PARAFRASI - Padre del ciel dopo i perduti giorni, PETRARCA
Padre del cielo, dopo i giorni sprecati,
dopo le notti spese in inutili pensieri d'amore,
accompagnato della bruciante prepotente passione che mi accese il cuore
osservando gli atti di Laura, così aggraziati per mia sventura
vi ciedo di fare in modo con la tua luce che io ritorni
ad una vita diversa e ad azioni più belle in virtù di un illuminazione
così che, dopo aver teso inutilmente le reti per catturarmi
il diavolo mio avversario resti scon tto.
Ora comincia, signore mio, l'undicesimo anno
da quando sono stato sottomesso all'opprimente amore
che è più crudele con chi è più arrendevole
Abbi misericordia del mio indegno tormento;
riconduci i miei pensieri che seguono falsi obbiettivi su quelli migliori
ricorda a loro che tu in questo giorno fosti croce sso.
ANALISI
Prima quartina: rievocazione dell'innamoramento in chiave negativa: dopo
l’invocazione a Dio, il Petrarca si volge al proprio passato, considera
retrospettivamente la vana esperienza d’amore paragonata ad un tormento.
Seconda quartina: preghiera, ricollegandosi alla precedente invocazione, si
volge idealmente al futuro, a contemplare nella preghiera la pace spirituale tanto
desiderata.
Prima terzina: precisa il racconto dell'innamoramento, muovendo dal presente
al passato, misura per così dire la durata di un tormento che non è ancora
cessato.
Seconda terzina: preghiera, scandisce in tre versi la triplice invocazione e
preghiera a Dio, Misere… reduci… ramenta: tre imperativi.
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