiano passante per la capitale. Tuttavia ciò non risolveva i problemi di
coordinamento delle varie comunicazioni tra Stati. Così si rese necessario adottare un sistema, ideato nel 1859
dall’astronomo italiano Quirico Filopanti e codificato da una convenzione internazionale nel 1893.
In questo sistema, adottato quasi universalmente, vi era l’idea di prendere come riferimento il meridiano di
grado 0 (quindi il meridiano di Greenwich) dividendo poi così la superficie Terrestre in 24 spicchi, detti fusi
orari, limitati da meridiani distanti 15 gradi in longitudine (15 gradi x 24 = 360 gradi→ assistiamo ad uno
slittamento di un’ora ogni 15 gradi), quindi con differenze di un’ora l’uno dall’altro; in tutti i luoghi siti entro un
determinato fuso, si assume convenzionalmente come tempo civile quello del meridiano centrale del fuso.
Uno Stato molto grande, come gli Stati Uniti, può avere due o più fusi orari, come accade tra l’Indiana e
l’Illinois, provocando così il cambiamento del meridiano e la posizione relativa/temporale. In tutti i luoghi siti
entro un determinato fuso, si assume convenzionalmente come tempo civile quello del meridiano centrale del
fuso.
Quando si cerca un fuso orario bisogna: verificare in uno stato di grandi dimensioni quanti fusi orari ci sono,
su che paese faccia riferimento il sito che consultiamo (se si fa riferimento agli Stati Uniti, il fuso orario si
baserà sull’ora americana e non su quella italiana).

Geografia Umana
I geografi umani studiano le persone e i luoghi: la disciplina della geografia umana studia come gli esseri umani
costruiscano i luoghi, come organizzano lo spazio e la società, come interagiscano l’uno con l’altro nei luoghi e
attraverso lo spazio e come comprendere gli altri e se stessi nella loro località, nelle loro regioni e sul Pianeta.
In sintesi la geografia umana studia le relazioni tra gli esseri umani e il Pianeta.
E’ difficile separare la scienza fisica dalle relazioni umane poiché tutto e’ correlato: dunque il nostro pianeta e’
un sistema, un insieme di elementi in reciproca connessione che hanno un’identità se presi singolarmente
parliamo del concetto di sistema di relazioni.
Quando una persona considera qualcosa da un punto di vista troppo ristretto, diciamo che “non vede la foresta
a causa degli alberi”. Un modo migliore per illustrare questo punto consiste forse nel dire che per capire un
albero e’ necessario studiare sia la foresta di cui esso fa parte sia le cellule e i tessuti che fanno parte dell’albero.
Un altro esempio riguarda gli scacchi, un gioco pieno di relazioni tra le varie pedine: infatti quando muovo una
pedina, oltre a cambiare la sua posizione assoluta, cambio anche quella di tutte le altre insieme alla loro
prospettiva (“garbuglio o gomitolo di rapporti logici attuali”).
Per meglio intendere e distinguere i campi d’indagine, possiamo intendere la Geografia come studio del
rapporto tra Uomo e Pianeta e l’Ecologia come studio del rapporto fra esseri viventi e Pianeta. La
geografia umana e’ lo studio dei fenomeni umani che si svolgono sulla Terra e la geografia fisica e’ lo studio dei
fenomeni fisici che si svolgono. I geografi sono addestrati a studiare sia il mondo umano sia il mondo fisico,
ma la maggior parte di essi si concentra sull’uno piuttosto che sull’altro: pongono domande simili ma si
concentrano su differenti fenomeni.
La rappresentazione cartografica della distribuzione spaziale di un fenomeno e' generalmente il primo passo
verso la sua comprensione. Ad esempio le carte al tempo delle pandemie di colera a Londra: nella geografia
medica la rappresentazione cartografica della distribuzione di una malattia e' il primo passo verso la
determinazione delle sue cause.
Nel 1854, il medico britannico John Snow considerato tra i pionieri nel campo dell'anestesia, dell'igiene e
dell'Epidemiologia, rappresentò cartograficamente i casi di colera a Soho, un quartiere di Londra.
La colera e’ una tossinfezione dell’intestino provocata da alcuni ceppi batteriologici e la sua trasmissione
avviene per contatto orale, diretto o indiretto, con feci o alimenti contaminati e nei casi piu gravi può portare a
pericolosi fenomeni di disidratazione.
L'ondata di colera iniziale si placò nel 1823. La morte della persona colpita dal colera avveniva fra terribili
convulsioni e sopraggiungeva dopo qualche giorno, forse una settimana dall'insorgenza della sintomatologia.
Dopo varie epidemie di colera, Snow disegnò una carta del quartiere, segnando con una P tutte le pompe di
attingimento dell'acqua (dalla quale le persone prelevavano l'acqua destinata agli usi domestici) e con un punto
la residenza di ogni persona morta di colera. A Soho decedettero circa 500 persone e, quando la carta prese
forma, Snow notò che un numero particolarmente grande di decessi si raggruppava intorno alla pompa d'acqua
situata a Broad Street. Su richiesta del medico, le autorità cittadine rimossero la leva di azionamento della
pompa impedendo di attingere acqua da essa. Il risultato fu drastico: quasi subito il numero di nuovi casi
denunciati di colera si ridusse quasi a 0.
Era cosi confermata l'ipotesi di Snow sul ruolo dell'acqua nella diffusione del colera.
Snow e i suoi colleghi consigliarono alle persone di bollire l'acqua ma dovette trascorrere molto tempo prima
che il suo consiglio raggiungesse tutti quelli che lo dovevano conoscere e in ogni caso molti semplicemente non
erano in grado di metterlo in pratica (tuttavia il colera non e' stato debellato completamente).

La Prospettiva Spaziale
La geografia e l'alfabetizzazione geografica sono molto di piu che mandare a memoria i luoghi indicati su una
carta geografica e, in questo senso, Geografia e Storia hanno molto in comune.
Ha importanza ottica comprendere il cambiamento nel corso del tempo ed e' altrettanto importante
comprendere il cambiamento attraverso lo spazio. Per riunire i molti sottocampi della Geografia umana e
spiegare ai non geografi cosa facciano i geografi, quattro grandi organizzazioni geografiche statunitensi si sono
riunite negli anni 80 del secolo scorso e hanno creato il Geography Educational National Implementation
Project (GENIP), la National Geographic Society (NGS) ha pubblicato i risultati del GENIP nel 1986,
introducendo i Cinque Temi della geografia, dedotti dalla prospettiva spaziale e della geografia:

• Location → il primo tema, la localizzazione, pone in risalto la posizione geografica delle persone e
delle cose sulla superficie terrestre. Inoltre abbiamo due tipi di localizzazione: 1)la posizione assoluta,
ovvero una precisa localizzazione che utilizza la latitudine e la longitudine e misurata attraverso il GPS
e 2)la posizione relativa che rappresenta la localizzazione in relazione a qualcos'altro e cambia nel
corso del tempo con il cambiare delle circostanze. Ad esempio "tutte le strade portano a Chicago", una
carta stradale/regionale che ci fa vedere la posizione di Chicago nell'ambito dello stato dell'Illinois e la
sua importanza e' data dalla sua posizione rispetto al lago Michigan o nell'ambito della sua posizione
rispetto al Wisconsin o all'Illinois ma anche per tutta la rete di strade che convergono verso la città,
rappresentandone l'importanza e la posizione dominante di Chicago nella regione.
• Human / Environement Interaction → il secondo tema riguarda le interazioni uomo-ambiente; i
geografi studiano la relazione reciproca tra esseri umani e ambienti: come vivono le persone in
relazione all'ambiente in cui si trovano (ex. le attività umane che modificano il territorio riguardano la
divisone tra terreno per energia, foresta, terreno edificato, terreno per coltivazioni, pesca e pascolo).
• Region → Il terzo tema riguarda la regione: i fenomeni non sono distribuiti uniformemente sulla
superficie terrestre; invece, gli elementi geografici tendono a essere concentrati in particolari aree, che
chiamiamo Regioni, ovvero porzioni di territorio con una certa omogeneità, che non riguardano ad
esempio le regioni italiane (le quali sono solo amministrative ma hanno comunque una sola
omogeneità che si riferisce all’essere governate da una persona eletta e che fa riferimento
all’omogeneità formale e geopolitica).
Ci può essere un tipo di regionalizzazione basato sulla lingua in uso (come il cantone svizzero italiano e
l’Italia), una regione dove si coltiva ad esempio il riso, ecc.
Un altro esempio può essere dato dalle regioni percettive, per esempio, degli Stati Uniti come il West
(di fatto i film western sono conosciuti mondialmente con questo nome perché la popolazione li
ricollega appunto alla regione dell’ovest statunitense) oppure del sud (per noi italiano l’idea del sud
degli Stati Uniti e’ fondamentalmente data dalla Florida, ma per gli statunitensi la loro idea di Sud del
paese si estende ancora piu a Nord). Queste regioni sono appunto dette percettive poiché’ sono idee
nella nostra testa, basate su una conoscenza accumulata col tempo di posti o regioni che definiscono
un’area di uniformità o connessione.
• Place → Il tema riguarda il luogo e pone la domanda “com’è?”: s’individuano gli aspetti che rendono
un luogo differente dall’altro. I geografi considerano i luoghi secondo due caratteristiche: fisica e
umana. Gli aspetti fisici sono quelli dell’ambiente naturale, derivano da processi geologici, idrologici,
atmosferici e biologici, pertanto si tratta dei corpi idrici, del clima, dei suoli, delle vegetazione, della
fauna; gli aspetti umani di un luogo, invece, derivano dalle azioni dell’Uomo, quindi si tratta di
costruzioni come pure di uso del suolo, densità di popolazione, lingue, religioni, stili architettonici e
sistemi politici. Tutti questi argomenti contribuiscono a rispondere a due delle domande classiche
della geografia: “Dov’è?” e “Perchè si trova in quel luogo?”. Col senso del luogo fisico e umano, si
forma l’osservazione del paesaggio circostante.
• Movement → Il tema del movimento risponde alla domanda: “Come e perché i luoghi sono
collegati?”. Le relazioni fra persone in luoghi differenti sono formate dal costante movimento delle
persone stesse, delle idee, dei materiali e dei fenomeni fisici (ad esempio i venti).
Tutto ciò che si trova sul Pianeta è in costante movimento ed è ciò che genera la vita di un luogo e in
un luogo.
Questi 5 temi sono una struttura che raccoglie i vari contesti utilizzati nell’insegnamento della materia, non si
tratta quindi di una descrizione completa di tutta la Geografia, ma di una sorta di indice generale al quale
ricondurre e nel quale collocare i vari esempi e casi di studio regionali.

La Geografia Umana e i Campi Collaterali


Definire la Geografia umana non è un’operazione complicata ma è più difficile darne una descrizione che
elimini le credenze delle quali la disciplina è, storicamente, vittima: il primo equivoco in cui spesso si incorre è
quello di confondere la geografia umana con la geografia culturale.
L’autonomia delle due discipline è chiara, se si attribuisce in modo prevalente alla geografia culturale una
metodologia che di riferisca al concetto relativista di cultura, alla geografia umana invece una base
prevalentemente universalista; in quest’ultimo caso, si ricerca nei fenomeni uno strato di invarianza, cioè quei
caratteri comuni all’umanità come tale, un insieme di norme e di regolarità ripetute in tutti i luoghi e presso
tutte le società, mentre nel primo caso, si riconosce come punto d’approccio dell’analisi la molteplicità delle
distinte culture, corrispondenti alle diverse situazioni storico sociali: la cultura è l’espressione delle diverse
formazioni sociali.
Poiché la cultura, intesa come sistema di comunicazione, tende a dare un ordine al gruppo, è l’altra faccia della
struttura sociale, geografia culturale e geografia sociale hanno gli stessi motivi di separazione dalla geografia
umana.
L’autonomia della geografia sociale poggia sulla distinzione concettuale tra cultura e società: in un paesaggio
geografico spesso appaiono aspetti contraddittori, residui di strutture sociali superate, erroneamente ritenuti
manifestazioni casuali e che invece possono essere segni di emergenti tensioni e contraddizioni imposte dal
mutamento sociale.
La geografia storica viene talvolta incorporata nella geografia umana: l’approccio retrospettivo allo studio di un
paesaggio umanizzato non è però solo geografia storica ma, al di là della definizione di quest’ultima disciplina
come costruzione dell’ordine territoriale in una data epoca e dei relativi processi di mutamento.
Infine la geografia regionale a contenuti parzialmente sovrapponibili a quelli della geografia umana: in passato,
per geografia regionale si intendeva lo studio analitico-descrittivo delle varie parti della superficie terrestre e,
ancora oggi, questo approccio viene praticato, soprattutto con fini didattici e informativi, poiché ovviamente si
ritiene utile sapere cosa ci sia nelle varie regioni di un Paese.
Ma la geografia regionale è anche altro: lo studio dei principi e dei meccanismi che regolano i rapporti interni
ad uno spazio integrato, la regione appunto, ma che in sostanza si identifica come un sistema spaziale aperto.
Nella prospettiva umanistica il concetto di regione non si differenzia molto da quello di luogo: ciò che li
distingue in modo essenziale è la scala, con la conseguente focalizzazione della percezione soggettiva dello
spazio; nella regione, l’impatto emozionale del legame con i luoghi diventa meno diretto, rimanendo valido sul
piano dei fatti umani e culturali che si riferiscono ad un gruppo ampio (per esempio l’etnia).

La Questione di Takeshima
La rivendicazione di un territorio da parte di due o più Stati è una complicata questione di geopolitica e di
diritto planetario (quindi internazionale).
Un esempio può essere dato da Takeshima: Takeshima è un gruppo di isole situate nel Mar del Giappone a
circa 158 km a nord-ovest dell’arcipelago delle Isole Oki, alla latitudine nord di 37° e a una longitudine est di
131°; appartiene a Okinoshima, città della provincia di Shimane. La sua estensione territoriale è di 0,20 km
quadrati ed è formata principalmente da due isole, ovvero Higashijima e Nishijima e alcune decine di isole
adiacenti.
Di fatto il ministro degli esteri giapponese ha redatto un documento dove spiega le ragioni storiche e geo-
politiche del perchè Takeshima faccia parte del territorio giapponese e non coreano.
I punti storici sono:
1) L’esistenza di Takeshima era nota al Giappone già nell’antichità;
2) L’affermazione della Repubblica di Corea secondo cui il Giappone sapesse dell’esistenza di
Takeshima sin dall’antichità è priva di fondamento;
3) Il Giappone aveva stabilito la propria sovranità su Takeshima già intorno alla metà del XVII secolo;
4) Verso la fine del XVII secolo il Giappone vietò la navigazione all’isola di Utsuryo ma non quella a
Takeshima;
5) Quale prova di sovranità su Takeshima la Corea cita un’affermazione non veritiera di un certo An
Yong-bok;
6) Nel 1905 il governo giapponese affermò nuovamente la sovranità del Giappone su Takeshima tramite
decreto governativo;
7) Durante la stesura del Trattato di San Francisco la repubblica di Corea chiese agli Stati Uniti di
aggiungere Takeshima alle aree che il Giappone avrebbe dovuto abbandonare, richiesta tuttavia
negata;
8) Takeshima fu designata poi zona di esercitazioni militari per le forze americane di stanza in Giappone;
9) La repubblica di Corea, tracciando nel mare la cosiddetta “Linea Syngman Rhee” in contravenzione
alle leggi internazionali, con una decisione unilaterale, occupa Takeshima illegalmente;
10) La repubblica di Corea ha sempre rigettato gli inviti del Giappone di rimettersi al giudizio della corte
Internazionale di Giustizia (ICJ).
Il “Documento del ministero degli affari esteri della Corea” è un documento italiano pubblicato dalla Corea,
che difende le ragioni del possesso del Giappone.
Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il quartiere generale del comande supremo delle forze armate,
attraverso la direttiva del comandante supremo, escluse Takeshima dai territori controllati e amministrati dal
Giappone.
Nel paragrafo 3 della stessa direttiva, vengono indicate le principali 4 isole e le 1000 piccole isole adiacenti
come zona in cui il Giappone può esercitare la sovranità e viene dichiarato che l’isola Utsuyo, le rocce
Loncourt e l’isola Quelpart sono escluse dai territori del Giappone.
In base al tipo di lingua che si parla, ci si autoriunisce socialmente e il Giappone non ha lettere, ma
ideogrammi che vengono tradotti tramite romaji, ovvero i caratteri latini utilizzati per la trascrizione delle sillabe
giapponesi.

Toponimo e Antartide
L’Antartide ha una collocazione geopolitica che ha una posizione particolare perchè non è uno Stato e non è
di proprietà di nessuno: è regolato dal Trattato Antartico degli anni ’50 che stabilisce che è vietato sfruttare il
territorio e che su di esso si possono posizionare solo basi dal carattere scientifico.
Per quanto riguarda i Toponimi, si parla di Toponimo facendo riferimento al nome proprio di un luogo
geografico: i toponimi, ovvero i nomi di paesi o città, hanno spesso origine o da una caratteristica geografica
locale o da un nome di una persona (il fondatore, il proprietario di un antico fondo, ecc…).
Questo può cambiare a seconda di come sia conosciuto e come si chiami in un determinato paese nel mondo:
infatti, ad esempio, le Isole Folkland (britanniche) le riconosciamo con questo toponimo che fa riferimento al
fatto che siano un territorio d’oltremare del Regno Unito.
Geografia Politica e Geopolitica
L’aggettivo “politica” affiancato al sostantivo “Geografia” contribuisce ad alimentare il comune equivoco di
considerare “geografico” come sinonimo di “fisico”.
Normalmente l’espressione “Geografia politica” viene utilizzata in riferimento alle relazioni tra Stati, quasi
sempre citando rapporti conflittuali, spesso considerando lo Stato in senso occidentale, come un’entità
indiscutibile, universalmente nota nella sua struttura e antropologicamente insostituibile.
La geopolitica è l’analisi della configurazione territoriale finalizzata alla conquista del potere (ideologico),
diversa dalla geografia politica che è la disciplina mirata a descrivere gli attributi territoriali del potere e le
conseguenze dell’agire politico sul territorio (neutra dal punto di vista ideologico).
La Geografia politica è quindi lo studio dell’organizzazione politica del Pianeta: i geografi studiano i processi
politici a varie scale come, ad esempio, a scala planetaria si osserva la suddivisione in Stati.

Organizzazioni Internazionali
• NATO→ la NATO è un’organizzazione internazionale che si occupa della difesa militare dei paesi in
crisi e delle esecuzioni delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’ONU. Ne fanno parte
attualmente 30 paesi e la sua sede è a Bruxelles.

• ONU→ l’ONU è un’organizzazione intergovernativa che si occupa di sviluppo economico, progresso


socioculturale, diritti umani e sicurezza internazionale per i paesi in difficoltà. Vi sono attualmente 193
paesi membri e la sede è a New York.
La NATO si occupa solo di risoluzioni militari mentre l’ONU ha un raggio d’azione più ampio in termini
di difesa dei diritti umani sul pianeta.
Quanti sono gli stati del pianeta? → dipende.
In teoria lo stato è quella struttura che si compone di persone, territorio e sovranità.
In totale sono 206, ma sono 195 gli stati riconosciuti sovrani a livello internazionale e 10 quelli associati,
mentre 193 fanno parte dell’ONU.
I 2 osservatori permanenti dell’ONU sono la Palestina e Città del Vaticano (che non fanno parte
dell’organizzazione ma godono di questo status particolare) mentre i due stati in libera associazione con la
Nuova Zelanda sono le Isole Cook (dal 1965) e Niue (dal 1974). Invece i 3 stati non riconosciuti
dall’ONU sono la Transnistria in Moldavia, l’Artsakh in Armenia e Somaliland in Africa orientale poichè
sono stati che si sono autoproclamati indipendenti.

L’UNESCO è l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura.


Fu fondata a Parigi il 4 novembre 1946 e la sua missione è quella di promuovere la pace, il rispetto dei diritti
umani e uguaglianze tra i popoli.
Gli organismi dell’UNESCO sono:
1) La Conferenza Generale, composta da tutti gli stati membri, che stabilisce programmi e budget
dell’organizzazione;
2) Il Consultorio Esecutivo, costituito da 58 rappresentanti degli stati membri che si riuniscono per
verificare la realizzazione delle decisioni della conferenza generale e pianificare il lavoro;
3) La Segreteria che mette in pratica gli impegni assunti dagli stati membri.
I siti UNESCO vengono riconosciuti e inseriti a seconda della loro appartenenza a uno Stato che chiede la
tutela di questo sito; ci sono siti che essendo in territori non riconosciuti come stati non possono richiedere la
tutela dell’UNESCO.
La World Heritage Convention è la convenzione del patrimonio mondiale: è il primo strumento
internazionale ufficiale che ha come obbiettivo l’identificazione, la protezione e la conservazione del
patrimonio mondiale culturale e naturale.
Fanno parte della convenzione:

• L’Assemblea Generale (21 stati membri);


• Il Centro del Patrimonio Mondiale;
• Il World Heritage Committee, che decide l’inserimento dei siti nella World Heritage List e gestisce il
World Heritage Found.
La World Heritage List è la lista del Patrimonio Mondiale, ovvero l’elenco dei beni ai quali il comitato del
patrimonio mondiale ha riconosciuto ufficialmente un Outstanding Universal Value (OUV), ossia un valore
eccezionale e universale.
Come ci si iscrive alla WHL?
1) Ogni stato propone la candidatura del proprio bene, comprovandone l’OUV in base ad almeno uno
dei dieci criteri di selezione (come rappresentare un capolavoro del genio creativo dell’uomo, essere
testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa).
2) Il centro del patrimonio mondiale sottopone la candidatura al comitato del patrimonio mondiale;
3) L’assemblea del comitato delibera l’iscrizione o la boccia.
Quali beni possono essere iscritti alla WHL?
1) Patrimonio culturale→ - monumenti: opere architettoniche / plastiche / pittoriche;
-agglomerati: gruppi di costruzioni;
-siti: opere dell’uomo e uomo e natura di eccezionale.
2) Patrimonio naturale→ -monumenti naturali costituiti da formazioni fisiche e biologiche;
-formazioni geologiche e fisiologiche e zone strettamente delimitate costituenti
l’habitat di specie minacciate;
-siti naturali o zone naturali strettamente delimitate.
3) Paesaggio culturale→ paesaggi che rappresentano creazioni congiunte dell’uomo e della natura
(=patrimonio misto).
Inoltre abbiamo la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale: istituita nel 2003, si
occupa dell’identificazione della salvaguardia e della promozione dei beni intangibili, ovvero tradizioni
culturali, etniche e artigianali che rappresentano l’espressione dei valori di comunità o gruppi.
Riguarda però solamente tradizioni che si sono tramandate oralmente da generazioni.

Il Miglio Nautico
Il miglio nautico internazionale (o miglio marino) è usato per misurare le acque internazionali e nazionali:
1852m e arco di meridiano sotteso di un angolo di 1’ alla latitudine media di 44 gradi 20’.
In Italia nel 1977 ha adottato un sistema di linee di base: questo sistema è articolato in 38 segmenti e semplifica
il margine esterno del mare territoriale, passato a uno sviluppo lineare inferiore a 5000 km.
Con lo scopo di stabilire quali sono i punti territoriali italiani, nel 1986 si tenne la Convenzione di Parigi tra
Italia e Francia relativa alla delimitazione delle frontiere marittime con i paesi confinanti nell’area delle Bocche
di Bonifacio tramite la quale si definiscono i limiti delle acque territoriali poste tra la Sardegna e la Corsica
mediante una linea di 6 segmenti.
In seguito l’Italia ha esteso a 12 miglia (22.224km) il proprio mare territoriale con la legge 1974 n.359,
ampliando il precedente limite di 6 miglia previsto dall’art.2 del Codice di Navigazione del 1942.
Il nostro paese ha stipulato accordi di delimitazione con la Francia, per la fissazione delle frontiere marittime
nell’area delle Bocche di Bonifacio, e con la Jugoslavia (cui sono succedute Croazia e Slovenia) per la
delimitazione del Golfo di Trieste tramite il Trattato di Osimo del 10 novembre 1975.
La principale eccezione al criterio generale della linea di bassa marea è quella relativa alle “baie”: infatti, in
virtù di un’antica norma consuetudinaria codificata dalla Convenzione di Montego Bay ed ancora prima dalla
Convenzione di Ginevra sul mare territoriale, in presenza di un’insenatura che penetri profondamente nella
costa, lo Stato costiero può tracciare una “linea di base retta” congiungente i punti di entrata naturali, a
condizione che siano osservati due requisiti geometrici (=regola del semicerchio):
1) La superficie dell’insenatura deve essere uguale o superiore a quella di un semicerchio avente per
diametro la linea tracciata attraverso la sua entrata;
2) La linea di chiusura dell’insenatura non può superare le 24 miglia.
Rispettando questi criteri geometrici, si è in presenza di una baia giuridica, sicché le acque che si trovano
all’interno di essa sono considerate acque interne.
Qualora il segmento di chiusura sia maggiore di 24 miglia, gli stati sono autorizzati a tracciare una linea di base
di tale misura all’interno della baia, in modo da racchiudere la massima superficie possibile di acque.
La Convenzione di Montego Bay (1982) stabilisce che le disposizioni precedenti non si applicano alle
cosiddette “baie storiche”: il termine di Baia storica fu adoperato per la prima volta nel 1894 a Parigi durante la
Riunione dell’Istitut de Droit International, in cui fu riconosciuta come legittima la pretesa di sovranità su una
baia purchè fondata su un uso continuo e secolare della zona interessata.
Per accertarsi della storicità di una baia occorre dimostrare la presenza dei seguenti requisiti:
- Effettivo esercizio di autorità sull’area da parte dello Stato che proclama il diritto;
- Esercizio continuo di autorità;
- Acquiescenza degli stati terzi nei confronti dell’esercizio di autorità, intesa come prova che i Paesi
stranieri sono a conoscenza della pretesa.
I casi di interesse sono dati da:

• Golfo della Sirte → La Libia ha chiuso i Golfo della Sirte il 10 ottobre 1973, tracciando una linea di
base tra Bengasi e Misurata di ben 307 miglia, inglobando così circa 22.000 miglia quadrate di acque
interne, per giunta senza nessuno dei criteri di una baia giuridica.
L’abnorme provvedimento legislativo dello Stato nordafricano colse di sorpresa le potenze occidentali
e segnatamente gli Stati Uniti che ritennero l’iniziativa della Libia un tentativo di appropriarsi
illegittimamente di una vasta zona di mare internazionale.
La mancata revoca delle pretese storiche sulla Sirte provocò una tensione internazionale culminata
anche in scontri aeronavali. Successivamente gli Stati Uniti hanno a più riprese esercitato i loro diritti
di navigazione, transitando nel golfo con una squadra navale o persino svolgendo esercitazioni militari.
• Golfo di Taranto → Il sistema italiano adottato nel 1977 ha qualificato “baia storica” il golfo di
Taranto, e ne ha previsto la chiusura con una linea tracciata da S. Maria di Leuca a Punta Alice.
Il golfo di Taranto, a differenza della Sirte, rientra pienamente in tutti i criteri previsti per la
qualificazione di una insenatura come baia giuridica, esclusa ovviamente l’esorbitante lunghezza della
linea di chiusura (60 miglia invece delle 24 miglia previste dalla regola del semicerchio delle baie
giuridiche).
L’Italia vantava infatti titoli storici (risalenti al Regno delle due Sicilie e ad epoche ben più remote) che
dimostrano l’esclusività del potere statale nell’ambito del “Golfo di Taranto“ a vari fini (militari,
doganali, di pesca, ecc.). Il provvedimento normativo ha comunque il merito di aver cristallizzato
l’esistenza dell’esercizio della sovranità dell’Italia sulle acque del Golfo, che, mentre hanno una scarsa
valenza come via di comunicazione internazionale, rappresentano il punto focale della difesa marittima
della Nazione.
Densità di Popolazione

Nessun paese ha una distribuzione della popolazione omogenea, anche per l’irregolarità della superficie
terrestre: il tipo di regionalizzazione che usiamo è la divisione della zona in Stati.
La densità di popolazione è un rapporto aritmetico che otteniamo dividendo il numero di abitanti per la
superficie (ab/km2) mentre la distribuzione della popolazione sostiene come la popolazione sia costituita
dall’insieme degli individui, variamente e non omogeneamente distribuiti sul Pianeta.
Il parametro “densità”, presenta una forte generalizzazione dato che indica un valore medio, come se gli
abitanti fossero distribuiti in modo omogeneo ma non precisa le reali situazioni, tranne quando si riferisce a
spazi talmente esigui che presentano caratteri di uniformità.
Un parametro di densità più attendibile è definito dalla densità fisiologica, che offre una maggiore aderenza
rispetto all’effettivo carico demografico che insiste su un territorio.
Quanto al parametro "distribuzione", si deve tener presente che le popolazioni non presentano una
distribuzione omogenea sulla superficie terrestre e vari territori, per una serie di motivi che spesso mutano nel
tempo, attraggono o respingono la popolazione.
L’attuale ripartizione mondiale è il risultato di fenomeni di grande portata quali insediamenti fin da tempi
preistorici in valli alluvionali come in Cina e in India, a cui sono seguiti in tempi relativamente recenti la
Rivoluzione Industriale, i progressi nelle comunicazioni e i processi di urbanizzazione che hanno comportato
spostamenti consistenti di popolazione nel corso dei secoli.
Ad esempio l’Egitto con una popolazione di 78,6 milioni di abitanti nel 2008 aveva una densità aritmetica di
popolazione apparentemente moderata di 78 abitanti/km2; il territorio egiziano è, tuttavia, in prevalenza
desertico e la maggioranza della popolazione è concentrata nella valle e nel delta del Nilo ed è stato stimato
che il 98% degli egiziani vivessero sul 3% del territorio del Paese: in questo caso la densità aritmetica di
popolazione è priva di significato.
Aggiornando il dato al 2017, l’Egitto aveva una popolazione di circa 88 milioni di abitanti e una densità di 87
abitanti/km2: la densità abitativa, rispetto al 2008, era aumentata ma rimaneva piuttosto bassa e soprattutto non
era un dato significativo poiché sempre il 98% degli abitanti continuava a vivere nella valle e nel delta del Nilo,
quindi a occupare il 3% del territorio.
In base alla densità di popolazione le aree possono essere classificate in:
- aree ad alta densità di popolazione con una densità maggiore di 100 abitanti per km2;
- aree densamente popolate con una densità compresa tra 50 e 100 abitanti per km2;
- aree a mediocre densità;
- aree a bassa densità;
- aree a bassissima densità.
La Piramide della Popolazione La Piramide della Popolazione, è una rappresentazione
grafica usata nella statistica demografica per descrivere la
distribuzione per età di una popolazione: solitamente si
tratta di due istogrammi disposti simmetricamente attorno
all’asse verticale che rappresenta l’età, o più comunemente
le classi di età comprendenti intervalli di 5 anni.
In ascissa è indicato l’ammontare della popolazione per
ciascuna classe di età (in unità o in percentuale sul totale) e
viene riprodotta una volta nel senso ordinario (crescente
verso destra) e una volta nel senso opposto (crescente verso
sinistra), in modo da distinguere i due
sessi. Dalla
forma di una piramide della popolazione (o dell’età) si può
dedurre la storia demografica di oltre mezzo secolo (circa
70-90 anni) di una popolazione e l’andamento demografico
a cui sta tendendo:
- Forma perfettamente piramidale: popolazione in
crescita;
- Piramide tendente a un rettangolo: crescita nulla;
- Piramide tendente a un trapezio: decremento.
Confrontando fra loro le singole classi, si potranno osservare
improvvisi cali o aumenti dovuti a eventi particolari: cali
delle nascite per guerre o altri eventi, immigrazioni o
emigrazioni in età lavorativa, squilibri tra uomini e donne
nelle stesse fasce di età.

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