Riassunto per lo Studio: La Vita e la Formazione di Platone
I. Infanzia, Gioventù e Prime Ambizioni (c. 428 – c. 407 a.C.)
Le Ambizioni di Aristocle
Aristocle (il nome di nascita di Platone) apparteneva a una famiglia aristocratica che
discendeva dal capostipite Codro. Le sue ambizioni giovanili erano rivolte alla gloria e agli
onori:
1. Poesia e Drammaturgia: Aristocle era dedito agli studi, eccellendo nell'educazione
musicale e desiderando diventare poeta, cercando il successo nel teatro.
2. Atletica: Sognava di vincere i giochi di Olimpia. Il suo maestro di ginnastica, Aristone, lo
soprannominò Platone per via delle sue spalle larghe, data la sua prestanza fisica e atletica.
Platone coltivava i suoi sogni con straordinaria tenacia.
Esperienze Formative e Crisi Precoce
• Conflitto tra Desiderio e Azione: Già da bambino, Platone visse un conflitto interiore (ad
esempio, durante le Antesterie, quando non riuscì a lanciarsi sul cavallo per conquistare una
corona di gelsomini, nonostante il forte desiderio). Questo episodio segnò la sua ricerca di
ciò che rimaneva "identico" in lui.
• I Maestri:
◦ Dionisio (Maestro di grammatica): Insegnò a Platone che la mente è come una tavoletta
di cera: i segni (le esperienze) si incidono e, a differenza della cera, non si cancelleranno
più. Le cose difficili indicano la via per sempre.
◦ Dracone (Maestro di musica): Spiegò a Platone che tutto è musica e che essa plasma
l'anima. Lo incoraggiò a non seguire i pregiudizi politici contro certi strumenti (come il flauto,
odiato da Alcibiade) e a imparare per poi decidere la sua strada.
• La Rivelazione di Edipo Re: La lettura dell'Edipo Re di Sofocle lo sconvolse, portandolo a
domandarsi se il sapere e l'intelligenza fossero sufficienti per condurre una buona vita e
raggiungere la felicità. Questa domanda divenne cruciale per la sua successiva ricerca.
Disillusione e Incontri Erotici
• L'Influenza degli Zii e di Alcibiade: Platone ammirava Critia e Carmide. Il tradimento di
Alcibiade (fuggito a Sparta) e la sua influenza destabilizzante si sovrapposero al tradimento
emotivo subito dal poeta Agatone.
• Agatone e l'Amore: L'incontro con il poeta Agatone e il suo successivo disinteresse causò
grande dolore in Platone, portandolo a riflettere sul potere di Eros.
• Astro: Nell'estate del 409 a.C., Platone amò e rincorse Astro, un giovane vanitoso e
sfuggente. Questa esperienza dolorosa e la gelosia provata lo spinsero a una specie di
trasformazione e alla necessità di individuare una sola strada nella vita.
• L'Aggressività e l'Allenamento: In questo periodo di crisi (mentre Alcibiade tradiva Atene),
Platone riprese intensamente l'allenamento fisico. Il suo maestro Aristone, intuendo la sua
rabbia covata in silenzio, incanalò la sua vena agonistica nel desiderio di prevalere. Ciò lo
portò ad assumere la sua forma fisica definitiva (l'uomo dalle larghe spalle), guadagnandosi
il soprannome Platone in palestra.
L'Incontro con Socrate
I ragionamenti di Socrate, incentrati sulla poesia e sulla sua intrinseca incompetenza sugli
argomenti trattati, presero il sopravvento sulle ambizioni letterarie di Platone. Platone prese
la "decisione più violenta della sua giovinezza": bruciò i suoi scritti per dedicarsi
completamente a Socrate. L'ambizione di Platone, il suo "amore per gli onori", fu
reinterpretata da Socrate come un desiderio da esprimersi attraverso l'eros, trasformandosi
in conquista intellettuale.
II. La Crisi Politica e la Nascita della Scrittura Filosofica (c. 405 – c. 396 a.C.)
La Disillusione Politica (I Trenta Tiranni)
Platone fu sconvolto dalla profonda delusione politica derivante dal caos ateniese e dal
fallimento dei Trenta Tiranni, in particolare i suoi zii Critia e Carmide. Le speranze di
cambiamento si rovesciarono nel loro contrario, facendogli capire che gli uomini politici
erano "banderuole al vento".
La Condanna di Socrate e il Ruolo della Verità
La condanna a morte di Socrate (399 a.C.) fu un evento decisivo che spinse Platone al
lavoro filosofico che ne seguì.
• Egli visse la condanna del maestro come una delle sue sconfitte più insopportabili.
• L'incapacità di Socrate di difendersi in modo persuasivo lo spinse a cercare un sapere
indiscutibile.
• Platone comprese la necessità di usare la parola come arma per la verità, ma imparò da
Omero che "Non è possibile convincere nessuno di una verità se ci si attiene alla realtà
raccontandola. Serve altro. Servono menzogne simili al vero".
I Viaggi di Ricerca della Conoscenza (Cirene ed Egitto)
Dopo la morte di Socrate, Platone intraprese una serie di viaggi fondamentali per la sua
riflessione, cercando un sapere fondato su verità incontrovertibili.
1. Megara (Riflessione e Scrittura): A Megara, presso Euclide, si consolidò l'idea di scrivere
per fissare la memoria di Socrate.
2. Cirene (Matematica e Geometria): A Cirene, con Teodoro e Teeteto, cercò di approfondire
le basi di una scienza perfetta e indiscutibile per fondare la conoscenza di verità
incontrovertibili, affascinato dalla possibilità di dimostrare il vero con poche semplici formule.
L'incontro con Teeteto gli fece capire che "l'anima viaggiando va incontro a ciò che è in
movimento e solo così possiamo sperare di raggiungere qualcosa di stabile".
3. Eliopoli, Egitto (Unità dei Saperi): Nella Casa della Vita, Platone trovò un ambiente
dedicato alla contemplazione. Timandra (la donna che ispirò poi un suo personaggio) gli
mostrò che matematica e geometria non sono discipline separate, ma parte di un sapere più
alto e unitario, identificabile con l'ordine del cosmo. Questo sapere superiore porta
all'armonia interiore, dove i sensi e la parola non sono più necessari.
4. Il Ritorno alla Scrittura: L'esperienza egiziana e l'incoraggiamento di Timandra lo spinsero
a scrivere nuovamente, nonostante avesse compreso che per certe altezze la parola è
inutile. Accettò che la scrittura aveva altri fini, legati al mondo terreno: la perfezione è
nemica dell'agire. L'opera con cui esordì fu l'Apologia di Socrate.
5. Naucrati (Il Gioco della Scrittura): Qui Platone scoprì il potere del dio Thot, inventore
dell'alfabeto e della petteia. Scrivere divenne come giocare: una sfida a dominare il caso e la
contingenza, sebbene la vittoria completa sia impossibile.
III. La Costruzione del Pensiero e l'Accademia (c. 396 – c. 388 a.C.)
Taranto e l'Influenza Pitagorica
A Taranto, Platone incontrò Archita e la comunità pitagorica, la cui disciplina quotidiana era
necessaria per la concentrazione e per la liberazione da ciò che impedisce la riflessione
autentica.
• Il Concetto di Filosofia: Qui Platone iniziò a usare il termine "filosofia" (amore per la
sapienza), che divenne il suo principale imperativo letterario e scopo di vita.
• La Trasformazione di Socrate: Platone si dedicò alla scrittura, trasformando Socrate in un
personaggio letterario "capace di non essere condannato e ucciso". Nel Protagora (scritto in
parte a Taranto), egli cercò di fondare la virtù su una scienza esatta della misurazione di
piaceri e dolori.
• Il Ritorno ad Atene: Dopo tre anni, tornò ad Atene con la consapevolezza di avere gli
strumenti adatti per affrontare la battaglia contro i sofisti e i finti intellettuali che avevano
causato la condanna di Socrate.
La Lotta Letteraria e la Ricerca dell'Unità
• I Primi Dialoghi: Nelle opere giovanili (Carmide, Alcibiade I, Lachete), Platone cercò
instancabilmente di trovare l'unità della virtù, un centro che a Socrate era sempre sfuggito.
L'obiettivo era dimostrare che non basta cogliere il bene qua e là, ma serve un metodo
unitario per valutarlo, altrimenti non si può convincere nessuno del giusto.
• Il Gorgia e la Misurazione del Piacere: In questo periodo compose il Gorgia, nel quale
introdusse la figura di Callicle, l'uomo che rifiuta ogni freno. Platone discusse l'idea
(espressa in un dialogo precedente) che la scienza possa contrastare il desiderio.
• L'Influenza di Isocrate: Platone seguiva e ammirava Isocrate, retore che aveva aperto una
scuola. La competizione intellettuale con lui stimolò Platone a scrivere dialoghi come
l'Eutidemo e il Menone, affrontando il tema dell'insegnabilità della virtù.
• La Teoria delle Idee: Nel Menone (394 a.C.) compaiono tracce della "teoria delle Idee" (o
"Forme"), il concetto che lo rese celebre e che offriva una via per la verità contro la mera
opinione. Per Platone, l'Idea è un modello di comportamento, e l'Idea somma è il Bene.
IV. La Fondazione dell'Accademia (c. 387 a.C.)
L'Istituzione della Scuola
• Il Progetto: Dopo il secondo viaggio in Sicilia (fallito, vedi Sezione V), Platone si dedicò alla
creazione di una comunità di uomini e donne dedita al progetto filosofico e politico. L'idea
era quella di formare persone capaci di lottare politicamente.
• Il Luogo e il Nome: I terreni furono acquistati grazie all'aiuto di Anniceride e poi di Dione, e
la scuola fu chiamata Accademia (per discrezione, per non apparire un innovatore divino).
• I Principi: Il centro della vita accademica divenne l'Altare di Eros. La disciplina e
l'allenamento fisico erano considerati essenziali, poiché chi studia seriamente deve curare il
corpo per non diventare "molle, pavido, inerte".
• La Filosofia come Eros: Platone credeva che l'amore (eros) fosse la passione più alta e la
forza salvifica che rende l'essere umano diverso dalle bestie, capace di toccare l'Assoluto.
L'amicizia vera si sviluppa nell'amore comune per il sapere.
• Le Regole: Le regole decisive per la ricerca erano la mancanza di invidia, ostilità o gelosia
e il divieto di ridere delle ipotesi altrui. L'obiettivo era la vittoria collettiva nella ricerca della
verità.
• La Geometria: Sebbene non fosse un requisito d'ingresso ("Non entri chi non conosce la
geometria" era un aneddoto, non una regola affissa), Platone riteneva la geometria
necessaria per lo studio.
V. Siracusa e l'Impegno Politico Finale (c. 367 – c. 360 a.C.)
Il Primo Viaggio in Sicilia (c. 388 a.C.) e l'Eros per Dione
Durante il suo primo soggiorno a Siracusa, Platone conobbe Dione, cognato del tiranno
Dionisio I, e ne rimase folgorato. Sebbene si lasciò andare a una passione erotica (che
scrisse in versi che fecero scandalo), Platone trasformò questo desiderio in una ricerca di
fusione intellettuale.
Il Secondo Viaggio e la Prova con Dionisio II (c. 367 a.C.)
Dopo aver consolidato l'Accademia, Platone accettò l'invito di Dione (nel frattempo in esilio)
di tornare a Siracusa per educare il giovane Dionisio II, nipote del tiranno.
• L'Istruzione di un Tiranno: Platone cercò di convincere Dionisio a diventare un "re" filosofo.
Sottolineò che l'amore (eros) per la sapienza e la continuità negli studi erano necessari.
• Il Fallimento e l'Esilio di Dione: Dionisio II si mostrò presto inadeguato alla disciplina
richiesta, perdendo concentrazione. A causa della sua rabbia (e manipolato da consiglieri
ostili a Dione), Dionisio II ruppe gli accordi e privò Dione dei suoi beni, accusandolo di
tradimento.
• L'Impegno di Platone: Platone rimase a Siracusa (in sostanza prigioniero) cercando di
mediare e convincere Dionisio. Nonostante il tiranno lo trattasse con rispetto e lo
proteggesse, Platone provò disgusto e delusione.
• La Scrittura del Fedone e la Repubblica: Durante la prigionia, Platone si concentrò sul
lavoro, scrivendo due dialoghi fondamentali: il Fedone (sull'immortalità dell'anima e le ultime
ore di Socrate, immaginando un Socrate vincente) e la Repubblica (l'opera più lunga e
complessa).
Il Ritorno e la Malattia (c. 360 a.C.)
Archita e Dione intervennero per liberare Platone, che fu scortato fuori da Siracusa.
• Il Senso di Fallimento: Il fallimento politico a Siracusa fu totale, ma Platone comprese che,
sebbene Dionisio fosse un uomo di potere, Platone non doveva vendicarsi; poteva essere
riconoscente per essere stato risparmiato.
• La Cura attraverso l'Arte: Nonostante la profonda malinconia (anche per la morte del
fratello Glaucone), Platone si dedicò intensamente alla scrittura, vedendo il lavoro come una
cura per il suo dolore.
VI. La Vecchiaia e la Chiusura delle Opere (c. 358 – 347 a.C.)
Le Opere della Maturità
Platone cercò di riassumere e sistematizzare il suo pensiero.
• Parmenide (Ironia e Critica Interdisciplinare): Quest'opera complessa fu un tentativo di
affrontare le critiche mosse alla Teoria delle Idee, in particolare quelle dello studente
Aristotele. Platone si divertiva a usare ironia e artifici retorici, fingendo che le critiche
venissero da un "altro Aristotele" (il tiranno).
• Timeo e Crizia (Cosmologia e Utopia): Si dedicò a un mito cosmologico (il Timeo), e al
dialogo dedicato allo zio (Crizia), in cui celebrava l'antichità della sua famiglia e l'eredità di
Solone.
• Fedro e l'Anima Alata: In quest'opera sull'amore, Platone introdusse il famoso mito della
biga alata (i due cavalli, Bianco e Nero, guidati dall'auriga, rappresentano la lotta dei
desideri). L'ispirazione gli venne dai suoi cavalli e dalle sue passioni giovanili. Il Fedro illustra
come l'anima, dominata dall'Eros, possa raggiungere la Verità.
• Leggi (L'Ultimo Progetto Politico): Quest'opera monumentale avrebbe dovuto
rappresentare il contraltare della Repubblica, delineando uno stato meno utopico. Tuttavia, a
causa della sua età avanzata, Platone sapeva di non poterla concludere e assegnò il
compito di redazione finale al suo allievo Filippo di Opunte.
Il Ritorno Finale di Dione e l'Ultima Lettera
Dione, pur essendo in esilio, mantenne un'amicizia costante con Platone. L'assassinio di
Dione (avvenuto per mano di Callippo) segnò la fine definitiva del sogno politico di Platone.
Egli scrisse la Settima Lettera (un documento cruciale sulla sua personalità e impegno
politico), nella quale:
• Espresse il suo disincanto per la politica.
• Affermò che la sua ambizione giovanile (dedicarsi alla politica) si era trasformata
interamente nel suo impegno filosofico.
• Spiegò i principi sommi della sua filosofia, sottolineando che la comprensione della verità si
accende "all'improvviso" attraverso l'indagine benevola, "priva di invidie e gelosie".
Morte e Testamento (347 a.C.)
• Platone lavorò intensamente fino alla fine, dettando compiti ai suoi allievi e raccomandando
di non cedere all'odio delle parole o degli uomini (il lascito di Socrate).
• La morte colse Platone mentre lavorava e rileggeva. Alessi (l'ultimo ragazzo a cui Platone
diede la libertà) trovò, nascosti sotto il suo letto, libri di Aristofane, il commediografo. Questo
aneddoto rivela l'amore non confessato di Platone per la poesia e la vita.
• Il suo testamento era essenziale, riflettendo la sobrietà della sua vita. L'ultima parola che
corresse nell'incipit della Repubblica fu "discesa" (in greco: katebēn), alludendo alla discesa
di Socrate (e del filosofo) nel mondo e nell'Aldilà.
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Concetti Chiave per lo Studio:
• Eros e Filosofia: L'amore (Eros) non è solo piacere carnale (Afrodite), ma la forza
propulsiva e agonistica che spinge l'anima alla conquista intellettuale e alla Verità.
• La Scrittura come Terapia e Imitazione: Platone scrisse per curare il suo dolore e
trasformare il suo maestro in una figura ideale, usando la "menzogna simile al vero" per
persuadere alla verità.
• Opinione vs. Verità (Idee): La ricerca della scienza e dell'unità delle virtù è necessaria per
contrastare la debolezza dei sofisti e la confusione politica ateniese. Le Idee/Forme sono i
modelli eterni (il Bene è il Sole) che guidano il comportamento giusto.
• Il Ruolo del Filosofo: Il filosofo, dopo aver visto la Verità (la luce fuori dalla Caverna), ha il
dovere di tornare tra gli uomini e combattere le ombre (l'ignoranza e l'ingiustizia).
• L'Immortalità: L'anima è immortale; la vera eternità si annida nel quotidiano ("l'effimero") e
si raggiunge perché la morte è sempre vicina.
Certamente. Il personaggio di Callicle, che appare nel dialogo platonico Gorgia, fu ispirato
da una combinazione di figure storiche, ricordi personali di Platone e l'incorporazione di
teorie politiche diffuse all'epoca.
Le fonti di ispirazione identificate nel testo includono:
1. Il Callicle Storico e il suo "Spirito Leonino"
* Un Uomo di Prepotenza e Schiettezza: Platone (allora Aristocle) incontrò Callicle durante
l'infanzia, in una scena ricordata presso la casa del patrigno Pirilampe. Pirilampe definì
Callicle "Il re della prepotenza".
* Contesto Politico: Callicle è descritto come un uomo dalla muscolatura nervosa, dai modi
sbrigativi e imperiosi. Era un seguace dei Quattrocento nel 411 a.C..
* Morte e Filosofia della Forza: Platone venne a sapere della morte di Callicle, avvenuta a
causa di un complotto (ipotizzabile come vendetta post-eventum in Platone stesso). La fine
di Callicle fu violenta, andò incontro ai suoi nemici con disprezzo e schiettezza sfrontata,
definendo i suoi assassini come vigliacchi che non avevano il coraggio di guardarlo negli
occhi.
* Lascito Morale: Callicle lasciò al figlio, Ipparino, una serie di lettere in cui lo spronava a
seguire la sua natura (física e spirituale), definendola di carattere leonino. Queste lettere
invitavano il figlio a:
* Fidarsi delle sue emozioni e non aspettarsi una vita oltremondana.
* Disprezzare le leggi stabilite dagli uomini per proteggere la maggioranza (i "servi" e gli
"omuncoli piccoli e ignobili").
* Vivere tutto ("viva, viva tutto, per essere fino in fondo uomo").
2. Alkis, l'Amante Languido e Pericoloso
* Callicle, come personaggio letterario nel Gorgia, fu costruito mescolando la
consapevolezza teorica di cui Platone aveva discusso fin dall'infanzia con la potenza del
desiderio inesauribile.
* Platone fuse in Callicle gli "inesauribili desideri e le infinite energie di Alkis". Alkis era un
giovane corinzio, un amante "ingordo" e "languido" che Platone aveva incontrato e amato
intensamente.
* Alkis possedeva una bellezza "ingiusta e pericolosa". Era un seduttore capace di estrema
ingiustizia e tradimenti, e il suo "delirio dei sensi" e la sua passione sfrenata furono elementi
chiave riversati nella figura letteraria di Callicle. Platone si sentì "sfinito" e "perduto" dopo
aver dato conclusione al Gorgia, poiché aveva riversato in Callicle tutte le energie e i
desideri inesauribili di Alkis.
* Glaucone, il fratello di Platone, suggerì esplicitamente questa connessione, notando che in
Callicle c'era "un po' di quel delirio dei sensi che era Alkis".
3. Alcibiade e l'Immagine del "Leone Regale"
* Il personaggio di Callicle incarna anche l'archetipo dell'uomo che Platone aveva ammirato
e di cui aveva studiato la complessità morale e politica: Alcibiade.
* Callicle è descritto come un "felino regale, un leone". Questa immagine del leone, che
emerge nel Gorgia (483 e – 484 a), riflette l'ambizione e la natura feroce e agonistica che
Platone vedeva in personaggi come Alcibiade, un uomo che oscillava tra grandi virtù e
grandi vizi.
4. Trasimaco e le Teorie Politiche
* Platone, lavorando alla Repubblica, scelse di rimodellare un uomo molto intelligente che
ammirava: Trasimaco.
* Sebbene Trasimaco sia l'interlocutore principale di Socrate (dopo Cefalo e Polemarco)
nella prima parte della Repubblica, l'ispirazione per Callicle è legata al contesto generale
della discussione sulla legge (nomos) e la natura (physis), che Platone aveva ascoltato fin
dall'infanzia dallo zio Crizia.
In conclusione, Platone creò Callicle come un personaggio composito, unendo l'aggressività
e la filosofia politica radicale (natura contro legge) di uomini come il Callicle storico e
Trasimaco, la sfrenatezza erotica dell'amante Alkis, e l'ambizione quasi divina di Alcibiade.
Questo permise a Platone di dare alla sua opera una figura letteraria eccezionale, difficile da
resistere e dotata di una "sfacciata bellezza e il suo disprezzo pieno di verità".
Platone, il cui nome di nascita era Aristocle, iniziò a scrivere le sue opere in fasi distinte,
muovendo dalle ambizioni poetiche e drammaturgiche giovanili fino alla scrittura filosofica in
prosa, dopo un'importante crisi esistenziale e politica.
1. La Fase Iniziale (Poesia e Drammaturgia)
Platone manifestò un precoce interesse per la scrittura, inizialmente indirizzato verso la
conquista del successo artistico e teatrale:
* Inizi Poietici: In gioventù, Platone era dedito agli studi, eccellendo nell'educazione
musicale, e desiderava diventare poeta, un caso raro per i suoi maestri. La sua ambizione
era di conquistare il successo nel teatro.
* Prime Opere (Commedia e Lirica): Si riporta che, all'inizio della primavera del 428 a.C., si
ritirò nelle proprietà di famiglia per scrivere la sua prima opera, presumibilmente una
commedia intitolata I Banchettanti, incentrata sulla competizione grottesca tra due fratelli
cresciuti con modelli educativi opposti.
* Primi Versi Lirici: L'autore del testo ipotizza che i primi versi scritti da Platone risalgano ai
mesi successivi alla vittoria del poeta Agatone (416 a.C.), un periodo di dolore e senso di
abbandono. L'epigramma per Agatone è un esempio di questa produzione giovanile.
* Durante l'Efebia: Negli anni dell'efebia (410 - 407 a.C.), Platone cercò di scrivere una
tragedia sulla potenza di Eros. In questo periodo si dedicò a scrivere versi (epigrammi per
Archenassa e Astro) e tentò anche la composizione di versi epici (sulle vicende di Achille e
Pentesilea), abbandonando presto quest'ultima strada.
2. La Conversione e la Nascita della Prosa Filosofica
La sua ambizione letteraria iniziale fu troncata dall'incontro con Socrate, che lo condusse a
reindirizzare la sua energia verso la ricerca della sapienza:
* L'Abbandono della Poesia: Mosso dai ragionamenti di Socrate riguardo le carenze
intrinseche dell'arte poetica, Platone prese la "decisione più violenta della sua giovinezza":
diede fuoco ai suoi scritti. Questo accadde all'inizio dell'inverno, tra il 406 e il 405 a.C.. In
quel momento, Platone era convinto che non avrebbe più scritto nulla.
* La Decisione di Scrivere in Prosa: Dopo la condanna e la morte di Socrate (399 a.C.),
Platone si recò a Megara, dove si consolidò l'idea di scrivere per fissare la memoria di
Socrate e mostrare come erano andate le cose.
* Il Primo Dialogo: La decisione di tornare definitivamente alla scrittura, in prosa, avvenne
nel periodo successivo, dopo i trent'anni, durante il suo viaggio in Egitto. La sacerdotessa
Timandra lo spinse ad accettare che la scrittura, pur essendo inutile per certe "altezze" della
conoscenza, aveva comunque fini pratici legati al mondo.
* L'Esordio Ufficiale: La sua prima opera in prosa (dialogo) fu l'Apologia di Socrate, che iniziò
a Eliopoli e chiuse nell'autunno del 397 a.C.. L'opera si apriva con le ultime parole che
Socrate cercò di far echeggiare in tribunale.
* La Continuazione a Taranto: Il processo di scrittura continuò a Taranto, colonia spartana
(396 - 393 a.C.), dove Platone dedicò tempo alla scrittura dei suoi quaderni, alternando
dialoghi a scene di vita quotidiana, con Socrate sempre come protagonista. Una delle prime
opere ad essere iniziata qui fu il Protagora.
La vita privata di Platone (Aristocle) fu un percorso complesso e tortuoso, caratterizzato da
intense passioni, profondi dolori, e la ricerca costante di una disciplina interiore che
trasformasse le sue pulsioni in ambizione filosofica.
Ecco gli aspetti più specifici degli affetti, degli amori e della vita privata di Platone, secondo i
resoconti forniti:
1. La Famiglia di Origine e i Legami Affettivi
Platone proveniva da una famiglia aristocratica del demo di Collito. I suoi legami familiari
furono cruciali, ma spesso fonti di tormento:
* Aristone (Padre): Aristone soffrì di una malattia, definita un "male oscuro" o l'incapacità di
amare (l'impotenza), nonostante i tentativi quotidiani con la moglie. Platone fu concepito in
una notte in cui Aristone si sentì "pieno di desiderio" e di "sensazione eroica". Aristone morì
quando Platone aveva circa tre anni.
* Perittione (Madre): La madre, Perittione, fu una donna saggia e indipendente. Tuttavia, il
suo "violento amore materno" e la sua figura "fin troppo presente" affaticarono Platone,
soprattutto dopo la morte del secondo marito (Pirilampe). In tarda età, manifestò una
severità moralista, criticando il figlio e gestendo la casa con risolutezza, tanto da spingere
Platone a lasciare la casa del Collito.
* Glaucone (Fratello): Glaucone era un "uomo erotico", un esempio di passioni irrefrenabili.
Amava "solo giovani ragazzi" ed era "insaziabile, irrefrenabile". Platone lo amava
intensamente e ne soffrì moltissimo la morte, vedendo la sua vita come un esempio di virtù
dissipate. Glaucone, in punto di morte, chiese al fratello di aiutarlo a morire, un momento
che Platone ritenne "niente di più difficile".
* Potone (Sorella): Era la persona di cui Platone si fidava di più, riconoscendole genio e
intuito. Potone lo sostenne e lo difese dalle invidie dei coetanei. Platone le riservava
gentilezza e attenzione, considerandola l'unica persona che potesse dirgli la verità, anche in
tarda età.
2. Le Esperienze Erotiche e le Lotte dell'Eros
Platone ebbe diverse relazioni e infatuazioni che plasmarono il suo concetto di Eros (l'amore
filosofico), distinto dalla mera Afrodite (il piacere sessuale):
* Le Prime Infatuazioni e il Dolore:
* Da giovane, subì un tradimento emotivo da parte del poeta Agatone, di cui ammirava la
bellezza.
* Amò e rincorse Astro, un giovane vanitoso e sfuggente. Queste esperienze dolorose lo
spinsero a riflettere.
* Compose poesie per Archenassa.
* L'Amore Carnale e la Follia:
* A Delfi, dopo una gara, cercò una donna e conobbe Archenassa di Colofone
(presumibilmente una prostituta), con cui provò una "follia divina" e un desiderio carnale
"vertiginoso".
* Inseguì il sesso anche con donne (come una donna trace al Pireo) e uomini disgustosi,
cercando persino la bruttezza, nel tentativo di combattere il desiderio per Alkis.
* Alkis (L'Eros Tiranno):
* L'incontro con Alkis, un giovane corinzio "ingordo" e "languido", fu un momento
devastante. Alkis incarnava la bellezza ingiusta e pericolosa e un desiderio insaziabile di
sesso e tradimento.
* Platone provò un "dolore enorme" e disgusto quando scoprì i tradimenti di Alkis,
vedendo nel suo "delirio dei sensi" un'incarnazione dell'Eros tiranno. L'esperienza fu cruciale
per la sua riflessione sulla tirannide e sul desiderio infinito. Anni dopo, Alkis tornò malato e
Platone, pur provando disgusto per il corpo indebolito, gli fornì un aiuto finanziario, senza più
giudicarlo.
* Dione (L'Eros Filosofico):
* Platone s'innamorò profondamente di Dione a Siracusa, provando un "brivido" e un
desiderio "invincibile".
* Scrisse versi erotici per Dione, in cui espresse il desiderio di "fusione" ("Fare di due
uno").
* Questo amore si trasformò in un legame di amicizia più alta e intellettuale. L'amore per
Dione fu il catalizzatore del suo sogno politico di educare Dionisio II.
* Nonostante la lontananza e il fallimento politico, il loro amore rimase "vero e definitivo" e
continuò a esistere sotto forma di "condivisione completa".
3. Abitudini e Aspetti Personali
* Disciplina Quotidiana: Platone era noto per la sua sobrietà e la sua disciplina ferrea.
Nonostante fosse incline alla malinconia, lavorava e studiava con intensità maniacale.
* Cura del Corpo: Mantenne l'abitudine all'allenamento fisico, considerando l'attività fisica
essenziale per la sanità della mente e per incanalare la sua energia interiore. In vecchiaia, si
lavava spesso per la paura di prendere l'odore di "stantio, di morte" tipico degli anziani.
* La Lotta Contro la Sofferenza: Platone vedeva la scrittura e il lavoro filosofico come una
cura per il proprio dolore e la propria solitudine. La sofferenza amorosa e il dolore lo
spingevano a toccare "l'assoluto".
* Il Riso e la Malattia: In pubblico, Platone evitava di ridere, un tratto che contribuì alla sua
immagine di uomo sobrio. In vecchiaia, le preoccupazioni per l'invecchiamento (come la
perdita dei capelli) nascondevano i suoi veri dolori.
* La Morte e il Testamento: Platone continuò a lavorare fino alla fine, dettando compiti e
raccomandazioni ai suoi allievi. Nel suo testamento, lasciò la libertà a due servitori, Artemide
e Alessi, il giovane che lo aveva assistito. Alessi, "l'ultimo ragazzo amato", fu il destinatario
delle sue ultime conversazioni sulla saggezza e la filosofia.
4. Il Ruolo della Prostituta come Maestra
Curiosamente, due figure femminili chiave che influenzarono il suo pensiero erano legate
all'amore mercenario o al mondo esotico:
* Elena (Prostituta): Una prostituta del Pireo, che spiegò a Platone che nel sesso casuale c'è
solo Afrodite, ma non Eros.
* Timandra (Sacerdotessa/Maestra): Sacerdotessa a Eliopoli che insegnò a Platone l'unità
dei saperi (matematica, geometria, astronomia) e la via per superare il corpo e raggiungere
l'armonia interiore. Platone in seguito pensò a lei per dare vita a uno dei suoi personaggi più
riusciti
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📖 Riassunto del libro
• Ambientazione storica: Il romanzo si apre con la disastrosa spedizione ateniese in Sicilia
(415–413 a.C.), durante la Guerra del Peloponneso SiracusaPress.
• Il protagonista: Aristocle, giovane ateniese che diventerà Platone, è presentato dapprima
come un ragazzo timido e facile all’ira, destinato però a diventare il filosofo dalle “spalle
larghe” iocistolibre....
• La formazione: Nucci racconta la vita di Platone come un percorso di crescita spirituale e
intellettuale, dall’incontro con Socrate fino alla fondazione dell’Accademia.
• Il tema dell’amore: L’autore gioca con l’espressione “amore platonico”, mostrando come sia
una semplificazione che tradisce la vera intensità del pensiero di Platone.
• La filosofia come vita: Il libro sottolinea che per Platone conoscere significa ricordare
(anamnesi), e che la dialettica è il cuore della ricerca della verità [Link].
• Stile narrativo: È un romanzo storico che mescola verità e invenzione, con atmosfere di
battaglie, banchetti e musica, rendendo Platone un “atleta dell’anima” [Link].
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❓ Domande di approfondimento con riferimenti testuali
1. La spedizione in Sicilia• Testo: “Il volume si apre con la disastrosa spedizione ateniese in
Sicilia… trasuda l’odore delle battaglie”
• Domanda: In che modo l’esperienza della guerra e della sconfitta ha influenzato la visione
filosofica di Platone sulla fragilità della vita e delle istituzioni?
2. Il giovane Aristocle• Testo: “Bambino timido e facile all’ira, all’inizio”
• Domanda: Quali aspetti del carattere giovanile di Platone ritroviamo poi nella sua filosofia,
ad esempio nella tensione tra passione e ragione?
3. Amore platonico• Testo: “Espressione perfetta: amore platonico. Ma è una beffa che vale
solo per chi non sappia niente di lui”
• Domanda: In che senso l’uso moderno del termine “amore platonico” tradisce il significato
originario del pensiero di Platone sull’eros?
4. La conoscenza come ricordo• Testo: “Conoscere è ricordo (anamnesi) di qualcosa
depositato già dentro di noi”
• Domanda: Come si collega questa concezione della conoscenza al tema dell’amore e alla
ricerca della bellezza ideale?
5. Platone come atleta dell’anima• Testo: “Ecco la vita di un atleta dell’anima”
• Domanda: Quali sono le “discipline” che Platone esercita per diventare un atleta dell’anima,
e come possiamo tradurle nella vita contemporanea?
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🔎 Spunti per la discussione
• Il libro non è solo una biografia, ma un invito a leggere Platone come un uomo vivo,
immerso nelle passioni e nei conflitti del suo tempo.
• Le domande possono stimolare un confronto tra la figura storica e il mito filosofico, tra la
vita vissuta e l’eredità concettuale.
DOMANDE
1. Quali aspetti del carattere giovanile di Platone ritroviamo poi nella sua filosofia, ad
esempio nella tensione tra passione e ragione?>>
Quali aspetti caratteriali della gioventù permangono in Platone e quanto lo influenzano
effettivamente una volta adulto?
2. Quali sono le “discipline” che Platone esercita per diventare un atleta dell’anima, e
come possiamo tradurle nella vita contemporanea?>>. Quanto risulta secondo
lei attualizzabile l’aspetto dell’atleticità legata alla salute dell’animo e quanta
importanza dovremmo attribuirgli come uomini che al giorno d’oggi raramente sanno
trovare un compromesso tra le due che sono tuttavia talmente affini?
3. La conoscenza come ricordo• Testo: “Conoscere è ricordo (anamnesi) di qualcosa
depositato già dentro di noi”
• Domanda: Come si collega questa concezione della conoscenza al tema dell’amore e alla
ricerca della bellezza ideale? >> Come attualizzerebbe, se fosse possibile, il concetto
dell’idea di bellezza insita in ogni uomo la quale ricerca sembra stare alla base delle nostre
vite e quanto, secondo lei, l’inseguimento di tale modello è nocivo al giorno d’oggi?