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Chanel

Il documento analizza l'evoluzione della moda femminile durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, evidenziando la figura della Garçonne e il suo impatto sulla società. Chanel emerge come la massima interprete di questo stile, rivoluzionando la moda con l'uso di materiali innovativi e design funzionali, culminando nel lancio del tailleur nel 1954. La sua visione ha trasformato l'abbigliamento femminile, rendendolo più comodo e adatto alla donna moderna.

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Il documento analizza l'evoluzione della moda femminile durante e dopo la Prima Guerra Mondiale, evidenziando la figura della Garçonne e il suo impatto sulla società. Chanel emerge come la massima interprete di questo stile, rivoluzionando la moda con l'uso di materiali innovativi e design funzionali, culminando nel lancio del tailleur nel 1954. La sua visione ha trasformato l'abbigliamento femminile, rendendolo più comodo e adatto alla donna moderna.

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Discipline progettuali Design moda a/s 2022/ 2023

Dispensa Didattica [Link] Graziani Cristina

CHANEL E LA DONNA MODERNA


La figura della Garçonne
Durante la Prima Guerra Mondiale, iniziata nel 1914, le donne furono impiegate nelle attività
lavorative per sostituire gli uomini chiamati al servizio militare. La necessità di lavorare in
settori fino a quel momento riservati agli uomini fece nascere l’esigenza di un abbigliamento
femminile più comodo, adeguato al nuovo ruolo che la donna andava acquisendo nella
società. Il nuovo canone di bellezza uscito dalla guerra si incarnò con il prototipo della
Garçonne. Negli anni ’20 del 900 il nuovo modello di donna emancipata si affermò sempre di
più. Nei paesi anglofoni prese il nome di Flapper, una giovane e anticonvenzionale ragazza
che violava le norme sociali e morali della società del tempo, che beveva, fumava e ballava il
charleston. In Francia, il merito di aver dato un nome alla donna emancipata spetta a Victor
Margueritte, che nel 1922 pubblicò il romanzo “La Garçonne”. Il romanzo raccontava le
avventure di una studentessa della Sorbona di Parigi, che “rubava” all’uomo non solo giacca
e cravatta, ma anche i vestiti. Il romanzo contribuì a diffondere l’ideale di bellezza femminile
androgino e sottile - completamente diverso da quello florido che aveva aperto il Novecento.
La figura della garçonne che si delineò nella Parigi anni ‘20, si inserisce all’interno della
ricostruzione delle tappe più rilevanti del percorso di emancipazione della donna.
Il look alla garçonne era caratterizzato da:
• apparenza androgina (che presenta elementi femminili e maschili) ed efebica (che
presenta i tratti delicati dell'adolescenza)
• capelli corti con taglio carrè
• abiti dalla vita abbassata con gonna che sfiora il ginocchio
• cappello aderente à cloche
L’androgino stile à la Garçonne conquistò un riconoscimento all’Esposizione internazionale
delle Arti Decorative e Industriali di Parigi nel 1925, con la mostra che coniò il nome “Art
Déco”.

CHANEL E LA DONNA MODERNA


Massima interprete dello stile alla Garçonne fu Gabrielle Chanel, ma nonostante ciò è
diventata sinonimo dell’alta moda francese, favorendone il trionfo nel corso del XX secolo.
La vita privata di Chanel ebbe un’importanza fondamentale nel suo percorso creativo. Le
fonti di ispirazione furono la sua vita e, soprattutto, le persone che amò, alle quali “rubò” gli
indumenti che la affascinavano. Diede così forma a un modello ideale di abbigliamento per la
donna emancipata e libera, che lei stessa impersonava.
Nata nel 1883 da una famiglia di povere condizioni. Dopo la morte della madre il padre affidò
Gabrielle e le sue sorelle ad un orfanotrofio. Uscita dall’orfanotrofio iniziò a lavorare nella
località di Moulins presso un negozio di biancheria e corredi da sposa.
Chanel iniziò la sua attività nel 1909, quando aprì la sua modisteria in un piccolo locale az
Parigi. I sobri copricapi di Chanel, in netta rottura con quelli iper-decorati dei primi anni del
‘900, ebbero un grande successo presso il bel mondo parigino. Nel 1909 conobbe Arthur
Capel – detto «boy» - uomo d’affari dell’alta borghesia inglese che divenne il suo grande
amore. Nel 1910 forte della notorietà ottenuta aprì una nuova modisteria al n. 21 di rue
Cambon a Parigi (in cui si trova tuttora la boutique Chanel), qui iniziò a vendere i suoi primi
cappelli con l’etichetta «Chanel modes».
Nel 1913 Chanel aprì una vera boutique a Deauville, una località balneare in Normandia,
dove vendeva cappelli e accessori; le signore erano le stesse di Parigi, ma le loro
esigenze erano diverse e qui avevano bisogno di indumenti adatti allo stile di vita
vacanziero. Anche qui le sue creazioni conquistarono il bel mondo. Chanel pensò che
non fosse sufficiente modificare solo la foggia del capello lasciando inalterato
l’abbigliamento. Guardò quindi agli indumenti maschili ideati per lo sport e le occasioni
informali, in particolare i capi informali di “Boy” e lo stile di coloro che lavoravano in
mare: i pescatori. Nella sua boutique di Deauville iniziò quindi a vendere anche
abbigliamento informale. Era un abbigliamento adatto all’attività all’aria aperta e al
tempo libero all’aperto. La selezione includeva maglioni di jersey a righe in stile
marinaro. Chanel aveva quindi reinventato un indumento maschile, trasformando un
classico abbigliamento da lavoro, in un comodo capo per le donne. Chanel progettò
vestiti comodi, semplici ed eleganti, con un’innovativa combinazione di jersey e fogge
prese in prestito dall’abbigliamento maschile.
Nel 1915 aprì la sua prima maison di Moda a Biarritz. Allora la sua attività andava così bene
da contare 300 lavoranti.
La sua prima rivoluzione è legata all’uso di un materiale fino ad allora inconsueto: il jersey;
prima di allora destinato alla confezione di indumenti di biancheria intima. Il principio di
funzionalità era alla base del progetto moda di Chanel, per questo motivo le
interessarono sia i capi sportivi che quelli maschili.
Nel 1916, per la prima volta il suo modello comparve sulla rivista “Harper’s Bazaar”. Le sue
fan erano numerose e ben presto iniziarono a diffondersi copie dei suoi modelli. Chanel
ne era orgogliosa e affermò “Pensate quanta pubblicità mi regalano”.
Nel 1918 Chanel ampliò il suo atelier parigino in Rue de Cambon.
Nei primi anni ’20 iniziò a frequentare il mondo artistico e intellettuale di Parigi, tra cui Pablo
Picasso, Jean Cocteau, Igor Stravinskyij. A Venezia venne presentata a Diaghilev, il
fondatore dei Balletti Russi, che all’epoca rappresentavano il punto di intersezione di
tutti i linguaggi estetici più avanzati. Nel 1922 Cocteau gli affidò il compito di creare i
costumi per tre opere teatrali. Nel 1924 Chanel progettò i costumi per il balletto “Le
Train Blue” di Cocteau, messo in scena per i Balletti Russi di Diaghilev – con sipario
dipinto da Picasso. I suoi modelli per lo spettacolo riprendevano capi sportivi, ispirati a
casi reali.
Tra il 1920-1925 Chanel creò il pigiama da spiaggia, una creazione che provocò grande
scalpore. Con il suo nuovo abbigliamento da spiaggia divenne il nuovo look della rivier
Risale al 1926 una delle più famose creazioni di Chanel “Le petit robe noir” che somigliava
all’uniforme indossata dalle ragazze in orfanotrofio. Era un abito in jersey totalmente
nero, con polsini e colletto bianco, che in molti definirono come il “Ford modello T”
dell’alta moda. Giorgio Riello, docente di Storia e cultura globale presso l'Università di
Warwick in Inghilterra, afferma però che si tratta di un paragone poco corretto.
All’inizio del secolo Henry Ford produsse un'auto di massa che poteva essere “di tutti i
colori ma sempre nera”. Secondo Riello, forse è il nero ad essere il comune
denominatore tra Ford e Chanel, ma nulla di più.
La visione di Chanel era quella di una moda d'élite, infatti, il suo abitino nero non aspirava a
diventare un modello per il consumatore medio; nella visione di Chanel Le petite robe
noir avrebbe dovuto essere assunto a un modello cui tutte le donne dovrebbero
[Link] petite robe noir, o «little black dress» rappresentò infatti la perfetta
immagine della donna moderna.
Le collezioni realizzate tra il 1927 e il 1930 si specializzarono nei completi composti da giacca
dritta di modello maschile, gonna e blusa coordinata.
Il principio di funzionalità era alla base del progetto moda di Chanel. Ricercava la funzionalità
dell’abbigliamento.
La sua prima rivoluzione è legata all’uso di un materiale fino ad allora inconsueto, il jersey,
prima destinato alla produzione di biancheria intima. L’idea dell’informale e della semplicità
dei materiali deriva da una ricerca sperimentale, e dall’influenza dell’abito maschile inglese
provenienti in particolare da “Boy”.
Chanel cambiò il linguaggio e trasformò l’alta moda da un’arte di maestra, in un’arte di
minimale semplicità. Le sete, i broccati e i ricami furono sostituiti da materiali
volutamente poveri come nel caso del jersey – un tessuto in maglieria di basso prezzo.
È lei che introdusse capi maschili informali come il cardigan nel guardaroba femminile; la
silhouette divenne diritta – piatta, anche le tinte usate sin dall’inizio della sua carriera
furono molto sobrie come il beige, il nero e il bianco

1954 – IL PROGETTO DEL TAILLEUR


Considerato anche Giovanni Maria Conti, docente del dipartimento di Fashion Design del
Politecnico di Milano, come il progetto perfetto della designer.
Il tailleur fu lanciato da Chanel nel 1954, ed è indiscutibilmente il progetto perfetto di Coco. Il
suo proposito era costruire una “divisa” perfetta per il corpo femminile, e realizzare un vero
oggetto di design studiato per rispondere alle esigenze di movimento ed eleganza. Il tailleur
da donna di madame Chanel è dritto sul corpo, in caldo e pratico tweed. Niente pinces,
niente imbottiture e neppure spalline. La bordura in passamaneria e i bottoni sono l’unico
decoro.

BIBLIOGRAFIA

• Riello g., “La Moda. Una storia dal medioevo a oggi”, editori Laterza, Bari, 2012
• Morini E., “Storia della moda XVIII-XXI secolo”, Skira editore, Milano 2018
• Gnoli S., “Moda. Dalla nascita dell haute couture a oggi”, 2012, Carrocci editore, Roma
• Conti G. M., “Oltre l’abito. Storia del progetto moda”, Pitagora editrice, Bologna, 2009

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