15.
2 Rinascimento
«Arti e scienze non udite e mai vedute»
• Definizione: Il termine "Rinascimento" indica la straordinaria stagione letteraria, artistica,
filosofica e scientifica fiorita in Italia tra Quattrocento e Cinquecento.
• Origine del termine: Giorgio Vasari fu il primo a usare il vocabolo "rinascita"; il termine
moderno "Rinascimento" si deve allo storico Jules Michelet (1855) e a Jacob Burckhardt
(1860).
• Rapporto con il passato: Forte legame con il mondo classico (visto come modello da
eguagliare e superare).
• Il Medioevo viene considerato un periodo di "barbarie e decadenza" che aveva interrotto il
legame con l'antichità.
• Protagonisti citati (da Leon Battista Alberti): Filippo Brunelleschi, Donatello, Lorenzo
Ghiberti, Luca della Robbia e Masaccio.
• Umanesimo: Base culturale del Rinascimento che pone l'accento sul valore dell'uomo,
sulla sua intelligenza e sulla capacità di essere artefice del proprio destino.
La prospettiva
«Briglia e timone della pittura»
• Concetto base: Deriva dallo studio della civiltà classica e dalla volontà di imitare la natura
(mimesi).
• Prospettiva scientifica (lineare): È una tecnica basata su regole geometriche e
matematiche che permette di rappresentare la tridimensionalità su un piano bidimensionale.
• Elementi fondamentali della visione prospettica:
1. Oggetto: Ciò che deve essere rappresentato.
2. Osservatore: Il soggetto che guarda.
3. Distanza: La posizione dell'osservatore rispetto all'oggetto.
4. Supporto (Quadro prospettico): La superficie su cui si disegna (foglio, tela, muro),
immaginata come una pellicola trasparente tra l'occhio e l'oggetto.
ZOOM: La visione prospettica
Terminologia e regole tecniche
• Visione Monoculare: La prospettiva classica presuppone l'uso di un solo occhio (punto di
vista unico), rendendo la visione fissa e non stereoscopica.
• Punto di Vista (PV): L'occhio dell'osservatore.
• Punto di Stazione (PS): La proiezione del punto di vista sul piano di terra (dove poggiano i
piedi dell'osservatore).
• Punto di Fuga (F): Il punto verso cui convergono tutte le linee perpendicolari al quadro
prospettico.
• Linea dell'Orizzonte (LO): Linea parallela alla linea di terra, situata all'altezza degli occhi
dell'osservatore.
• Linea di Terra (LT): L'intersezione tra il quadro prospettico e il piano di terra.
Regola chiave: Le linee parallele tra loro e perpendicolari al quadro convergono in un unico
punto di fuga; le linee parallele al quadro restano parallele tra loro ma la loro distanza
diminuisce man mano che si allontanano (scorcio).
Le tavolette prospettiche del Brunelleschi
Filippo Brunelleschi, tra il 1413 e il 1425, ideò due esperimenti pratici per dimostrare la
validità scientifica della prospettiva lineare.
La Prima Tavoletta (Il Battistero di San Giovanni)
• Descrizione: Una tavoletta quadrata con il Battistero dipinto "in controparte" (rovesciato
specularmente).
• L'esperimento: L'osservatore accostava l'occhio a un forellino sul retro della tavoletta.
• Davanti alla tavoletta veniva posto uno specchio.
• L'immagine riflessa nello specchio coincideva perfettamente con il Battistero reale visibile
se si toglieva lo strumento.
• Il cielo: Invece di dipingerlo, Brunelleschi applicò dell'argento brunito per riflettere il cielo
reale e le nuvole in movimento, aumentando il realismo.
La Seconda Tavoletta (Piazza della Signoria)
• Descrizione: Rappresentava Palazzo Vecchio e la Loggia de' Lanzi.
• Differenza: Non aveva il foro. Veniva ritagliata lungo il profilo degli edifici e posizionata in
un punto preciso della piazza per far coincidere il dipinto con la veduta reale.
L'importanza del metodo
• Scienza e Arte: Grazie a questi esperimenti, gli artisti ottennero un metodo scientificamente
corretto per rappresentare lo spazio.
• Strumento tecnico: La prospettiva non era solo "imitazione della natura", ma uno strumento
per studiare, indagare e progettare la realtà.
La «costruzione abbreviata» di Leon Battista Alberti
Alberti semplifica il metodo complesso e matematico di Brunelleschi (che richiede piante e
prospetti) rendendolo più pratico per i pittori.
• Il "Velo" di Alberti: Un sottile tessuto di fili più grossi che formano una griglia, interposto tra
l'occhio del pittore e l'oggetto.
• Funzionamento: * La griglia funge da sistema di coordinate spaziali.
• Il pittore riporta sul supporto (tela o tavola) ciò che vede in ogni singolo quadratino del velo.
• Vantaggio: Questo metodo permette di disegnare la prospettiva direttamente sul supporto,
senza calcoli architettonici estenuanti.
Dedica del De pictura
• Alberti conclude il primo libro del suo trattato dedicandolo proprio a Filippo Brunelleschi.
• Riconosce apertamente al grande architetto la priorità nella scoperta della "nuova scienza"
della prospettiva.
Il De prospectiva pingendi di Piero della Francesca
Piero della Francesca fu l'autore del primo trattato di prospettiva interamente illustrato.
• Il termine pingendi: Il titolo significa "del dipingere", a sottolineare che la prospettiva per lui
è la base fondamentale del lavoro del pittore.
• Contenuto: Il trattato guida il lettore attraverso procedimenti di complessità crescente:
• Rappresentazione di figure piane.
• Rappresentazione di solidi complessi o elementi architettonici.
• La testa umana: Considerata la prova più difficile a causa delle sue linee curve e irregolari;
Piero dimostra che anche l'anatomia può essere ricondotta a regole matematiche.
Leonardo da Vinci e la prospettiva aerea
Alla fine del Quattrocento, Leonardo da Vinci introduce un'innovazione fondamentale che
supera la rigidità della prospettiva geometrica.
• Oltre la geometria: Leonardo capisce che la visione reale non dipende solo dalle linee, ma
dall'atmosfera.
• Variazioni dell'aria: Con l'aumentare della distanza tra l'occhio e l'oggetto, si frappone una
maggiore quantità di aria e polviscolo.
• Colore: I colori diventano meno nitidi e tendono all'azzurro man mano che gli oggetti si
allontanano.
• Nitidezza: I contorni delle cose sfuocano e diventano meno distinti (sfumato).
L'Antico: «Roma... matre de i belli ingegni»
Il Rinascimento italiano è caratterizzato da una vera passione e curiosità per le vestigia
dell'antichità, in particolare per quelle di Roma.
Il culto delle rovine
• Motivo di studio: Le rovine non sono solo resti del passato, ma diventano modelli per la
ricerca, l'ispirazione e il confronto.
• Testimonianze letterarie: Autori come Petrarca e letterati del Quattrocento (Castiglione)
celebrano la grandezza dei monumenti romani (colossi, archi, teatri).
L'archeologia e il rilievo
• Roma instaurata: Grazie all'umanista Flavio Biondo, Roma viene riscoperta
sistematicamente.
• Il lavoro degli architetti: Artisti e architetti (come Giuliano da Sangallo) si recano a Roma
per:
• Annotare misure e proporzioni.
• Disegnare capitelli, templi e basiliche.
• Copiare motivi decorativi da usare come repertorio per le nuove costruzioni.
• Gusto per la "rovina": Nasce un interesse estetico per l'edificio antico in quanto tale, che
inizia a comparire come sfondo in molte pitture del periodo.
Le proporzioni
«fece pensiero di ritrovare [...] le loro proporzioni musicali»
• Definizione: Il termine "proporzione" deriva dal latino pro portione ("secondo la porzione") e
indica la corrispondenza di misure fra due o più parti in stretta relazione tra loro.
• Fondamento Matematico: Queste corrispondenze si basano su precisi rapporti matematici
che garantiscono armonia visiva.
• Evoluzione del concetto:
• Medioevo: Le proporzioni derivavano direttamente dalla geometria (costruzione delle figure
in pianta e alzato).
• Rinascimento: Le proporzioni diventano essenzialmente numeriche. Si scopre che i
rapporti musicali (come la diapason o ottava, rapporto 1:2) possono essere applicati
all'architettura per creare un'armonia "visibile".
• Obiettivo: Gli architetti del Rinascimento cercavano di rendere le proprie opere resistenti e
armoniose affidandosi alla "scienza delle proporzioni" invece che alla sola autorità degli
Antichi.
Il corpo umano come modello
• La lezione di Vitruvio: Nel suo trattato, Vitruvio affermava che l'edificio deve rispecchiare le
proporzioni del corpo umano ben proporzionato.
• L'Uomo Vitruviano: Il corpo umano è naturalmente iscrivibile in due figure geometriche
perfette: il cerchio (con il centro nell'ombelico) e il quadrato (misurato con le braccia aperte
pari all'altezza).
• Leonardo da Vinci: Fornisce la rappresentazione grafica più celebre di questo concetto
(1490 circa), interpretando il disegno di "uomo bene misurato".
• Francesco di Giorgio Martini: Altro grande teorico che, nei suoi trattati, inserisce la figura
umana all'interno di piante di chiese e profili di capitelli per dimostrare la derivazione
antropomorfica dell'architettura.
Lo studio dell'anatomia e della posa
• Ritorno al naturale: Gli artisti iniziano a studiare i muscoli, i tendini e le ossa attraverso il
disegno dal vero e lo studio della statuaria antica.
• Artisti citati:
• Andrea del Verrocchio: La sua Madonna col Bambino mostra una ricerca di naturalezza e
volume.
• Scuola di Benozzo Gozzoli: Esempi di studi di nudo maschile e proporzioni equine.
• Lo Spinario: Statua antica utilizzata come modello per studiare pose complesse e
articolate.
15.3 Filippo Brunelleschi (1377-1446)
L'inventore della «grande macchina»
• Profilo: Considerato l'iniziatore della nuova architettura del Rinascimento.
• Formazione: Iniziò come orafo (scolpiva e disegnava), ma si dedicò interamente
all'architettura dopo un viaggio di studio a Roma con Donatello.
• L'Architetto Moderno: Brunelleschi incarna la nuova figura di architetto che controlla l'opera
in ogni fase: dall'ideazione alla scelta delle tecniche costruttive, fino all'organizzazione del
cantiere e all'invenzione di macchine per sollevare pesi.
Cupola di Santa Maria del Fiore
La sfida tecnica e il concorso
• Il problema: La cattedrale di Firenze era priva di copertura sulla crociera per un diametro
enorme (circa 46 metri). Era impossibile usare le tradizionali armature di legno (centine)
perché nessuna foresta avrebbe fornito legname così lungo e resistente.
• La soluzione di Brunelleschi: Propose una cupola autoportante, capace di reggersi da sola
durante la costruzione senza l'ausilio di armature provvisorie.
Struttura e tecnica costruttiva
• Tamburo ottagonale: La cupola poggia su una base solida con grandi finestre circolari
(oculi).
• Doppia calotta: La struttura è composta da due cupole una dentro l'altra:
-Calotta interna: Più spessa e portante.
-Calotta esterna: Più leggera, per proteggere l'interno dall'umidità e dare un aspetto più
imponente.
• Intercapedine: Lo spazio tra le due calotte ospita scale e corridoi per la manutenzione.
• Sistema a "Spina di pesce": Per evitare lo scivolamento dei mattoni durante la posa,
Brunelleschi dispose i filari di mattoni in modo diagonale e incrociato (simile all'opus spicatun
romano). Questa tecnica bloccava i mattoni e scaricava il peso gradualmente.
Gli elementi architettonici
• Costoloni: 8 grandi costoloni esterni in marmo bianco segnano gli angoli dell'ottagono,
collegati a costoloni intermedi nascosti.
• Anelli in muratura: 9 anelli orizzontali uniscono i costoloni per irrigidire l'intera struttura.
• Lanterna: L'elemento che chiude la cupola in alto, fissando definitivamente i costoloni. Fu
realizzata dopo la morte di Brunelleschi su suo progetto.
Cupola di rotazione
Nonostante la pianta ottagonale, Brunelleschi non costruì una cupola a padiglione
tradizionale, ma una cupola di rotazione.
• Disposizione dei mattoni: I mattoni non sono posti su piani orizzontali, ma sono inclinati
verso i loro centri di curvatura e giacciono su superfici coniche.
Geometria interna:
• Dal punto di vista geometrico, la cupola si comporta come una semisfera (o meglio, una
porzione di essa) inscritta in un ottagono.
• La curvatura di ogni "vela" (spicchio) è determinata da un raggio di curvatura specifico
(detto "quinto acuto") che implica l'esistenza di più coni con vertici sull'asse centrale.
• Continuità strutturale: Questa tecnica garantisce che la muratura sia continua e non
presenti interruzioni agli angoli, trasformando una pianta poligonale in una struttura che
lavora meccanicamente come una cupola circolare.
• Problemi strutturali: Poco dopo il completamento, la "grande macchina" iniziò a manifestare
lesioni (fessurazioni) nei quattro settori che non poggiano sulle tribune sottostanti.
• Monitoraggio: Dal 1985 la cupola è sotto controllo elettronico costante per monitorare lo
stato di salute dei mattoni e l'eventuale allargamento delle crepe causato dalle escursioni
termiche.
Il linguaggio brunelleschiano
L'architettura di Brunelleschi si basa sulla ricerca di forme geometriche semplici e sulla
comprensione delle proporzioni e della misurabilità.
• Organizzazione sintattica: Riprende la sintassi classica (derivata dall'architettura romana),
in particolare l'uso degli ordini architettonici e dell'arco a tutto sesto.
• Arco inquadrato dall'ordine: Una fusione tra l'arco e la struttura trabeata, dove l'arco poggia
su paraste o colonne integrate in un sistema superiore.
• Capitelli e colonne: Utilizza solitamente il capitello corinzio e colonne a fusto liscio,
ispirandosi a modelli romani (come il Pantheon) e romanici fiorentini (come il Battistero di
San Giovanni).
• Paraste: Spesso scanalate (con 24 scanalature), utilizzate per scandire le pareti.
• Segmento di trabeazione: Per dare più slancio alle colonne, Brunelleschi inserisce a volte
un blocco di trabeazione (composto da architrave, fregio e cornice) sopra il capitello prima
dell'imposta dell'arco.
Lo Spedale degli Innocenti (dal 1419)
Il primo edificio del Rinascimento
• Contesto e Funzione: Brunelleschi progettò questo edificio su incarico dell'Arte della Seta
per accogliere i bambini abbandonati ("gli innocenti"). È organizzato attorno a un chiostro
centrale affiancato dalla chiesa e dal dormitorio.
• Struttura del Porticato:
-Si eleva su un ripiano (stilobate) a cui si accede tramite una scalinata.
-Presenta nove campate coperte da volte a vela.
-Gli archi a tutto sesto sono sostenuti da colonne corinzie in pietra serena.
Sintesi di Tradizione e Innovazione:
• Brunelleschi recupera elementi dal Romanico fiorentino (come il Battistero e San Miniato al
Monte) ma li riorganizza in un sistema rigoroso.
Proporzioni e Modulo
• Modulo Cubico: Lo spazio del loggiato è rigorosamente modulare e proporzionato.
• L'intercolumnio (distanza tra le colonne) è pari all'altezza delle colonne stesse e alla
profondità del porticato.
• Si definisce così uno spazio basato sulla figura del cubo, che rende l'architettura
comprensibile e razionale.
Rapporti Matematici:
• L'altezza della colonna determina la distanza tra il pavimento e l'estradosso della cornice
della trabeazione (che è esattamente il doppio).
• L'altezza delle finestre rettangolari al piano superiore è pari a metà dell'altezza della
colonna.
Elementi Decorativi e Dettagli
• Tondi di Andrea della Robbia: Nei pennacchi degli archi sono inseriti medaglioni in
terracotta invetriata azzurra e bianca (aggiunti nel 1487), raffiguranti neonati in fasce.
• Finestre e Timpani: Le finestre del piano superiore sono sormontate da timpani classici che
richiamano l'architettura romana.
• Trabeazione: Sopra gli archi corre una trabeazione classica che "gira" alle estremità,
raccordandosi a paraste scanalate situate ai lati del loggiato.
Sagrestia Vecchia di San Lorenzo
L'armonia del cubo e della sfera
• Contesto e Committenza: Progettata da Brunelleschi per Giovanni di Bicci de' Medici tra il
1422 e il 1428 come cappella funeraria della famiglia.
• L'ambiente principale: Si tratta di un ambiente composto da uno spazio cubico sormontato
da una cupola emisferica a ombrello.
• La Cupola:
-Divisa in 12 spicchi (vele) da costoloni che si dipartono dall'anello alla base della lanterna.
-Raccordata alle pareti quadrate tramite quattro pennacchi sferici.
-Presenta una superficie tronco-conica esterna protetta da squame di laterizio.
• La Scarsella:
-Una piccola abside a pianta quadrata situata sul lato opposto all'ingresso.
-È coperta da una cupoletta emisferica decorata con un affresco del cielo stellato (che
raffigura la posizione dei corpi celesti sopra Firenze nel luglio 1442).
Bicromia e proporzioni
• Pietra Serena e Intonaco: Tutte le pareti sono scandite da elementi in pietra serena grigia
(paraste, trabeazioni, archi) che risaltano sul bianco dell'intonaco.
• Le Paraste:
Poste agli angoli, sono piegate simmetricamente ad angolo retto (ispirate ai modelli romani
del Pantheon).
-Definiscono lo schema geometrico e la misurabilità dello spazio.
• L'unità spaziale: Brunelleschi crea un senso di assoluta unità spaziale coordinando le
altezze degli elementi architettonici della scarsella con quelli dell'ambiente principale.
• Decorazioni: Le lunette e i tondi nei pennacchi (decorati con storie di San Giovanni
Evangelista da Donatello) furono aggiunti in un secondo momento, sebbene Brunelleschi
preferisse la purezza delle linee architettoniche nude.
Cappella de' Pazzi
L'evoluzione del modello della Sagrestia
• Contesto e Committenza: Fu costruita all'interno del primo chiostro della Basilica di Santa
Croce su commissione di Andrea de' Pazzi, esponente di una delle famiglie più influenti di
Firenze.
• Cronologia: Sebbene tradizionalmente attribuita a Brunelleschi, l'inizio dei lavori risale ai
primi anni Trenta del Quattrocento, ma la cappella rimase a lungo incompleta e fu terminata
solo nel 1461.
• Schema Planimetrico: Riprende il modello della Sagrestia Vecchia, ma lo arricchisce
geometricamente.
• L'ambiente principale è una pianta rettangolare dilatata.
• Lo spazio centrale è coperto da una cupoletta emisferica.
• Ai lati della cupola si trovano due ali coperte da botti a cassettoni.
L'architettura interna
Pareti e decorazioni
• Il sistema delle paraste: Le pareti sono scandite da paraste in pietra serena che
sostengono una trabeazione continua.
• La Scarsella: Come nella Sagrestia Vecchia, è presente un'abside quadrata coperta da una
cupoletta.
• Elementi decorativi:
• Nei pennacchi della cupola maggiore si trovano i tondi in terracotta invetriata di Luca della
Robbia raffiguranti i quattro Evangelisti.
• Sulle pareti sono posizionati dodici tondi con gli Apostoli, che accentuano il ritmo della
composizione architettonica.
• Bicromia: Anche qui domina il contrasto tra l'intonaco bianco e il grigio della pietra serena,
tipico del linguaggio brunelleschiano.
Il Portico e la Facciata
Un'architettura per la città
• La struttura esterna: Il portico è composto da sei colonne corinzie che sostengono una
trabeazione.
• L'arco centrale: La trabeazione è interrotta al centro da un grande arco a tutto sesto che
segnala l'ingresso alla cappella.
• Copertura del portico: È coperto internamente da una cupoletta emisferica decorata con
tondi di Luca della Robbia e da due volte a botte laterali.
• Attribuzione: Alcuni studiosi ipotizzano che la facciata e il portico siano stati realizzati da
collaboratori o successori (come Michelozzo o Bernardo Rossellino), data la complessità
decorativa che si discosta dall'essenzialità tipica di Brunelleschi.
Basilica di San Lorenzo
Cronologia
• Progetto avviato intorno al 1418.
• Brunelleschi coinvolto dal 1421.
• Lavori continuati dopo la sua morte (Antonio Manetti).
Caratteristiche principali
• Pianta a croce latina.
• Spazio modulare basato su proporzioni matematiche.
• Navata centrale con:
• colonne corinzie
• archi a tutto sesto
• trabeazione continua
• Uso della pietra serena per evidenziare le strutture portanti.
• Cupola nel transetto.
nnovazioni
• Sistema proporzionale rigoroso.
• Modularità ripetuta (campate quadrate).
• Razionalità e chiarezza strutturale.
Basilica di Santo Spirito
Cronologia
• Progettata tra 1428 e 1434.
• Iniziata nel 1444.
• Completata dopo la morte di Brunelleschi con alcune varianti.
Caratteristiche principali
• Pianta a croce latina ancora più regolare.
• Perimetro scandito da cappelle semicircolari.
• Forte senso di continuità spaziale.
• Interno estremamente unitario e armonico.
Differenze rispetto a San Lorenzo
• Maggiore compattezza.
• Perimetro continuo di cappelle.
• Spazio più centralizzato e armonico.
Significato storico
• Superamento del gotico.
• Nascita dell’architettura rinascimentale.
• Influenza su architetti successivi come Leon Battista Alberti.
• Modello fondamentale per l’architettura del Quattrocento.
15.5 Lorenzo Ghiberti (1378-1455)
L'artefice della porta «più ornata e più ricca»
• Profilo: Nato a Pelago, si formò come orafo nella bottega del patrigno Bartolo di Michele.
• Formazione: La sua arte affonda le radici nel Gotico Internazionale, caratterizzandosi per
l'eleganza delle linee e la raffinatezza tecnica nella fusione dei metalli.
• Carriera: Collaborò con Brunelleschi nel cantiere della Cupola di Santa Maria del Fiore
(1418-1423), pur avendo una visione artistica differente.
Il concorso del 1401 per la Porta nord del Battistero
La prima grande occasione
• L'evento: Bandito dall'Arte di Calimala, è considerato il primo concorso della storia dell'arte
moderna.
• Il tema: Realizzare una formella in bronzo dorato raffigurante il Sacrificio di Isacco (Genesi
22, 1-13).
• Regole tecniche: La scena doveva essere inscritta in una cornice quadrilobata (mistilinea),
per uniformità con la porta trecentesca di Andrea Pisano.
• I partecipanti: Tra i molti artisti spiccarono i nomi di Ghiberti, Brunelleschi e Jacopo della
Quercia.
La formella di Ghiberti
Equilibrio e ispirazione classica
• Composizione: Ghiberti divide la scena diagonalmente tramite un profilo roccioso.
• Sinistra: Gli ignari servitori con l'asino.
• Destra: Il gruppo principale con Abramo e Isacco.
• Stile:
• Il corpo di Isacco è un nudo di chiara ispirazione classica, modellato con grande perizia
anatomica.
• Abramo è raffigurato con gesti armoniosi e lenti, privi di drammaticità violenta.
• Tecnica: La formella è realizzata in un unico blocco di fusione (tranne la figura di Isacco),
garantendo un notevole risparmio di materiale e una finitura impeccabile.
Concorso: chi è l'artista migliore?
Due visioni a confronto
• Vincitore: Il concorso fu vinto da Ghiberti (sebbene fonti biografihe vicine a Brunelleschi
parlino di una vittoria ex aequo rifiutata da quest'ultimo).
• Differenze con Brunelleschi:
• Ghiberti: Predilige l'equilibrio compositivo, la compostezza e la continuità con la tradizione
gotica arricchita da citazioni antiche.
• Brunelleschi (nella sua formella): Proponeva una scena più dinamica, drammatica e
spezzata, con figure che uscivano quasi dai bordi della cornice.
• Critica: La scelta della commissione ricadde su Ghiberti per la sua capacità di fondere il
nuovo gusto per l'antico con un'armonia visiva più rassicurante e tecnicamente perfetta.
La formella del Brunelleschi
Opera
Filippo Brunelleschi – Formella del Sacrificio di Isacco (concorso per la seconda porta del
Battistero di Firenze
Struttura e tecnica
• Scena inscritta in un triangolo isoscele orientato verso l’alto.
• Composizione costruita con sette pezzi fusi separatamente e poi saldati.
• Maggiore complessità tecnica rispetto alla soluzione unitaria di Ghiberti.
Composizione
• Isacco inginocchiato al centro, ruotato su se stesso.
• Abramo si avventa su di lui con gesto violento.
• Forte dinamismo e tensione drammatica.
Intervento dell’angelo
• Non simbolico ma fisico e concreto.
• Blocca con decisione il braccio destro di Abramo.
• Contatto diretto tra dimensione divina e umana.
• Azione risolutiva e carica di drammaticità.
Figure dei servi
• Collocate nei due lobi inferiori.
• Impostazione quasi simmetrica rispetto alla parte superiore.
• Ispirazione a modelli classici:
• Il servo di sinistra richiama lo Spinario.
• Forte realismo nella resa anatomica.
• Figure che sembrano uscire dalla cornice quadriloba.
Aspetti stilistici
• Grande vivacità espressiva.
• Superamento degli schemi gotici.
• Ricerca di libertà compositiva e naturalismo.
• Tensione dinamica accentuata.
Esito del concorso
• La giuria (34 rappresentanti dell’Arte dei Mercanti) preferisce:
• Maggiore equilibrio compositivo.
• Più evidente richiamo alla classicità.
• Perizia tecnica e affidabilità organizzativa.
• Vince Lorenzo Ghiberti.
Significato
• La formella di Brunelleschi rappresenta una proposta innovativa e
drammatica.
• Segna un momento di passaggio verso una nuova sensibilità rinascimentale,
pur non risultando vincitrice.
La Porta Nord del Battistero (1403-1424)
Tra tradizione e innovazione
• Struttura: Ghiberti mantiene lo schema della porta di Andrea Pisano, suddividendo la
superficie in 28 formelle all'interno di cornici quadrilobate.
• Soggetti: Le formelle raffigurano scene della Vita di Cristo, Evangelisti e Dottori della
Chiesa.
• Evoluzione dello stile: Mentre le prime formelle risentono ancora del gusto gotico, le ultime
mostrano una maggiore attenzione alla spazialità e alla profondità, preparando la strada alla
sua opera successiva.
Flagellazione
Collocazione
• Formella della sesta scena dal basso nel registro esterno dell’anta destra.
• Parte delle porte del Battistero.
Caratteristiche compositive
• Simmetria molto raffinata.
• Sfondo con porticato classicheggiante:
• colonne scanalate
• capitelli compositi
• Scena inscritta in un quadrato entro una cornice mistilinea.
• Divisione verticale della scena tramite la colonna centrale.
Figure
• Cristo legato alla colonna mediana.
• Corpo modellato con attenzione plastica.
• Leggero avanzamento della gamba destra, che suggerisce movimento verso
l’osservatore.
• Due carnefici disposti specularmente ai lati.
Elementi stilistici
• Persistenza di elementi gotici (eleganza lineare, sinuosità).
• Maggiore naturalismo nel modellato del corpo.
• Studio accurato delle pose e della sincronizzazione dei movimenti.
Prospettiva e spazio
• Presenza di colonnato in secondo piano.
• Definizione geometrica dello spazio.
• Figure collocate su piani differenti (davanti e dietro la colonna).
• Composizione con impostazione già rinascimentale.
La Porta del Paradiso del Battistero di Firenze
Il superamento definitivo del Gotico
• Contesto: Dopo il successo della seconda porta, l'Arte di Calimala affidò a Ghiberti la
realizzazione della terza porta (1425-1452), destinata al lato est, di fronte alla Cattedrale.
• Struttura: Ghiberti elimina definitivamente le 28 formelle quadrilobate di gusto medievale.
La porta è composta da 10 grandi quadrati incorniciati da fregi con figure bibliche e testine di
profeti.
• Stile: In quest'opera scompare ogni residuo di linearità gotica a favore di una robusta
modellazione dei personaggi e di una raffinata perizia nell'intaglio, rifinito al bulino dopo la
fusione.
La tecnica dello "stiacciato"
Dipingere con il bronzo
• Definizione: Ghiberti adotta la tecnica dello stiacciato (o schiacciato), che permette di
rappresentare la profondità spaziale variando lo spessore del rilievo.
• Applicazione:
• Le figure in primo piano sono quasi a tutto tondo.
• Man mano che ci si sposta verso lo sfondo, il rilievo diventa sempre più basso, fino a
essere quasi inciso nel metallo.
• Risultato: Questa tecnica, unita alla prospettiva lineare, consente di inserire paesaggi
complessi e architetture rinascimentali che guidano l'occhio verso un orizzonte lontano.
Storie di Isacco, Giacobbe ed Esaù
La narrazione continua nello spazio
• Composizione: In un'unica formella, Ghiberti narra diversi momenti della vicenda biblica.
• Architettura prospettica: Una grande basilica a tre navate, con archi a tutto sesto e pilastri
classici, serve da griglia per misurare lo spazio.
• Realismo: Grazie alla precisione prospettica, le figure si muovono con naturalezza su un
pavimento a scacchi che enfatizza la profondità.
Incontro tra Salomone e la Regina di Saba
Simmetria e maestosità
• Soggetto: Rappresenta l'incontro tra i due sovrani davanti a un tempio maestoso.
• Significato politico: L'opera celebra l'unione tra la Chiesa d'Oriente e d'Occidente, sancita
proprio a Firenze durante il Concilio del 1439.
• Equilibrio: La scena è costruita su una simmetria perfetta, con l'architettura centrale che
incornicia l'incontro dei due protagonisti circondati da una folla di dignitari e soldati.
Storie di Giuseppe
La narrazione continua e l'unificazione spaziale
• Composizione narrativa: Ogni formella della Porta del Paradiso riunisce diversi episodi di
uno stesso racconto biblico in un'unica ambientazione.
• Episodi raffigurati: La scena narra la storia di Giuseppe (tratta dalla Genesi), tra cui:
• Giuseppe venduto come schiavo dai fratelli ai mercanti.
• La scoperta della coppa d'oro nel sacco del fratello Beniamino.
• Giuseppe che si fa riconoscere dai fratelli e li perdona.
• L'imponente quinta architettonica: La narrazione è unificata da un edificio classico che
domina la scena, caratterizzato da un porticato su alti pilastri con paraste corinzie.
• Dettagli dell'edificio: Sopra il porticato si trova un attico scandito da finestre timpanate,
simili a quelle presenti nel Battistero e nello Spedale degli Innocenti di Brunelleschi.
• Resa spaziale e figure:
• I numerosi personaggi sono descritti con pose verosimili e un approfondimento psicologico
delle espressioni.
• Il rilievo decresce gradualmente dal primo piano verso lo sfondo (tecnica dello stiacciato),
aumentando la sensazione di profondità prospettica.
15.6 Donatello (1386-1466)
L'inventore della scultura moderna
• Il profilo: Donato di Niccolò di Betto Bardi, detto Donatello, è il più grande scultore del
Quattrocento.
• La rivoluzione: A differenza della compostezza di Ghiberti, Donatello infonde nelle sue
opere un'umanità profonda, fatta di passioni, dolore, vecchiaia e forza morale.
• Sperimentazione: Ha lavorato ogni tipo di materiale (marmo, bronzo, terracotta, legno) e ha
inventato la tecnica dello stiacciato (rilievo bassissimo che crea profondità prospettica).
San Giorgio (1415-1417)
L'eroe consapevole
• Committenza: Realizzato per l'Arte dei Corazzai e Spadai per una delle nicchie esterne di
Orsanmichele.
• La posa: Il santo non è rappresentato durante la battaglia, ma in un momento di attesa
vigile.
• Le gambe sono leggermente divaricate "a compasso" (stabilità).
• Il busto è ruotato e lo sguardo è fisso, contratto in un'espressione di concentrazione e
preoccupazione.
• Significato: San Giorgio incarna l'eroe rinascimentale: un uomo che non vince per forza
bruta, ma grazie alla ragione e alla fermezza morale.
Il rilievo di San Giorgio e il drago
Il primo esempio di stiacciato
• Collocazione: Si trova sul basamento della statua di San Giorgio.
• Innovazione: È il primo caso in cui la prospettiva lineare di Brunelleschi viene applicata alla
scultura.
• La tecnica: Donatello "schiaccia" le figure sul fondo; la profondità non è data dallo spessore
del marmo, ma dalle linee di fuga delle architetture e dal paesaggio che sfuma (prospettiva
aerea ante-litteram).
Geremia e Abacuc di Donatello
Collocazione
• Statue a tutto tondo:
• Geremia = 15-149
• Abacuc = 15-150
• Destinate a nicchioni esterni del terzo ordine della facciata occidentale del
Campanile di Giotto.
Caratteristiche stilistiche
• Chiaroscuro: luce e ombra accentuate tra le pieghe dei mantelli, dando
rigidità quasi metallica.
• Imponenza e dignità: ritorno a monumentalità simile al periodo
ellenistico-romano.
Fonte di ispirazione
• Donatello si ispira a modelli vivi.
Descrizione dei volti
• Geremia: uomo non più giovane, barba rada, guance infossate, labbro
inferiore sporgente, occhi incavati, sopracciglia aggrottate.
• Abacuc: calvo, volto scavato, corpo magro e allampanato.
Caratteristiche artistiche
• Naturalismo integrale: adesione al vero naturale, lontano dall’ideale classico o
dal Gotico Internazionale.
• Espressività dei volti: lineamenti contratti, segni del tempo visibili.
• Bellezza secondo Donatello: non nell’aspetto esteriore, ma nella grandezza
d’animo e dignità morale.
Rinnovamento artistico
• Contrasto con la serenità ideale del Gotico e le sue raffinatezze.
• Attenzione alla verità specifica, individuale e osservabile nella realtà.
Il Banchetto di Erode (1423-1427)
L'apice della narrazione prospettica e drammatica
1. Inquadramento e Tecnica
● Contesto: Si tratta di una formella in bronzo dorato realizzata per il fonte battesimale
del Battistero di Siena.
● Tecnica: Donatello utilizza magistralmente lo stiacciato per dare profondità a un
rilievo bassissimo.
2. Organizzazione dello Spazio
● La Scena Principale: Il racconto è ambientato all'interno di un'architettura complessa,
definita da una successione di archi che creano diversi piani di profondità.
● Prospettiva Lineare: L'artista adotta un punto di fuga unico e un punto di vista
elevato, facendo sì che il piano del pavimento e gli oggetti sulla tavola sembrino "impennati"
per essere più visibili.
● Il Vuoto Centrale: Donatello introduce una soluzione rivoluzionaria creando un vuoto
proprio al centro della scena, separando i commensali e accentuando l'orrore per il delitto
appena compiuto.
3. Analisi Narrativa e Drammatica
● Sincronia degli eventi: La formella rappresenta momenti diversi nel tempo e nello
spazio:
○ Primo piano: Un soldato inginocchiato presenta a Erode la testa mozzata di Giovanni
Battista. Erode si ritrae inorridito, mentre i fanciulli fuggono spaventati sul margine sinistro.
○ Piani successivi: Oltre gli archi, si vedono i musicanti e, ancora più in fondo, il
momento precedente della consegna della testa a Salomè.
● Realismo Psicologico: Le reazioni dei partecipanti variano dal terrore di Erode alla
curiosità di altri personaggi, conferendo alla scena un realismo e una tensione drammatica
senza precedenti.
Monumento equestre al Gattamelata
● Soggetto: Statua in bronzo dedicata al condottiero Erasmo da Narni, detto il
Gattamelata.
● Innovazione tipologica: È il primo monumento equestre in bronzo di grandi
dimensioni realizzato dopo l'antichità classica.
● Composizione e Simbologia:
○ Il condottiero è rappresentato con un volto severo e risoluto, che unisce l'ideale
classico alla realtà psicologica del Quattrocento.
○ La mano sinistra regge saldamente le redini, mentre la destra impugna il bastone del
comando.
○ Il cavallo poggia la zampa anteriore sinistra su una palla di cannone, simbolo della
potenza militare e accorgimento per la stabilità della fusione.
● Il Basamento: Un'alta struttura in trachite che funge simbolicamente da sepolcro
monumentale, ispirato ai modelli della statuaria romana.
Il David in bronzo (1440 ca.)
Bellezza classica e ambiguità
• Il primato: È il primo nudo virile a tutto tondo realizzato dai tempi dell'antichità classica.
• Descrizione: Rappresenta il giovane pastore dopo la vittoria su Golia (la testa del gigante è
sotto il suo piede).
• Stile: * Il corpo è efebico, flessuoso e poggia su una gamba sola (posa a chiasmo).
• Indossa solo i calzari e un cappello di paglia decorato con una corona d'alloro.
• Interpretazione: Oltre al valore biblico, il David simboleggia le virtù repubblicane di Firenze
che trionfano sulla tirannia.
I Profeti per il Campanile di Giotto
Il realismo crudo
• Le opere: Statue destinate alle nicchie del Campanile di Giotto (es. il Profeta Abacuc, detto
lo "Zuccone").
• Caratteristiche: Donatello rompe con la bellezza ideale. I suoi profeti hanno volti segnati,
rugosi, espressioni tormentate e vesti pesanti che sembrano veri stracci. L'obiettivo è la
verità psicologica.
Maddalena penitente
Data: 1453-1455, ultimo decennio di vita dell’artista.
Collocazione
• In origine nel Battistero di San Giovanni.
• Oggi al Museo dell’Opera del Duomo.
Materiale e tecnica
• Legno di pioppo intagliato.
• Tracce di policromia originaria (emerse nei restauri del 2015).
• Capelli modellati anche con aggiunta di stucco e tracce di doratura.
• Il legno, materiale umile e “vivo”, accentua gli effetti drammatici di luce e
ombra.
Caratteristiche stilistiche
• Superamento degli ideali classici rinascimentali.
• Abbandono dei modelli della statuaria classica.
• Centralità dell’analisi psicologica ed espressiva.
• Opera innovativa e difficile da comprendere per i contemporanei.
Aspetti formali
• Corpo consunto da digiuni e penitenza.
• Volto ossuto e sofferente, con profonde orbite oculari.
• Mani lunghe e nodose, congiunte in preghiera.
• Corpo coperto da una massa informe di capelli, simile a un saio (simbolo di
vita eremitica).
• Piedi scheletrici radicati al suolo.
Significato
• Rappresentazione intensa della conversione e della penitenza.
• Contrasto tra degradazione fisica e grandezza interiore.
• Forte spiritualità espressa attraverso realismo drammatico.
• Visione artistica che anticipa sensibilità più tarde, oltre il pieno Rinascimento.
Masaccio: Il Rivoluzionario del Primo Rinascimento
1. Profilo Biografico
• Nome: Tommaso di Ser Giovanni di Món di Andreuccio Cassái.
• Nascita: 1401 a Castel San Giovanni in Altura (Arezzo).
• Soprannome: "Masaccio", dovuto alla sua totale dedizione all'arte e trascuratezza per le
faccende mondane (secondo il Vasari).
• Morte: 1428 a Roma, a soli 27 anni. La sua scomparsa improvvisa scosse profondamente
Brunelleschi.
• Formazione: Avviene a Firenze. Sebbene non si conosca il suo maestro, fu influenzato dal
fervore creativo della città.
2. La Rivoluzione Artistica
Masaccio è considerato, insieme a Brunelleschi (architettura) e Donatello (scultura), il terzo
pilastro della rivoluzione artistica del Quattrocento.
• Ritorno alle origini: Si riallaccia alle intuizioni di Giotto, superando le "durezze" del passato.
• Innovazioni chiave:
• Prospettiva: Apprende da Brunelleschi i termini della prospettiva scientifica per creare uno
spazio reale.
• Volume e Rilievo: Conferisce ai corpi una "vivacità" e un rilievo naturale mai visti prima.
• Dignità dell'Uomo: Il personaggio umano assume una nuova centralità e gravità morale.
3. Collaborazione con Masolino
Nonostante la differenza d'età, Masolino e Masaccio lavorarono come colleghi. La loro
collaborazione è fondamentale per osservare il passaggio dal gusto tardogotico a quello
rinascimentale.
Sant’Anna Metterza (1424-1425)
In quest'opera si nota il distacco netto tra lo stile di Masolino e quello di Masaccio:
• Il Bambino (Masaccio): Descritto come un "piccolo Ercole", nudo e sodo, con una
muscolatura anatomica vibrante e reale.
• La Vergine (Masaccio): Una struttura "massiccia e piramidale" con un panneggio pesante
che segue le forme del corpo vivo.
• Il contrasto con Masolino: La sua Sant'Anna appare più piatta; il braccio sinistro proteso in
avanti manca di un collegamento anatomico realistico col corpo (incertezza nello scorcio).
Polittico di Pisa (1426)
Originariamente destinato alla Chiesa del Carmine a Pisa, oggi smembrato. Rappresenta la
maturità della sintesi tra pittura, scultura e architettura.
1. La Madonna in trono con il Bambino (Pannello centrale):
• Umanità: Maria non è giovane e leggiadra, ma appare "stanca e segnata", presaga del
destino del figlio.
• Gesto quotidiano: Il Bambino mangia un acino d'uva (simbolo eucaristico), un gesto di
estrema naturalezza che ne sottolinea la natura umana.
• Il Trono: Vero pezzo di architettura all'antica. Presenta colonnine ioniche e composite
(influsso di Brunelleschi) e decorazioni che richiamano i sarcofagi romani.
• Prospettiva: La linea d'orizzonte coincide con la seduta del trono, calcolata per il punto di
vista di un osservatore reale davanti all'altare.
2. La Crocifissione (Pannello superiore):
• Composizione: Personaggi inseriti in uno schema geometrico rigoroso.
• Cristo: Rappresentato con il collo "insaccato" nelle spalle; questo effetto è uno scorcio dal
basso verso l'alto studiato appositamente per la posizione elevata che la tavola occupava
nel polittico.
• Maria e Giovanni: Maria è un blocco monumentale di dolore immobile; Giovanni esprime
uno sconforto attonito.
Masaccio: Il Pathos, la Prospettiva e il Ciclo Brancacci
In questo pannello, Masaccio rivoluziona l'iconografia sacra attraverso la resa fisica del
dolore:
• Cristo: La testa è incassata nelle spalle e il corpo è pesante. Lo scorcio dal basso (visto
che la tavola era in alto) rende le braccia tese per il peso, sottolineando la sofferenza umana
e reale della morte.
• La Maddalena: Masaccio compie una scelta audace. La raffigura di spalle, completamente
avvolta in un mantello rosso acceso.
• Il Triangolo: Insieme alle braccia protese, forma un "triangolo rovesciato".
• Espressione del dolore: Anche senza vederne il volto, il grido di dolore è percepibile dalla
postura disperata e dalla cascata di capelli biondi.
• San Giovanni: La sua espressione funge da "specchio psicologico" dello sgomento della
donna.
3. Adorazione dei Magi (Predella del Polittico di Pisa)
Nonostante le dimensioni ridotte (22,3 cm di altezza), l'opera mostra una spazialità dilatata:
• Paesaggio: Profondità suggerita da vari piani di colline che diventano azzurrognole in
lontananza (prospettiva aerea) sotto un cielo increspato di nuvole.
• Dettagli Realistici: Coesistono elementi nobili (i committenti in abiti contemporanei) e
dettagli umili (la paglia della capanna, i finimenti dei cavalli "ritratti dal vivo").
• Divinità Umanizzata: Le aureole della Sacra Famiglia sono trattate come solidi dischi in
prospettiva, variando in base all'inclinazione della testa. Questo rende il divino concreto e
accessibile.
La Cappella Brancacci (Firenze)
Iniziata nel 1424 in collaborazione con Masolino, rappresenta il manifesto della pittura
rinascimentale.
Organizzazione e Temi
• Committente: Felice Brancacci, potente mercante e politico.
• Soggetto: Storie della vita di San Pietro (simbolo della Chiesa e omaggio all'antenato
Pietro di Piuvichese Brancacci).
• Collaborazione Masaccio-Masolino: I due artisti si accordano per amalgamare gli stili ed
evitare contrasti troppo forti (come avvenuto nella Sant'Anna Metterza). Tuttavia, la mano di
Masaccio si riconosce per la monumentalità severa.
Caratteristiche dello stile di Masaccio nella Cappella
• San Pietro: Raffigurato con una dignità quasi imperiale, con sguardo fiero e barba folta,
ispirato alla statuaria classica (come il San Pietro bronzeo di Arnolfo di Cambio).
• Architetture: Le scene sono ambientate in architetture "di immacolata riconoscibilità",
perfettamente integrate con i volumi dei personaggi.
Masaccio: I Capolavori della Cappella Brancacci
Il Tributo (Parete sinistra, registro superiore)
L'affresco illustra un episodio del Vangelo di Matteo in cui Cristo e gli Apostoli devono
pagare una tassa per entrare a Cafarnao.
• Unità di Spazio e Tempo: Masaccio fonde quattro momenti temporali diversi in un'unica
scena prospettica coerente:
1. Al centro: Il gabelliere esige il tributo; gli Apostoli reagiscono con stupore e incredulità.
2. A sinistra (secondo piano): San Pietro pesca un pesce nel lago (Mare di Galilea) per
trovarvi la moneta.
3. A destra (primo piano): San Pietro consegna con decisione il denaro all'esattore.
• La Luce: La fonte luminosa è unica e proviene da destra (simulando la luce reale della
finestra della cappella). Questo crea ombre portate coerenti, aumentando la "similitudine del
vero".
• Volumi e Paesaggio: I personaggi hanno masse scultoree. Lo sfondo presenta montagne in
successione cromatica (prospettiva aerea): grigio-azzurre e innevate quelle lontane, più
scure quelle vicine.
2. La Tentazione di Adamo ed Eva (Masolino)
Situata di fronte alla Cacciata di Masaccio, quest'opera rappresenta il momento precedente
al peccato originale.
• Stile: Persiste il gusto tardo-gotico e cortese.
• Figure: Adamo ed Eva sono eleganti, biondi e dalle membra levigate. I loro corpi sono
idealizzati, quasi privi di differenze di genere (seni appena accennati), a indicare l'età
dell'innocenza.
• Postura: Adamo segue uno schema classico (chiasmo), Eva ha una grazia pacata.
• Atmosfera: I due non si guardano negli occhi, hanno uno sguardo perso nel vuoto che
suggerisce una realtà sospesa e fuori dal tempo.
• Il Demonio: Ha una testa femminile "insinuante", un'iconografia tradizionale e decorativa.
La Trinità (Santa Maria Novella, 1425-1428)
È considerata il testamento artistico di Masaccio e il manifesto della prospettiva scientifica.
• L'effetto "sfondamento": Grazie alla collaborazione con Brunelleschi, Masaccio crea
l'illusione ottica di una cappella profonda scavata nel muro.
• Struttura narrativa e piani spaziali: L'affresco è organizzato su una scala gerarchica dal
basso verso l'alto:
1. Il piano terreno (La Morte): Uno scheletro su un sarcofago con il monito memento mori:
"Io fu' già quel che voi sete e quel ch'i' son voi anco' sarete".
2. Il piano umano (La Preghiera): I due committenti (i coniugi Lenzi) inginocchiati all'esterno
dell'arco.
3. Il piano sacro (L'Intercessione): Maria e San Giovanni ai piedi della croce. Maria guarda lo
spettatore indicando il figlio.
4. Il piano divino (La Salvezza): Cristo in croce, sostenuto da Dio Padre, con la colomba
dello Spirito Santo tra i due.
3. Innovazioni Architettoniche della Trinità
L'architettura dipinta non è solo un fondale, ma una struttura reale:
• Volta a botte: Decorata a lacunari (cassettoni) che rimpiccioliscono verso il punto di fuga,
creando una profondità matematica.
• Elementi classici: Colonne ioniche, paraste corinzie, arco trionfale e fregi che anticipano le
grandi opere architettoniche del pieno Rinascimento.
RINASCIMENTO A FIRENZE: LA STAGIONE DELLE ESPERIENZE
Ruolo simbolico
• Città simbolo del XV secolo in Italia.
• Culla dell’Umanesimo e del Rinascimento.
• Centro di sviluppo artistico e culturale, con influenza su tutta Italia e l’Europa.
Aspetti economici e commerciali
• Centro commerciale e di lavorazione di stoffe e tessuti famosi in Europa.
• Polmone finanziario internazionale.
• Prosperità di famiglie di banchieri: Bardi, Peruzzi, Medici.
Importanza storica
• Firenze come “fiore all’occhiello” di un’età dell’oro destinata a diventare punto
di riferimento per l’età moderna.
1. La Base Economica: Commercio e Banche
La fortuna di Firenze non nasce dal nulla, ma da un sistema sinergico sviluppatosi tra il XIII
e il XIV secolo:
• Le "Arti" (Corporazioni): Organizzazioni di lavoratori che gestivano l'economia cittadina. Le
più potenti erano quella della Lana, della Seta e del Cambio (banchieri).
• Sinergia Produttiva: I mercanti acquistavano materie prime in tutta Europa e nel Levante, le
facevano lavorare a Firenze (eccellenza qualitativa) e le rivendevano sui mercati
internazionali.
• Il Fiorino: Coniato dal 1252, divenne la moneta di riferimento per gli scambi internazionali (il
"dollaro" dell'epoca).
• I Banchieri: Famiglie come i Bardi e i Peruzzi finanziavano i grandi monarchi europei.
Nonostante i fallimenti dovuti alle insolvenze estere (es. Re d'Inghilterra), il sistema bancario
fiorentino rimase il polmone finanziario d'Europa.
2. L'Ascesa della Famiglia Medici
I Medici non furono solo banchieri, ma abili strateghi capaci di interpretare gli "umori della
piazza".
• Giovanni di Bicci (1360-1429): Fondatore della fortuna economica, sostenne riforme eque
come il Catasto (1427) per tassare i cittadini in base ai beni reali.
• Cosimo il Vecchio (1389-1464): Instaurò una "Signoria di fatto". Pur non ricoprendo cariche
ufficiali sfarzose, controllava il governo tramite uomini di fiducia. Fu il primo grande
promotore delle humanae litterae e delle arti, usando il mecenatismo come strumento di
consenso.
• Lorenzo il Magnifico (1449-1492): Rappresenta l'apogeo del casato. Fu un fine diplomatico,
"ago della bilancia" della politica italiana, garantendo la pace tra gli Stati italiani (Pace di
Lodi, 1454) e favorendo una fioritura culturale senza precedenti.
3. Firenze: La Città-Simbolo del Rinascimento
Firenze si distinse per una struttura sociale e politica unica:
• Umanesimo: La riscoperta dei classici e la centralità dell'uomo diventano il motore della
nuova cultura.
• Oligarchia illuminata: Il governo era nelle mani di una classe colta di mercanti e banchieri
che vedeva nell'arte un investimento in prestigio e potere.
• Potenza Regionale: Espansione territoriale in Toscana (sottomissione di Pisa e Siena) e
consolidamento come stato moderno.
Leon Battista Alberti rappresenta la figura dell'architetto-umanista per eccellenza. Mentre
Brunelleschi, Donatello e Masaccio furono i "pratici" della rivoluzione rinascimentale, Alberti
ne fu il teorico, colui che diede sistemazione scritta e filosofica ai nuovi ideali.
Leon Battista Alberti: La Teoria dell'Arte
1. Profilo dell'Umanista
• Formazione: Figlio di esuli fiorentini, studia a Venezia, Padova e Bologna (Diritto). Vive a
lungo a Roma, dove studia le rovine classiche.
• Approccio all'Antico: Per Alberti l'Antichità non è da imitare pedissequamente, ma è una
fonte di insegnamento da confrontare e, se possibile, superare.
• Ruolo sociale: Intellettuale raffinato, segretario papale e primo grande trattatista dell'età
moderna.
2. I Tre Grandi Trattati
A. De pictura (1435)
È il primo trattato che definisce le regole della pittura moderna.
• Prospettiva: Spiegazione scientifica della costruzione spaziale.
• Disegno: Definito come «circonscrizione» (linea di contorno).
• Composizione: La qualità più alta è la copia (varietà): una storia dipinta è bella se include
personaggi di diverse età (vecchi, giovani, fanciulli), animali, edifici e paesaggi.
• Imitazione della Natura: La pittura deve copiare il vero (es. il cielo che schiarisce verso
l'orizzonte).
B. De statua (ca. 1464)
Analizza la scultura distinguendo tra:
• Per via di porre: Plasmare argilla o cera (aggiungendo e togliendo).
• Per via di levare: Scolpire la pietra (solo togliendo).
• Innovazioni tecniche: Inventa strumenti come il finitorium (un disco graduato con raggio
mobile e filo a piombo) per tradurre il modello vivo in coordinate numeriche precise.
• Concetto di Medioritas: Definisce le dimensioni ideali del corpo umano perfetto scartando
gli estremi e cercando la media tra le misurazioni reali.
C. De re aedificatoria (1447-1452)
Ispirato al trattato di Vitruvio, è il testo fondamentale dell'architettura rinascimentale.
• Concetto di Bellezza: Definita come «armonia tra tutte le membra», tale che non si possa
aggiungere o togliere nulla senza peggiorare l'opera.
• La Concinnitas: È la legge fondamentale della natura, l'accordo perfetto tra numero,
delimitazione e collocazione delle parti.
• Funzione della Bellezza: Solo un edificio bello si preserva dalla violenza distruttrice degli
uomini, perché la bellezza ispira rispetto.