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Il documento descrive una soluzione tecnica per una copertura discontinua a falde, con elementi portanti in legno e isolamento in lana di roccia. Vengono evidenziati i vari strati funzionali, le loro caratteristiche e le normative da seguire per garantire la tenuta all'aria e all'acqua, oltre a considerazioni progettuali ed esecutive. Infine, si sottolineano le attenzioni necessarie per la fase di progetto e di esecuzione, in particolare per il colmo della copertura ventilata.

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Il documento descrive una soluzione tecnica per una copertura discontinua a falde, con elementi portanti in legno e isolamento in lana di roccia. Vengono evidenziati i vari strati funzionali, le loro caratteristiche e le normative da seguire per garantire la tenuta all'aria e all'acqua, oltre a considerazioni progettuali ed esecutive. Infine, si sottolineano le attenzioni necessarie per la fase di progetto e di esecuzione, in particolare per il colmo della copertura ventilata.

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SCHEDA

SCHEDA#1
1

Copertura discontinua a falde,


isolata in estradosso e ventilata
Elemento portante: travi in legno
Elemento di tenuta: tegole in laterizio
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde inclinate con elemento portante in legno.
È isolata termicamente mediante un pannello in lana di roccia a doppia densità, caratterizzato dalla possibilità di supportare direttamente il carico trasmesso dai
listelli di supporto dell’elemento di tenuta realizzato in tegole. I listelli sono quindi appoggiati direttamente sull’elemento termoisolante e devono essere ancorati
alla struttura principale in legno al fine di evitare la loro delocalizzazione.
La presenza di uno strato di controllo alla tenuta all’acqua, posto all’estradosso dell’elemento termoisolante, garantisce in termini di infiltrazioni accidentali di
acqua dovute a rotture di tegole o altro e permette di evidenziare, senza danni, il guasto. La presenza di un elemento di tenuta all’aria è necessaria per evitare
infiltrazioni di aria all’interno della stratigrafia con conseguenti possibili fenomeni di condensazione.
La soluzione è identicamente valevole per tegole in laterizio, cemento o simili e viene utilizzata soprattutto nel caso di edifici destinati a residenze sia nel caso di
nuova realizzazione sia nel caso di recupero di sottotetto.

Figura 1.1

62
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Resistenza meccanica
Elemento portante, travi in legno legislazione vigente
Freccia massima

Resistenza meccanica
Strato di supporto, assito in legno
Freccia massima

Elemento di tenuta all'aria* Permeabilità all'aria

Deformazione sotto carico UNI EN 826


Conducibilità specifica UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in
Resistenza alla diffusione del vapor acqueo UNI EN 12086
lana di roccia
Carico puntuale UNI EN 12430
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1

Strato di controllo alla tenuta Permeabilità al vapore


all'acqua, telo geotessile non tessuto Tenuta all'aria

Strato di ventilazione, listelli in legno/ UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Sezione geometrica, resistenza agli agenti biologici, resistenza all'acqua
aria libera UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Strato di supporto, listelli in legno
Resistenza all'acqua UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Resistenza all’acqua, impermeabilità all’acqua, resistenza al gelo, carico di rot-


UNI EN 539-1
Elemento di tenuta, coppi in laterizio tura a flessione, resistenza alla grandine, resistenza agli agenti chimici e biolo-
UNI EN 539-2
gici

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o
depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.

63
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Elemento portante, travi in legno


Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di pro-
getto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigen-
te. Deve anche essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’ac-
qua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative
UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460.
2. Strato di supporto, assito in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima. È importante anche indicare il tipo di essen-
za da impiegare, il trattamento di finitura, il tipo di incastro tra gli elementi.
3. Elemento di tenuta all’aria
In genere, per garantire la tenuta all’aria, è sufficiente un foglio* di spessore
di pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase di progetto, indica-
re che i fogli debbano essere incollati con nastro biadesivo.
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sulla re-
sistenza a compressione (tenendo presenti sia i carichi permanenti che quelli
variabili sia la loro distribuzione sulla superficie) e su considerazioni legate al
fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio. La resistenza ter-
mica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo.
In relazione al fatto che, per questa specifica soluzione, l’elemento termoi-
solante svolge anche funzioni di tipo meccanico (supporto della listellatura
delle tegole), è necessario verificare la sua deformabilità sotto il carico lineare
dovuto al listello (cfr. capitolo 9).
5. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
Il materiale deve garantire una tenuta all’acqua, anche se non assoluta, assi-
curando, tuttavia, una idonea permeabilità al vapore per determinare la qua-
le deve essere effettuato il calcolo del rischio di condensazione, secondo la
UNI 10350.
6. Strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera
Lo strato di ventilazione ha, in genere, uno spessore di circa 6-8 cm. È impor-
tante sottolineare che, con elevati valori di resistenza termica del sistema di
copertura, la ventilazione perde sostanzialmente di efficacia ai fini della ridu-
zione del flusso termico entrante nell’edificio in stagione estiva. È tuttavia im-
portante garantire una idonea ventilazione alla zona “sottotegola” per evitare Figura 1.2
una elevata umidità relativa che potrebbe portare ad un degrado precoce dello Esploso assonometrico

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o
depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.

64
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

strato di supporto in legno. Per i listelli deve essere definita la resistenza agli
agenti biologici ed all’acqua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, Note aggiuntive
secondo le normative UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460.
Pendenza della copertura
„„
I listelli devono essere idoneamente ancorati alla struttura principale (punto
1: elemento portante, travi in legno). Si determina in base a quanto indicato nella normativa UNI 9460 in base
È consigliabile effettuare una compartimentazione al fuoco dello strato inse- alla zona climatica ed alla tipologia delle tegole. In alcuni casi può essere
rendo, con un passo consigliato di circa 5 m, fasce di materiale in Euroclasse necessario un fissaggio meccanico delle tegole al supporto.
A1, come, ad esempio, lana di roccia, per evitare il diffondersi di un eventuale
incendio. Le fasce devono saturare completamente l’interspazio presente. Potere fonoisolante
„„
Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre-
7. Strato di supporto, listelli in legno
visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di conse- esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
guenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335, UNI elemento quindi contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. La distanza fra i listelli dipende dalla assumono molta importanza la tipologia dello strato di supporto (assi-
conformazione geometrica dell’elemento di tenuta. Il fissaggio dei listelli alla to in legno), dell’elemento termoisolante (massa e porosità aperte) e la
struttura portante deve essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi per- tenuta all’aria complessiva. Per il progettista è quindi importante avere
manenti e variabili ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e per il a disposizione il dato complessivo sul “pacchetto”, certificato dal produt-
fissaggio, secondo quanto indicato nella parte teorica introduttiva del presente tore.
manuale. I listelli devono possedere varchi al fine di garantire il passaggio di
Comportamento al fuoco
„„
acqua verso il canale di gronda, qualora vi fossero infiltrazioni accidentali di
acqua sottotegola. È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella
prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
8. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
dei diversi elementi della copertura ventilata.
L’elemento di tenuta deve essere progettato in termini di resistenza all’acqua,
di impermeabilità all’acqua, di resistenza al gelo, di resistenza agli agenti chi-
mici e biologici, di carico di rottura a flessione e di resistenza alla grandine se-
condo quanto indicato nelle UNI 9308 e UNI 9460. Tutte queste caratteristiche,
con i riferimenti normativi indicati, devono essere indicate dal progettista nei
documenti di progetto. La lunghezza di sovrapposizione delle tegole è definita
dalla UNI 9460 in base alla loro tipologia, alla pendenza ed alla zona climatica.

65
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Elemento portante, travi in legno 6. Strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera


È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa I listelli devono essere posati perpendicolarmente alla linea di gronda, pa-
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello ralleli fra loro in corrispondenza delle travi strutturali sottostanti (punto 1:
strato protettivo. elemento portante, travi in legno), alle quali devono essere ancorati mediante
fissaggio meccanico.
2. Strato di supporto, assito in legno
7. Strato di supporto, listelli in legno
È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello I listelli devono essere posati parallelamente alla linea di gronda, paralleli fra
strato protettivo. La posa, soprattutto nel caso di elementi non maschiati, deve loro e perfettamente distanziati ad evitare criticità in fase di posa delle tegole.
avvenire in modo molto accurato, ad evitare la presenza di fughe. Il primo listello della fila deve avere un’altezza maggiore rispetto agli altri di
un valore pari a quello di una tegola per consentire alla prima fila di queste
3. Elemento di tenuta all’aria ultime di avere la stessa pendenza delle altre; l’interasse dei primi due listelli
Ci si deve accertare che gli elementi siano perfettamente collegati e che gli deve essere inferiore a quelli successivi per permettere una adeguata spor-
stessi garantiscano la continuità della tenuta anche in corrispondenza di tutti genza della prima fila di tegole sopra il canale di gronda, se presente.
i nodi presenti (lucernari, colmo, ecc.).
8. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia La posa delle tegole deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposi-
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o, zione voluta in fase di progetto. Non devono essere posate tegole mancanti di
in genere, deteriorati. parti o con presenza di difetti visibili.
L’accostamento deve essere perfetto ad evitare ponti termici. I pannelli devono
essere sfalsati fra di loro.
5. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
La sovrapposizione dei teli deve essere di almeno 20 cm. I teli devono risvol-
tare in corrispondenza del colmo e, in genere, di elementi di interruzione qua-
li lucernari o simili e devono permettere lo scarico dell’acqua nel canale di
gronda.

66
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Il colmo della presente soluzione tecnica è di tipo ventilato, coerentemente


con la tipologia di copertura.

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:
1. Elemento di aerazione
L’elemento di aerazione viene posato con un sistema di fissaggio ad un sup-
porto in legno vincolato alla struttura principale.
2. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione, in corrispondenza del colmo, non può essere sensi-
bilmente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzio-
ne dell’efficienza.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
4. Strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.
5. Elemento termoisolante
Figura 1.3
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo
tale da evitare lacune o riduzione locale degli spessori che indurrebbero ponti
termici. È opportuno sfalsare i pannelli.
6. Elemento di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.

67
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possano dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni di
acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del lucernario e sopra tegola a
valle del lucernario. In corrispondenza dei lati del lucernario si ha la sovrap-
posizione “soprategola-sottotegola” della scossalina. È quindi consigliabile
utilizzare per la scossalina un materiale duttile per consentire un facile ade-
guamento in opera alla reale conformazione geometrica.
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio per permettere una maggiore illuminazio-
ne in occasione delle ore del giorno in cui il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario per evitare infiltrazioni di
acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto
di tenuta e permettere il deflusso verso il basso.
Figura 1.4
5. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario

L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere


la scossalina del lucernario per evitare possibili punti di infiltrazione di aria
verso l’interno con pericolo di condensazione. È consigliabile la sigillatura
mediante nastro adesivo.
6. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino al telaio del
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
7. Ventilazione
Per lunghezze del lucernario, nel senso perpendicolare alla direzione di ven-
tilazione, maggiori di circa 150 cm, è consigliabile l’inserimento di coppi per
l’aerazione al fine di garantire, anche localmente, la ventilazione.

68
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni.
La fascia dovrà essere sigillata, in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni
di acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del terminale impiantistico e
sopra tegola a valle.
In corrispondenza dei lati si ha la sovrapposizione “soprategola-sottotegola”
della scossalina.
È quindi consigliabile utilizzare per la scossalina un materiale duttile per con-
sentire un facile adeguamento in opera alla reale conformazione geometrica.
3. Supporto dell’elemento di tenuta
L’ultimo supporto dell’elemento di tenuta prima della canalizzazione deve es-
sere conformato in maniera tale da non produrre variazioni di pendenza della falda.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino a
raggiungere almeno la scossalina del terminale impiantistico per evitare infil-
trazioni di acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi
del manto di tenuta, e permettere il deflusso verso il basso. Figura 1.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici
5. Scossalina inferiore
È consigliabile che la scossalina venga conformata in maniera tale da evitare 9. Elemento resistente al fuoco
concavità che porterebbero ad avere ristagni di acqua o neve.
Nel caso in cui la canalizzazione sia un camino di emissione fumi di una cal-
6. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria daia o simile, si dovrà avere una corona circostante, con una larghezza di circa
50 cm, a completa chiusura dello strato di ventilazione, realizzata con mate-
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere riale resistente al fuoco, ad esempio lana di roccia, per evitare che, in occasio-
lo strato di controllo della tenuta all’acqua per evitare possibili punti di infiltra- ne di incendio, si abbia propagazione delle fiamme.
zione di aria verso l’esterno con pericolo di condensazione.
7. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
8. Sigillatura
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della co-
pertura si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.

69
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiungere
il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati lignei sotto-
stanti, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta e per
convogliarvi l’acqua di infiltrazione.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
4. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
del canale di gronda è notevole oppure quando si hanno intense azioni di neve
e vento. L’elemento viene fissato al primo listello di supporto delle tegole.
5. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3.
6. Listello di base Figura 1.6
Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola 9. Risvolto del canale di gronda
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
delle altre.
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
7. Continuità dell’elemento termoisolante della copertura.
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po- 10. Spessore gronda
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
È consigliabile, per ridurre l’impatto visivo del prospetto della gronda, innalza-
resistenza termica (ponti termici).
re i travetti che sorreggono la gronda ad una quota superiore rispetto a quella
8. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria dei travetti presenti all’interno dell’edificio.
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno, con pericolo di condensazione.

70
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda per permettere una idonea caduta dell’acqua all’interno
dello stesso.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiunge-
re il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati lignei
sottostanti, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta.
L’aletta del canale di gronda deve proseguire a sua volta al di sotto del manto
di tenuta al fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino
all’interno della copertura.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
4. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
5. Listello di base
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione Figura 1.7
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
delle altre.
6. Continuità dell’elemento termoisolante 8. Risvolto verticale del canale di gronda
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po- In corrispondenza del parapetto, il canale di gronda deve avere un risvolto in
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che
resistenza termica (ponti termici). bagnerebbe la muratura, degradandola.
7. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria 9. Scossalina di protezione
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di gronda deve
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso essere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di
l’esterno, con pericolo di condensazione. acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.

71
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione in corrispondenza del colmo non può essere sensibil-
mente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzione
dell’efficienza.
2. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
3. Scossalina di protezione
In corrispondenza del colmo, dovrà essere posizionata una specifica scossali-
na per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare parallelamente alla
copertura in maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi
all’interno della copertura.
4. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura
per evitare infiltrazioni di acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
La lunghezza di sovrapposizione dipende della ventosità, dalla pendenza della
Figura 1.8
falda e dalla piovosità del sito.
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)
5. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto dei teli.
6. Elemento termoisolante
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati
in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
7. Elemento di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo alla parete perimetrale.

72
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata.
2. Aletta della scossalina
È presente un’aletta verticale, sporgente di alcuni centimetri sopra il piano
della copertura, che svolge la funzione di contenimento dell’acqua piovana; la
scossalina deve poter accogliere la poca acqua proveniente dalla fascia peri-
metrale della copertura.
3. Risvolto verticale della scossalina
La scossalina deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al fine di evitare
che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno della coper-
tura.
4. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della scossali-
na, mediante un adeguato risvolto orizzontale dei teli.
5. Elemento di supporto della scossalina
L’elemento svolge sia la funzione di supporto, sia di chiusura orizzontale del
Figura 1.9
pacchetto di muratura.
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)
6. Elemento termoisolante
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sa-
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
7. Elemento di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo al listello di bordo.

73
ISOLAMENTO TERMICO E ISOLAMENTO ACUSTICO AI RUMORI AEREI

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le pre- λD Spessore isolante U
stazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmit- [W/mK] [cm] [W/m2K]
tanza termica U, al variare dello spessore e delle caratteristiche tecniche del 0,037 (1) 13 0,261
pannello isolante utilizzato.
0,037 (1) 14 0,244
0,037 (1) 16 0,216
0,037 (1) 18 0,193
0,037 (1) 20 0,175
0,036 (2) 12 0,274
0,036 (2) 14 0,238
0,036 (2) 16 0,210
0,036 (2) 20 0,170
0,036 (2) 24 0,143

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (DUROCK
ENERGY(1), HARDROCK ENERGY(2)), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

RRww= 46
46dB
dB
C= -1 dB Ctr= -5 dB
90
85
80
75
SOLUZIONE TESTATA ACUSTICAMENTE 70

Potere fonoisolante R [dB]


65
1. Lastra ondulata in fibrocemento*, spessore 6,5 mm 60

2. Listello di fissaggio in legno di abete, spessore 30 mm 55


50
3. Listello di ventilazione in legno di abete, spessore 60 mm 45

4. Schermo impermeabile traspirante: strato di tessuto non tessuto in poli- 40

propilene 35
30
5. Strato di materiale isolante: pannello in lana di roccia a doppia densità 25
ROCKWOOL DUROCK ENERGY, spessore nominale 130 mm, densità me- 20
dia circa 150 kg/m3 (densità superficiale 210 kg/m3, densità del corpo 15
130 kg/m3) 10

6. Schermo al vapore: strato di tessuto non tessuto in polipropilene 5


0
7. Assito in legno: perlina di legno di abete, sezione 150 x 20 mm

1000
1250
1600
2000
2500
3150
4000
5000
100
125
160
200
250
315
400
500
630
800
8. Travetto in legno lamellare di abete Frequenza [Hz]
Curva sperimentale
Prova acustica realizzata presso laboratorio ECAMRICERT S.R.L. Curva di riferimento

*La lastra ondulata in fibrocemento è stata impiegata nella prova di laboratorio con lo scopo di simulare l’elemento di tenuta in laterizio. Tale elemento e lo strato di ventilazione non sono stati
considerati nel calcolo della trasmittanza termica.

74
SCHEDA 2

Copertura discontinua a falde,


isolata in estradosso e ventilata,
con secondo assito
Elemento portante: travi in legno
Elemento di tenuta: tegole in laterizio
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde inclinate con elemento portante in legno. È isolata termicamente mediante un doppio pannello
in lana di roccia, di cui il primo ad alta densità, caratterizzato dalla possibilità di supportare direttamente il carico trasmesso dai listelli di supporto dell’elemento
di tenuta realizzato in tegole. È presente una doppia listellatura, la prima poggia sul primo pannello in lana di roccia, la seconda sulla prima, incrociandola.
La prima listellatura è quindi appoggiata direttamente sull’elemento termoisolante e deve essere ancorata alla struttura principale in legno al fine di evitare la
sua delocalizzazione. La presenza di uno strato di controllo alla tenuta all’acqua, posto all’estradosso del tavolato superiore, garantisce in termini di infiltrazioni
accidentali di acqua dovute a rotture di tegole o altro e permette di evidenziare, senza danni, il guasto.
La soluzione è identicamente valevole per tegole in laterizio, cemento o simili.
La soluzione viene utilizzata soprattutto nel caso di edifici destinati a residenze, sia nel caso di nuova realizzazione, sia nel caso di recupero di sottotetto.

Figura 2.1

76
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Elemento portante, travi in legno Resistenza meccanica, freccia massima legislazione vigente

Strato di supporto, assito in legno Resistenza meccanica, freccia massima

Elemento di tenuta all'aria* Permeabilità all'aria

Deformazione sotto carico, conducibilità specifica, resistenza alla diffusione


UNI EN 826 - UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in del vapor acqueo
UNI EN 12086 - UNI EN 12430
lana di roccia (primo strato) Carico puntuale
UNI EN 13501-1
Classe di reazione al fuoco (euroclasse)

Strato di supporto, listelli in legno Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,
(primo strato) Resistenza all’acqua UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Sezione geometrica, resistenza agli agenti biologici, resistenza all’acquacondu-


UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in cibilità specifica
UNI EN 12086
lana di roccia (secondo strato) Resistenza alla diffusione del vapore acqueo
UNI EN 13501-1
Classe di reazione al fuoco (euroclasse)

Strato di ventilazione, listelli in Sezione geometrica UNI EN 335, UNI EN 350-1,


legno/aria libera Resistenza agli agenti biologici, resistenza all’acqua UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Strato di supporto, pannelli in legno
Resistenza all’acqua UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Strato di controllo alla tenuta Permeabilità al vapore


all’acqua, telo geotessile non tessuto Tenuta all’acqua

Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Strato di supporto, listelli in legno
Resistenza all'acqua UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Resistenza all’acqua, impermeabilità all’acqua


Resistenza al gelo, carico di rottura a flessione UNI EN 539-1
Elemento di tenuta, tegole in laterizio
Resistenza alla grandine UNI EN 539-2
Resistenza agli agenti chimici e biologici

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o
depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.

77
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Elemento portante, travi in legno


Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di pro-
getto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigente.
Deve anche essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e,
di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN
335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e la UNI EN 460.
2. Strato di supporto, assito in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima. È importante anche indicare il tipo di essen-
za da impiegare, il trattamento di finitura, il tipo di incastro tra gli elementi.
3. Elemento di tenuta all’aria
In genere, per garantire la tenuta all’aria, è sufficiente un foglio* di spessore
di pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase di progetto, indica-
re che i fogli debbano essere collegati con nastro biadesivo.
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (primo strato)
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sulla re-
sistenza a compressione (tenendo presenti sia i carichi permanenti che quelli
variabili sia la loro distribuzione sulla superficie) e su considerazioni legate al
fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio.
La resistenza termica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo.
In relazione al fatto che, per questa specifica soluzione, l’elemento termoi-
solante svolge anche funzioni di tipo meccanico (supporto della listellatura
delle tegole) è necessario verificare la sua deformabilità sotto il carico lineare
dovuto al listello (cfr capitolo 9).
5. Strato di supporto, listelli in legno
Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di con-
seguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335,
UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e la UNI EN 460. La distanza fra i listelli dipende
dalla conformazione geometrica dell’elemento di tenuta. Il fissaggio dei listelli
alla struttura portante deve essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi
permanenti e variabili ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e
per il fissaggio, secondo quanto indicato nella parte teorica introduttiva del
presente manuale.
6. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (secondo strato)
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica che dovrà
essere determinata attraverso apposito calcolo e su considerazioni legate al Figura 2.2
Esploso assonometrico

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o
depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.

78
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio. con i riferimenti normativi indicati, devono essere indicate dal progettista nei
documenti di progetto. La lunghezza di sovrapposizione delle tegole è definita
7. Strato di ventilazione, listelli di in legno/aria libera dalla UNI 9460 in base alla loro tipologia, alla pendenza ed alla zona climatica.
Lo strato di ventilazione ha, in genere, uno spessore di circa 6÷8 cm. È impor-
tante sottolineare che, con elevati valori di resistenza termica del sistema di
copertura, la ventilazione perde sostanzialmente di efficacia ai fini della ridu-
Note aggiuntive
zione del flusso termico entrante nell’edificio in stagione estiva. Per i listelli Pendenza della copertura
„„
deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di con-
seguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335, Si determina in base a quanto indicato nella normativa UNI 9460 in base
UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. I listelli devono essere idoneamen- alla zona climatica ed alla tipologia delle tegole. In alcuni casi può essere
te ancorati alla struttura principale (punto 1: elemento portante, travi in legno). necessario un fissaggio meccanico delle tegole al supporto.
È consigliabile effettuare una compartimentazione al fuoco dello strato inse-
Potere fonoisolante
„„
rendo, con un passo consigliato di circa 5 m, fasce di materiale in Euroclasse
A1, come, ad esempio, lana di roccia, per evitare il diffondersi di un eventuale Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre-
incendio. Le fasce devono saturare completamente l’interspazio presente. visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
8. Strato di supporto, pannello in legno
elemento quindi contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget- assumono molta importanza la tipologia dello strato di supporto (assi-
to. È importante anche indicare il tipo di pannello da impiegare e l’eventuale to in legno), dell’elemento termoisolante (massa e porosità aperte) e la
trattamento di finitura. Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici tenuta all’aria complessiva. Per il progettista è quindi importante avere
ed all’acqua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le nor- a disposizione il dato complessivo sul “pacchetto”, certificato dal produt-
mative UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. tore.

9. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto Comportamento al fuoco
„„
Il materiale deve garantire una tenuta all’acqua, anche se non assoluta, assi- È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella
curando, tuttavia, una idonea permeabilità al vapore per determinare la quale prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
deve essere effettuato il calcolo del rischio di condensazione, secondo la UNI 10350. dei diversi elementi della copertura ventilata.

10. Strato di supporto, listelli in legno


Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di con-
seguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335,
UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. La distanza fra i listelli dipende
dalla conformazione geometrica dell’elemento di tenuta. Il fissaggio dei listelli
alla struttura portante deve essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi
permanenti e variabili ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e
per il fissaggio, secondo quanto indicato nella parte teorica introduttiva del
presente manuale. I listelli devono possedere varchi al fine di garantire il pas-
saggio di acqua verso il canale di gronda, qualora vi fossero infiltrazioni acci-
dentali di acqua sottotegola.
11. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
L’elemento di tenuta deve essere progettato in termini di resistenza all’acqua,
di impermeabilità all’acqua, di resistenza al gelo, di resistenza agli agenti chi-
mici e biologici, di carico di rottura a flessione e di resistenza alla grandine se-
condo quanto indicato nelle UNI 9308 e UNI 9460. Tutte queste caratteristiche,

79
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Elemento portante, travi in legno 9. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa La sovrapposizione dei teli deve essere di almeno 20 cm. I teli devono risvol-
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello tare in corrispondenza del colmo e, in genere, di elementi di interruzione qua-
strato protettivo. li lucernari o simili e devono permettere lo scarico dell’acqua nel canale di
gronda.
2. Strato di supporto, assito in legno
10. Strato di supporto, listelli in legno
È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello I listelli devono essere posati parallelamente alla linea di gronda, paralleli fra
strato protettivo. La posa, soprattutto nel caso di elementi non maschiati, deve di loro e perfettamente distanziati ad evitare criticità in fase di posa delle tego-
avvenire in modo molto accurato, ad evitare la presenza di fughe. le. Il primo listello della fila deve avere un’altezza maggiore rispetto agli altri
di un valore pari a quello di una tegola per consentire alla prima fila di queste
3. Elemento di tenuta all’aria ultime di avere la stessa pendenza delle altre; l’interasse dei primi due listelli
Ci si deve accertare che siano perfettamente collegati e che gli stessi garanti- deve essere inferiore a quelli successivi per permettere una adeguata spor-
scano la continuità della tenuta anche in corrispondenza di tutti i nodi presenti genza della prima fila di tegole sopra il canale di gronda, se presente.
(lucernari, colmo, ecc.).
11. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia La posa delle tegole deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposi-
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o, zione voluta in fase di progetto. Non devono essere posate tegole mancanti di
in genere, deteriorati. parti o con presenza di difetti visibili.
L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
no essere sfalsati fra di loro.
5. Strato di supporto, listelli in legno
I listelli devono essere posati perfettamente paralleli fra di loro e, per quanto
riguarda il secondo strato, ad una distanza tal da potere permettere, possi-
bilmente, l’alloggiamento dei pannelli di lana di roccia senza eccessivi tagli
e sfridi.
6. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
in genere, deteriorati. L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti
termici. I pannelli devono essere sfalsati fra di loro.
7. Strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera
I listelli devono essere posati perpendicolarmente alla linea di gronda, pa-
ralleli fra di loro in corrispondenza delle travi strutturali sottostanti (punto 1:
elemento portante, travi in legno), alle quali devono essere ancorati mediante
fissaggio meccanico.
8. Strato di supporto, pannello in legno
I pannelli devono essere posati così da non avere variazioni di planarità ed in
modo sfalsato, per garantire una maggiore legatura della copertura. È neces-
sario garantire fra un pannello e quelli contigui un giunto di alcuni millimetri
per assorbire le variazioni termiche, che sono molto consistenti.

80
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Il colmo della presente soluzione tecnica è di tipo ventilato, coerentemente


con la tipologia di copertura. Le attenzioni progettuali sono le seguenti:
1. Elemento di aerazione
L’elemento di aerazione viene posato con un sistema di fissaggio ad un sup-
porto in legno vincolato alla struttura principale.
2. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione, in corrispondenza del colmo, non può essere sensi-
bilmente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzio-
ne dell’efficienza.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola.
L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea ventilazione e protezione in
caso di acqua battente associata a vento.
4. Elemento termoisolante
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera
tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
5. Strato di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
Figura 2.3
diante un adeguato risvolto dei teli.
Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo

81
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possono dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni di
acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del lucernario e sopra tegola a
valle del lucernario. In corrispondenza dei lati del lucernario si ha la sovrap-
posizione “soprategola-sottotegola” della scossalina. È quindi consigliabile
utilizzare per la scossalina un materiale duttile per consentire un facile ade-
guamento in opera alla reale conformazione geometrica.
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio per permettere una maggiore illuminazio-
ne in occasione delle ore del giorno dove il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario per evitare infiltrazioni di
acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto
di tenuta, e per permettere il deflusso verso il basso.
Figura 2.4
5. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario

L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere


la scossalina del lucernario per evitare possibili punti di infiltrazione di aria
verso l’esterno con pericolo di condensazione.
6. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino al telaio del
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).

82
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni
di acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del terminale impiantistico e
sopra tegola a valle. In corrispondenza dei lati si ha la sovrapposizione “sopra-
tegola-sottotegola” della scossalina.
È quindi consigliabile utilizzare per la scossalina un materiale duttile per con-
sentire un facile adeguamento in opera alla reale conformazione geometrica.
3. Supporto dell’elemento di tenuta
L’ultimo supporto dell’elemento di tenuta prima della canalizzazione deve es-
sere conformato in maniera tale da non produrre variazioni di pendenza della
falda.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario per evitare infiltrazioni di
acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto
di tenuta e permettere il deflusso verso il basso. Figura 2.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici
5. Scossalina inferiore
È consigliabile che la scossalina venga conformata in maniera tale da evitare
concavità che porterebbero ad avere ristagni di acqua o neve.
6. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria 9. Elemento resistente al fuoco

L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere Nel caso in cui la canalizzazione sia un camino di emissione fumi di una calda-
lo strato di controllo della tenuta all’acqua per evitare possibili punti di infiltra- ia o simile, si dovrà avere una corona circostante, con una larghezza di circa 50
zione di aria verso l’esterno con pericolo di condensazione. cm, a completa chiusura dello strato di ventilazione, realizzata con materiale
resistente al fuoco, ad esempio lana di roccia, per evitare che, in occasione di
7. Continuità dell’elemento termoisolante incendio, si abbia propagazione delle fiamme.
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
8. Sigillatura
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della copertu-
ra si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.

83
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiungere
il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati lignei sotto-
stanti, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta e per
convogliarvi l’acqua di infiltrazione.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
4. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
del canale di gronda è notevole oppure quando si hanno intense azioni di neve
e vento. L’elemento viene fissato al primo listello di supporto delle tegole.
5. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3.
6. Listello di base
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere Figura 2.6
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
delle altre.
7. Continuità dell’elemento termoisolante 9. Risvolto del canale di gronda

L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po- L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
resistenza termica (ponti termici). della copertura.

8. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria 10. Spessore gronda

L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere È consigliabile, per ridurre l’impatto visivo del prospetto della gronda, innalza-
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso re i travetti che sorreggono la gronda ad una quota superiore rispetto a quella
l’esterno con pericolo di condensazione. dei travetti presenti all’interno dell’edificio.

84
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di bordo di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
3. Canale di bordo
La sezione del canale di bordo deve essere dimensionata secondo la normati-
va UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
4. Listello di base
In corrispondenza del bordo è presente un listello con funzione di supporto
della prima fascia di tegole.
Il primo listello della fila deve avere un’altezza maggiore rispetto agli altri di
un valore pari a quello di una tegola per consentire alla prima fila di queste
ultime di avere la stessa pendenza delle altre.
5. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici)
6. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria
Figura 2.7
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
7. Risvolto verticale del canale di bordo 9. Proseguimento del canale di bordo
In corrispondenza del parapetto, il canale di bordo deve avere un risvolto in L’aletta del canale di bordo deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
bagnerebbe la muratura, degradandola. della copertura.
8. Scossalina di protezione
In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di bordo deve
essere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di
acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.

85
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione in corrispondenza del colmo non può essere sensibil-
mente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzione
dell’efficienza.
2. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
3. Scossalina di protezione
In corrispondenza del colmo, dovrà essere posizionata una specifica scossa-
lina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare orizzontalmente
in maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi all’interno
della copertura.
4. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura
per evitare infiltrazioni di acqua.
5. Elemento termoisolante
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati
in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici. Figura 2.8
6. Strato di tenuta all’aria Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)

Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete


perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo alla parete perimetrale.

86
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata.
2. Aletta della scossalina
È presente un’aletta verticale, sporgente di alcuni centimetri sopra il piano
della copertura, che svolge la funzione di contenimento dell’acqua piovana; la
scossalina deve poter accogliere la poca acqua proveniente dalla fascia peri-
metrale della copertura.
3. Risvolto verticale della scossalina
La scossalina deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al fine di evitare
che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno della coper-
tura.
4. Strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della scossali-
na, mediante un adeguato risvolto orizzontale dei teli.
5. Elemento di supporto della scossalina
L’elemento svolge sia la funzione di supporto, sia di chiusura orizzontale del
pacchetto di muratura.
6. Elemento termoisolante
Figura 2.9
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sa- Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
7. Strato di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo al listello di bordo.

87
ISOLAMENTO TERMICO E ISOLAMENTO ACUSTICO AI RUMORI AEREI

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e delle caratteristiche tecniche del pannello isolante utilizzato.
λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
isol. sup. isol. inf. isol. sup. isol. inf pacchetto
0,036 0,037 8 8 0,213
0,036 0,037 10 8 0,190
0,036 0,037 14 8 0,157
0,036 0,037 18 8 0,134

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (strato superio-
re: HARDROCK ENERGY, strato inferiore: DUROCK ENERGY), si rimanda all’appendice tecnica
di pagina 185.

N.B. Grazie all'utilizzo di un pannello ad alta densità nello strato superiore (5), è possibile
posare l'isolante con continuità, eliminando il listello di contenimento (6).

RRww== 52
52dB
dB
C= -1 dB Ctr= -5 dB
SOLUZIONE TESTATA ACUSTICAMENTE 90
85
1. Lastra ondulata in fibrocemento*, spessore 6,5 mm
80
2. Rivestimento esterno: guaina bituminosa ardesiata, spessore 4 mm 75

Potere fonoisolante R [dB]


70
3. Pannello tipo "OSB" in fibre di legno orientate ed incollate tra loro, spesso- 65
re 15 mm e densità 650 kg/m3 60

4. Listello di ventilazione in legno di abete, spessore 60 mm 55


50
5. Strato di materiale isolante: pannello in lana di roccia a doppia densità 45
ROCKWOOL HARDROCK ENERGY, spessore nominale 100 mm, densità 40
media circa 110 kg/m3 (densità superficiale 190 kg/m3, densità del corpo 35
90 kg/m3) 30
25
6. Listello di contenimento in legno di abete, sezione 80 x 100 mm
20

7. Strato di materiale isolante: pannello in lana di roccia a doppia densità 15

ROCKWOOL DUROCK ENERGY, spessore nominale 80 mm, densità media 10

circa 150 kg/m3 (densità superficiale 210 kg/m3, densità del corpo 130 kg/m3) 5
0
8. Schermo al vapore: strato di tessuto non tessuto in polipropilene

1000
1250
1600
2000
2500
3150
4000
5000
100
125
160
200
250
315
400
500
630
800
9. Assito in legno: perlina di legno di abete, sezione 150 x 20 mm Frequenza [Hz]
[Link] in legno lamellare di abete Curva sperimentale
Curva di riferimento
Prova acustica realizzata presso laboratorio ECAMRICERT S.R.L.

*La lastra ondulata in fibrocemento è stata impiegata nella prova di laboratorio con lo scopo di simulare l’elemento di tenuta in laterizio. Tale elemento e lo strato di ventilazione non sono stati
considerati nel calcolo della trasmittanza termica.

88
SCHEDA 3

Copertura discontinua a falde,


isolata in estradosso e ventilata
Elemento portante: travi in legno
Elemento di tenuta: tegole bituminose
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde inclinate con elemento portante in legno.
È isolata termicamente mediante un pannello in lana di roccia ad alta densità, caratterizzato dalla possibilità di supportare direttamente il carico trasmesso dai
listelli di supporto dell’elemento di tenuta realizzato in tegole. I listelli sono quindi appoggiati direttamente sull’elemento termoisolante e devono essere ancorati
alla struttura principale in legno al fine di evitare la loro delocalizzazione. La soluzione è valevole per tegole bituminose.
La soluzione viene utilizzata soprattutto nel caso di edifici destinati a residenze, sia nel caso di nuova realizzazione, sia nel caso di recupero di sottotetto.

Figura 3.1

90
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Resistenza meccanica
Elemento portante, travi in legno legislazione vigente
Freccia massima

Resistenza meccanica
Strato di supporto, assito in legno
Freccia massima

Elemento di tenuta all'aria* Permeabilità all'aria

Deformazione sotto carico UNI EN 826


Conducibilità specifica UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in
Resistenza alla diffusione del vapor acqueo UNI EN 12086
lana di roccia
Carico puntuale UNI EN 12430
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1

Strato di ventilazione, listelli in legno/


Sezione geometrica, resistenza agli agenti biologici, resistenza all'acqua
aria libera

Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Strato di supporto, listelli in legno
Resistenza all'acqua UNI EN 350-2 e UNI EN 460

Resistenza all’acqua
Assorbimento d’acqua
Impermeabilità all’acqua
Elemento di tenuta, tegole bituminose UNI EN 544
Resistenza ai raggi uv
Resistenza al blistering
Resistenza ad elevate temperature

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o
depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.

91
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Elemento portante, travi in legno


Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di pro-
getto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigen-
te. Deve anche essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’ac-
qua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative
UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e la UNI EN 460.
2. Strato di supporto, assito in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima. È importante anche indicare il tipo di essen-
za da impiegare, il trattamento di finitura, il tipo di incastro tra gli elementi.
3. Elemento di tenuta all’aria
In genere, per garantire la tenuta all’aria, è sufficiente un foglio* di spessore
di pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase di progetto, indica-
re che i fogli debbano essere collegati con nastro biadesivo.
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sul-
la resistenza a compressione (tenendo presente sia i carichi permanenti
che quelli variabili, sia la loro distribuzione sulla superficie) e su conside-
razioni legate al fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio.
La resistenza termica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo.
In relazione al fatto che, per questa specifica soluzione, l’elemento termoiso-
lante svolge anche funzioni di tipo meccanico (supporto della listellatura di
ventilazione delle tegole) è necessario verificare la sua deformabilità sotto il
carico lineare dovuto al listello (cfr. capitolo 9).
5. Strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera
Lo strato di ventilazione ha, in genere, uno spessore di circa 6÷8 cm. È im-
portante sottolineare che, con elevati valori di resistenza termica del sistema
di copertura, la ventilazione perde sostanzialmente di efficacia ai fini della
riduzione del flusso termico entrante nell’edificio in stagione estiva. I listelli
devono essere idoneamente ancorati alla struttura principale (punto 1: ele-
mento portante, travi in legno).
È consigliabile effettuare una compartimentazione al fuoco dello strato inse-
rendo, con un passo consigliato di circa 5 m, fasce di materiale in Euroclasse
A1, come, ad esempio, lana di roccia, per evitare il diffondersi di un eventuale
incendio. Le fasce devono saturare completamente l’interspazio presente.
Figura 3.2
Esploso assonometrico

*Sono da utilizzarsi fogli di polietilene o altra tipologia di materiale (con sovrapposizione a tenuta) con permeabilità all’aria equivalente o minore in quanto, sotto l’azione di sovrapressioni interne o
depressioni esterne causate dal vento, non si devono determinare flussi di aria dall’interno verso l’esterno che potrebbero provocare elevati fenomeni condensativi.

92
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

6. Strato di supporto, pannelli in legno


Note aggiuntive
Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di con-
seguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335, Potere fonoisolante
„„
UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. Il fissaggio alla struttura portante
deve essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi permanenti e variabili Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre-
ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e per il fissaggio, secondo visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
quanto indicato nella parte teorica introduttiva del presente manuale. Si deve esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
anche considerare che essi sono sottoposti a forti variazioni termiche in quan- elemento quindi contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
to non vi è ventilazione al di sopra di essi. assumono molta importanza la tipologia dello strato di supporto (assi-
to in legno), dell’elemento termoisolante (massa e porosità aperte) e la
7. Elemento di tenuta, tegole bituminose tenuta all’aria complessiva. Per il progettista è quindi importante avere
L’elemento di tenuta deve essere progettato in termini di resistenza all’acqua, a disposizione il dato complessivo sul “pacchetto”, certificato dal produt-
di assorbimento d’acqua, di impermeabilità all’acqua, di resistenza ai raggi tore.
UV, di resistenza ad elevate temperature e di resistenza al blistering e, più in Comportamento al fuoco
„„
generale, secondo quanto indicato nella UNI [Link] queste caratteristiche,
con i riferimenti normativi indicati, devono essere indicate dal progettista nei È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella
documenti di progetto. La tipologia di posa, con chiodi o mediante saldatura a prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
fiamma, dipende dalla zona climatica, dalla pendenza e della lunghezza della dei diversi elementi della copertura ventilata.
falda. Per falde molto lunghe o con bassa pendenza è necessario utilizzare un
sottomanto realizzato con una membrana bituminosa: in questo caso la fini-
tura a “tegola” ha principalmente uno scopo architettonico e non funzionale.

93
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Elemento portante, travi in legno 5. Strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera


È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa I listelli devono essere posati perpendicolarmente alla linea di gronda, pa-
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello ralleli fra di loro in corrispondenza delle travi strutturali sottostanti (punto 1:
strato protettivo. elemento portante, travi in legno), alle quali devono essere ancorati mediante
fissaggio meccanico.
2. Strato di supporto, assito in legno
6. Strato di supporto, pannelli in legno
È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello I pannelli devono essere posati in modo tale da non avere variazioni di plana-
strato protettivo. La posa, soprattutto nel caso di elementi non maschiati, deve rità ed in modo sfalsato, per garantire una maggiore legatura della copertura.
avvenire in modo molto accurato, ad evitare la presenza di fughe. È necessario garantire fra un pannello e quelli contigui un giunto di alcuni
millimetri, per assorbire le variazioni termiche, che sono molto consistenti.
3. Elemento di tenuta all’aria
7. Elemento di tenuta, tegole bituminose
Ci si deve accertare che gli elementi siano perfettamente collegati e che gli
stessi garantiscano la continuità della tenuta anche in corrispondenza di tutti La posa delle tegole deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposizio-
i nodi presenti (lucernari, colmo, ecc.). ne voluta in fase di progetto. Per falde molto lunghe o con bassa pendenza è
necessario utilizzare un sottomanto realizzato con una membrana e/o un’im-
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia primitura bituminosa: in questo caso la finitura a “tegola” ha principalmente
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o, uno scopo architettonico e non funzionale. A tale proposito si raccomanda di
in genere, deteriorati. consultare sempre le istruzioni di posa del produttore delle tegole.
L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
no essere sfalsati fra di loro.

94
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Il colmo della presente soluzione tecnica è di tipo ventilato, coerentemente


con la tipologia di copertura.

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:
1. Elemento di aerazione
L’elemento di aerazione, realizzato mediante una scossalina metallica, viene
posato con un sistema di fissaggio ad un supporto vincolato alla struttura
principale.
2. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione, in corrispondenza del colmo, non può essere sensi-
bilmente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzio-
ne dell’efficienza.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
4. Elemento termoisolante
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera
tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
5. Strato di tenuta all’aria Figura 3.3
Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.

95
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possono dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Continuità della tenuta all’acqua
La continuità della tenuta all’acqua viene garantita con un collo realizzato in
materiale bituminoso compatibile con quello delle tegole. È possibile anche
la risoluzione del nodo mediante una scossalina metallica, anche se la sua
realizzazione è più difficoltosa.
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio per permettere una maggiore illuminazio-
ne in occasione delle ore del giorno dove il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la scossalina del lucernario per evitare possibili punti di infiltrazione di aria
verso l’esterno con pericolo di condensazione.
5. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino al telaio del
Figura 3.4
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario
termica (ponti termici).

96
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Continuità della tenuta all’acqua
La continuità della tenuta all’acqua viene garantita con un controtubo dotato
di flangia realizzato in materiale bituminoso compatibile e saldabile con quello
delle tegole. È possibile la risoluzione del nodo mediante una scossalina me-
tallica, anche se la sua realizzazione è più difficoltosa.
3. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere il
controtubo per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso l’esterno, con
pericolo di condensazione.
4. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
5. Sigillatura
Figura 3.5
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della copertu-
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici
ra si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.
6. Elemento resistente al fuoco
Nel caso in cui la canalizzazione sia un camino di emissione fumi di una calda-
ia o simile, si dovrà avere una corona circostante, con una larghezza di circa 50
cm, a completa chiusura dello strato di ventilazione, realizzata con materiale
resistente al fuoco, ad esempio lana di roccia, per evitare che, in occasione di
incendio, si abbia propagazione delle fiamme.

97
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
2. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
del canale di gronda è notevole, oppure quando si hanno intense azioni di neve
e vento.
3. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garanti-
re una idonea manutenzione.
4. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
5. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale, per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
6. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno Figura 3.6
della copertura. Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda

7. Spessore della gronda


È consigliabile posizionare i travetti di sostegno della gronda ad una quota
superiore rispetto a quelli principali della copertura, per ridurre lo spessore
totale della gronda così da assicurare un minore impatto visivo.

98
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
E’ opportuno prevedere il posizionamento di un elemento metallico, con fun-
zione di gocciolatoio.
2. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
3. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
4. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
5. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale, per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
6. Risvolto verticale del canale di gronda
In corrispondenza del parapetto, il canale di gronda deve avere un risvolto in
quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che
bagnerebbe la muratura, degradandola. Figura 3.7
Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto
7. Scossalina di protezione
In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di gronda deve
essere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di
acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
8. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
della copertura.

99
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione in corrispondenza del colmo non può essere sensibil-
mente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzione
dell’efficienza.
2. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
3. Scossalina
In corrispondenza del colmo dovrà essere posizionata una specifica scossa-
lina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare orizzontalmente
in maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi all’interno
della copertura.
4. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura
per evitare infiltrazioni di acqua.
È sconsigliata la sola adozione di sigillanti. La lunghezza di sovrapposizione
dipende della ventosità, dalla pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
5. Elemento termoisolante
Figura 3.8
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)
in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
6. Strato di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo alla parete perimetrale.

100
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata. Deve essere
realizzata con materiale compatibile e saldabile con quello con cui sono rea-
lizzate le tegole.
2. Aletta della scossalina
È presente un’aletta verticale, sporgente di alcuni centimetri sopra il piano
della copertura, che svolge la funzione di contenimento dell’acqua piovana; la
scossalina deve poter accogliere la poca acqua proveniente dalla fascia peri-
metrale della copertura.
3. Elemento di supporto della scossalina
L’elemento svolge sia la funzione di supporto, sia quella di chiusura orizzonta-
le del pacchetto di muratura.
4. Elemento termoisolante
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale, i pannelli devono essere sa-
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
5. Strato di tenuta all’aria
Figura 3.9
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo al listello di bordo.

101
ISOLAMENTO TERMICO

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e delle caratteristiche tecniche del pannello isolante utilizzato.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
0,037 (1) 13 0,261

0,037 (1)
14 0,244

0,037 (1) 18 0,193

0,037 (1)
20 0,175

0,037 (1) 26 0,136

0,037 (1) 30 0,119

0,036 (2)
12 0,274

0,036 (2) 14 0,238

0,036 (2) 18 0,188

0,036 (2) 20 0,170

0,036 (2)
26 0,133

0,036 (2) 30 0,116

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (DUROCK
ENERGY(1), HARDROCK ENERGY(2)), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

102
SCHEDA 4

Copertura discontinua a falde,


isolata in intradosso e ventilata
Elemento portante: travi in legno
Elemento di tenuta: tegole in laterizio
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde inclinate con elemento portante in legno. È isolata termicamente all’intradosso del tavolato in
legno mediante un pannello in lana di roccia posizionato tra gli elementi portanti della copertura.
I pannelli di lana di roccia sono nascosti da lastre di rivestimento (gesso rivestito, gessofibra o legno) fissate, tramite una listellatura secondaria, ai travetti prin-
cipali della copertura.
I listelli di supporto delle tegole sono appoggiati sul listello di ventilazione.
La presenza di uno strato di controllo alla tenuta all’acqua, posto all’estradosso dell’assito in legno, garantisce in termini di infiltrazioni accidentali di acqua dovute
a rotture di tegole o altro e permette di evidenziare, senza danni, il guasto.
La soluzione è identicamente valevole per tegole in laterizio, cemento o simili. La soluzione viene utilizzata soprattutto nel caso di edifici destinati a residenze, sia
nel caso di nuova realizzazione sia nel caso di recupero di sottotetto.

Figura 4.1

104
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Strato di rivestimento,
Planarità
lastre in gesso rivestito o gessofibra

Elemento di supporto, listelli in legno Resistenza meccanica

Elemento di tenuta all'aria Permeabilità all'aria

Elemento portante, travi in legno Resistenza meccanica, freccia massima legislazione vigente

Conducibilità specifica UNI 10351


Elemento termoisolante, pannello in
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo UNI EN 12086
lana di roccia
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1

Strato di supporto, assito in legno Resistenza meccanica, freccia massima

Strato di controllo alla tenuta Permeabilità al vapore


all’acqua, telo geotessile non tessuto Tenuta all’acqua

Sezione geometrica
Strato di ventilazione, listelli in legno/ UNI EN 335, UNI EN 350-1,
Resistenza agli agenti biologici
aria libera UNI EN 350-2, UNI EN 460
Resistenza all’acqua

Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Strato di supporto, listelli in legno
Resistenza all'acqua UNI EN 350-2, UNI EN 460

Resistenza all’acqua
Impermeabilità all’acqua
Resistenza al gelo UNI EN 539-1
Elemento di tenuta, tegole in laterizio
Carico di rottura a flessione UNI EN 539-2
Resistenza alla grandine
Resistenza agli agenti chimici e biologici

105
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Strato di rivestimento, lastre in gesso rivestito o gessofibra


Per lo strato, in caso di lastre in gesso rivestito, dovrà essere data una idonea
indicazione secondo la normativa UNI 10718:1999.
Qualora le lastre di gesso fossero a contatto con un ambiente a possibile ele-
vato contenuto di umidità è necessario richiedere uno specifico trattamento
che ne limiti l’assorbimento idrico totale.
A seconda delle varie necessità, è possibile richiedere un assorbimento mas-
simo del 5% (lastre tipo “H1”),10% (lastre tipo “H2”) e 25% (lastre tipo “H3”),
determinato con il metodo descritto nella normativa sopra indicata.
2. Elemento di supporto, listelli in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to dovuti al peso dello strato di rivestimento.
3. Elemento di tenuta all’aria, foglio di polietilene
In genere, per garantire la tenuta all’aria, è sufficiente un foglio di spessore di
pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase di progetto, indicare
che i fogli debbano essere collegati con nastro biadesivo. 
È necessario valutare la resistenza al passaggio di vapore acqueo minima ne-
cessaria di questo strato in base ad una verifica termoigrometrica, secondo la
UNI EN ISO 13788. Nel caso la verifica imponesse la presenza di barriera al
vapore, il presente elemento di tenuta all’aria (foglio di polietilene) può assol-
vere a questa funzione.
4. Elemento portante, travi in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di pro-
getto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigen-
te. Deve anche essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’ac-
qua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative
UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460.
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, che dovrà
essere determinata attraverso apposito calcolo, e su considerazioni legate al
fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio.
6. Strato di supporto, pannello in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima. È importante anche indicare il tipo di pan-
nello da impiegare, il trattamento di finitura, il tipo di incastro tra gli elementi.
7. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
Figura 4.2
Il materiale deve garantire una tenuta all’acqua, anche se non assoluta, assi- Esploso assonometrico
curando, tuttavia, una idonea permeabilità al vapore per determinare la qua-

106
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

le deve essere effettuato il calcolo del rischio di condensazione, secondo la climatica.


UNI EN ISO 13788. Note aggiuntive
8. Strato di ventilazione, listelli in legno/aria libera Pendenza della copertura
„„
Lo strato di ventilazione ha, in genere, uno spessore di circa 6÷8 cm. È impor- Si determina in base a quanto indicato nella normativa UNI 9460 in base
tante sottolineare che, con elevati valori di resistenza termica del sistema di alla zona climatica ed alla tipologia delle tegole. In alcuni casi può essere
copertura, la ventilazione perde sostanzialmente di efficacia ai fini della ridu- necessario un fissaggio meccanico delle tegole al supporto.
zione del flusso termico entrante nell’edificio in stagione estiva. È tuttavia im-
portante garantire una idonea ventilazione alla zona “sottotegola” per evitare Potere fonoisolante
„„
una elevata umidità relativa che potrebbe portare ad un degrado precoce dello Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre-
strato di supporto in legno. I listelli devono essere idoneamente ancorati alla visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
struttura principale. esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
Per i listelli deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’ac- elemento, quindi, contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
qua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative assumono molta importanza la tipologia dello strato di rivestimento, del-
UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. lo strato di supporto (assito in legno), dell’elemento termoisolante (mas-
I listelli devono essere idoneamente ancorati alla struttura principale (punto sa e porosità aperte) e la tenuta all’aria complessiva. Per il progettista è
1: elemento portante, travi in legno). È consigliabile effettuare una comparti- quindi importante avere a disposizione il dato complessivo sul “pacchet-
mentazione al fuoco dello strato inserendo, con un passo consigliato di circa to”, certificato dal produttore.
5 m, fasce di materiale in Euroclasse A1, come, ad esempio, lana di roccia,
per evitare il diffondersi di un eventuale incendio. Le fasce devono saturare Comportamento al fuoco
„„
completamente l’interspazio presente. È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella
9. Strato di supporto, listelli in legno prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
dei diversi elementi della copertura ventilata.
Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di con-
seguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335,
UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. La distanza fra i listelli dipende
dalla conformazione geometrica dell’elemento di tenuta. Il fissaggio dei listelli
alla struttura portante deve essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi
permanenti e variabili ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e
per il fissaggio, secondo quanto indicato nella parte teorica introduttiva del
presente manuale.
10. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
L’elemento di tenuta deve essere progettato in termini di resistenza all’acqua,
di impermeabilità all’acqua, di resistenza al gelo, di resistenza agli agenti chi-
mici e biologici, di carico di rottura a flessione e di resistenza alla grandine
secondo quanto indicato nelle UNI 9308 e UNI 9460. Tutte queste caratteristi-
che, con i riferimenti normativi indicati, devono essere specificate dal proget-
tista nei documenti di progetto. La lunghezza di sovrapposizione delle tegole
è definita dalla UNI 9460 in base alla loro tipologia, alla pendenza ed alla zona

107
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Strato di rivestimento, lastre in gesso rivestito o gessofibra 9. Strato di supporto, listelli in legno
Le lastre devono essere posizionate avendo cura della planarità (adeguando, I listelli devono essere posati parallelamente alla linea di gronda, paralleli fra
se necessario, quella imposta dai travetti), della contiguità delle stesse e dei di loro e perfettamente distanziati ad evitare criticità in fase di posa delle tego-
dettagli in corrispondenza delle zone perimetrali. le. Il primo listello della fila deve avere un’altezza maggiore rispetto agli altri
di un valore pari a quello di una tegola per consentire alla prima fila di queste
2. Elemento di supporto, listelli in legno ultime di avere la stessa pendenza delle altre; l’interasse dei primi due listelli
I listelli devono essere posti in opera secondo uno schema regolare, paralleli deve essere inferiore a quelli successivi per permettere una adeguata spor-
tra loro ed a distanza determinata in relazione alla dimensione dei pannelli genza della prima fila di tegole sopra il canale di gronda, se presente.
costituenti lo strato di rivestimento.
10. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
I listelli devono essere adeguatamente ancorati, mediante fissaggio meccani-
co, alle travi portanti principali. La posa delle tegole deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposi-
zione voluta in fase di progetto. Non devono essere posate tegole mancanti di
3. Elemento di tenuta all’aria, foglio in polietilene parti o con presenza di difetti visibili.
Ci si deve accertare che i fogli siano perfettamente collegati e che gli stessi
garantiscano la continuità della tenuta anche in corrispondenza di tutti i nodi
presenti (lucernari, colmo, ecc.).
4. Elemento portante, travi in legno
È necessario, in relazione al fatto che la struttura fa da supporto alle lastre in
gesso rivestito, effettuare la posa con la massima attenzione, al fine di evitare
difetti di planarità.
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
in genere, deteriorati. L’accostamento ai travetti deve essere perfetto al fine di
evitare ponti termici.
6. Strato di supporto, pannelli in legno
È necessario effettuare la posa con molta attenzione, al fine di evitare dan-
neggiamenti. La posa, soprattutto nel caso di elementi non maschiati, deve
avvenire in modo molto accurato, ad evitare la presenza di fughe.
7. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
La sovrapposizione dei teli deve essere di almeno 20 cm. I teli devono risvol-
tare in corrispondenza del colmo e, in genere, di elementi di interruzione qua-
li lucernari o simili e devono permettere lo scarico dell’acqua nel canale di
gronda.
8. Strato di ventilazione, listelli in legno/ aria libera
I listelli devono essere posati perpendicolarmente alla linea di gronda, paral-
leli fra di loro in corrispondenza delle travi strutturali sottostanti, alle quali
devono essere ancorati mediante fissaggio meccanico.

108
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Il colmo della presente soluzione tecnica è di tipo ventilato, coerentemente


con la tipologia di copertura.

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:
1. Elemento di aerazione
L’elemento di aerazione viene posato con un sistema di fissaggio ad un sup-
porto in legno vincolato alla struttura principale.
2. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione, in corrispondenza del colmo, non può essere sensi-
bilmente inferiore rispetto a quella della parte corrente, al fine di evitare la
diminuzione dell’efficienza.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
4. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.
5. Elemento termoisolante
Figura 4.3
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo
tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
6. Strato di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.

109
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possono dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni di
acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del lucernario e sopra tegola a
valle del lucernario. In corrispondenza dei lati del lucernario si ha la sovrap-
posizione “soprategola-sottotegola” della scossalina. È quindi consigliabile
utilizzare per la scossalina un materiale duttile per consentire un facile ade-
guamento in opera alla reale conformazione geometrica.
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario, è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio per permettere una maggiore illuminazio-
ne in occasione delle ore del giorno dove il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario, per evitare infiltrazioni di
acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto
di tenuta, e permettere il deflusso verso il basso.
Figura 4.4
5. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario

L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere


la scossalina del lucernario per evitare possibili punti di infiltrazione di aria
verso l’esterno con pericolo di condensazione.
6. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino al telaio del
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).

110
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da poter evitare infiltrazioni di
acqua. Essa viene posta sottotegola a monte del terminale impiantistico e
soprategola a valle. In corrispondenza dei lati si ha la sovrapposizione “so-
prategola-sottotegola” della scossalina. È quindi consigliabile utilizzare per
la scossalina un materiale duttile, per consentire un facile adeguamento in
opera alla reale conformazione geometrica.
3. Supporto dell’elemento di tenuta
L’ultimo supporto dell’elemento di tenuta prima della canalizzazione deve es-
sere conformato in maniera tale da non produrre variazioni di pendenza della
falda.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino a
raggiungere almeno la scossalina per evitare infiltrazioni di acqua verso l’in-
terno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta, e per-
mettere il deflusso verso il basso. Figura 4.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici
5. Scossalina inferiore
È consigliabile che la scossalina venga conformata in maniera tale da evitare
concavità che porterebbero ad avere ristagni di acqua o neve.
6. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria 9. Elemento resistente al fuoco
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere Nel caso in cui la canalizzazione sia un camino di emissione fumi di una cal-
lo strato di controllo della tenuta all’acqua per evitare possibili punti di infiltra- daia o simile, si dovrà avere una corona circostante, con una larghezza di circa
zione di aria verso l’esterno con pericolo di condensazione 50 cm, a completa chiusura dello strato di ventilazione, realizzata con mate-
riale resistente al fuoco, ad esempio lana di roccia, per evitare che, in caso di
7. Continuità dell’elemento termoisolante incendio, si abbia propagazione delle fiamme.
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
8. Sigillatura
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della copertu-
ra si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.

111
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiungere
il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati lignei sotto-
stanti, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
4. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
del canale di gronda è notevole oppure quando si hanno intense azioni di neve
e vento. L’ elemento viene fissato al tavolato in legno.
5. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
6. Listello di base
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere Figura 4.6
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
delle altre.
7. Continuità dell’elemento termoisolante 9. Risvolto del canale di gronda

L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po- L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
resistenza termica (ponti termici). della copertura.

8. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria 10. Spessore della gronda

L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere È consigliabile posizionare i travetti di sostegno della gronda ad una quota
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso superiore rispetto a quelli principali della copertura per ridurre lo spessore
l’esterno con pericolo di condensazione. totale della gronda, così da assicurare un minore impatto visivo.

112
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiungere
il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati lignei sotto-
stanti, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta.
3. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti. L’elemento deve, tuttavia,
garantire una idonea ventilazione.
4. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere, tuttavia, tale da potere garan-
tire una idonea manutenzione.
5. Listello di base
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
delle altre.
6. Continuità dell’elemento termoisolante
Figura 4.7
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po- Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
7. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’aria 9. Scossalina
L’elemento di tenuta all’aria deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di gronda deve
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso essere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di
l’esterno con pericolo di condensazione. acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
8. Risvolto verticale del canale di gronda 10. Risvolto del canale di gronda
In corrispondenza del parapetto, il canale di gronda deve avere un risvolto in L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
bagnerebbe la muratura, degradandola. della copertura.

113
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Sezione di aerazione
La sezione di aerazione in corrispondenza del colmo non può essere sensibil-
mente inferiore rispetto a quella della parte corrente, ad evitare diminuzione
dell’efficienza.
2. Protezione della bocca di aerazione
In corrispondenza della bocca di aerazione deve essere posato un elemento
che protegga rispetto all’accesso di volatili e insetti e che eviti l’ingresso di
acqua nella zona sottotegola. L’elemento deve, tuttavia, garantire una idonea
ventilazione.
3. Scossalina di protezione
In corrispondenza del colmo, dovrà essere posizionata una specifica scossa-
lina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare orizzontalmente
in maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi all’interno
della copertura.
La lunghezza di sovrapposizione dipende dalla ventosità, dalla pendenza della
falda e dalla piovosità del sito.
4. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura
per evitare infiltrazioni di acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
5. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto dei teli.
Figura 4.8
6. Elemento termoisolante
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati
in maniera tale da evitare lacune, che indurrebbero ponti termici, e devono
poter giungere direttamente fino a quelli posizionati in parete, senza soluzioni
di continuità, per evitare zone a minor resistenza termica (ponti termici).
7. Strato di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo alla parete perimetrale.

114
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata.
2. Aletta della scossalina
È presente un’aletta verticale, sporgente di alcuni centimetri sopra il piano
della copertura, che svolge la funzione di contenimento dell’acqua piovana; la
scossalina deve poter accogliere la poca acqua proveniente dalla fascia peri-
metrale della copertura.
3. Risvolto verticale della scossalina
La scossalina deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al fine di evitare
che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno della copertura.
4. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del canale di
bordo, mediante un adeguato risvolto orizzontale dei teli.
5. Elemento di supporto della scossalina
L’elemento svolge sia la funzione di supporto, sia di chiusura orizzontale del
pacchetto di muratura.
Figura 4.9
6. Elemento termoisolante Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)

In corrispondenza nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sago-


mati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici. È ne-
cessario che gli ultimi elementi del paramento interno vengano realizzati con
materiale a bassa conducibilità termica, per evitare il ponte termico. È pos-
sibile anche la loro sostituzione direttamente con materiale specificamente
termoisolante, qualora non vi siano problematiche statiche di tale parete.
7. Strato di tenuta all’aria
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo al listello di bordo.

115
ISOLAMENTO TERMICO E ISOLAMENTO ACUSTICO AI RUMORI AEREI

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e delle caratteristiche tecniche del pannello isolante utilizzato.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
0,035 12 0,262
0,035 18 0,181
0,035 24 0,138
0,035 28 0,119

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (ROCKWOOL 220),
si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

RRww== 44
44dB
dB
C= -1 dB Ctr= -6 dB
90
85
80
75
SOLUZIONE TESTATA ACUSTICAMENTE
70

Potere fonoisolante R [dB]


1. Lastra ondulata* in fibrocemento, spessore 6,5 mm 65
60
2. Schermo impermeabile traspirante: strato di tessuto non tessuto in 55
polipropilene 50
45
3. Assito in legno: perlina in legno di abete, sezione 130 x 23 mm
40
4. Travetto in legno lamellare di abete, sezione 80 x 120 mm 35
30
5. Strato di materiale isolante: pannello ROCKWOOL 220 in lana di roccia,
25
spessore nominale 120 mm e densità 50 Kg/m3
20
6. Barriera al vapore: pellicola multistrato in poliestere con rivestimento in al- 15
luminio e pellicola in polietilene, rete di rinforzo, massa superficiale 180 g/m2 10
5
7. Listello di fissaggio in legno di abete, sezione 60 x 30 mm
0
8. Rivestimento in lastre di gessofibra, spessore 12,5 mm, avvitate ai travetti

1000
1250
1600
2000
2500
3150
4000
5000
100
125
160
200
250
315
400
500
630
800
in legno e quindi stuccate sui giunti con stucco per giunti a base di gesso.
Frequenza [Hz]

Prova acustica effettuata presso Modulo Uno S.p.A. di Torino Curva sperimentale
Curva di riferimento

*La lastra ondulata in fibrocemento è stata impiegata nella prova di laboratorio con lo scopo di simulare l’elemento di tenuta in laterizio.

116
SCHEDA 5

Copertura discontinua a falde,


isolata in estradosso e non ventilata
Elemento portante: solaio in laterocemento
Elemento di tenuta: tegole in laterizio
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde inclinate con elemento portante in laterocemento. È isolata termicamente mediante un pan-
nello in lana di roccia posizionato sopra il solaio.
I listelli sono quindi appoggiati direttamente sull’elemento termoisolante e devono essere ancorati al solaio al fine di evitare la loro delocalizzazione.
La presenza di uno strato di controllo alla tenuta all’acqua, posto all’estradosso dell’elemento termoisolante, garantisce in caso di infiltrazioni accidentali di acqua
dovute a rotture di tegole o altro e permette di evidenziare, senza danni, il guasto.
La soluzione è identicamente valevole per tegole in laterizio, cemento o simili. La soluzione viene utilizzata soprattutto nel caso di edifici destinati a residenze, sia
nel caso di nuova realizzazione, sia nel caso di recupero di sottotetto.

Figura 5.1

118
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Strato di rivestimento, intonaco a Planarità, adesione al supporto


base cementizia con rasatura a gesso Assenza di difetti visibili

Elemento portante, solaio in Resistenza meccanica


legislazione vigente
laterocemento Freccia massima

Deformazione sotto carico UNI EN 826


Conducibilità specifica UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo UNI EN 12086
in lana di roccia
Carico puntuale UNI EN 12430
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1

Strato di controllo alla tenuta Permeabilità al vapore


all’acqua, telo geotessile non tessuto Tenuta all’acqua

Resistenza agli agenti biologici UNI EN 335, UNI EN 350-1,


Strato di supporto, listelli in legno
Resistenza all’acqua UNI EN 350-2, UNI EN 460

Resistenza all’acqua
Impermeabilità all’acqua
Resistenza al gelo UNI EN 539-1
Elemento di tenuta, tegole in laterizio
Carico di rottura a flessione UNI EN 539-2
Resistenza alla grandine
Resistenza agli agenti chimici e biologici

119
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Strato di rivestimento, intonaco a base cementizia con rasatura a gesso


2. Elemento portante, solaio in laterocemento
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigente.
3. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sulla re-
sistenza a compressione (tenendo in considerazione sia i carichi permanen-
ti che quelli variabili sia la loro distribuzione sulla superficie). La resistenza
termica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo. In relazione al
fatto che, per questa specifica soluzione, l’elemento termoisolante svolge an-
che funzioni di tipo meccanico (supporto della listellatura delle tegole) è ne-
cessario verificare la sua deformabilità sotto il carico lineare dovuto al listello
(cfr. capitolo 9).
4. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
Il materiale deve garantire una tenuta all’acqua, anche se non assoluta, assi-
curando, tuttavia, una idonea permeabilità al vapore per determinare la qua-
le deve essere effettuato il calcolo del rischio di condensazione, secondo la
UNI EN ISO 13788.
5. Strato di supporto, listelli in legno
Deve essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’acqua e, di con-
seguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative UNI EN 335,
UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460. La distanza fra i listelli dipende
dalla conformazione geometrica dell’elemento di tenuta. Il fissaggio dei listelli
alla struttura portante deve essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi
permanenti e variabili ed alla tipologia di materiale utilizzato per i listelli e
per il fissaggio, secondo quanto indicato nella parte teorica introduttiva del
presente manuale. Figura 5.2
Esploso assonometrico
6. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
L’elemento di tenuta deve essere progettato in termini di resistenza all’acqua,
di impermeabilità all’acqua, di resistenza al gelo, di resistenza agli agenti chi-
mici e biologici, di carico di rottura a flessione e di resistenza alla grandine se-
condo quanto indicato nelle UNI 9308 e UNI 9460. Tutte queste caratteristiche,
con i riferimenti normativi indicati, devono essere indicate dal progettista nei
documenti di progetto. La lunghezza di sovrapposizione delle tegole è definita
dalla UNI 9460 in base alla loro tipologia, alla pendenza ed alla zona climatica.

120
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Strato di rivestimento, intonaco a base di malta e rasatura a gesso


Note aggiuntive
L’intonacatura deve essere realizzata avendo cura della planarità e dei dettagli
Pendenza della copertura
„„ in corrispondenza con le zone perimetrali.

Si determina in base a quanto indicato nella normativa UNI 9460 in base 2. Elemento portante, solaio in laterocemento
alla zona climatica ed alla tipologia delle tegole. In alcuni casi può essere Al fine di evitare eccessivi riporti di materiale sia all’intradosso sia all’estra-
necessario un fissaggio meccanico delle tegole al supporto. dosso, con funzioni di livellamento, è necessario effettuare una casseratura e
Potere fonoisolante
„„ getto in maniera accurata.

Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre- 3. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
in genere, deteriorati.
elemento quindi contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
assume molta importanza la tipologia e la massa dell’elemento portante
no essere sfalsati fra di loro.
(solaio in laterocemento). Per il progettista è importante avere a disposi-
zione il dato complessivo sul “pacchetto”, certificato dal produttore. 4. Strato di controllo alla tenuta all’acqua, telo geotessile non tessuto
Comportamento al fuoco
„„ La sovrapposizione dei teli deve essere di almeno 20 cm. I teli devono risvol-
tare in corrispondenza del colmo e, in genere, di elementi di interruzione qua-
È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella
li lucernari o simili e devono permettere lo scarico dell’acqua nel canale di
prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
gronda.
dei diversi elementi della copertura ventilata.
5. Strato di supporto, listelli in legno
I listelli devono essere posati parallelamente alla linea di gronda, paralleli fra
di loro e perfettamente distanziati ad evitare criticità in fase di posa delle tego-
le. Il primo listello della fila deve avere un’altezza maggiore rispetto agli altri
di un valore pari a quello di una tegola per consentire alla prima fila di queste
ultime di avere la stessa pendenza delle altre; l’interasse dei primi due listelli
deve essere inferiore a quelli successivi per permettere una adeguata spor-
genza della prima fila di tegole sopra il canale di gronda, se presente. I listelli
devono possedere varchi al fine di garantire il passaggio di acqua verso il ca-
nale di gronda, qualora vi fossero infiltrazioni accidentali di acqua sottotegola.
6. Elemento di tenuta, tegole in laterizio
La posa delle tegole deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposi-
zione voluta in fase di progetto. Non devono essere posate tegole mancanti di
parti o con presenza di difetti visibili.

121
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Il colmo della presente soluzione tecnica è di tipo ventilato, coerentemente


con la tipologia di copertura.

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:
1. Elemento di tenuta
L’elemento viene posato direttamente sulle tegole contigue con giunti in malta.
2. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.
3. Elemento termoisolante
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera
tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.

Figura 5.3
Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo

122
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possono dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni di
acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del lucernario e sopra tegola a
valle del lucernario. In corrispondenza dei lati del lucernario si ha la sovrap-
posizione “soprategola-sottotegola” della scossalina. È quindi consigliabile
utilizzare per la scossalina un materiale duttile per consentire un facile ade-
guamento in opera alla reale conformazione geometrica.
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio per permettere una maggiore illuminazione
in occasione delle ore del giorno dove il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario per evitare infiltrazioni di Figura 5.4
acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario
di tenuta, e permettere il deflusso verso il basso.

123
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà esse-
re sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni
di acqua. Essa viene posta sotto tegola a monte del terminale impiantistico e
sopra tegola a valle. In corrispondenza dei lati si ha la sovrapposizione “so-
prategola-sottotegola” della scossalina. È quindi consigliabile utilizzare per la
scossalina un materiale duttile per consentire un facile adeguamento in opera
alla reale conformazione geometrica.
3. Supporto dell’elemento di tenuta
L’ultimo supporto dell’elemento di tenuta prima della canalizzazione deve es-
sere conformato in maniera tale da non produrre variazioni di pendenza della
falda.
4. Risvolto verticale dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario per evitare infiltrazioni di
acqua verso l’interno, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto
di tenuta, e permettere il deflusso verso il basso. Figura 5.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici
5. Scossalina inferiore
È consigliabile che la scossalina venga conformata in maniera tale da evitare
concavità che porterebbero ad avere ristagni di acqua o neve.
6. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
7. Sigillatura
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della coper-
tura si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.

124
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiungere
il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati sottostanti,
in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta.
3. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
del canale di gronda è notevole oppure quando si hanno intense azioni di neve
e vento. L’elemento viene fissato al primo listello di supporto delle tegole.
4. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
5. Listello di bordo
In corrispondenza del bordo inferiore della gronda è presente un listello con
funzione di chiusura, di supporto e di contenimento di elementi e strati funzio-
nali. Su questo elemento viene vincolato anche il canale di gronda.
6. Listello di base Figura 5.6
Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
delle altre. Su questo elemento viene vincolata anche la cicogna. 9. Taglio termico della struttura portante

7. Continuità dell’elemento termoisolante La gronda, realizzata in calcestruzzo, al fine di evitare ponti termici, deve esse-
re sezionata termicamente rispetto al solaio principale. Uno dei sistemi pos-
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po- sibili consiste nell’utilizzare barre o profili in acciaio distanziatori con capacità
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor portanti. Fra il solaio e la gronda può quindi essere posizionato un isolante
resistenza termica (ponti termici). termico.
8. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
della copertura.

125
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Posizione elementi di tenuta
La prima fascia degli elementi di tenuta deve sporgere rispetto al filo interno
del canale di gronda di circa 1/3 della larghezza stessa del canale per permet-
tere una idonea caduta dell’acqua al suo interno.
2. Proseguimento dello strato di controllo alla tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve proseguire fino a raggiunge-
re il canale di gronda per evitare infiltrazioni di acqua verso gli strati lignei
sottostanti, in occasione di eventuali rotture di elementi del manto di tenuta.
L’aletta del canale di gronda deve proseguire al di sotto del manto di tenuta al
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
della copertura.
3. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
4. Listello di base
In corrispondenza del bordo della gronda è presente un listello con funzione
di supporto della prima fascia di tegole. Il primo listello della fila deve avere
un’altezza maggiore rispetto agli altri di un valore pari a quello di una tegola
per consentire alla prima fila di queste ultime di avere la stessa pendenza
delle altre.
5. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor Figura 5.7
resistenza termica (ponti termici). Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto

6. Risvolto verticale del canale di gronda


In corrispondenza del parapetto, il canale di gronda deve avere un risvolto in
quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che
bagnerebbe la muratura, degradandola. 8. Taglio termico della struttura portante (eventuale)
Il parapetto, realizzato in calcestruzzo, al fine di evitare ponti termici, deve
7. Scossalina di protezione
essere sezionato termicamente rispetto al solaio principale. Se vi fosse ne-
In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di gronda deve cessità di collegamento al solaio principale, uno dei sistemi possibili consiste
essere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di nell’utilizzare barre o profili in acciaio distanziatori con capacità portanti. Fra il
acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti. solaio e il parapetto può quindi essere posizionato un isolante termico.

126
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina di protezione
In corrispondenza del colmo, dovrà essere posizionata una specifica scossa-
lina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare orizzontalmente in
maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi all’interno del-
la copertura. La lunghezza di sovrapposizione dipende dalla ventosità, dalla
pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
2. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura
per evitare infiltrazioni di acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
3. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto dei teli.
4. Elemento termoisolante
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati
in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.

Figura 5.8
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)

127
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata.
2. Aletta della scossalina
È presente un’aletta verticale, sporgente di alcuni centimetri sopra il piano
della copertura, che svolge la funzione di contenimento dell’acqua piovana; la
scossalina deve poter accogliere la poca acqua proveniente dalla fascia peri-
metrale della copertura.
3. Risvolto verticale della scossalina
La scossalina deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al fine di evitare
che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno della copertura.
4. Strato di controllo della tenuta all’acqua
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza dela scossali-
na, mediante un adeguato risvolto orizzontale dei teli.
5. Elemento di supporto della scossalina
L’elemento svolge sia la funzione di supporto, sia di chiusura orizzontale del
pacchetto di muratura.
6. Elemento termoisolante
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sa-
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.

Figura 5.9
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)

128
ISOLAMENTO TERMICO

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e delle caratteristiche tecniche del pannello isolante utilizzato.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
0,037 (1) 13 0,249

0,037 (1)
14 0,234

0,037 (1) 20 0,169

0,037 (1)
26 0,133

0,037 (1) 30 0,116

0,036 (2)
12 0,261

0,036 (2)
14 0,228

0,036 (2) 20 0,165

0,036 (2)
24 0,140

0,036 (2) 30 0,113

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (DUROCK
ENERGY(1), HARDROCK ENERGY(2)), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

129
SCHEDA 6

Copertura discontinua a falde,


isolata e non ventilata
Elemento portante: travi in legno
Elemento di tenuta: lamiera metallica
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde curve con elemento portante in legno.
È isolata termicamente mediante un elemento termoisolante in doppia stratigrafia, di cui lo strato inferiore è in lana di roccia a densità media o alta e lo strato
superiore è in lana di roccia a bassa densità, parzialmente compresso in fase di installazione dall’elemento di tenuta.
Gli elementi metallici di supporto poggiano direttamente sull’elemento portante in legno e devono essere ad esso ancorati al fine di evitarne la delocalizzazione.
Non è presente uno strato di controllo alla tenuta all’acqua in quanto la soluzione garantisce in tal senso, è invece presente uno strato di barriera al vapore in
quanto, per questa soluzione, in caso contrario, vi è rischio di condensazione interstiziale.
La soluzione viene utilizzata in edifici destinati a residenze, sia nel caso di nuova realizzazione, sia nel caso di recupero di sottotetto e in edifici commerciali o sportivi.

Figura 6.1

132
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Elemento portante, travi in legno Resistenza meccanica, freccia massima legislazione vigente

Strato di supporto, assito in legno Resistenza meccanica, freccia massima

Strato di barriera al vapore, foglio in UNI EN ISO 12572


Resistenza al vapore acqueo
polietilene UNI EN ISO 10456

Conducibilità specifica UNI 10351


Elemento termoisolante, pannello in
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI 13501-1
lana di roccia (primo strato)
Stabilità dimensionale UNI EN 1604

Resistenza agli agenti chimici


Strato di supporto, elementi metallici UNI 10372
Resistenza all’acqua

Conducibilità specifica UNI 10351


Lemento termoisolante, pannello in
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1
lana di roccia (secondo strato)
Stabilità dimensionale UNI EN 1604

Resistenza all’acqua
Tenuta all’acqua
Elemento di tenuta, lastre metalliche Carico di rottura a flessione UNI 10372
Resistenza alla grandine
Rsistenza agli agenti chimici

133
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Elemento portante, travi in legno


Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di pro-
getto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigen-
te. Deve anche essere definita la resistenza agli agenti biologici ed all’ac-
qua e, di conseguenza, stabilito il tipo di trattamento, secondo le normative
UNI EN 335, UNI EN 350-1, UNI EN 350-2 e UNI EN 460.
2. Strato di supporto, assito in legno
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima. È importante anche indicare il tipo di essen-
za da impiegare, il trattamento di finitura, il tipo di incastro tra gli elementi.
3. Strato di barriera al vapore, foglio in polietilene
In genere, per garantire la resistenza al passaggio di vapore, è sufficiente un
foglio di spessore di pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase
di progetto, indicare che i fogli debbano essere collegati con nastro biadesivo.
La resistenza al passaggio di vapore minima necessaria si deve determinare
mediante la normativa UNI EN ISO 13788.
4. Strato di supporto, elementi metallici e staffe in materiale plastico
La distanza fra le staffe dipende dalla conformazione geometrica dell’elemen-
to di tenuta. Il calcolo dell’ancoraggio dei supporti alla struttura portante deve
essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi permanenti e variabili e alla
tipologia di materiale utilizzato per il sistema di supporto e per il fissaggio.
La sezione geometrica del sistema di supporto deve essere, possibil-
mente, non cava in quanto ciò provocherebbe difficoltà nella posa in opera
dell’elemento termoisolante al suo interno. Questo accorgimento è necessa-
rio in quanto, in caso contrario, si attiverebbero numerosi ponti termici.
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (primo strato)
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica e su con-
siderazioni legate al fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio.
La resistenza termica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo.
6. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (secondo strato)
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, e su con-
siderazioni legate al fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio. Figura 6.2
Esploso assonometrico
Il pannello deve presentare deformabilità tale da potere garantire, da un lato,
il supporto dell’elemento di tenuta al fine di evitare sue eccessive deformazio-
ni e, dall’altro, poter aderire all’elemento di tenuta per ridurre la produzione di
rumore in occasione di urti, per esempio dovuti alla grandine.

134
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

7. Elemento di tenuta, lastre metalliche


Note aggiuntive
Per ciò che attiene alla progettazione, è consigliabile fare riferimento alla UNI
10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione Potere fonoisolante
„„
con elementi metallici in lastre”. In particolare dovrà essere valutata l’aggres-
sività dell'atmosfera (gli elementi componenti la copertura devono resistere Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre-
all'aggressività dell'atmosfera in relazione al particolare ambiente nel quale visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
saranno installati, come classificato nella UNI 8627 punto 7.1.7, che suddivide esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
l'ambiente in quattro classi: a - marino; b - industriale; c - urbano; d – ru- elemento quindi contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
rale), la situazione di esposizione locale per quanto riguarda gli aspetti re- assumono molta importanza la tipologia dello strato di supporto (assito
lativi all'impermeabilità all'acqua sulla base dell'effetto concomitante vento- in legno) e dell’elemento termoisolante (massa e porosità aperte) e la
pioggia (pendenza e lunghezza delle falde, sovrapposizione dei prodotti, ecc.) tenuta all’aria complessiva. Per il progettista è quindi importante avere
oppure gli aspetti relativi all'ancoraggio dei prodotti in relazione all’azione del a disposizione il dato complessivo sul “pacchetto”, certificato dal produt-
vento. È opportuno considerare anche le situazioni di esposizione locale se- tore.
condo la legislazione vigente: Comportamento al fuoco
„„
È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella
sito protetto - fondovalle circondato da colline e protetto nelle direzioni di
„„ prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
provenienza dei venti più violenti; dei diversi elementi della copertura.
sito normale - terreno piano che può presentare dislivelli poco sensibili;
„„
sito esposto - zona litorale vicino al mare, valli montane in cui sono pre-
„„
senti venti violenti, zone montane isolate ed esposte.

La pendenza minima della falda di copertura necessaria per assicurare
l'impermeabilità dell'acqua è funzione dei seguenti fattori: zona climatica
e situazione di esposizione locale (sito protetto, sito normale, sito esposto),
lunghezza della falda di copertura, tipo di elemento di tenuta ed entità della
sovrapposizione.

135
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Elemento portante, travi in legno 6. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (secondo strato)
È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello in genere, deteriorati.
strato protettivo. L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. È necessario, nel
caso di struttura a vista, una particolare accuratezza nei fissaggi fra elemento
2. Strato di supporto, assito in legno termoisolante e lamiera grecata. I pannelli devono essere sfalsati fra di loro.
È necessario, in relazione al fatto che la struttura è a vista, effettuare la posa Nel caso di sistemi di supporto dei pannelli a sezione cava, si dovrà avere
con la massima attenzione, al fine di evitare danneggiamenti o distacco dello particolare cura nel riempire i vuoti tra i supporti metallici, al fine di evitare
strato protettivo. La posa, soprattutto nel caso di elementi non maschiati, deve ponti termici.
avvenire in modo molto accurato, ad evitare la presenza di fughe.
7. Elemento di tenuta, lastre metalliche
3. Strato di barriera al vapore, foglio in polietilene La posa deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposizione voluta in
Ci si deve accertare che il collegamento dei vari fogli sia perfetto e che i fogli fase di progetto, e il vincolo agli elementi di supporto. È anche possibile proce-
stessi garantiscano la continuità della tenuta anche in corrispondenza di tutti dere con sistemi automatici che riducono la possibilità di difetti. È necessario
i nodi presenti (lucernari, colmo, ecc). posare le lastre in maniera tale che l’apertura dei giunti sia posizionata sul
lato sottovento rispetto ai venti dominanti. È necessario effettuare un accurato
4. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (primo strato) controllo dei fissaggi meccanici degli elementi di supporto prima della posa
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o, delle lastre metalliche al fine di evitare lacune.
in genere, deteriorati.
L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
no essere sfalsati fra di loro.
5. Strato di supporto, elementi metallici e staffe in materiale plastico
È necessario, nel caso di struttura a vista, una particolare accuratezza nei
fissaggi al fine di evitare anomalie geometriche che potrebbero essere consi-
derati quali difetti estetici.

136
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Il colmo della presente soluzione tecnica è di tipo ventilato, coerentemente


con la tipologia di copertura.

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:
1. Elemento di tenuta di colmo
L’elemento di tenuta, realizzato mediante una scossalina metallica, viene po-
sato con un sistema di fissaggio ad un supporto vincolato alla struttura prin-
cipale. È consigliabile, al fine di favorire eventuali interventi dei vigili del fuoco,
che le lastre metalliche siano arretrate rispetto al colmo di circa 20 cm.
La scossalina dovrà essere sagomata idoneamente per tenere conto dei risalti
delle lastre metalliche. La lunghezza di sovrapposizione dipende della vento-
sità, dalla pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
È possibile anche utilizzare accessori preformati, in genere forniti dai produt-
tori di lastre, che vengono collegati alle stesse. Sono da evitare quegli ele-
menti che creino una sorta di camera chiusa e che possano essere anche solo
parzialmente dislocati dall’azione del vento.
2. Strato di barriera al vapore
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me- Figura 6.3
diante un adeguato risvolto dei teli. Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo

3. Elemento termoisolante
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera
tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici. Si consiglia una posa
sfalsata.

137
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possano dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni
di acqua. Essa può venire posta sopra lastra a monte (fino a raggiungere il
colmo) del lucernario e ancora sopra lastra a valle del lucernario. Tuttavia è
anche possibile saldare la scossalina alle lastre metalliche, scegliendo quindi
materiali saldabili e collegabili fra di loro.
È possibile anche utilizzare accessori preformati, in genere forniti dai produt-
tori di lastre, che vengono collegati alle stesse. Sono da evitare quegli ele-
menti che creino una sorta di camera chiusa e che possano essere anche solo
parzialmente dislocati dall’azione del vento
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio per permettere una maggiore illuminazio-
ne in occasione delle ore del giorno dove il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dello strato di barriera al vapore
Lo strato deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere la scossalina del
lucernario per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso l’esterno con Figura 6.4
pericolo di condensazione. Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario

5. Continuità dell’elemento termoisolante


L’elemento termoisolante deve poter giungere direttamente fino al telaio del
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).

138
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni di
acqua. Essa può venire posta sia sotto la lastra a monte fino a raggiungere il
colmo del lucernario, sia sotto la lastra a valle del lucernario. Tuttavia è anche
possibile saldare la scossalina alle lastre metalliche, scegliendo quindi mate-
riali saldabili e collegabili fra di loro.
3. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
4. Sigillatura
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della copertu-
ra si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.

Figura 6.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici

139
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
di quest’ultimo è notevole oppure quando si hanno intense azioni di neve e
vento.
2. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere, tuttavia, tale da potere garan-
tire una idonea manutenzione.
3. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
4. Risvolto verticale dello strato di barriera al vapore
Lo strato di barriera al vapore deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
5. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
Figura 6.6
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda
della stratificazione.
6. Spessore della gronda
È consigliabile posizionare i travetti di sostegno della gronda ad una quota su-
periore a quelli principali della copertura, per ridurre lo spessore totale della
gronda così da assicurare un minore impatto visivo.

140
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garantire
una idonea manutenzione.
2. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
3. Risvolto verticale dello strato di barriera al vapore
Lo strato di barriera al vapore deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
4. Risvolto verticale del canale di gronda
In corrispondenza del parapetto, il canale di gronda deve avere un risvolto in
quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che
bagnerebbe la muratura, degradandola.
5. Scossalina di protezione
In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di gronda deve
essere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di
acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
6. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno Figura 6.7
della copertura. Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto

141
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina di colmo
In corrispondenza del colmo, dovrà essere posizionata una specifica scossa-
lina atta ad evitare eventuali infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare oriz-
zontalmente in maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi
all’interno della copertura.
La scossalina dovrà essere sagomata idoneamente per tenere conto dei risalti
delle lastre metalliche. La lunghezza di sovrapposizione dipende della vento-
sità, dalla pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
2. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura,
per evitare infiltrazioni di acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
La scossalina dovrà essere sagomata idoneamente per tenere conto dei risalti
delle lastre metalliche. La lunghezza di sovrapposizione dipende della vento-
sità, dalla pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
È possibile anche utilizzare accessori preformati, in genere forniti dai produt-
tori di lastre, che vengono collegati alle stesse. Sono da evitare quegli ele-
menti che creino una sorta di camera chiusa e che possano essere anche solo
parzialmente dislocati dall’azione del vento.
3. Elemento termoisolante
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati Figura 6.8
in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici. Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)

4. Strato di barriera al vapore


Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo alla parete perimetrale.

142
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina di bordo
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata.
2. Risvolto verticale della scossalina di bordo
L’aletta del canale deve essere aggraffata con le lastre correnti al fine di evi-
tare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno della
copertura.
3. Elemento di supporto del canale di bordo
L’elemento svolge sia la funzione di supporto del canale di bordo, sia di chiu-
sura orizzontale del pacchetto di muratura.
4. Elemento termoisolante
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale, i pannelli devono essere sa-
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
5. Strato di barriera al vapore
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo al listello di bordo.
Figura 6.9
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)

143
ISOLAMENTO TERMICO E ISOLAMENTO ACUSTICO AI RUMORI AEREI

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e del pannello isolante utilizzato.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
isol. sup. isol. inf. isol. sup. isol. inf pacchetto
1.
0,035 0,035 4 8 0,268
2.
0,035 0,035 4 10 0,232
3.
0,035 0,035 4 14 0,183
4. 0,035 0,035 4 22 0,129
5.
0,035 0,035 4 25 0,116
6.
Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (ROCKWOOL 211
7.
e ROCKWOOL 234), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

RRww== 47
47dB
dB
C= -3 dB Ctr= -9 dB

90
SOLUZIONE TESTATA ACUSTICAMENTE 85
80
1. Copertura metallica continua in lastre di alluminio pre-verniciato lega
75
3004 UNI 9003/2 sp. 8/10 mm fissate alla sottostruttura tramite staffa di
70
fissaggio interno in nylon rinforzato

Potere fonoisolante R [dB]


65

2. Distanziale a "ZETA" corrente in acciaio zincato S250GD Z100-NA 60


UNI 10147, sp. 15/10 mm, H = 135 mm, fissato alla struttura lignea con viti 55
50
3. Strato di materiale isolante: pannello ROCKWOOL 211 in lana di roccia,
45
spessore 40 mm e densità 40 Kg/m3
40

4. Strato di materiale isolante: pannello ROCKWOOL 234 in lana di roccia, 35

spessore nominale 100 mm e densità 100 Kg/m3 30


25
5. Barriera al vapore: pellicola multistrato in poliestere con rivestimento in al- 20
luminio e pellicola in polietilene, rete di rinforzo, massa superficiale 180 g/m2 15

6. Assito in legno: perlina in legno di abete, sezione 130 x 30 mm 10


5
7. Travetto in legno lamellare di abete, sezione 80 x 120 mm 0

1000
1250
1600
2000
2500
3150
4000
5000
100
125
160
200
250
315
400
500
630
800
Frequenza [Hz]
Prova acustica effettuata presso Modulo Uno S.p.A. di Torino
Curva sperimentale
Curva di riferimento

144
SCHEDA 7

Copertura discontinua a falde,


isolata e non ventilata
Elemento portante: travi in acciaio
Elemento di tenuta: lastre metalliche
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura discontinua a falde con elemento portante in acciaio.
È isolata termicamente mediante un elemento termoisolante in doppia stratigrafia, di cui il primo strato è in lana di roccia ad alta densità, caratterizzato dalla
possibilità di supportare direttamente il carico trasmesso dagli elementi di supporto dell’elemento di tenuta, realizzato in lastre profilate metalliche.
Lo strato superiore è in lana di roccia a bassa densità, parzialmente compresso in fase di installazione dall’elemento di tenuta.
Gli elementi metallici di supporto poggiano direttamente sull’elemento termoisolante e devono essere ancorati all’elemento portante in acciaio al fine di
evitarne la delocalizzazione.
Non è presente uno strato di controllo alla tenuta all’acqua in quanto la soluzione garantisce in tal senso. La soluzione viene utilizzata in edifici destinati a resi-
denze, sia nel caso di nuova realizzazione, sia nel caso di recupero di sottotetto, e in edifici commerciali o sportivi.

Figura 7.1

146
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Elemento portante, travi in acciaio e Resistenza meccanica


legislazione vigente
lamiera grecata Freccia massima

Strato di barriera al vapore, foglio in UNI EN ISO 12572


Resistenza al vapore acqueo
polietilene UNI EN ISO 10456

Deformazione sotto carico UNI EN 826


Conducibilità specifica UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in
Carico puntuale UNI EN 12430
lana di roccia (primo strato)
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1
Stabilità dimensionale UNI EN 1604

Resistenza agli agenti chimici


Strato di supporto, elementi metallici UNI 10372
Resistenza all’acqua

Conducibilità specifica UNI 10351


Elemento termoisolante, pannello in
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1
lana di roccia (secondo strato)
Stabilità dimensionale UNI EN 1604

Resistenza all’acqua
Impermeabilità all’acqua
Elemento di tenuta, lastre metalliche Carico di rottura a flessione UNI 10372
Resistenza alla grandine
Resistenza agli agenti chimici

147
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Elemento portante, travi in acciaio e lamiera grecata


Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigente.
2. Strato di barriera al vapore, foglio in polietilene
In genere, per garantire la resistenza al passaggio di vapore, è sufficiente un
foglio di spessore di pochi decimi di millimetro. È tuttavia importante, in fase
di progetto, indicare che i fogli debbano essere collegati con nastro biadesivo.
La resistenza al passaggio di vapore minima necessaria si deve determinare
mediante la normativa UNI EN ISO 13788.
3. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (primo strato)
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sulla re-
sistenza a compressione (tenendo presenti sia i carichi permanenti che quelli
variabili sia la loro distribuzione sulla superficie) e su considerazioni lega-
te al fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio. La resistenza
termica dovrà essere determinata attraverso apposito calcolo. In relazione al
fatto che, per questa specifica soluzione, l’elemento termoisolante svolge an-
che funzioni di tipo meccanico, è necessario verificare la sua deformabilità
(cfr. capitolo 9).
4. Strato di supporto, elementi metallici e staffe in materiale plastico
La distanza fra le staffe dipende dalla conformazione geometrica dell’elemen-
to di tenuta. Il calcolo dell’ancoraggio dei supporti alla struttura portante deve
essere effettuato in base al carico di vento, ai pesi permanenti e variabili ed
alla tipologia di materiale utilizzato per il sistema di supporto e per il fissaggio.
La sezione geometrica del sistema di supporto deve essere, possibilmente,
non cava, in quanto ciò provocherebbe difficoltà nella posa in opera dell’ele- Figura 7.2
mento termoisolante al suo interno; ciò è necessario in quanto, in caso con- Esploso assonometrico
trario, si attiverebbero numerosi ponti termici.
l'ambiente in quattro classi: a - marino; b - industriale; c - urbano; d – rurale),
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (secondo strato) la situazione di esposizione locale per quanto riguarda gli aspetti relativi all'im-
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica e su con- permeabilità all'acqua sulla base dell'effetto concomitante vento-pioggia
siderazioni legate al fonoisolamento ed al comportamento in caso di incendio. (pendenza e lunghezza delle falde, sovrapposizione dei prodotti, ecc.) oppure
Il pannello deve presentare deformabilità tale da potere garantire, da un lato, il gli aspetti relativi all'ancoraggio dei prodotti in relazione all’azione del vento.
supporto dell’elemento di tenuta al fine di evitare sue eccessive deformazioni È opportuno considerare anche le situazioni di esposizione locale secondo la
e, dall’altro, potere aderire all’elemento di tenuta per ridurre la produzione di legislazione vigente:
rumore in occasione di urti, per esempio dovuti alla grandine.
sito protetto - fondovalle circondato da colline e protetto nelle direzioni di
„„
6. Elemento di tenuta, lastre metalliche provenienza dei venti più violenti;
Per ciò che attiene alla progettazione, è consigliabile fare riferimento alla UNI
sito normale - terreno piano che può presentare dislivelli poco sensibili;
„„
10372 "Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione
con elementi metallici in lastre”. In particolare dovrà essere valutata l’aggres- sito esposto - zona litorale vicino al mare, valli montane in cui sono pre-
„„
sività dell'atmosfera (gli elementi componenti la copertura devono resistere senti venti violenti, zone montane isolate ed esposte.
all'aggressività dell'atmosfera in relazione al particolare ambiente nel quale
saranno installati, come classificato nella UNI 8627 punto 7.1.7, che suddivide La pendenza minima della falda di copertura necessaria per assicurare

148
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

l'impermeabilità dell'acqua è funzione dei seguenti fattori: zona climatica 1. Elemento portante, travi in acciaio e lamiera grecata
e situazione di esposizione locale (sito protetto, sito normale, sito esposto),
È necessario, nel caso di struttura a vista, una particolare accuratezza nei
lunghezza della falda di copertura, tipo di elemento di tenuta ed entità della
fissaggi fra lamiera grecata e travi in acciaio. Ci si deve accertare di collegare
sovrapposizione.
perfettamente i vari elementi grecati e che gli stessi garantiscano la continuità
della tenuta anche in corrispondenza di tutti i nodi presenti (lucernari, colmo,
ecc.).
Note aggiuntive
2. Strato di barriera al vapore, foglio in polietilene
Potere fonoisolante
„„
Ci si deve accertare che il collegamento dei vari fogli sia perfetto e che gli
Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre-
stessi garantiscano la continuità della tenuta anche in corrispondenza di tutti
visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
i nodi presenti (lucernari, colmo, ecc.).
esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
elemento quindi contribuisce al risultato finale. Per il progettista è im- 3. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (primo strato)
portante avere a disposizione il dato complessivo sul “pacchetto”, certi-
ficato dal produttore. Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
in genere, deteriorati.
Comportamento al fuoco
„„ L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella no essere sfalsati fra di loro.
prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva 4. Strato di supporto, elementi metallici e staffe in materiale plastico
dei diversi elementi della copertura.
È necessario, nel caso di struttura a vista, una particolare accuratezza nei
fissaggi alla lamiera grecata, al fine di evitare anomalie geometriche che po-
trebbero essere considerate quali difetti estetici.
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia (secondo strato)
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
in genere, deteriorati.
L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. È necessario,
nel caso di struttura a vista, una particolare accuratezza nei fissaggi fra ele-
mento termoisolante e lamiera grecata.
I pannelli devono essere sfalsati fra di loro. Nel caso di sistemi di supporto dei
pannelli a sezione cava, si dovrà avere particolare cura nel riempire i vuoti tra
i supporti metallici, al fine di evitare ponti termici.
6. Elemento di tenuta, lastre metalliche
La posa deve avvenire avendo cura di assicurare la sovrapposizione voluta in
fase di progetto ed il vincolo agli elementi di supporto. È anche possibile pro-
cedere con sistemi automatici che riducono la possibilità di difetti. È necessa-
rio posare le lastre in maniera tale che l’apertura dei giunti sia posizionata sul
lato sottovento rispetto ai venti dominanti. È necessario effettuare un accurato
controllo dei fissaggi meccanici degli elementi di supporto prima della posa
delle lastre metalliche ad evitare lacune.

149
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL COLMO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Elemento di tenuta di colmo
L’elemento di tenuta, realizzato mediante una scossalina metallica, viene po-
sato con un sistema di fissaggio ad un supporto vincolato alla struttura prin-
cipale. È consigliabile, al fine di favorire eventuali interventi dei vigili del fuoco,
che le lastre metalliche siano arretrate rispetto al colmo di circa 20 cm.
La scossalina dovrà essere sagomata idoneamente per tenere conto dei risalti
delle lastre metalliche. La lunghezza di sovrapposizione dipende della vento-
sità, dalla pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
È possibile anche utilizzare accessori preformati, in genere forniti dai produt-
tori di lastre, che vengono collegati alle stesse. Sono da evitare quegli ele-
menti che creino una sorta di camera chiusa e che possano essere anche solo
parzialmente dislocati dall’azione del vento.
2. Elemento termoisolante
In corrispondenza del colmo i pannelli devono essere sagomati in maniera
tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici. Si consiglia una posa
sfalsata.
3. Strato di barriera al vapore
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza del colmo, me-
diante un adeguato risvolto dei teli.

Figura 7.3
Schema grafico del nodo in corrispondenza del colmo

150
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera, al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possano dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni
di acqua. Essa può venire posta sopra lastra a monte (fino a raggiungere il
colmo) del lucernario e ancora sopra lastra a valle del lucernario. Tuttavia è
anche possibile saldare la scossalina alle lastre metalliche, scegliendo quindi
materiali saldabili e collegabili fra di loro.
È possibile anche utilizzare accessori preformati, in genere forniti dai produt-
tori di lastre, che vengono collegati alle stesse. Sono da evitare quegli ele-
menti che creino una sorta di camera chiusa e che possano essere anche solo
parzialmente dislocati dall’azione del vento.
3. Sguincio del lucernario
In corrispondenza del bordo di monte del lucernario è consigliabile una con-
formazione geometrica a sguincio, per permettere una maggiore illuminazio-
ne in occasione delle ore del giorno dove il sole è più basso.
4. Risvolto verticale dello strato di barriera al vapore
Lo strato deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere la scossalina del
lucernario, per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso l’esterno con
pericolo di condensazione.
5. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino al telaio del
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza Figura 7.4
termica (ponti termici). Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario

151
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Scossalina
La scossalina dovrà avere una geometria tale da potere evitare infiltrazioni
di acqua. Essa può venire posta sopra lastra a monte (fino a raggiungere il
colmo) del lucernario e ancora sopra lastra a valle del lucernario. Tuttavia è
anche possibile saldare la scossalina alle lastre metalliche, scegliendo quindi
materiali saldabili e collegabili fra di loro.
3. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).
4. Sigillatura
In corrispondenza del giunto fra canalizzazione e parte corrente della copertu-
ra si dovrà posizionare un sigillante per evitare infiltrazioni di aria.

Figura 7.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici

152
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Cicogna
L’elemento di ancoraggio del canale di gronda è presente quando la larghezza
del canale di gronda è notevole oppure quando si hanno intense azioni di neve
e vento.
2. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garanti-
re una idonea manutenzione.
3. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
4. Risvolto verticale dello strato di barriera al vapore
Lo strato di barriera al vapore deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale, per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
5. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
Figura 7.6
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno
Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda
della copertura.

153
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garanti-
re una idonea manutenzione.
2. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
3. Risvolto verticale dello strato di barriera al vapore
Lo strato di barriera al vapore deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere
la muratura perimetrale, per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso
l’esterno con pericolo di condensazione.
4. Risvolto verticale del canale di gronda
In corrispondenza del parapetto, il canale di gronda deve avere un risvolto in
quanto, in occasione di nevicate, si potrebbe avere un accumulo di neve che
bagnerebbe la muratura, degradandola.
5. Scossalina di protezione
In corrispondenza del parapetto, il risvolto verticale del canale di gronda deve es-
sere protetto mediante una specifica scossalina per evitare infiltrazioni di acqua.
È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
6. Risvolto del canale di gronda
L’aletta del canale di gronda deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta al
fine di evitare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno Figura 7.7
della copertura. Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto

154
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (SUPERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina di colmo
In corrispondenza del colmo, dovrà essere posizionata una specifica scossa-
lina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare orizzontalmente
in maniera tale che l’acqua portata dal vento non possa infiltrarsi all’interno
della copertura.
2. Scossalina di protezione
In corrispondenza della parete perimetrale, il risvolto verticale della scossa-
lina deve essere protetto, possibilmente, mediante un risalto della muratura,
per evitare infiltrazioni di acqua. È sconsigliata la sola adozione di sigillanti.
La scossalina dovrà essere sagomata idoneamente per tenere conto dei risalti
delle lastre metalliche. La lunghezza di sovrapposizione dipende della vento-
sità, dalla pendenza della falda e dalla piovosità del sito.
È possibile anche utilizzare accessori preformati, in genere forniti dai produt-
tori di lastre, che vengono collegati alle stesse. Sono da evitare quegli ele-
menti che creino una sorta di camera chiusa e che possano essere anche solo
parzialmente dislocati dall’azione del vento.
3. Elemento termoisolante
In corrispondenza della parete perimetrale i pannelli devono essere sagomati
in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
4. Strato di barriera al vapore Figura 7.8
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (superiore)
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo alla parete perimetrale.

155
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina di bordo
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata.
2. Risvolto verticale della scossalina di bordo
L’aletta del canale deve essere aggraffata con le lastre correnti al fine di evi-
tare che, in presenza di vento, l’acqua possa giungere fino all’interno della
copertura.
3. Elemento di supporto del canale di bordo
L’elemento svolge sia la funzione di supporto del canale di bordo, sia quella di
chiusura orizzontale del pacchetto di muratura.
4. Elemento termoisolante
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sa-
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
5. Strato di barriera al vapore
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete Figura 7.9
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)
collegamento mediante adesivo al listello di bordo.

156
ISOLAMENTO TERMICO E ISOLAMENTO ACUSTICO AI RUMORI AEREI

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e del pannello isolante utilizzato*.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
isol. sup. isol. inf. isol. sup. isol. inf pacchetto

0,035 0,037 4 10 0,251

0,035 0,037 4 12 0,221

0,035 0,037 4 16 0,178

0,035 0,037 4 22 0,138

0,035 0,037 4 28 0,113

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (ROCKWOOL
211 e DUROCK ENERGY), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

* Disponibile test acustico di laboratorio. Per maggiori informazioni contattare l'ufficio tecnico di Rockwool Italia.

157
SCHEDA 8

Copertura continua piana,


isolata e non ventilata
Elemento portante: travi in acciaio
Elemento di tenuta: membrana flessibile
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura continua, piana con elemento portante in acciaio.
È isolata termicamente mediante un pannello in lana di roccia posizionato sopra il solaio e ad esso fissato.
La membrana impermeabilizzante viene posata con collante bituminoso, previa applicazione di strati di imprimitura direttamente all’elemento termoisolante, che
deve avere buone caratteristiche meccaniche in quanto la copertura deve essere pedonabile al fine della sua manutenzione e poiché è soggetto all’azione del vento
sulla copertura. La soluzione presuppone una attenta progettazione e un’accuratissima esecuzione in quanto è particolarmente complessa.

Figura 8.1

160
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Elemento portante, travi in acciaio e Resistenza meccanica


legislazione vigente
lamiera grecata Freccia massima

Deformazione sotto carico UNI EN 826


Conducibilità specifica UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in Carico puntuale UNI EN 12430
lana di roccia Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1
Stabilità dimensionale UNI EN 1604
Resistenza a trazione perpendicolare alle fibre UNI EN 1607

Flessibilità a freddo UNI EN 1109


Stabilità di forma a caldo UNI EN 1110
Stabilità dimensionale a caldo UNI EN 1107
Elemento di tenuta, membrana Flessibilità a freddo prima e dopo l’invecchiamento termico UNI EN 1296
flessibile bituminosa Carico di rottura UNI EN 12311-1
Allungamento a rottura UNI EN 12311-1
Punzonamento statico UNI EN 12730
Punzonamento dinamico UNI EN 12691

161
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Elemento portante, travi in acciaio e lamiera grecata


Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di pro-
getto, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigente.
In relazione all’assenza di uno strato di pendenza dedicato, è necessario posi-
zionare l’elemento portante direttamente con la pendenza necessaria ad evi-
tare ristagni di acqua. Al fine di controllare il flusso di vapore, in assenza di
uno strato dedicato, è necessario prevedere il collegamento tra lamiere greca-
te con elementi (ad esempio sigillanti) che garantiscano la tenuta al passaggio
di vapore in corrispondenza delle giunzioni.
2. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sulla re-
sistenza a compressione (tenendo presenti sia i carichi permanenti che quelli
variabili, sia la loro distribuzione sulla superficie), sulla resistenza a trazione
in senso perpendicolare alle fibre (in quanto si deve evitare la sua delami-
nazione a causa dell’azione del vento sulla copertura), sulla sua stabilità di-
mensionale (in quanto la membrana impermeabilizzante è posta in completa
adesione sopra di esso) e su considerazioni legate al fonoisolamento ed al
comportamento in caso di incendio. La resistenza termica dovrà essere deter-
minata attraverso apposito calcolo. In relazione al fatto che, per questa spe-
cifica soluzione, l’elemento termoisolante svolge anche funzioni di tipo mec-
canico, è necessario verificare la sua deformabilità: il carico totale di progetto
non deve trasmettere sul pannello isolante sollecitazioni superiori al 70% del
valore della resistenza a compressione massima alla deformazione certificata
del 10%.
Nella soluzione rappresentata, il pannello è fissato direttamente alla lamiera Figura 8.2
Esploso assonometrico
grecata mediante cordoli di mastice a base di bitume: in tal caso è impor-
tante utilizzare pannelli isolanti in stratigrafia unica, poiché, come già ac-
cennato, in assenza di fissaggi meccanici è il pannello che assolve alla fun-
zione di vincolo tra la membrana impermeabilizzante e la lamiera grecata. Un indice di qualità è costituito dalla differenza tra la flessibilità a freddo prima
La quantità di cordoli di mastice per pannello isolante e il relativo schema di e dopo l’invecchiamento termico (UNI EN 1296) che può variare per le mem-
posa devono essere determinati in fase di progetto in funzione del carico di brane BPP da 10 °C a 25 °C. Al valore minimo di tale differenza corrisponde
vento, dei pesi permanenti e variabili e dell’adesione tra lamiera e collante e una migliore qualità. La membrana deve essere del tipo autoprotetto con gra-
tra collante ed elemento termoisolante. nuli, scaglie minerali o simili. Per quanto riguarda il carico di vento, è neces-
Si raccomanda di utilizzare prodotti e metodi di installazione appartenenti a sario effettuare una specifica verifica relativa alla tipologia di fissaggio per
pacchetti testati. evitare delaminazione della membrana rispetto all’elemento termoisolante.
In alternativa è possibile prevedere il fissaggio meccanico dei pannelli isolanti Nella soluzione rappresentata è previsto uno strato di imprimitura e prima im-
(cfr. nota aggiuntiva, punto c). permeabilizzazione, da applicare prima della posa della membrana di tenuta,
e la membrana è vincolata al pannello mediante incollaggio. In alternativa è
3. Elemento di tenuta, membrana flessibile bituminosa
possibile prevedere il fissaggio meccanico della membrana (cfr. nota aggiun-
L’elemento di tenuta deve essere progettato secondo la UNI 9307-1. In particolare le carat- tiva, punto c).
teristiche più importanti sono carico di rottura (UNI EN 12311-1), allungamento a rottura
(UNI EN 12311-1), punzonamento statico (UNI EN 12730) e dinamico (UNI EN
12691).

162
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Elemento portante, travi in acciaio e lamiera grecata


Note aggiuntive
È necessario, nel caso di struttura a vista, una particolare accuratezza nei
Potere fonoisolante
„„ fissaggi fra lamiera grecata e travi in acciaio. Ci si deve accertare di collegare
perfettamente i vari elementi grecati e di prevederne la sigillatura dei giunti.
Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre- La continuità della tenuta all’aria ed ai flussi di vapore deve essere garantita
visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica anche in corrispondenza di tutti i nodi presenti (lucernari, colmo, ecc.).
esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
elemento quindi contribuisce al risultato finale. Per il progettista è im- 2. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
portante avere a disposizione il dato complessivo sul “pacchetto”, certi-
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
ficato dal produttore.
in genere, deteriorati.
Comportamento al fuoco
„„ L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
no essere sfalsati fra di loro, con la dimensione maggiore perpendicolare alle
È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella greche della lamiera in acciaio.
prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva Nella soluzione rappresentata i pannelli sono vincolati alla lamiera mediante
dei diversi elementi della copertura. mastice bituminoso, che deve essere applicato in cordoli sulla parte più alta
Eventuali fissaggi meccanici
„„ delle greche della lamiera secondo le indicazioni fornite in fase di progetto. È
importante verificare, in particolare nei nodi, che ogni pannello isolante sia
Per la presente soluzione, possono essere previsti fissaggi meccanici vincolato alla lamiera mediante una congrua quantità di cordoli di mastice.
dell’isolante e dell’elemento di tenuta all’elemento portante. In tal caso
si consiglia l’utilizzo di uno strato di barriera al vapore sul lato inferiore 3. Elemento di tenuta, membrana flessibile bituminosa
dell’isolante.
La posa deve avvenire con molta cura soprattutto rispetto alle sovrapposizioni
laterali e di testa minime richieste ed in corrispondenza dei nodi. In particola-
re, si devono verificare le larghezza delle sormonte minime laterali e di testa
(in genere indicate nei manuali di posa delle aziende produttrici), la sovrap-
posizione dei teli (in genere sfalsati per metà della larghezza), le modalità di
adesione fra telo e telo.
In relazione al fatto che la tenuta al vento è garantita unicamente dall’incol-
laggio in opera, è necessario controllare che ciò avvenga in modo accurato,
facendo, qualora fosse opportuno, anche dei campionamenti prima di effet-
tuare le lavorazioni. Si consiglia di effettuare, dopo la posa, una prova di tenuta
all’acqua o per invaso o di tipo strumentale (prova a vuoto o in pressione) per
essere certi della correttezza delle operazioni di posa.
Nella soluzione rappresentata, la posa della membrana flessibile è precedu-
ta dall’applicazione di strati di imprimitura e prima impermeabilizzazione in
forma liquida, da applicarsi secondo quanto indicato nei manuali di posa delle
aziende produttrici.

163
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNARIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possano dare luogo a difetti con conseguenti guasti. Si consiglia che il ri-
salto del lucernario rispetto al piano dell’impermeabilizzazione sia di almeno
di 15 cm.
2. Scossalina
La scossalina del lucernario deve coprire il risvolto verticale dell’elemento di
tenuta per evitare infiltrazioni.
3. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino al lucerna-
rio, garantendo l’assenza di ponti termici.

Figura 8.3
Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernario

164
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata alla tubazione, in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Terminale
Al fine di poter realizzare in modo opportuno il nodo, è conveniente utilizzare
elementi presagomati di materiale compatibile con quello della membrana
bituminosa alla quale vengono saldati.
3. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).

Figura 8.4
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici

165
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da poter garantire
una idonea manutenzione.
2. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve poter giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
3. Tenuta all’acqua del nodo canale di gronda-elemento di tenuta
Il canale di gronda, realizzato con materiale compatibile con quello utilizzato
per l’elemento di tenuta, deve essere posizionato fra i due strati (o al di sotto
dell’unico strato) per permettere una migliore garanzia di tenuta all’acqua del
nodo. Per canali di gronda di larghezze elevate è necessario che la staffatura
si prolunghi idoneamente all’interno della copertura.

Figura 8.5
Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda

166
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina perimetrale
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifi-
ca scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare vertical-
mente in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata. Dovrà
essere realizzata in materiale compatibile con quello utilizzato per l’elemento
di tenuta.
2. Elemento termoisolante
In corrispondenza nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sago-
mati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
3. Controllo della diffusione del vapore
Si deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete perime-
trale, mediante un profilo di collegamento fra lamiera grecata e parete peri-
metrale.

Figura 8.6
Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale

167
ISOLAMENTO TERMICO E ISOLAMENTO ACUSTICO AI RUMORI AEREI

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e del pannello isolante utilizzato.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]

0,040 14 0,275

0,040 18 0,215

0,040 22 0,177

0,040 30 0,131

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (DACHROCK e
HARDROCK MAX), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

SOLUZIONE TESTATA ACUSTICAMENTE


R
Rww==45
45dB
dB
1. Elemento di tenuta Fire resistant e U.V. resistant con coating superficiale C= 0 dB Ctr= -4 dB
altamente riflettente, strato di prima impermeabilizzazione settorizzazio- 90

ne e vincolo, vernice di impregnazione . 85

80
2. Strato di materiale isolante: pannello ROCKWOOL DACHROCK in lana di 75
roccia ad alta densità (165 Kg/m3), spessore nominale 140 mm. 70

3. Lamiera grecata portante in acciaio zincato sp. 10/10 mm, H = 150 mm 65

Potere fonoisolante R [dB]


tipo HV 1562/3. 60

55

50
Prova acustica effettuata presso Modulo Uno S.p.A. di Torino 45

40

35

30

25

20

15

10

1000
1250
1600
2000
2500
3150
4000
5000
100
125
160
200
250
315
400
500
630
800
Frequenza [Hz]
Curva sperimentale
Curva di riferimento

168
SCHEDA 9

Copertura continua piana,


isolata e non ventilata
Elemento portante: solaio in laterocemento
Elemento di tenuta: membrana flessibile bituminosa
Elemento termoisolante: lana di roccia
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

La soluzione tecnica consiste in una copertura continua, piana con elemento portante in laterocemento.
È isolata termicamente mediante un pannello in lana di roccia, posizionato sopra il solaio, che deve avere buone caratteristiche meccaniche, in quanto la coper-
tura deve essere pedonabile al fine della sua manutenzione.
La membrana impermeabilizzante e l’elemento termoisolante vengono posati con fissaggio meccanico allo strato di pendenza.
È presente uno strato di controllo alla diffusione del vapore per evitare la formazione di condensa al di sotto dell’elemento di tenuta, in quanto esso è poco per-
meabile al vapore. La soluzione viene utilizzata nel caso di edifici destinati a residenza, ad uffici o di tipo industriale, sia nel caso di nuova realizzazione sia nel
caso di recupero di coperture esistenti.

Figura 9.1

170
ELEMENTI E STRATI FUNZIONALI

Elemento/strato Caratteristiche principali Riferimenti normativi

Strato di rivestimento, intonaco a


base cementizia con rasatura in Planarità, adesione al supporto, assenza di difetti visibili
gesso

Elemento portante, solaio in


Resistenza meccanica, freccia massima legislazione vigente
laterocemento

Strato di pendenza, massetto in


calcestruzzo alleggerito

Strato di barriera al vapore, foglio in UNI EN ISO 12572


Resistenza al vapore acqueo
polietilene UNI EN ISO 10456

Deformazione sotto carico UNI EN 826


Conducibilità specifica UNI 10351
Elemento termoisolante, pannello in
Carico puntuale UNI EN 12430
lana di roccia
Classe di reazione al fuoco (euroclasse) UNI EN 13501-1
Stabilità dimensionale UNI EN 1604
Flessibilità a freddo UNI EN 1109
Stabilità di forma a caldo UNI EN 1110
Stabilità dimensionale a caldo UNI EN 1107
Elemento di tenuta, doppia Flessibilità a freddo prima e dopo l’invecchiamento termico UNI EN 1296
membrana flessibile bituminosa Carico di rottura UNI EN 12311-1
Allungamento a rottura UNI EN 12311-1
Punzonamento statico UNI EN 12730
Punzonamento dinamico UNI EN 12691

171
ATTENZIONI PER LA FASE DI PROGETTO

1. Strato di rivestimento, intonaco a base cementizia con rasatura a gesso


2. Elemento portante, solaio in laterocemento
Dovrà essere dimensionato valutando in maniera adeguata i carichi di proget-
to, compresa la freccia massima, nel rispetto della legislazione vigente.
3. Strato di pendenza, massetto in calcestruzzo alleggerito
La pendenza dell’elemento, nelle condizioni di carico di progetto, deve essere
uguale o superiore al 1.5%, al fine di evitare ristagni di acqua.
4. Strato di barriera al vapore, foglio in polietilene
In genere è sufficiente uno spessore di pochi decimi di millimetro. È tuttavia
importante, in fase di progetto, indicare che i fogli debbano essere collega-
ti con nastro biadesivo. È necessario valutare la resistenza al passaggio di
vapore acqueo minima necessaria di questo strato, in base ad una verifica
termoigrometrica, secondo la UNI EN ISO 13788.
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
La scelta del materiale deve essere basata sulla resistenza termica, sulla re-
sistenza a compressione (tenendo in considerazione sia i carichi permanenti
che quelli variabili, sia la loro distribuzione sulla superficie), sulla sua stabilità
dimensionale (in quanto la membrana impermeabilizzante è posta in adesione
sopra di esso) e su considerazioni legate al fonoisolamento ed al comporta-
mento in caso di incendio. La resistenza termica dovrà essere determinata
attraverso apposito calcolo. In relazione al fatto che, per questa specifica so-
luzione, l’elemento termoisolante svolge anche funzioni di tipo meccanico, è
necessario verificare la sua deformabilità: il carico totale di progetto non deve
trasmettere sul pannello isolante sollecitazioni superiori al 70% del valore
della resistenza a compressione massima alla deformazione certificata del
10%.
Figura 9.2
6. Elemento di tenuta, doppia membrana flessibile bituminosa Esploso assonometrico
L’elemento di tenuta deve essere progettato secondo la UNI 9307-1. In par-
ticolare le caratteristiche più importanti sono carico di rottura (UNI EN
12311-1), allungamento a rottura (UNI EN 12311-1), punzonamento statico
(UNI EN 12730) e dinamico (UNI EN 12691).
Un indice di qualità è costituito dalla differenza tra la flessibilità a freddo prima
e dopo l’invecchiamento termico (UNI EN 1296), che può variare per le mem-
brane BPP da 10 °C a 25 °C. Al valore minimo di tale differenza corrisponde
una migliore qualità. La membrana deve essere del tipo autoprotetto con gra-
nuli, scaglie minerali o simili. 
l numero di fissaggi meccanici e il relativo schema di posa devono essere
determinati in fase di progetto in funzione del carico di vento, dei pesi per-
manenti e variabili, delle caratteristiche tecniche dei fissaggi del supporto e
dell’elemento di tenuta.

172
ATTENZIONI PER LA FASE DI ESECUZIONE

1. Strato di rivestimento, intonaco a base di malta e rasatura a gesso


Note aggiuntive
L’intonacatura deve essere realizzata avendo cura della planarità e dei dettagli
Potere fonoisolante
„„ in corrispondenza delle zone perimetrali.

Il potere fonoisolante della copertura deve rispettare i valori minimi pre- 2. Elemento portante, solaio in laterocemento
visti dalla legislazione vigente. Per questa specifica soluzione tecnica
Al fine di evitare eccessivi riporti di materiale all’intradosso, è necessario ef-
esso è dato dal comportamento “di sistema” del pacchetto. Ogni singolo
fettuare la casseratura e il getto in maniera accurata.
elemento quindi contribuisce al risultato finale. In particolare, tuttavia,
assume molta importanza la tipologia e la massa dell’elemento portante 3. Strato di pendenza, massetto in calcestruzzo alleggerito
(solaio in laterocemento). Per il progettista è importante avere a disposi-
zione il dato complessivo sul “pacchetto”, certificato dal produttore. Prima di procedere alla posa degli strati sovrastanti, di concerto con l’impresa
generale, è necessario verificare la planarità, l’assenza di vuoti e asperità, la
Comportamento al fuoco
„„ perfetta pulizia del supporto e la sua pendenza.
È consigliabile considerare il ruolo del materiale isolante anche nella 4. Strato di controllo alla diffusione del vapore, foglio in polietilene
prevenzione dei rischi di incendio (cfr. capitolo 8) come protezione passiva
dei diversi elementi della copertura. Ci si deve accertare che i fogli siano perfettamente collegati e che gli stessi
garantiscano la continuità della tenuta, anche in corrispondenza di tutti i nodi
presenti (lucernari, colmo, ecc.).
5. Elemento termoisolante, pannello in lana di roccia
Si deve evitare di posare pannelli mancanti di parti, con presenza di acqua o,
in genere, deteriorati.
L’accostamento deve essere perfetto per evitare ponti termici. I pannelli devo-
no essere sfalsati fra di loro.
6. Elemento di tenuta, doppia membrana flessibile bituminosa
La posa deve avvenire con molta cura, soprattutto rispetto alle sovrapposizioni
laterali e di testa minime richieste ed in corrispondenza dei nodi. Si consiglia
di effettuare, prima della posa, una prova di pull-off del singolo fissaggio mec-
canico. In particolare si devono verificare le larghezza delle sormonte minime
laterali e di testa (in genere indicate nei manuali di posa delle aziende produt-
trici), la sovrapposizione dei teli (in genere sfalsati per metà della larghezza),
le modalità di adesione fra telo e telo.
I fissaggi meccanici, in caso di doppia membrana, devono essere effettuati al
di sopra della membrana inferiore, in una fascia protetta dalla sormonta della
membrana superiore, che non deve essere forata.
Si consiglia di effettuare, dopo la posa, una prova di tenuta all’acqua o per in-
vaso o di tipo strumentale (prova a vuoto o in pressione) per essere certi della
correttezza delle operazioni di posa.

173
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL LUCERNAIO

Le attenzioni progettuali sono le seguenti:


1. Lucernario
Il sistema di collegamento fra struttura e lucernario dovrà essere predefinito
prima della fase di posa in opera al fine di evitare aggiustamenti in cantiere
che possono dare luogo a difetti con conseguenti guasti.
2. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta all’acqua
Lo strato di controllo alla tenuta all’acqua deve risvoltare verticalmente fino
a raggiungere almeno la scossalina del lucernario per evitare infiltrazioni di
acqua verso l’interno.
3. Risvolto verticale dello strato di controllo alla diffusione del vapore
Lo strato di controllo alla diffusione del vapore deve risvoltare verticalmente
fino a raggiungere almeno la scossalina del lucernario, per evitare passaggi
di vapore non voluti.
4. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve poter giungere direttamente fino al telaio del
lucernario, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza Figura 9.3
termica (ponti termici). Schema grafico del nodo in corrispondenza del lucernaio

174
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DI TERMINALI IMPIANTISTICI

In corrispondenza di terminali impiantistici le attenzioni progettuali da adot-


tare sono le seguenti:
1. Fascia di collegamento
La fascia di collegamento dovrà essere posizionata ad una quota, rispetto alla
falda, di almeno 15 cm, per evitare possibili infiltrazioni. La fascia dovrà essere
sigillata, possibilmente in zona protetta dall’azione dei raggi solari.
2. Terminale
Al fine di poter realizzare in modo opportuno il nodo, è conveniente utilizzare
elementi presagomati (controtubi) di materiale compatibile con quello della
membrana bituminosa alla quale vengono saldati.
3. Risvolto verticale dello strato di controllo alla diffusione del vapore
Lo strato deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere l’elemento di tenuta,
per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso l’esterno con conse-
guenti rischi di condensazione.
4. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino alla cana-
lizzazione, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor resistenza
termica (ponti termici).

Figura 9.4
Schema grafico del nodo in corrispondenza di terminali impiantistici

175
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL CANALE DI GRONDA

In corrispondenza del canale di gronda le attenzioni progettuali da adottare


sono le seguenti:
1. Canale di gronda
La sezione del canale di gronda deve essere dimensionata secondo la norma-
tiva UNI EN 12056-3. La larghezza deve essere tuttavia tale da potere garanti-
re una idonea manutenzione.
2. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve poter giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
3. Risvolto dello strato di controllo alla diffusione del vapore
Lo strato deve proseguire fino a raggiungere l’elemento di tenuta, per evitare
possibili punti di infiltrazione di aria verso l’esterno con conseguenti rischi di
condensazione.
4. Taglio termico della struttura portante
La gronda, realizzata in calcestruzzo, al fine di evitare ponti termici, deve esse-
re sezionata termicamente rispetto al solaio principale. Uno dei sistemi pos-
sibili consiste nell’utilizzare barre o profili in acciaio distanziatori con capacità
portanti. Fra il solaio e la gronda viene quindi posizionato un isolante termico.
5. Tenuta all’acqua del nodo canale di gronda - elemento di tenuta
Il canale di gronda, realizzato con materiale compatibile con quello utilizzato
per l’elemento di tenuta, deve essere posizionato fra i due strati (o al di sotto
dell’unico strato), per permettere una migliore garanzia di tenuta all’acqua Figura 9.5
del nodo. Schema grafico del nodo in corrispondenza del canale di gronda

176
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DEL PARAPETTO

In corrispondenza del parapetto le attenzioni progettuali da adottare sono le


seguenti:
1. Continuità dell’elemento termoisolante
L’elemento termoisolante deve potere giungere direttamente fino a quello po-
sizionato in copertura, senza soluzioni di continuità, per evitare zone a minor
resistenza termica (ponti termici).
2. Risvolto dello strato di controllo alla diffusione del vapore
Lo strato deve risvoltare verticalmente fino a raggiungere la muratura peri-
metrale, per evitare possibili punti di infiltrazione di aria verso l’interno con
pericolo di condensazione.
3. Risvolto verticale dell’elemento di tenuta
È consigliabile la presenza di una scossalina perimetrale protetta da un risalto
della muratura dotato di rompigoccia. È consigliabile verificare sui manuali
di posa delle aziende produttrici l’esatta suddivisione e conformazione della
membrana impermeabilizzante al fine di evitare tensionamenti.
4. Taglio termico della struttura portante (eventuale)
Il parapetto, realizzato in calcestruzzo, al fine di evitare ponti termici, deve
essere sezionato termicamente rispetto al solaio principale. Se vi fosse ne-
cessità di collegamento al solaio principale, uno dei sistemi possibili consiste
nell’utilizzare barre o profili in acciaio distanziatori con capacità portanti. Fra il
solaio e il parapetto può quindi essere posizionato un isolante termico.

Figura 9.6
Schema grafico del nodo in corrispondenza del parapetto

177
ATTENZIONI PROGETTUALI E SCHEMA GRAFICO PER IL NODO IN CORRISPONDENZA DELLA PARETE PERIMETRALE (INFERIORE)

Coerentemente con la tipologia di copertura, le attenzioni progettuali sono le


seguenti:
1. Scossalina perimetrale
In corrispondenza del bordo laterale, dovrà essere posizionata una specifica
scossalina per evitare infiltrazioni di acqua. Essa dovrà risvoltare verticalmen-
te in maniera tale da evitare percolamenti di acqua sulla facciata. Dovrà es-
sere realizzata in materiale compatibile e saldabile con quello utilizzato per
l’elemento di tenuta.
2. Risvolto della scossalina perimetrale
L’aletta della scossalina deve risvoltare al di sotto del manto di tenuta, dove
viene sigillata, al fine di evitare che l’acqua possa giungere fino all’interno
della copertura.
3. Elemento termoisolante
In corrispondenza del nodo orizzontale/verticale i pannelli devono essere sa-
gomati in maniera tale da evitare lacune che indurrebbero ponti termici.
4. Strato di controllo della diffusione del vapore
Lo strato deve garantire la continuità anche in corrispondenza della parete
perimetrale, mediante un adeguato risvolto verticale dei teli. È consigliato un
collegamento mediante adesivo al cordolo di bordo.
Taglio termico della struttura portante (eventuale)
Il cordolo perimetrale, se realizzato in calcestruzzo, al fine di evitare ponti
termici, deve essere sezionato termicamente rispetto al solaio principale. Uno
dei sistemi possibili consiste nell’utilizzare barre o profili in acciaio distanzia- Figura 9.7
tori con capacità portanti. Fra il solaio ed il cordolo viene quindi posizionato Schema grafico del nodo in corrispondenza della parete perimetrale (inferiore)
un isolante termico.

178
ISOLAMENTO TERMICO

Pagina a cura di Rockwool

Si riportano di seguito alcune valutazioni analitiche volte ad indicare le prestazioni termiche del pacchetto di copertura, evidenziando il valore di trasmittanza
termica U, al variare dello spessore e del pannello isolante utilizzato.

λD Spessore isolante U
[W/mK] [cm] [W/m2K]
0,037 13 0,238

0,037 14 0,224

0,037 16 0,200

0,037 20 0,164

0,037 26 0,130

0,037 30 0,114

Per ulteriori informazioni sulle caratteristiche tecniche dei prodotti consigliati (DUROCK
ENERGY), si rimanda all’appendice tecnica di pagina 185.

179
APPENDICE NORMATIVA

Nelle pagine seguenti è presente un elenco di leggi e norme, suddivise per tematiche, utilizzabili per avere una maggiore chiarezza rispetto a quanto trattato nel testo.
Si ricorda che i decreti ministeriali sono cogenti mentre le norme rappresentano uno stato dell’arte. Queste ultime, tuttavia, costituiscono il documento di riferimento in
caso di contenziosi. Per quanto riguarda le norme vi sono tre livelli:

UNI, l’Ente Nazionale Italiano di Unificazione che si occupa di elaborare le norme, pubblicarle e rappresentare l’Italia a livello Europeo (CEN) e internazionale (ISO);
„„
CEN, European Committee for Standardization, del quale fanno parte la maggior parte degli enti normatori europei e, che svolge in Europa un ruolo simile a quello
„„
dell’UNI in Italia. Si ricorda che le norme emesse dal CEN devono obbligatoriamente essere recepite dagli stati membri;
ISO, International Standard Organisation, rappresenta la normazione riconosciuta da oltre 140 nazioni che, per mezzo dei propri organismi di normazione, partecipano
„„
al processo di definizione delle norme a supporto delle attività tecniche e commerciali.
Di conseguenza vi sono:

norme UNI, adottate solo in Italia (UNI xxx);


„„
norme CEN, adottate in Italia e nelle nazioni aderenti al CEN (UNI EN xxx);
„„
norme ISO adottate dal CEN e conseguentemente adottate a livello nazionale (UNI EN ISO) (UNI EN ISO xxx);
„„
norme ISO, adottate a livello nazionale, ma non a livello europeo (UNI ISO xxx);
„„
norme ISO, non adottate a livello nazionale (ISO).
„„
È importante ricordare che, a titolo di esempio, è possibile riportare in un capitolato tecnico il riferimento a norme di qualsiasi livello, così pure non adottate da UNI ma
da altri Enti di normazione (ad esempio, norme DIN, di emanazione tedesca). Vale sempre la regola che se esse sono in contrasto con quanto indicato da norme UNI (o
UNI EN o UNI EN ISO), in caso di contenzioso, è probabile che la ragione venga data a chi ha rispettato le norme UNI (o UNI EN o UNI EN ISO). Gli Eurocodici (EC) sono
norme europee per la progettazione strutturale. Si allineano alle norme nazionali vigenti e consentono l'utilizzo di criteri di calcolo comuni ed adottabili anche all'estero.
Si deve fare attenzione in quanto in alcuni punti possono differire dalle legislazioni nazionali, che sono comunque quelle da utilizzare necessariamente.

L'Eurocodice 0 fornisce le indicazioni per la progettazione con il metodo semiprobabilistico agli stati limite, le combinazioni di verifica, i fattori di sicurezza per la combi-
nazione delle azioni.

L'Eurocodice 1 fornisce le indicazioni per determinare le azioni di calcolo sulle strutture (carichi dovuti a persone, alla neve, al vento, ai carichi termici derivanti da un
incendio, a quelli nelle fasi di montaggio e a quelli, più specifici, sui ponti).

L'Eurocodice 2 è dedicato alle strutture in calcestruzzo non armato, armato e precompresso.

L'Eurocodice 3 è dedicato alle strutture in acciaio.

L'Eurocodice 4 è dedicato alle strutture miste acciaio-calcestruzzo.

L'Eurocodice 5 è dedicato alle strutture in legno.

L'Eurocodice 6 è dedicato alle strutture in muratura portante, armata e non, naturale e artificiale.

L'Eurocodice 7 è dedicato alle problematiche geotecniche (fondazioni, muri di sostegno, ecc.).

L'Eurocodice 8 è dedicato all'aspetto sismico.

L'Eurocodice 9 è dedicato alle strutture in alluminio.

181
APPENDICE NORMATIVA

CAPITOLO 2
COMPONENTI FUNZIONALI

UNI 10372:2004 - Coperture discontinue - Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture realizzate con elementi metallici in lastre.

UNI 9308-1:1988 - Coperture discontinue. Istruzione per la progettazione. Elementi di tenuta.

UNI 9460:2008 - Coperture discontinue. Istruzioni per la progettazione, l'esecuzione e la manutenzione di coperture realizzate con tegole in laterizio o cemento.

UNI 8089:2012 - Edilizia. Coperture e relativi elementi funzionali. Terminologia funzionale.

UNI 8090:1980 - Edilizia. Elementi complementari delle coperture. Terminologia.

UNI 8091:1980 - Edilizia. Coperture. Terminologia geometrica.

UNI 8178:1980 - Edilizia. Coperture. Analisi degli elementi e strati funzionali.

UNI 9307-1:1988 - Coperture continue. Istruzione per la progettazione. Elemento di tenuta.

UNI 9308-1:1988 - Coperture discontinue. Istruzione per la progettazione. Elementi di tenuta.

CAPITOLO 3
SISTEMA STRUTTURALE

DM 14 gennaio 2008 - Norme tecniche per le costruzioni.

UNI EN 1995-1-1:2009 - Eurocodice 5 - Progettazione delle strutture di legno - Parte 1-1: Regole generali - Regole comuni e regole per gli edifici.

UNI EN 1995-1-2:2005 - Eurocodice 5 - Progettazione delle strutture di legno - Parte 1-2: Regole generali - Progettazione strutturale contro l'incendio.

UNI EN 1194:2000 - Strutture di legno - Legno lamellare incollato - Classi di resistenza e determinazione dei valori caratteristici.

UNI EN 11035–1:2010 - Legno strutturale - Classificazione a vista dei legnami secondo la resistenza meccanica: terminologia e misurazione delle caratteristiche.

UNI EN 11035–2:2010 - Legno strutturale - Regole per la classificazione a vista secondo la resistenza meccanica e i valori caratteristici per tipi di legname strutturale.

CAPITOLO 4
COMPORTAMENTO TERMICO

UNI EN ISO 6946:2008 - Componenti ed elementi per edilizia. Resistenza termica e trasmittanza termica. Metodo di calcolo.

UNI EN ISO 13786:2008 - Prestazione termica dei componenti per edilizia - Caratteristiche termiche dinamiche - Metodi di calcolo.

182
APPENDICE NORMATIVA

CAPITOLO 5
FENOMENI CONDENSATIVI

UNI EN ISO 9346:2008 - Prestazione termoigrometrica degli edifici e dei materiali da costruzione - Grandezze fisiche per il trasferimento di massa - [Link] EN
ISO 13788:2003 – Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia – Temperatura superficiale critica e condensazione interstiziale – Metodo di calcolo.

UNI EN 10456:2008 - Materiali e prodotti per edilizia - Proprietà igrometriche - Valori tabulati di progetto e procedimenti per la determinazione dei valori termici dichiarati
e di progetto.

CAPITOLO 6
TENUTA ALL’ARIA

ISO 6589:1983 - Joints in building – Laboratory method of test for air permeability of joints.

UNI EN ISO 12114:2001 - Prestazione termica degli edifici - Permeabilità all’aria dei componenti e degli elementi per edilizia - Metodo di prova di lavoratorio.

UNI EN 13829:2002 - Prestazione termica degli edifici - Determinazione della permeabilità all'aria degli edifici - Metodo di pressurizzazione mediante ventilatore.

CAPITOLO 7
COMPORTAMENTO ACUSTICO

D.P.C.M. 5-12-1997 - Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici.

UNI 11367:2010 - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica.

UNI EN ISO 717-1:2007 - Acustica - Valutazione dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio - Parte 1: Isolamento acustico per via aerea.

UNI EN 12354-1:2002 - Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti - Isolamento dal rumore per via aerea tra ambienti.

UNI EN 12354-2:2002 - Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti - Isolamento acustico al calpestio tra ambienti.

UNI EN 12354-3:2002 - Acustica in edilizia - Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti - Isolamento acustico contro il rumore
proveniente dall'esterno per via aerea.

UNI/TR 11175:2005 - Acustica in edilizia - Guida alle norme serie UNI EN 12354 per la previsione delle prestazioni acustiche degli edifici - Applicazione alla tipologia
costruttiva nazionale.

UNI EN ISO 10140-2:2010 - Acustica - Misurazione in laboratorio dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio - Parte 2: Misurazione dell'isolamento acustico
per via aerea.

UNI EN ISO 140-4:2000 - Acustica - Misurazione dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio - Misurazioni in opera dell'isolamento acustico per via aerea
tra ambienti.

183
APPENDICE NORMATIVA

UNI EN ISO 140-5:2000 - Acustica - Misurazione dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio - Misurazione in opera dell'isolamento acustico per via aerea
degli elementi di facciata e delle facciate.

CAPITOLO 8
PROTEZIONE DAGLI INCENDI

D.M. 09/03/07 - Prestazioni di resistenza al fuoco delle costruzioni nelle attività soggette al controllo del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

D.M. 15/03/05 - Requisiti di reazione al fuoco dei prodotti da costruzione installati in attività disciplinate da specifiche disposizioni tecniche di prevenzione incendi in base
al sistema di classificazione europeo.

UNI EN 13501-1:2009 - Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 1: Classificazione in base ai risultati delle prove di reazione al fuoco.

D.M. 10/03/05 - Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali e' prescritto il requisito della sicurezza in caso d'incendio.

UNI EN 13501-2:2009 - Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 2: Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco,
esclusi i sistemi di ventilazione.

CAPITOLO 9
SISTEMI DI ANCORAGGIO E DI FISSAGGIO MECCANICO

D.M. 14 gennaio 2008 - Norme tecniche per le costruzioni.

CAPITOLO 10
SISTEMI DI RACCOLTA E ALLONTANAMENTO DELLE ACQUE METEORICHE

UNI EN 12056-1:2001 - Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici - Requisiti generali e prestazioni.

UNI EN 12056-3:2001 - Sistemi di scarico funzionanti a gravità all'interno degli edifici - Sistemi per l'evacuazione delle acque meteoriche, progettazione e calcolo.

UNI 10724:2004 - Coperture - Sistemi di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche - Istruzioni per la progettazione e l'esecuzione con elementi discontinui.

184
APPENDICE TECNICA

® ®

DUROCK ENERGY

Pannello rigido in lana di roccia non rivestito a doppia densità, ad Dati tecnici Valore Norma
elevata resistenza a compressione, calpestabile, per l’isolamento ter-
Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1
mico, acustico e la sicurezza in caso di incendio di coperture inclinate
Conduttività termica dichiarata λ D = 0,037 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
e piane (tetto caldo).
Resistenza a compressione
σ10 ≥ 50 kPa UNI EN 826
Coperture inclinate: particolarmente indicato nel caso di tetti in legno (carico distribuito)
e ventilati dove apporta un significativo incremento delle prestazioni Resistenza al carico puntuale F P ≥ 600 N UNI EN 12430
acustiche e del comfort invernale ed estivo.  Coefficiente di resistenza
μ=1 UNI EN 12086
Coperture piane: raccomandato per applicazioni in cui l’impermeabi- alla diffusione di vapore acqueo
lizzazione è realizzata con membrane o guaine bituminose. Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
Densità (doppia densità) ρ = 150 kg/m 3 circa (210/130) UNI EN 1602
Formato 1200x600 mm e 2400x600 mm.

® ®

HARDROCK ENERGY

Pannello rigido in lana di roccia non rivestito a doppia densità, ad ele- Dati tecnici Valore Norma
vata resistenza a compressione, calpestabile, per l’isolamento termi-
Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1
co, acustico e la sicurezza in caso di incendio di coperture inclinate.
Conduttività termica dichiarata λ D = 0,036 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
Particolarmente indicato nel caso di tetti in legno e ventilati dove Resistenza a compressione
σ10 ≥ 30 kPa UNI EN 826
apporta un significativo incremento delle prestazioni acustiche e del (carico distribuito)
comfort abitativo. Resistenza al carico puntuale F P ≥ 500 N UNI EN 12430
Coefficiente di resistenza
Formato 1200x600 mm e 2400x600 mm. μ=1 UNI EN 12086
alla diffusione di vapore acqueo
Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
Densità (doppia densità) ρ = 110 kg/m 3 circa (190/90) UNI EN 1602

® ®

ROCKWOOL 220

Pannello semirigido in lana di roccia non rivestito a media densità, Dati tecnici Valore Norma
per l’isolamento termico ed acustico all’intradosso di coperture in-
Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1
clinate.
Conduttività termica dichiarata λ D = 0,035 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
Il prodotto è particolarmente indicato nelle ristrutturazioni e nei re- Coefficiente di resistenza
μ=1 UNI EN 12086
cuperi dei sottotetti quali ambienti abitabili. alla diffusione di vapore acqueo
Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
Formato 1200x600 mm. Densità ρ = 50 kg/m 3 UNI EN 1602

185
APPENDICE TECNICA

® ®

ROCKWOOL 234

Pannello rigido in lana di roccia non rivestito a medio-alta densità, Dati tecnici Valore Norma
non portante, per l’isolamento termico, acustico e la sicurezza in
Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1
caso di incendio di coperture inclinate.
Conduttività termica dichiarata λ D = 0,035 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
Interposto in appositi listelli di contenimento, è idoneo anche per la Coefficiente di resistenza
μ=1 UNI EN 12086
realizzazione di tetti curvi. alla diffusione di vapore acqueo
Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
Formato 1200x600 mm. Densità ρ = 100 kg/m 3 UNI EN 1602

® ®

ROCKWOOL 211

Pannello semirigido in lana di roccia non rivestito a densità medio- Dati tecnici Valore Norma
bassa, per l’isolamento termico ed acustico di pareti divisorie leggere
Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1
(tecnologia a secco) e massive.
Conduttività termica dichiarata λ D = 0,035 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
Utilizzato nella soluzione tecnica con elemento portante in acciaio, Coefficiente di resistenza
μ=1 UNI EN 12086
poiché grazie alla densità medio-bassa può essere parzialmente alla diffusione di vapore acqueo
compresso dall'elemento di tenuta in fase di installazione. Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
Densità ρ = 40 kg/m 3
UNI EN 1602
Formato 1200x600 mm.

186
APPENDICE TECNICA

® ®

DACHROCK

Pannello rigido in lana di roccia non rivestito ad alta densità, ad eleva- Dati tecnici Valore Norma
ta resistenza a compressione, calpestabile, per l’isolamento termico,
Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1
acustico e la sicurezza in caso di incendio di coperture piane (tetto
Conduttività termica dichiarata λ D = 0,040 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
caldo).
Resistenza a compressione
σ10 ≥ 70 kPa UNI EN 826
Il prodotto è raccomandato per applicazioni in cui l’impermeabilizza- (carico distribuito)
zione è realizzata con membrane o guaine bituminose anche in caso Resistenza al carico puntuale F P ≥ 600 N UNI EN 12430
di assenza di fissaggi meccanici (incollaggio). Resistenza a trazione nel senso
σmt ≥ 15 kPa UNI EN 1607
dello spessore
Formato 1200x600 mm e 2000x1200 mm. Coefficiente di resistenza
μ=1 UNI EN 12086
alla diffusione di vapore acqueo
Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
Densità ρ = 160 kg/m 3 UNI EN 1602

HARDROCK MAX

Pannello rigido in lana di roccia non rivestito a doppia densità, ad


Dati tecnici Valore Norma
elevata resistenza a compressione, calpestabile, per l’isolamento ter-
mico, acustico e la sicurezza in caso di incendio di coperture piane Classe di reazione al fuoco A1 UNI EN 13501-1

(tetto caldo) e inclinate. Conduttività termica dichiarata λ D = 0,040 W/(mK) UNI EN 12667, 12939
Resistenza a compressione
σ10 ≥ 70 kPa UNI EN 826
Coperture piane: raccomandato per applicazioni in cui l’impermeabi- (carico distribuito)
lizzazione è realizzata con membrane o guaine bituminose. Resistenza al carico puntuale F P ≥ 800 N UNI EN 12430
Coefficiente di resistenza
Coperture inclinate: particolarmente indicato nel caso di tetti in legno μ=1 UNI EN 12086
alla diffusione di vapore acqueo
e/o ventilati sottoposti a carichi particolarmente gravosi (ad esempio
Calore specifico CP = 1030 J/(kgK) UNI EN 12524
coperture in alta montagna).
Densità (doppia densità) ρ = 165 kg/m circa (220/150)
3
UNI EN 1602
Formato 1000x600 mm e 2000x1200 mm.

187
BIBLIOGRAFIA

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
In questa sezione sono riportati i testi con carattere manualistico e orientati alla tecnologia e al dettaglio costruttivo delle chiusure orizzontali superiori.

[Link]., Quaderni del Manuale di Progettazione Edilizia - Le Chiusure Orizzontali, Hoepli, Milano, 2006

Croce S., Fiori M., Sistemi di impermeabilizzazione. Guida alla progettazione, BE-MA, Milano, 2007

De Angelis E., a cura di, PRAXIS - Pietra naturale. Mattoni a grande formato, Utet, Torino, 2007

D'Orazio M., Ventilazione nelle coperture in cotto, BE-MA, Milano, 2004

Duthu H., Montharry D., Platzer M., Pratiche di costruzione, Sistemi Editoriali, Milano, 2006

Fassi A., Maina L., Isolamento Ecoefficiente, Edizioni Ambiente, Milano, 2006

IGLAE, a cura di, Impermeabilizzazioni, EDILSTAMPA Edizioni, 2006

Lucchini A., Le coperture innovative, Il Sole 24 Ore Pirola, Milano

Mottura G., La realizzazione di un sottotetto abitato, Maggioli, Rimini, 2006

Nelva R., Vancetti R., La copertura in lastre di fibrocemento, Il Sole 24 Ore, Milano, 2006

Nicolella M., Durabilità delle coperture continue, Editecnica, 2006,

Perago A., Progettare tetti e coperture. Dalla tegola al fotovoltaico, Maggioli Editore, Rimini, 2006

Reyneri C. A., Coperture in bioedilizia, Edicom Edizioni, Monfalone (GO), 2002

Schunk E., Finke T., Jenisch J. e Oster H.J., Tetti, Utet, Torino, Vol.4

Sinopoli N. et al., Una copertura chiamata tetto. Elementi per un manuale di progettazione. BE-MA, Milano, 1979

Zannoni G. et al., Il Sistema Tetto, manuale di progettazione, Maggioli, Rimini, 1992

BIBLIOGRAFIA RAGIONATA
I riferimenti manualistici e normativi riportati in questa sezione vengono raccolti per tematiche.

SUL COMPORTAMENTO TERMICO DELLE COPERTURE - letteratura scientifica

Owen M., ASHRAE Handbook Fundamentals, 2005, pp. 30-22

Ciampi M. et al., Energy analysis of ventilated and microventilated roofs, Solar Energy 79, 2005, pp.183-192

188
BIBLIOGRAFIA

D’Orazio M., La ventilazione nelle coperture: il controllo dei problemi igrometrici, pp. 285-290

Baglioni A., Quaderni del manuale di progettazione edilizia – Le chiusure orizzontali, Hoepli, 2006, pp. 55-85

Dall’Ò G. et al., Manuale della certificazione energetica degli edifici. Norme, procedure e strategie d'intervento, Edizione Ambiente, 2008

SUI FENOMENI CONDENSATIVI - letteratura scientifica

Künzel, H.M., Simultaneous Heat and Moisture Transport in Building Components (One- and two-dimensional calculation using simple parameters), Fraunhofer Institute
of Building Physics, 1995

Künzel, H.M., Moisture Risk Assessment of Roof Constructions by Computer Simulation in Comparison to the Standard Glaser Method, International Building Physics
Conference, Eindhoven, 2000

International Energy Agency, Heat, Air and Moisture Transfer In Highly Insulated Building Envelopes (HAMTIE), Annex 24, Technical Synthesis Report

SUL COMPORTAMENTO ACUSTICO - letteratura scientifica

Quirt J.D., Nightingale R.R.T., King F., Guide for Sound Insulation in Wood Frame Construction, NRC-CNRC, 2006

Spagnolo R., Manuale di Acustica, UTET, Torino, 2001

189
Stampato per conto di Rockwool Italia S.p.A.
presso Eurgraf s.a.s., Cesano Boscone (MI)
su carta a basso impatto ambientale

Prima edizione: Maggio 2008

Ristampa: Maggio 2013

ISBN 978-88-908722-0-4
SCHEDA #1

Teoria e tecnologia delle coperture ad elevate prestazioni


Questa pubblicazione è stata curata da Sergio Croce, ingegnere, già ordinario di Architettura Tecnica.

Il gruppo di lavoro coordinato da Sergio Croce attualmente opera all'interno del Dipartimento di Architettura,
Ingegneria delle costruzioni e Ambiente costruito del Politecnico di Milano.

Il gruppo svolge attività di ricerca e di servizio a supporto del progetto e della realizzazione dell'involucro edilizio
e, attraverso questo, delle architetture e della città, intesa come stato fisico di un ambiente ad elevata antropizza-
zione. Il tema centrale è il controllo della qualità dell'involucro edilizio, del suo progetto e della sua realizzazione:
„„ nel suo rapporto con l'ambiente esterno (microclima);
„„ nel suo rapporto con l'ambiente confinato (comfort, costi energetici e ambientali);
„„ nel tempo (degrado, patologia, manutenzione).

Il Gruppo Rockwool è leader mondiale nella fornitura di prodotti e sistemi innovativi in lana di roccia, materiale
che aiuta a proteggere l’ambiente migliorando la qualità della vita di milioni di persone.
È presente prevalentemente in Europa e sta espandendo le proprie attività in Nord e Sud America oltre che in
Asia.
Il Gruppo è tra i leader mondiali nell’industria dell’isolamento. Infatti, oltre alla gamma di pannelli in lana di
roccia per la coibentazione termo-acustica, Rockwool propone controsoffitti acustici e rivestimenti di facciata
che permettono di realizzare edifici sicuri in caso di incendio, efficienti dal punto di vista energetico e caratte-
rizzati da un comfort acustico ottimale.
Rockwool offre anche soluzioni “green” per la coltivazione fuori terra, fibre speciali per l’utilizzo industriale,
isolamento per l’industria di processo e per la coibentazione del settore navale, così come sistemi anti-vibra-
zione e anti-rumore per le moderne infrastrutture.
Inoltre, i servizi di consulenza in fase preliminare e di realizzazione rappresentano un plus unico nel mercato
dell’isolamento e rendono Rockwool il partner ideale nell’iter progettuale e costruttivo.

Teoria e tecnologia delle


Rockwool Italia S.p.A. coperture ad elevate prestazioni
Via Londonio, 2
20154 Milano a cura di Sergio Croce
[Link]
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ISBN 978-88-908722-0-4

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