Ezione Della Guida N: ° 16 Gennaio 1959
Ezione Della Guida N: ° 16 Gennaio 1959
16 gennaio 1959
dall’isolamento, fosse anche solo per un breve periodo. L’eros offre all’anima un assaggio di unità, e
insegna alla psiche intimorita il desiderio di essa. Più è forte l’esperienza dell’eros, minore sarà la
soddisfazione che l’anima troverà nella pseudo sicurezza dell’isolamento. Anche una persona
totalmente egocentrica potrà essere capace di fare un sacrificio durante l’esperienza dell’eros. Così
vedete, amici miei, l’eros permette alle persone di fare delle cose che non sarebbero inclini a fare
altrimenti; cose strettamente legate all’amore. È facile capire perché l’eros venga così spesso confuso
con l’amore.
7. Ma allora, in che cosa differisce l’eros dall’amore? L’amore è uno stato permanente dell’anima. L’amore
può esistere solo se la base per esso è preparata attraverso un processo di sviluppo e di purificazione.
L’amore non va e viene a caso; l’eros lo fa. L’eros colpisce con forza improvvisa, spesso cogliendo di
sorpresa la persona, che è forse anche riluttante a passare attraverso l’esperienza. Solo se l’anima è
preparata all’amore e ne ha costruito le fondamenta, l’eros farà da ponte per l’amore che si manifesta
tra un uomo e una donna.
8. Potete vedere, così, quanto sia importante la forza erotica. Senza questa forza che li scuote e li fa uscire
dalla loro routine, molti esseri umani non sarebbero mai pronti per una ricerca consapevole che li porti
ad abbattere i loro muri di separazione. L’esperienza erotica pone un seme nell’anima che fa desiderare
l’unità, che è poi il grande obbiettivo del Piano di Salvezza. Finché l’anima è separata, gli esseri umani
saranno destinati alla solitudine e all’infelicità. L’esperienza erotica consente alla personalità di
desiderare l’unione, almeno con un solo altro essere. Negli alti piani del mondo dello spirito, l’unione
esiste fra tutti gli esseri, e quindi con Dio. Nella sfera terrestre, la forza erotica è una forza propulsiva,
indipendentemente dal fatto che il suo vero significato sia compreso o meno. Ed è proprio così, anche
se spesso se ne fa un uso improprio godendone solo per sé stessi, finché dura. Se non è utilizzato per
coltivare l’amore nell’anima, si esaurisce. Comunque sia, il suo effetto rimarrà sempre inevitabilmente
nell’anima.
9. L’eros sorprende le persone in certe fasi della vita, anche chi teme l’apparente rischio di avventurarsi
fuori dai confini della separazione. Le persone che hanno paura delle loro emozioni, che hanno paura
della vita in quanto tale, faranno tutto ciò che è in loro potere per evitare, inconsciamente e
inconsapevolezza, la grande esperienza dell’unità. Ma sebbene questa paura esista in molti esseri
umani, sono veramente pochi quelli che non hanno mai provato una qualche apertura nell’anima
quando sono stati toccati dall’eros. Per l’anima intimorita che resiste all’esperienza, questa è una buona
medicina, a dispetto del fatto che il dolore e la perdita possono anche pervenire a causa di altri fattori
psicologici. Tuttavia vi sono anche persone estremamente emotive che, nonostante nella vita soffrano
di altre paure, non temono questa particolare esperienza. In effetti la sua bellezza è una così grande
tentazione per loro, che ne vanno avidamente alla ricerca. Passano da una relazione all’altra,
emotivamente troppo immaturi per comprendere il significato profondo dell’Eros. Non vogliono
imparare l’amore puro, e usano semplicemente la forza erotica per il loro solo piacere, e quando questa
si esaurisce, cercano altrove. Questo è un abuso che non può continuare senza effetti deleteri. Questa
persona dovrà, prima o poi, fare ammenda, anche se l’abuso è stato commesso senza saperlo. Allo
stesso modo, una persona pavida e troppo timorosa dovrà rimediare al suo tentativo di ingannare la
vita con lo stare lontano dall’eros, sottraendo così all’anima un’utile medicina, se usata correttamente.
La maggior parte delle persone che appartengono a questa categoria, ha da qualche parte nell’anima
un punto vulnerabile dove l’eros può far breccia. Ci sono anche alcuni che hanno costruito intorno
alla loro anima un muro così stretto di paura e di orgoglio, che evitano totalmente questa parte
dell’esperienza di vita, compromettendo così il loro sviluppo. Questa paura può esistere perché si ha
avuto in una vita precedente un’esperienza infelice legata all’eros, o forse perché l’anima ha abusato
troppo della bellezza della forza erotica, senza mai trasformarla in amore. In entrambi i casi, la persona
potrebbe aver scelto di essere più cauta. Se questa decisione è troppo rigida e inflessibile, si avrà
l’estremo opposto. Nella successiva incarnazione, le circostanze verranno scelte in maniera tale da
instaurare un equilibrio, finché l’anima non raggiungerà uno stato armonioso senza più estremi.
Questo bilanciamento, nelle future incarnazioni, si applicherà sempre a tutti gli aspetti della
personalità. Per potersi avvicinare il più possibile a questa armonia, bisogna raggiungere il giusto
di Eva Broch Pierrakos
© 1996 The Pathwork Foundation (Edizione 1996)
Lezione della Guida N° 44 • (Edizione 1996) - Questa traduzione non è definitiva
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L’eros rafforza la curiosità di conoscere l’altro essere. Finché c’è qualcosa di nuovo da scoprire
nell’altra anima, e finché vi rivelate a lei, l’eros vivrà. Nel momento in cui crederete di aver scoperto
tutto quel che c’è da trovare, e di aver rivelato tutto quel che c’è da rivelare, l’eros sparirà. È così
semplice con l’eros. Il vostro grande errore è di credere che ci sia un limite alla capacità dell’anima, sia
la vostra che quella degli altri, di rivelarsi. Nel momento in cui raggiungete un certo stadio di reciproca
conoscenza, si solito superficiale, avete l’impressione che è tutto qui, e vi accontentate di una vita
placida, senza ulteriori scoperte.
18. L’eros vi ha portato, con il suo forte impatto, fino a questo punto; ma una volta oltrepassato, la vostra
volontà di cercare ancora le profondità illimitate dell’altra persona e di rivelare e condividere
volontariamente la vostra ricerca interiore, determina se avete usato o meno l’eros come ponte verso
l’amore. Questo, a sua volta, viene sempre definito dalla vostra volontà di imparare ad amare. Solo in
questo modo manterrete la scintilla dell’eros nel vostro amore. Solo in questo modo continuerete a
scoprire l’altro e a lasciarvi scoprire. Non esistono limiti, perché l’anima è infinita ed eterna: un’intera
vita non basterebbe a conoscerla. Non arriverà mai un momento nel quale potete dire di conoscere
interamente l’altra anima, e nemmeno di esserne interamente conosciuti. L’anima è viva, e tutto ciò
che è vivo non rimane statico; ha la capacità di rivelare livelli più profondi di quelli che già esistono.
L’anima è anche in costante cambiamento e movimento, come, per sua natura, avviene per tutto ciò
che è spirituale. Lo spirito significa vita, e la vita significa cambiamento. Poiché l’anima è spirito, essa
non potrà mai essere conosciuta completamente. Se la gente avesse la saggezza, allora se ne renderebbe
conto, e farebbe del matrimonio quel viaggio meraviglioso di avventura che dovrebbe essere, per
sempre alla ricerca di nuove prospettive, invece di accontentarsi di arrivare fin dove la spinta dell’eros
può trasportarla. Voi dovreste usare questo potente slancio dell’eros come spinta iniziale, e poi trovare
attraverso di esso l’impulso per andare avanti grazie al vostro stesso vapore. Allora avrete portato
l’eros nel vero amore del matrimonio.
19. Il matrimonio è stato intenzionalmente voluto da Dio per gli esseri umani e il suo scopo divino non è
la semplice procreazione. Questo è solo un dettaglio. L’idea spirituale del matrimonio è mettere l’anima
in condizione di rivelarsi, e di essere costantemente alla ricerca dell’altro e scoprirne sempre nuovi
aspetti. Più questo avviene e più felice sarà il matrimonio, avrà radici stabili e minore sarà il rischio che
finisca per essere infelice. Allora realizzerà lo scopo spirituale per cui esiste.
20. In pratica, comunque, raramente il matrimonio è così. Voi raggiungete un certo stato di familiarità e
di abitudine e siete convinti di conoscere l’altro. Non vi sfiora neanche l’idea che il partner non vi
conosca affatto. Può conoscere alcuni aspetti del vostro essere, certo, ma questo è tutto. La ricerca
dell’altro essere, come anche la rivelazione di sé stessi, richiede attività interiore e vigilanza. Ma poiché
le persone tendono spesso all’inerzia interiore, compensata da una maggiore attività esterna, esse sono
indotte da ciò a farsi prendere da uno stato di irrequietezza, in preda alla delusione per il fatto di
conoscersi l’un l’altro ormai completamente. E questa è la trappola. Nel peggiore dei casi è l’inizio
della fine, e nel migliore è un compromesso che vi lascia con un desiderio struggente e insoddisfatto.
A questo punto la relazione diventa statica. Non è più viva, anche se per molti aspetti può essere molto
piacevole. L’abitudine è una grande tentatrice, che attira l’individuo verso la pigrizia e l’inerzia, così da
non dover più cercare di essere attivi interiormente, né di restare vigili.
21. Due persone riescono a raggiungere una relazione solo apparentemente soddisfacente, e col passare
degli anni si trovano di fronte a due possibilità. La prima è che uno, o entrambi i partner, si ritrovi
apertamente e consapevolmente insoddisfatto. L’anima infatti ha bisogno di andare avanti, di scoprire
ed essere scoperta, in modo tale da annullare la separazione, indipendentemente da quanto l’altra parte
della personalità tema l’unione e sia tentata dall’inerzia. Quest’insoddisfazione è sia conscia –
quantunque in molti casi se ne ignori la ragione reale – che inconscia. In entrambi i casi
l’insoddisfazione è più forte della tentazione rappresentata dalla comodità dell’inerzia e dell’indolenza.
A quel punto il matrimonio giunge alla fine e uno, o entrambi i partner, si illuderà che con un nuovo
compagno le cose saranno diverse, in particolare se nel frattempo l’eros ha colpito di nuovo. Fino a
quando questo principio non viene compreso, una persona può passare da una relazione all’altra,
al danno che avete fatto alla vostra stessa anima, coltivando nel vostro inconscio dei concetti errati.
Potreste scoprire la vostra paura di intraprendere il grande viaggio avventuroso con un’altra persona,
il che spiegherà il perché siete soli. Questa comprensione dovrebbe dimostrarsi utile Se lo
comprendete, questo vi sarà utile e potrebbe anche consentire alle vostre emozioni di cambiare
sufficientemente in modo da trasformare la vostra vita esteriore. Questo dipende da voi. Chi non è
disposto a correre dei rischi, non può avere successo nella più grande avventura che l’umanità conosca
– il matrimonio.
28. Solo quando andrete incontro all’amore, alla vita e all’altra persona con questa disponibilità, sarete
capaci di fare il più grande dono alla persona che amate, vale a dire il vostro vero sé. E a quel punto,
inevitabilmente, riceverete lo stesso dono dalla persona che amate. Ma per fare questo, è necessaria
una certa maturità emotiva e spirituale. Se questa maturità è presente, sceglierete intuitivamente il
partner giusto, una persona che ha, nell’essenza, la stessa maturità e disponibilità a intraprendere
questo viaggio. La scelta di un partner che non abbia questa disponibilità, deriva dalla vostra paura
nascosta di intraprendere un tale viaggio. Magneticamente attraete persone e situazioni che
corrispondono ai vostri desideri e alle vostre paure inconsce. Questo lo sapete già.
29. L’umanità, nel suo complesso, è molto lontana da questo ideale, ma questo non cambia l’idea, o
l’ideale. Nel frattempo dovreste imparare a sfruttarla al meglio. E voi che siete fortunati abbastanza
da essere su questo sentiero, potete imparare molto ovunque voi siate, già solo comprendendo il
perché non riuscite a realizzare questa felicità che una parte della vostra anima desidera tanto. Scoprire
questo è già molto, e vi metterà in condizione, in questa vita o in quelle future, di avvicinarvi alla
realizzazione di questo ideale. Qualunque sia la vostra situazione, che abbiate un partner o che siate
soli, cercate nel vostro cuore ed esso vi darà la risposta al vostro conflitto. La risposta deve venire da
dentro, e con molta probabilità avrà a che fare con la vostra stessa paura, alla vostra riluttanza, e alla
non conoscenza di come stanno le cose. Cercate e saprete. Comprendete che lo scopo che Dio ha
nella relazione d’amore è la completa, reciproca apertura delle anime, e non solo una rivelazione
parziale.
30. Per molti è facile rivelarsi al livello fisico. Entro certi limiti condividete le emozioni – in genere fino a
dove vi porta l’eros. Ma a quel punto chiudete la porta, e questo è il momento in cui iniziano i problemi.
31. Molti non sono disposti a rivelare nulla, e preferiscono rimanere soli e distanti. Non vogliono provare
l’esperienza di rivelare sé stessi e di scoprire l’anima dell’altra persona. Cercano di evitarlo in tutti i
modi possibili.
32. Miei cari, ancora una volta: comprendete quanto sia importante il principio dell’eros nella vostra sfera.
Esso rappresenta un aiuto per coloro che altrimenti sarebbero riluttanti e impreparati all’esperienza
dell’amore. Esso è ciò che voi chiamate “innamoramento” o “romanticismo”. Grazie all’eros
l’individuo assapora come potrebbe essere l’amore ideale. Come ho detto prima, molti usano questo
sentimento di felicità con noncuranza e avidità, non riuscendo mai a superare la soglia per arrivare al
vero amore. Il vero amore richiede dalle persone molto di più, spiritualmente parlando. Se queste non
onorano la sua richiesta, impediranno all’anima di raggiungere la meta per cui si batte. Gli estremi
sono sempre sbagliati, sia quello di andare a caccia di avventure amorose, che quello in cui nemmeno
la potente forza dell’eros riesce ad attraversare una porta così ben serrata. Ma nella maggior parte dei
casi, se la porta non è proprio chiusa a chiave, l’eros potrà arrivare in determinate fasi della vostra vita.
Se poi a quel punto saprete usarlo come ponte verso l’amore, dipenderà solo da voi. Dipenderà dalla
vostra maturazione, dalla vostra volontà, dal vostro coraggio, dalla vostra umiltà e abilità di rivelarvi
per come veramente siete.
33. C’è qualche domanda in relazione a questo argomento, cari amici?
34. DOMANDA: Sì. È così difficile per una donna parlare con un uomo. Gli uomini non rispondono
quando in una conversazione si cerca di toccare la comprensione emotiva. Questo rende la cosa molto
difficile per una donna.
35. RISPOSTA: Qui c’è un grande errore, mia cara. Ma innanzitutto stabiliamo un fatto che dovrebbe
essere ben compreso. La donna è per natura più incline all’emotività. L’uomo è per natura più incline
alla spiritualità o, ad un livello più basso, all’aspetto mentale. Con questo non voglio dire che l’uomo
deve necessariamente essere quello che voi definite un intellettuale. Significa solo che generalmente
l’aspetto razionale è più marcato negli uomini. Per questo, per un uomo è un passo difficile il rivelare
le proprie emozioni. In questo la donna lo può aiutare; l’uomo aiuterà la donna in altri modi. L’errore
che fate è di pensare che l’apertura e l’incontro delle anime si realizzi parlando. Oh, questo è
sicuramente un sostegno temporaneo, può rappresentarne un aspetto, o semplicemente uno
strumento, un mezzo per esprimere certe sfaccettature. Ma questo è tutto. Non è parlando che trovate
l’altra anima e vi rivelate, anche se questo può farne parte. È invece nell’essere che si determina tutto
questo atteggiamento di base.
36. È la donna la più forte dal punto di vista emotivo. Per lei è generalmente più facile trovare il coraggio
di avere un incontro di anime e di toccare il nucleo più profondo di questo anelito che risiede anche
nell’uomo. Se sa usare l’intuizione per raggiungere quella parte del suo compagno, allora egli, se è
maturo, risponderà. Non può che rispondere. E non è così importante se risponde occasionalmente
usando la conversazione. Non si tratta di stabilire se una discussione verbale serva a raggiungere l’altra
anima, o meno. Certamente parlare ne fa parte, assieme a tante altre facoltà. Ma la capacità di parlare
delle cose non è il fattore determinante. Prima di tutto va stabilita la base interiore. Allora sarete
abbastanza flessibili da usare tutte le facoltà che Dio vi ha dato. Trovare e incontrare l’altra anima
significa entrare nello stato dell’essere interiore; il fare è solo un risultato incidentale, un semplice
dettaglio che fa parte della manifestazione esterna. È chiaro questo?
37. DOMANDA: Sì, è chiaro. E penso che sia meraviglioso. In altre parole, è compito della donna
scoprire l’altra anima?
38. RISPOSTA: Può succedere spesso che sia più facile per la donna fare i primi passi, quando l’eros non
è più in grado di mantenere il suo impulso iniziale. Ma entrambi devono essere fondamentalmente
disposti di intraprendere insieme questo viaggio. Come ho detto prima, la donna trova in genere più
facile rivelarsi, per fare uscire le emozioni. La donna matura che desidera ardentemente intraprendere
l’avventura del vero matrimonio, avrà l’istinto sano e maturo di trovare il giusto partner. Lo stesso
vale per l’uomo, naturalmente.
39. Una volta che in entrambi esiste questa volontà, non è importante chi dei due prende l’iniziativa. Non
fa alcuna differenza chi incomincia. Spesso può essere la donna, ma a volte può anche essere l’uomo.
Chiunque sia a iniziare, giungerà il momento in cui l’altro partner guiderà e aiuterà a sua volta. In una
relazione viva, sana e flessibile, questo deve alternarsi e cambiare sempre. In qualsiasi momento,
chiunque sia il più forte, il leader del momento, sosterrà la liberazione dell’altro partner. Perché questa
rivelazione dell’anima rappresenta una liberazione – liberare l’altra anima dalla prigione
dell’isolamento, e liberare sé stessi. Questa prigione può persino sembrare comoda se è molto tempo
che ci si vive e ci si è ristagnati. Non si dovrebbe attendere l’iniziativa dell’altro. Inizierà chi è più
maturo e coraggioso in un determinato momento, e questo farà sì che l’altro maturi a sua volta, persino
sorpassandolo. In questo modo chi aiuta sarà aiutato, chi libera sarà liberato.
40. DOMANDA: Quando parli dell’aprirsi di un’anima a un’altra, intendi dire che questo è lo stesso
processo, a un livello superiore, di quando l’anima si rivela a Dio?
41. RISPOSTA: È la stessa cosa. Ma prima che possiate veramente rivelarvi a Dio, dovrete imparare a
rivelarvi ad un altro essere umano amato. E quando lo fate, vi rivelate anche a Dio. Molte persone
vogliono iniziare a rivelarsi direttamente al Dio personale. Ma in realtà, nella profondità del loro cuore,
tale rivelazione è solo uno sotterfugio, poiché è astratta e remota. Nessun altro essere umano può
vedere o sentire ciò che si rivela; così sono ancora soli. In questo modo non si deve fare nulla di
rischioso, che richiede così tanta umiltà, e che dunque minaccia di essere umiliante. Rivelando voi
stessi ad un altro essere umano voi fate molto di più che non rivelarvi a Dio, che comunque vi conosce
già, e quindi non ha bisogno della vostra rivelazione.
42. Quando trovate l’altra anima e le andate incontro, voi realizzate il vostro destino. Quando trovate
un’altra anima, è un’altra particella di Dio che incontrate, e quando rivelate la vostra anima è una
particella di Dio quella che rivelate, e date qualcosa di divino ad un’altra persona. Quando l’eros vi
raggiunge, vi solleva abbastanza in alto da farvi sentire e conoscere quella parte di voi che desidera
così tanto quell’esperienza, e che cosa veramente sia il vostro sé superiore, che desidera ardentemente
rivelare se stesso. Senza l’eros, avvertite solamente gli indolenti strati esteriori.
43. Quando l’eros vuole avvicinarsi, non evitatelo. Se comprenderete l’idea spirituale che c’è dietro,
vorrete usarlo saggiamente. Dio sarà quindi in grado di guidarvi e di permettervi di trarre il meglio
dall’aiuto che date a un altro essere e a voi stessi sulla strada del vero amore, di cui la purificazione
dovrà essere parte integrante. Anche se la tua purificazione opera attraverso un impegno profondo
nella relazione, essa si manifesta in modo diverso rispetto al lavoro su questo sentiero, ma ti porterà
verso una purificazione dello stesso tipo.
44. DOMANDA: È possibile che un’anima sia talmente ricca da potersi rivelare a più anime?
45. RISPOSTA: Caro amico, fai questa domanda per scherzo?
46. DOMANDA: No, no! Sto domandando se la poligamia rientra nello schema della legge spirituale.
47. RISPOSTA: No, certamente no. E quando qualcuno pensa che possa rientrare nello schema
dell’evoluzione spirituale, lo fa come stratagemma. In realtà, egli sta cercando il partner giusto. La
persona è però troppo immatura per riuscire a trovare il giusto partner, oppure lo ha già, ma si lascia
trasportare altrove dall’impulso dell’eros, senza voler mai innalzare quella forza al livello dell’amore
volitivo, che richiede di superare sé stesso e di lavorare per oltrepassare la soglia di cui ho parlato
prima.
48. In casi come questi, la personalità avventurosa cerca e cerca, incontrando sempre un’altra parte di un
essere, e rivelando sé stessa solo e sempre fino ad un certo punto e non oltre, o probabilmente
rivelando ogni volta un altro aspetto della sua personalità. In ogni caso, quando si tratta del nucleo, la
porta è chiusa. Allora l’eros svanisce e si inizia una nuova ricerca. Ogni volta è una delusione che può
essere compresa solo alla luce di queste verità.
49. Anche il puro e crudo istinto sessuale fa parte del desiderio per questa grande avventura, ma la
soddisfazione sessuale incomincia a risentirne se la relazione non è mantenuta al livello che ho
descritto qui. E infatti, sarà inevitabilmente di breve durata. Non c’è ricchezza nel rivelarsi a molti
partner. In questi casi, o rivelate ai nuovi partner sempre le stesse cose, oppure, come ho detto,
mostrate nuovi della vostra personalità. Più numerosi sono i partner con cui cercate di condividere, e
meno darete a ciascuno. Questo è inevitabile, ne può essere in altro modo.
50. DOMANDA: Certe persone credono di poter reprimere la sessualità, l’eros e il desiderio di un partner,
e vivere completamente nell’amore per l’umanità. Credi che sia possibile che un uomo e una donna
rinuncino a questa parte della loro vita?
51. RISPOSTA: È possibile, ma sicuramente non è né sano, né onesto. Potrei dire che c’è una persona su
dieci milioni che potrebbe avere un compito simile. Questo potrebbe essere possibile. Può rientrare
nel karma di una particolare anima che si è già sviluppata fino a questo punto, che ha già avuto la piena
esperienza della relazione di coppia e viene ora per una missione specifica. Possono anche esserci
alcuni debiti karmici che devono essere estinti. Nella maggior parte dei casi – e qui posso
tranquillamente generalizzare – evitare una relazione non è sano. È una fuga. Il vero motivo è la paura
di amare, la paura delle esperienze della vita, dove la paura della rinuncia è razionalizzata come
sacrificio. A chiunque venisse da me con un tale problema, direi: esamina te stesso. Vai più sotto degli
strati superficiali del tuo ragionamento cosciente e delle spiegazioni che dai al tuo atteggiamento in
questo senso. Cerca di scoprire se temi l’amore e la delusione. Non è forse più comodo vivere solo
per te stessi e non avere difficoltà? Non è forse questo ciò che senti dentro di te, ciò che vuoi coprire
con altri motivi? Il grandioso lavoro umanitario che vuoi compiere può essere per una causa
meritevole, sicuramente, ma pensi davvero che una cosa escluda l’altra? Non ti pare che potresti
svolgere al meglio il grande compito che ti sei assunto, se imparassi anche l’amore a livello personale?
52. Rispondendo con sincerità a tutte queste domande, sicuramente si arriverebbe a riconoscere che la
propria è una fuga. La realizzazione e l’amore personali sono il destino di un uomo e una donna nella
maggior parte dei casi, perché nell’amore personale si possono apprendere così tante cose, che non
potrebbero essere apprese in altro modo. E formare una relazione durevole e solida nel matrimonio è
la più grande vittoria che un essere umano possa conseguire, perché è una delle cose più difficili che
ci siano, come potete ben vedere nel vostro mondo. Questa esperienza di vita porterà l’anima molto
più vicino a Dio di qualunque altra tiepida buona azione.
53. DOMANDA: Volevo porre una domanda in relazione a quella precedente. Il celibato è considerato
da certe sette religiose come una forma di sviluppo molto spiritualizzata. D’altro canto, la poligamia è
riconosciuta da altre religioni – i Mormoni, ad esempio. Capisco quello che hai detto, ma come
giustifichi questi atteggiamenti da parte di persone che dovrebbero cercano l’unità con Dio?
54. RISPOSTA: C’è l’errore umano in ogni religione. In una certa religione l’errore può essere di un tipo,
in un’altra di un altro tipo. Qui, semplicemente, sei in presenza di due estremi. Quando nelle varie
religioni nascono tali dogmi o regole, sia di un estremo che di un altro, si tratta sempre di una
giustificazione, o stratagemma, a cui l’anima individuale ricorre costantemente. Questo è un tentativo
di spiegare con moventi buoni le contro-correnti timorose e avide nell’anima.
55. C’è una credenza comune che tutto ciò che riguarda la sessualità sia peccaminoso. L’istinto sessuale
sorge nel bambino. Più la creatura è immatura, più la sessualità viene separata dall’amore, e perciò è
più egoista. Qualunque cosa fatta senza amore è “peccaminosa”, se proprio volete usare questa parola.
Nulla di ciò che è fatto con amore è mai sbagliato – o “peccaminoso”.
56. Non c’è forza, o principio, o idea che sia di per sé peccaminosa – che si tratti di sesso, o di qualunque
altra cosa.
57. Nel bambino in crescita, che è naturalmente immaturo, l’impulso sessuale si manifesterà all’inizio in
maniera egoistica. Solo se e quando l’intera personalità crescerà e maturerà in maniera armoniosa, il
sesso si integrerà con l’amore. Per ignoranza, l’umanità ha a lungo creduto che il sesso come tale fosse
peccaminoso. Esso è stato tenuto nascosto, e dunque questa parte della personalità non è potuta
maturare. Ciò che è nascosto non può crescere; questo lo sapete. Perciò, anche in molti adulti, il sesso
rimane infantile e separato dall’amore. E questo, a sua volta, ha portato l’umanità a credere sempre di
più che il sesso sia peccato e che la persona veramente spirituale debba astenersene. E così nacque
uno di quei circoli viziosi menzionati in precedenza.
58. A causa della convinzione che il sesso fosse peccato, questo istinto non poté maturare e fondersi con
la forza dell’amore. Di conseguenza, il sesso è in effetti spesso egoistico e senza amore, crudo e
“animalesco”. Se solo le persone si rendessero conto, come di fatto sta sempre più avvenendo, che
l’istinto sessuale è naturale e viene da Dio come qualsiasi altra forza universale, e non più né meno
peccaminosa di qualsiasi altra forza esistente, esse interromperebbero questo circolo vizioso, e sempre
più persone permetterebbero al sesso di maturare e di unirsi all’amore e all’eros.
59. In quante persone il sesso è completamente separato dall’amore! Essi non solo soffrono di cattiva
coscienza quando si presenta l’impulso sessuale, ma si trovano anche nella posizione di essere incapaci
di gestire le sensazioni sessuali con la persona che amano veramente. Questo in certa misura si verifica
molto spesso, anche se sembra essere un caso estremo. A causa di queste condizioni distorte e di
questo circolo vizioso, l’umanità ha finito per credere che non si può trovare Dio quando si risponde
al desiderio sessuale. Questo è completamente sbagliato; non si può sopprimere qualcosa di vivo. Si
può solo tenerlo nascosto, così che troverà altri modi di emergere, e che potranno essere molto più
dannosi. Solo nei casi più rari la forza sessuale realmente si sublima in modo da manifestare questa
energia creativa in altri regni. La sublimazione nel suo vero senso non può mai manifestarsi se c’è
paura e rifiuto, come si verifica nella maggior parte degli esseri umani. Ho risposto alla tua domanda?
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