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Domande (E Risposte)

Il documento esplora vari aspetti dell'informatica, inclusi i fattori che influenzano le prestazioni di un computer, le differenze tra software di sistema e applicazioni, e le funzioni del sistema operativo. Viene anche trattato il ciclo di vita del software, la definizione di algoritmo, e le differenze tra linguaggi di programmazione. Inoltre, si discute la sicurezza informatica, la posta elettronica certificata, e il concetto di copyright nel contesto digitale.

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Domande (E Risposte)

Il documento esplora vari aspetti dell'informatica, inclusi i fattori che influenzano le prestazioni di un computer, le differenze tra software di sistema e applicazioni, e le funzioni del sistema operativo. Viene anche trattato il ciclo di vita del software, la definizione di algoritmo, e le differenze tra linguaggi di programmazione. Inoltre, si discute la sicurezza informatica, la posta elettronica certificata, e il concetto di copyright nel contesto digitale.

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1.

Principali fattori che influenzano le prestazioni di un computer


Le prestazioni di un computer dipendono soprattutto da CPU e RAM (memoria), ma anche da altri
fattori, come l’efficienza hardware o la qualità delle periferiche. Una CPU con una più alta
frequenza permette di elaborare le informazioni in meno tempo; la quantità e la velocità della
memoria RAM influenzano l’elaborazione dei dati e l’esecuzione dei programmi. Influisce sulle
prestazioni anche la quantità delle applicazioni in esecuzione, più il numero è alto, più è alto il
tempo necessario a concludere ogni operazione. Tutti questi elementi operano insieme per
determinare rapidità, fluidità e capacità di eseguire compiti complessi.
2. Cos’è una periferica? Esempi di input e output
Una periferica è un dispositivo hardware collegato al computer che consente di immettere dati,
riceverli o svolgere funzioni aggiuntive rispetto all’elaborazione interna. Le periferiche di input
sono ad esempio tastiera, mouse, joystick; le periferiche di output sono, ad esempio, il monitor, la
stampante o le casse.
3. Componenti hardware della CPU e loro funzioni
La CPU è composta da due parti principali: l’unità di controllo, che coordina e dirige le operazioni
del sistema, e l’unità aritmetico-logica, deputata all’esecuzione dei calcoli matematici e delle
operazioni logiche. Queste due componenti lavorano insieme per interpretare le istruzioni,
elaborare i dati e gestire il flusso delle operazioni nel computer.
4. Differenze tra software di sistema e software application
Il software di sistema è, di fatto, il sistema operativo. Il software application, invece, consiste nei
programmi destinati ad elaborare le “richieste” dell’utente, come esempio, MS Excel, o MS Word,
entrambi software application, o anche i browser web. Il primo è essenziale al funzionamento del
computer, il secondo serve a realizzare compiti pratici.
5. Principali funzioni di un sistema operativo
Il sistema operativo gestisce la CPU, la memoria, i file registrati sulla memoria di massa, gli accessi
e l’inizio e la fine della sessione di lavoro del calcolatore, le periferiche di input e di output e
fornisce all’utente un’interfaccia per interagire con il computer, rendendo possibile l’utilizzo delle
diverse applicazioni.
6. Significato di “ciclo di vita di un software” e sue fasi
Il ciclo di vita di un software indica l’insieme delle fasi che portano alla sua realizzazione. Le fasi
includono l’analisi del problema (risorse disponibili, esigenze utente) la progettazione della
soluzione (costruzione dell’algoritmo), la programmazione, il collaudo del programma (in cui
vengono corretti eventuali bug riscontrati) e infine la consegna all’utente della versione definitiva
del software programmato.
7. Definizione di algoritmo
Un algoritmo è una sequenza di passi (o istruzioni) che, se eseguiti nell’ordine stabilito, partendo
da uno stadio iniziale (input) arrivano ad uno stadio finale (output), consentono di risolvere un
problema o svolgere un compito. È una procedura strutturata che guida il computer
nell'elaborazione.
8. Differenze tra linguaggi di basso livello e linguaggi di alto livello
I linguaggi utilizzati dai programmatori per comunicare con il computer e svilupparne i software
possono essere divisi in due macro-categorie: linguaggi di basso e alto livello. Un linguaggio di
basso livello è molto vicino al linguaggio macchina: il computer lo può interpretare
immediatamente per svolgere operazioni molto semplici. I linguaggi di alto livello, invece, si
avvicinano al linguaggio procedurale e facilitano la programmazione, permettendo di descrivere
operazioni complesse con istruzioni più semplici. I primi offrono controllo diretto sul sistema, i
secondi maggiore facilità d’uso.
9. Definizione di informatica
L’informatica è la scienza che studia l’elaborazione delle informazioni. Fornisce metodi e strumenti
per trattare dati, gestire procedure logiche e risolvere problemi attraverso l’uso di sistemi
automatici, come il computer. Il termine deriva dalla fusione delle parole INFORmazione
autoMATICA.
10. Differenze tra memoria RAM e memoria ROM
La memoria RAM, Random Access Memory è una memoria volatile: contiene i dati temporanei che
si cancellano allo spegnimento del computer. La memoria ROM, Read Only Memory, invece, è
permanente: conserva informazioni essenziali per l’avvio e il funzionamento del sistema e sulla
quale è possibile effettuare solo operazioni di lettura. Viene scritta una sola volta, dal costruttore e
contiene le informazioni necessarie all’avvio del sistema. In sintesi, la RAM serve all’attività
momentanea, la ROM alla conservazione stabile delle istruzioni di base.
2-11. In un sistema operativo Windows, a cosa serve il Task Manager?
Nel sistema operativo Windows il Task Manager è uno strumento che permette di controllare e
gestire ciò che sta accadendo all’interno del computer. Consente di visualizzare quali programmi e
processi sono in esecuzione, quante risorse stanno utilizzando e se stanno funzionando
correttamente. Attraverso il Task Manager è possibile chiudere applicazioni che non rispondono:
premendo contemporaneamente i tast Ctrl+Alt+Canc, appare una finestra in cui scegliere la voce
“Gestione attività”, che permette di forzare l’arresto dell’applicazione selezionando l’opzione
tramite la scheda “Processi”. È quindi un supporto fondamentale per intervenire quando il
computer è rallentato o presenta problemi.
12. Cos’è un antivirus? Quali sono gli strumenti e le operazioni disponibili?
Un antivirus è un programma che protegge il computer dalle minacce informatiche, individuando
ed eliminando software dannosi. È un software che controlla continuamente i file e le attività del
computer, identificando i file infetti ed impedendo di aprirli. Tra gli strumenti e le operazioni a
disposizione dell’utente ci sono: la scansione del sistema per rilevare eventuali minacce, la
rimozione dei programmi dannosi individuati e la possibilità di aggiornare regolarmente il software
per mantenerlo efficace contro nuovi tipi di minacce.
[Link] sono i virus informatici? Quali effetti possono comportare?
I virus informatici sono programmi dannosi creati per infiltrarsi in un computer e alterarne il
funzionamento. Si diffondono spesso tramite file infetti, supporti rimovibili o contenuti scaricati
dalla rete. Sono programmati apposta per danneggiare un computer o dei file al suo interno
all’insaputa dell’utente, formattare il disco fisso o danneggiare persino l’hardware. Ci sono virus in
grado di diffondersi rapidamente, causando problemi non solo al singolo utente ma anche a intere
reti.
4-14. In MS Excel è possibile inserire un grafico a partire da una tabella di dati? Descrivere i
passaggi.
Per creare un grafico con MS Excel bisogna innanzitutto selezionare i dati che si vogliono
rappresentare in forma tabellare. Una volta pronta la tabella, si deve accedere alla scheda
“Inserisci”, dove Excel mette a disposizione diversi tipi di grafici, l’utente deve quindi scegliere il
tipo di grafico desiderato nel gruppo “Grafici” (come istogramma, torta, linee, ecc.) e confermare
l’inserimento. Excel genera poi automaticamente il grafico.
15. Differenze tra una cartella di lavoro Excel e un foglio di lavoro Excel
La cartella di lavoro è un file composto, generalmente, da più fogli di lavoro. Di default una cartella
di lavoro è composta da un foglio di lavoro.
Il foglio di lavoro, invece, è composto da più celle: si tratta della griglia composta da righe e
colonne dove l’utente può inserire, modificare e gestire i dati.
16. Come è possibile inserire, modificare e cancellare dati in una cella Excel? Descrivere le azioni
necessarie
Per inserire dati in una cella è sufficiente selezionarla e digitare ciò che si vuole inserire; la
conferma avviene con Invio o selezionando un’altra cella.
Per modificare un contenuto già presente, si può fare doppio clic sulla cella per attivare la modalità
di modifica, oppure selezionarla e intervenire tramite la barra della formula.
Per cancellare i dati, basta selezionare la cella interessata e premere il tasto Canc.
5-17. Che cos’è una presentazione PowerPoint e da quali elementi è caratterizzata?
Una presentazione PowerPoint è un insieme di diapositive create all’interno di un programma, e
destinate a essere proiettate su uno schermo o distribuite in altri modi, ad esempio via Internet.
Ogni diapositiva può contenere vari elementi, caselle di testo, immagini, grafici, forme, animazioni,
transizioni e persino suoni e video. Ciascuna diapositiva può avere uno dei layout predefiniti che
stabiliscono la disposizione di testo, immagini e altri contenuti, e può essere personalizzata con
colori di sfondo, stili di carattere e temi coordinati.
18. Procedura per inserire almeno tre differenti elementi in una presentazione PowerPoint
Per inserire una casella di testo, si deve fare clic su Inserisci->Forme->Casella di testo, posizionarla
nel luogo desiderato e digitare cosa si vuole scrivere al suo interno.
Per inserire un’immagine bisogna selezionare la diapositiva desiderata, andare su Inserisci →
Immagini → scegliere il file desiderato dal computer (o dal web). L’immagine può essere
ridimensionata e posizionata trascinando le maniglie ai bordi.
Per inserire un grafico si deve posizionarsi sulla diapositiva e poi selezionare Inserisci →
Illustrazione → Grafico.
6-19. A cosa serve un browser
Un browser è lo strumento principale per “navigare” sul web, trasformando le informazioni
codificate in HTML, testo o altri formati in contenuti fruibili dall’utente presenti su internet, in
particolare sul World Wide Web (WWW). Deve essere in grado di inviare richieste ad un web
browser utilizzando il protocollo http, mostrare la risposta corretta all’utente interpretando il
codice HTML. Grazie al browser, è possibile aprire queste pagine, seguire i link, consultare
documenti, immagini o file multimediali e interagire con risorse online. Inoltre, i browser
forniscono strumenti per gestire la sicurezza della navigazione, salvare pagine web, scaricare file e
gestire preferenze di ricerca.
20. Rete client-server vs rete peer-to-peer
Una rete client-server è un modello in cui i computer sono suddivisi in due ruoli principali: il server,
che fornisce servizi, dati o risorse ai computer della rete; ed il client, che richiede e utilizza i servizi
messi a disposizione dal server. Al contrario, una rete peer-to-peer (P2P) non ha un server
centrale. Tutti i computer collegati alla rete sono pari, cioè possono sia fornire sia ricevere dati
dagli altri, ogni computer può fungere sia da server che da client.
21. Rete di calcolatori: definizione e vantaggi
Una rete di calcolatori è un insieme di computer collegati tra loro tramite cavi o altri mezzi di
trasmissione (ad esempio fibre ottiche, ponti radio o satelliti) e dotati di software specifico per
elaborare e scambiare informazioni. I vantaggi principali di una rete di calcolatori riguardano la
condivisione di risorse, una comunicazione rapida, un accesso centralizzato ai dati e flessibilità
strutturale (le reti si possono allargare). Le tipologie di rete sono classificate in genere in base alla
loro estensione. La LAN (Local Area Network) è una rete locale, di piccola estensione, perciò molto
veloce, la WAN (Wide Area Network) è rete geografica, che può estendersi da una città fino
all’intero pianeta. Internet è l’esempio più noto di questa tipologia. Intranet è rete interna a
un’organizzazione (azienda, scuola, ufficio), mentre l’Extranet è una rete che estende una parte
della intranet a soggetti esterni come fornitori o clienti, tramite accesso controllato.
7-22. Che cos’è la posta elettronica certificata e per cosa si differenzia dalla posta elettronica?
La posta elettronica certificata, spesso abbreviata in PEC, è un servizio che permette di inviare e
ricevere messaggi con un livello di sicurezza molto elevato, conferendo allo stesso tempo agli
scambi lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Dal punto di vista
pratico dell’utente, la PEC funziona in maniera simile a una normale casella di posta elettronica: si
possono scrivere, ricevere e leggere messaggi, allegare documenti e usare le varie funzioni di
gestione. La differenza principale sta quindi nel meccanismo sottostante, che garantisce
tracciabilità, sicurezza e validità legale della comunicazione, cosa che la posta elettronica ordinaria
non offre. Anche il contenuto può essere certificato e firmato elettronicamente oppure criptato,
garantendo autenticazione, integrità dei dati e confidenzialità.
8-23. In merito all’informatica giuridica, definire il concetto di Copyright
Il copyright, o diritto d’autore, è un istituto giuridico che tutela le creazioni intellettuali, ossia le
opere frutto della capacità creativa di un autore. Con l’avvento del digitale, il copyright si è evoluto
in strumenti più complessi come il Digital Copyright, che non si limita alle norme tradizionali ma
integra sistemi tecnologici e contrattuali per controllare l’uso e la distribuzione delle opere digitali.
In sostanza, il Digital Copyright non tutela solo l’opera in sé, ma anche il modo in cui l’utente finale
può accedervi e utilizzarla.
24. Esporre il concetto di sicurezza informatica e cosa implica nei confronti di chi gestisce i dati
sensibili
La sicurezza informatica riguarda l’insieme di misure tecniche, organizzative e procedurali adottate
per proteggere i sistemi informatici e i dati in essi contenuti. Chi gestisce dati sensibili, come
informazioni personali o giudiziarie, deve garantire che l’accesso non autorizzato sia impedito e che
i dati non vengano alterati, copiati o diffusi illecitamente. Dal punto di vista giuridico, il titolare del
trattamento ha l’obbligo di assicurare all’interessato il rispetto dei suoi diritti, come dichiarato dal
“codice in materia di protezione dei dati personali” in vigore dal 1° Gennaio 2004.
9-25. Cos’è una macchina virtuale. perchè è stato così importante introdurre questo concetto
La macchina virtuale è una macchina “astratta”, cioè non fisicamente esistente, ma ideata per
facilitare il dialogo tra linguaggi (macchina e umano) e quindi il lavoro di chi programma gli stessi,
nonché la loro esecuzione. la macchina virtuale è fondamentale in quanto rende il passaggio tra
linguaggi atti a eseguire operazioni più semplice, anche senza che i calcolatori addetti agli stessi
esistano fisicamente. inoltre è il concetto che sta alla base della macchina multilivello, ovvero una
macchina disposta a più livelli comunicanti dal più “basso” (semplice), al più “alto” (complesso).
26. Descrivere nel modo più semplice possibile la differenza tra interprete e traduttore
La differenza tra interprete e traduttore consiste nel fatto che il primo traduce un programma
scritto in linguaggio Y un’istruzione alla volta, facendola subito eseguire in linguaggio X tradotto,
mentre il secondo traduce subito tutto il programma da Y a X, per poi farlo eseguire dal computer.
27. Fornire una definizione generale di calcolatore digitale comprensiva delle tre caratteristiche
fondamentali
Si definisce calcolatore digitale una macchina in grado di eseguire un dato programma, costituito
da istruzioni (elementari e non a discrezione del programmatore), per risolvere alcuni problemi. tra
le operazioni di base vi sono: la capacità di eseguire operazioni aritmetiche, principalmente
somme; differenziare un numero dallo zero; memorizzare e trasferire dati in diverse zone della
memoria.
10-28. Descrivere la figura di Ada Lovelace e la sua relazione con Babbage
Ada Lovelace, figlia della matematica Annabella Byron e del poeta romantico Lord Byron, fu una
matematica del diciannovesimo secolo, la cui inclinazione verso le materie scientifiche e l’interesse
mostrato nei confronti della difference engine costruita da Charles Babbage, lo spinsero ad
assumerla per l’ideazione e costruzione dell’analytical engine, per la quale era necessario produrre
un software tramite un semplice linguaggio assemblativo. Sebbene la nuova macchina di Babbage
non fu mai perfettamente funzionante, Ada Lovelace si potrebbe ritenere la prima programmatrice
della storia, e a lei, anni dopo, fu dedicato un linguaggio di programmazione (tardi anni ‘70).
29. Perché John Atanasoff e John Von Neumann sono considerati i padri dei calcolatori moderni?
John Atanasoff e John Von Neumann sono considerati figure fondamentali nello sviluppo dei
calcolatori moderni per motivi diversi ma complementari. Atanasoff progettò una macchina
avanzata per l’epoca basata sull’aritmetica binaria e sulla memoria a condensatori. La sua idea
innovativa di aggiornare periodicamente la carica dei condensatori — processo chiamato “jogging
the memory” — ha costituito il principio su cui si fondano ancora oggi le memorie dinamiche dei
computer (DRAM). Anche se la sua macchina non divenne mai operativa, le soluzioni tecniche
introdotte da Atanasoff posero le basi per l’elaborazione digitale dei dati.
Von Neumann, comprese che i programmi potevano essere memorizzati in forma numerica nella
memoria del computer, insieme ai dati, semplificando enormemente la programmazione rispetto
all’uso di migliaia di interruttori e cavi come nell’ENIAC. La “macchina di Von Neumann”
organizzava l’elaboratore in memoria, unità aritmetico-logica, unità di controllo e dispositivi di
input/output, struttura che ancora oggi costituisce il modello dei computer digitali.
11-30. Qual è la differenza tra la tecnologia a valvole e quella a transistor? l’arrivo dei transistor
che novità ha portato nella costruzione dei calcolatori digitali?
I calcolatori a valvole, appartenenti alla prima generazione, funzionavano grazie a delle valvole
termoioniche che, pur funzionali in ciò che dovevano eseguire, presentavano qualche problema: si
riscaldavano facilmente, erano molto ingombranti e non erano particolarmente veloci. quando nel
1948 vennero introdotti i transistor, molto più piccoli, i calcolatori digitali divennero molto più
piccoli, più veloci e per alcuni modelli specialmente, molto più economici.
31. Citare almeno tre calcolatori digitali a circuiti integrati
System360 modello 75 e modello 30 (IBM1401, IBM7094); DEC PDP-11.
32. Citare almeno tre tipi di calcolatori digitali a transistor
Il primo mai ideato fu il TX-0 costruito al MIT, poi il PDP-1 (gli studenti del MIT ci giocarono a
Spaceware) ed il CDC 6600, la cui azienda si concentrò più sullo sviluppo dei software che sui
componenti hardware come fece invece l’IBM.
12-33. Definizione generale di VLSI
La tecnologia VLSI, acronimo di Very Large Scale Integration ("integrazione a larghissima scala"),
rappresenta un avanzamento fondamentale nell’evoluzione dei computer degli anni ‘80. Grazie ad
essa, fu possibile inserire in un singolo chip decine di migliaia, poi centinaia di migliaia e infine
milioni di transistor. Questo enorme aumento della densità di componenti permise di realizzare
macchine più compatte, veloci ed economiche rispetto ai computer delle generazioni precedenti,
che erano ingombranti e richiedevano interi centri di calcolo.
34. Perché l’Intel 386 è definito il primo Pentium della storia
L’Intel 386, introdotto nel 1985, rappresenta un momento chiave nello sviluppo dei processori. Pur
essendo tecnologicamente diverso dai Pentium moderni, la sua architettura di base fu quella che
ne costituì il modello di riferimento: i successivi Pentium non sono altro che evoluzioni e
potenziamenti del 386, con velocità e capacità superiori, ma senza stravolgere la struttura
fondamentale del chip.
35. Il PDP-1: funzionamento e novità
Il PDP-1 fu uno dei primi computer digitali di dimensioni relativamente ridotte e con costi
abbordabili rispetto ai computer tradizionali dell’epoca. La sua caratteristica principale era la
possibilità di essere utilizzato direttamente da dipartimenti o laboratori senza necessità di un
centro di calcolo centralizzato. Era dotato di oltre 4000 parole e da 18 bit e poteva eseguire
migliaia di operazioni al secondo. Grazie al PDP-1 i computer cessarono di essere strumenti
esclusivamente industriali o accademici e diventarono accessibili a un numero maggiore di utenti:
fu l’inizio dell’era dei personal computer.
13-36. La nascita di internet: la preistoria. Descriverne il periodo e le prime applicazioni.
Si può collocare la preistoria di internet tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e la fine degli
anni ‘60, in pieno clima di Guerra Fredda. il concetto di base da cui poi prenderà forma internet si
può individuare nella necessità degli Stati Uniti di trovare un modo per contrastare eventuali
attacchi nucleari e che non fosse facilmente intercettabile. Vengono perciò fondati gruppi di ricerca
scientifica che possano permettere comunicazioni vocali a distanza, ma senza l’utilizzo della linea
telefonica. gli studi furono condotti da numerose università, sovvenzionate dal Pentagono, e
portarono alla creazione della prima rete ARPAnet, ideata per collegare tra loro le università facenti
parte del nucleo finanziato da ARPA, e che utilizzava le reti telefoniche per mettere i computer in
collegamento tra di loro. Le due prime università messe in collegamento, attraverso il cosiddetto
packet switching, furono la UCLA e la Stanford University, con l’invio della lettera “I” nel 1969. Negli
anni seguenti a questa prima rete vengono aggiunte altre università e la rete che le collega
prenderà proprio il nome di ARPAnet. Nel 1972, ad una conferenza informatica, viene inviata la
prima mail.
37. Descrivere in generale il progetto ARPAnet
La rete ARPAnet nasce all’interno del progetto/istituto ARPA, del Dipartimento della Difersa
americano. L’obiettivo iniziale era far sì che i computer potessero comunicare tra loro durante le
operazioni militari, sublimando l’utilizzo delle reti telefoniche. con l’ideazione del packet switching
il progetto per costruire una rete attraverso cui questo sia possibile, viene pubblicato un appalto
nel 1969, vinto dalla BBN, che crea dei dispositivi in grado di frammentare i dati in pacchetti e
ricomporli all’arrivo, chiamati IMP. i primi quattro nodi che utilizzano questa rete sono UCLA,
Stanford, Utah e USCB (università). con l’ideazione dei protocolli TCP/IP (il primo che suddivide e
ricompone i pacchetti ed il secondo che instrada le informazioni) e il loro utilizzo si rende possibile
il collegamento tra reti diverse, ARPAnet diventa sempre più la rete che abbiamo imparato a
conoscere oggi.
14-38. Gli anni '80: gli albori di internet e il protocollo TCP/IP. Esporre brevemente l'argomento.
Dopo il successo del Triple Network Experiment del 1977, il protocollo TCP/IP viene ufficialmente
adottato nell’ambito delle comunicazioni dalle organizzazioni militari. A questo punto numerose
altre reti non militari si interessano a questo tipo di protocollo, tanto che iniziano ad utilizzarlo
collegandosi ad ARPAnet attraverso gateway in uscita. Ne sono un esempio FIDOnet, Eunet o
BITnet, la cui connessione rende il protocollo TCP/IP il linguaggio comune con cui far comunicare
reti diverse tra loro. Con l’aggiungersi di nuove reti, il numero dei nodi supera quello della rete
originaria ARPAnet, che non può essere più l’identificativo per questo nuovo “sistema”, dando
origine all’idea di Internet come rete globale.
39. USEnet, il primo sistema di messaggistica: per quale piattaforma era stato creato? Fornire
esempi di sistemi di messaggistica contemporanei
USEnet (Unit User Network), inizialmente ideato per trasmettere file su computer Unix, tramite il
protocollo UUCP (Unix to Unix Copy). Poi, grazie all’implementazione del protocollo NNTP, USEnet
fu in grado di collegarsi ad ARPAnet, di fatto permettendogli di far passare i suoi files anche su
quella rete. USEnet era utilizzato nei cosiddetti gruppi di discussione (per lo più utilizzati da
universitari), dove il client chiedeva informazioni presenti su un gruppo ed il server le fornisce.
Accanto a USEnet si sviluppano altre reti di messaggistica, come FIDOnet o Theorynet.
15-40. Cosa si intende per informatica umanistica
L’informatica umanistica è una disciplina metodologica e interdisciplinare che nasce dall’incontro
tra le scienze umanistiche e l’informatica. Secondo la definizione sviluppata a partire dal lavoro di
Tito Orlandi, non si limita a usare i computer come semplici strumenti tecnici, ma studia come i
media digitali influenzano le discipline umanistiche e, allo stesso tempo, come le discipline
umanistiche possano contribuire alla comprensione dei processi informatici. Si occupa quindi di
analizzare, rappresentare, codificare e diffondere la conoscenza attraverso i media digitali,
interrogandosi sui modelli di dati più adatti ai diversi oggetti umanistici.
16-41. I social network: quale impatto hanno avuto sulle grandi masse?
Ricerche condotte nel 2008 hanno dimostrato come le persone si sentissero a proprio agio e
desiderassero attività online connesse allo scambio di file, chat e, più in generale, alla possibilità di
connettersi in qualche modo a qualcun altro tramite internet e, più nello specifico, tramite i social
network. Dalla loro diffusione globale, hanno fatto sì che barriere territoriali, culturali o sociali
potessero essere superate semplicemente con un click del mouse. Attraverso i social è cambiato il
modo in cui le persone si approcciano alla conoscenza degli altri, seppur sempre rispondendo alla
biologica necessità di sentirsi connessi, parte di una comunità, e con il tempo essi hanno
modificato il nostro modo di presentarci, o di relazionarci con gli altri. Per la maggior parte delle
persone l’uso di social network rappresenta, e rappresentava, una qualche forma di guadagno, che
fosse personale, di livello sociale e perfino un modo in cui trarre profitto economico online.
42. Fornire una descrizione accurata dell’Internet Addiction Disorder: IAD.
Con Internet Addiction Disorder si intende una forma di dipendenza legata all’uso di internet,
individuata e discussa dagli esperti di relazione di cura e di aiuto nel corso degli ultimi decenni. Per
quanto essa sia una dipendenza reale e patologica, non va neppure negata l’evidenza che l’utilizzo
di internet sia ormai parte di una quotidianità condivisa e che esistano approcci al suo uso più sani
e consapevoli, o semplicemente legati alla sua oggettiva utilità nella vita di tutti i giorni. Ma il fatto
che sia diventato così utile o centrante nelle vite delle persone non deve distogliere l’attenzione da
chi invece sviluppa un attaccamento morboso alla vita online, sviluppando, appunto, una forte
dipendenza quale l’Internet Addiction Disorder.
43. Qual è la sfida principale della Psicologia circa lo studio del mondo virtuale?
Ciò che possiamo asserire riguardo a ciò che interessa il mondo virtuale è che esso cambia molto
velocemente. Così cambiano le dinamiche che lo compongono, le opportunità che offre e
contemporaneamente come le persone rispondono a questi cambiamenti. La sfida della Psicologia
risiede proprio lì, nel riuscire a tenere il passo con i cambiamenti continui e repentini del mondo
virtuale. Questo è il motivo per cui modelli teorici e strumenti di ricerca, soprattutto per
comprendere le nuove forme di e-cognition che influenzano percezione, comunicazione,
apprendimento e relazioni, devono essere sempre monitorati e cambiati in risposta ai cambiamenti
che avvengono all’interno dell’oggetto di studio.
44. Perché i social network sono considerati terreno fertile per lo sviluppo di nuove dinamiche di
relazione?
I social network sono considerati terreno fertile per lo sviluppo di nuove dinamiche di relazione
perché rendono nulli i confini geografici, appianano differenze sociali prima invalicabili e
permettono incontri tra più culture altrimenti di difficile contatto. Ma non solo permettono a
milioni di persone di aderire a nuovi spazi in cui esprimersi, infatti, secondo studi condotti a livello
europeo e finanziati da Microsoft, l’utilizzo dei social network permette anche di trarne un profitto
economico, pubblicizzando la propria attività o azienda, oppure pubblicando i propri contenuti
online avvalendosi del supporto di sponsor.
17-45. Utilizzo della LIM per la didattica, vantaggi e presupposti.
L’utilizzo della LIM nella didattica non si limita a sostituire la tradizionale lavagna: essa rappresenta
uno strumento in grado di rendere l’insegnamento più interattivo e coinvolgente. I principali
vantaggi didattici riguardano quindi l’interattività, l’implementazione di elementi multimediali negli
oggetti di studio, che rendono più immediata la comprensione dei concetti, promuove l’interazione
tra studenti e docenti, e riesce a rispondere a più modelli cognitivi e di apprendimento,
permettendo a più studenti una comprensione effettiva dell’argomento studiato. Tuttavia, per
ottenere questi vantaggi è necessario rispettare alcuni presupposti, tra cui una consapevolezza di
utilizzo e pedagogica dello strumento, e una buona strumentazione tecnica.
18-46. Differenze sostanziali tra ipertesti e ipermedia
Gli ipertesti nascono come insiemi di testi collegati tra loro tramite link, costruiti quindi
principalmente su contenuti verbali. Con l’evoluzione tecnologica, però, questi sistemi si ampliano
fino a includere immagini, suoni, video e animazioni: a questo punto si parla di ipermedia.
L’ipermedia è quindi l’estensione naturale dell’ipertesto, che resta la struttura di base, ma
arricchita da oggetti multimediali che rendono l’esperienza più interattiva e complessa.
47. In che modo e con quali strumenti è implementata la lettura non-lineare negli ipertesti?
La lettura non-lineare è resa possibile dalla presenza di link che permettono al lettore di scegliere
liberamente il percorso attraverso i nodi dell’ipertesto. È quindi il lettore, guidato dalla propria
curiosità, a costruire il proprio itinerario. Questo processo è supportato da diversi strumenti di
navigazione: mappe, funzioni di backtracking e forward del browser, cronologia, tasti di
navigazione e dispositivi di orientamento predisposti dal progettista per evitare il disorientamento.
48. Cos’è una mappa di navigazione? Che ruolo ha in un ipertesto?
La mappa di navigazione è un nodo particolare che rappresenta graficamente tutti i nodi
dell’ipertesto. Funziona come un indice o un menu che permette al lettore di orientarsi e muoversi
con facilità tra i contenuti. Il suo ruolo è essenziale per evitare il disorientamento e fornire un
quadro visivo dell’intera struttura, facilitando l’esplorazione del percorso di lettura.
49. Cosa si intende con “spazio logico” di un ipertesto?
Lo “spazio logico” indica la rete di connessioni che unisce i vari nodi dell’ipertesto. È la struttura
concettuale che stabilisce come i contenuti sono collegati e in che misura questi legami
permettono un particolare tipo di navigazione. Può assumere forme diverse (assiale, gerarchica o
referenziale) e determina l’organizzazione interna delle informazioni.
50. Diverse tipologie strutturali di ipertesto
Gli ipertesti possono essere strutturati in tre modi principali: assiale (i nodi sono organizzati in una
sequenza principale lineare; i nodi secondari approfondiscono quelli primari); gerarchica (i nodi
sono disposti su più livelli, come in un albero che parte da un nodo root e si ramifica in nodi figli e
sottosezioni) e referenziale, anche detta a rete (tutti i nodi si trovano sullo stesso livello e sono
collegati liberamente). È la struttura più flessibile e tipica dei siti moderni, come Wikipedia.
51. Elementi che compongono lo spazio grafico-visivo di un ipertesto
Lo spazio grafico-visivo è l’insieme degli elementi che appaiono nella pagina elettronica: lo sfondo,
eventuali texture, linee, forme e oggetti iconici, così come la suddivisione della pagina in frame. A
questi si aggiunge il testo alfabetico, che mantiene un ruolo centrale nell’organizzazione della
pagina. Tutti questi elementi partecipano alla costruzione del significato attraverso equilibrio visivo,
contrasti e scelte progettuali.
19-52. Definizione e descrizione di un Global Database
Nel contesto dei sistemi di produzione, il global database è una collezione di elementi simbolici
che rappresenta lo stato del mondo. Contiene sia le informazioni iniziali, sia quelle che vengono
aggiunte o modificate dall’applicazione delle regole di produzione. In pratica, ogni volta che una
regola viene attivata, la sua azione produce un aggiornamento del global database. È qui che si
accumulano i fatti, compresi quelli derivati dai processi di deduzione.
53. Descrivere brevemente il “Modus Ponens”
Il modus ponens è una regola logica di inferenza che permette di trarre una conclusione certa a
partire da due affermazioni. La prima affermazione stabilisce un rapporto del tipo “se accade A,
allora segue B”. La seconda affermazione dice che A è effettivamente vero. Quando entrambe sono
valide, si può concludere in modo logico che anche B deve essere vero. È quindi un procedimento
deduttivo diretto, che conferma la conseguenza ogni volta che la premessa risulta verificata.
20-54. Descrivere i diversi livelli di “Reti Semantiche”.
Le reti semantiche possono essere considerate su più livelli:
1 Implementativo, in cui vengono viste come strutture dati basate su puntatori e liste come
primitivi;
2 logico, dove il linguaggio delle reti diventa una notazione alternativa di un linguaggio formale;
3 concettuale, che si concentra sulle relazioni tra concetti e sulla semantica in senso linguistico;
4 linguistico, parole ed espressioni sono usate direttamente come elementi primitivi della rete.
21-55. Studio di fattibilità di un database
Lo studio di fattibilità consiste nel valutare se la progettazione e l’implementazione di un database
siano possibili e utili per un certo contesto, considerando risorse, obiettivi e dati disponibili.
56. Concetti chiave
Nel contesto della progettazione dei database, il Modello E-R (entity-relationship) è un modello per
la rappresentazione concettuale dei dati e delle loro relazioni ad un alto livello di astrazione.
Un’occorrenza di un entità rappresenta un singolo oggetto appartenente a una classe di entità;
hanno esistenza autonoma indipendentemente dalle proprietà associate. Le relazioni nel modello
E-R, dette anche associazioni, sono legami tra due o più entità; il grado indica quante entità
partecipano alla relazione, e possono essere rappresentate graficamente da un rombo con il nome
dell’associazione.
22-57. Descrivere in maniera approfondita lo “studio di fattibilità” per la creazione di un
database.
Lo studio di fattibilità è la fase preliminare alla creazione di un database vuoto e serve a stabilire
come organizzare l’intero sistema informativo. Esso prevede innanzitutto l’elenco delle entità da
memorizzare, dunque delle tabelle, insieme ai relativi attributi o campi. Successivamente si
definiscono le relazioni tra queste tabelle, così da rendere efficiente il successivo lavoro di
interrogazione dei dati. Un altro compito fondamentale è la progettazione del data entry, cioè degli
strumenti per l’inserimento dei dati, e dei sistemi di interrogazione, non realizzabili con la stessa
efficacia in Excel. Infine si progettano i sistemi di reportistica, operazione che in Excel risulterebbe
molto dispendiosa. Lo studio di fattibilità include anche la scelta del modello più adatto tra quelli
disponibili localmente o scaricabili da Office Online, che potrà poi essere personalizzato in base alle
esigenze dell’utente finale.
58. Spiegare quando e perché è consigliato l’utilizzo di Access al posto di Excel.
Access è consigliato quando la quantità o la struttura dei dati rende scomoda o inefficace la
gestione in Excel. In particolare, quando si necessita di rispettare il principio di integrità
referenziale — ad esempio fare in modo che, modificando o cancellando un cliente, la modifica o la
cancellazione avvenga automaticamente anche nei dati collegati — Excel non è in grado di
garantire tale funzionalità. Access permette di importare fogli Excel come tabelle, collegarle
tramite chiavi primarie ed esterne, e gestire in modo rigoroso relazioni e coerenza dei dati,
operazioni non realizzabili negli elenchi di Excel.
23-59. Differenze tra Archivio e Biblioteca digitale
Archivio e biblioteca si distinguono innanzitutto per le modalità di acquisizione e per i criteri di
organizzazione: la biblioteca è una collezione organica e mirata di libri e riviste (acquistati, donati,
scambiati, ecc.) in cui i legami tra i documenti sono dati dall’affinità di contenuto o da collane; la
raccolta archivistica invece nasce in modo involontario come sedimentazione documentaria
dell’attività di un soggetto e i documenti sono legati da un vincolo originario che li condiziona
reciprocamente. La formazione dell’archivio è quindi involontaria, derivando dall’uso pratico e
amministrativo dei documenti, piuttosto che da un intento di collezionamento mirato. Dal punto di
vista informatico, tuttavia, entrambi possono confluire in un paradigma unitario (la biblioteca
digitale). Rimangono però differenze operative nei sistemi di trattamento: per gli archivi si parlerà
di ordinamento, classificazione, inventariazione e descrizione archivistica; per le biblioteche di
catalogazione, classificazione e soggettazione dei dati bibliografici.
24-60. La biblioteca digitale: compiti e scopi
La biblioteca digitale ha il compito principale di raccogliere, organizzare e preservare dati,
informazioni e conoscenza, rendendoli accessibili agli utenti in maniera efficiente e immediata.
Essa non si limita a custodire documenti digitali, ma ne facilita la consultazione e l’uso,
permettendo agli utenti di interagire direttamente con i contenuti senza intermediari e senza limiti
di spazio o di tempo. In questo senso, il documento digitale diventa dinamico: il suo ciclo di vita si
adatta alle esigenze di utenti diversi in momenti diversi.
Gli scopi della biblioteca digitale sono molteplici, ad esempio accelera i tempi di organizzazione dei
dati, semplificando il reperimento e la consultazione delle risorse e migliora la comunicazione e la
collaborazione tra ricercatori. La biblioteca digitale diventa un vero e proprio spazio di supporto
alla creazione, all’uso e alla preservazione della conoscenza, trasformando l’accesso
all’informazione in un’esperienza interattiva, efficace e costantemente aggiornata.

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